(CHI CERCA L'ARTICOLO "A.A.AL. TERRORISTA CERCASI..." LO TROVA QUI).



ANCHE L'ARTE DEL FOTOMONTAGGIO NEL CILINDRO DI SCHWARTZNEGGER. Ecco come si svela un trucco vecchio quanto la fotografia stessa.

di Massimo Mazzucco

5.10.03 - A meno di un improvviso capovolgimento nei sondaggi, da mercoledì la sesta potenza economica al mondo sarà governata da una persona che non ha mai visto da vicino neanche un rendiconto della nettezza urbana, ma che ha illuso la popolazione di potere scendere dagli schermi e proseguire indisturbato tra di noi il lavoro di pulizia morale che tanto facilmente gli riesce con i cattivi di celluloide. Della sofisticatissima lanterna magica messa in funzione per lui - dire che il mondo è ostaggio delle apparenze è ormai una banalità da Baci Perugina - fa parte anche il trucco illusionistico per eccellenza, sperimentato già dai nipotini di Daguerre quasi due secoli fa: il fotomontaggio.


Osservate prima la foto con attenzione. Se ci fate caso, anche senza vedere chiaramente dove stia il trucco, si sente che c'è qualcosa di strano, di innaturale. E' come se la figura di Arnold fosse stata "appoggiata" in qualche modo sulla foto, ma non gli appartenesse affatto. (In realtà, come vedremo, si tratta di almeno 4 fotografie diverse montate insieme).



Ma come dimostrarlo? Guardate ancora un attimo bene la foto, nel suo insieme, poi alla domanda che sto per farvi cercate di rispondere senza guardare.

DOMANDA: Quel giorno c'era il sole o no? (chiudete gli occhi)

Difficile a dirsi, giusto? A giudicare da Arnold, splendeva un bel sole proprio di fronte a lui. Ma a giudicare dalla gente che gli sta intorno, sembra invece una giornata decisamente nuvolosa. Guardate infatti l'ombra netta della camicia sul collo di Arnold, e la mancanza completa della stessa sul collo di questo signore (o sui volti di tutti gli altri).


Questo è uno dei modi più semplici per individuare i montaggi dozzinali, poichè la difficoltà sta proprio nel trovare due foto in cui la luce sia quasi indentica, e venga soprattutto dalla stessa direzione.  

Un secondo modo per individuare i montaggi, è di scoprire quei sottilissimi aloni, di solito o bianchi o neri, che circondano la figura ritagliata e spiccano inevitabilmente su quella che la ospita.

Sempre nella foto sopra, la freccia in alto ne indica uno fra i capelli di Arnold e ciò che c'è dietro. Quello non può certo essere controluce, poichè l'attore ha il sole proprio di fronte.

Adesso tornate a guardare la foto grande sopra (per un ingrandimento, clicca qui), e vedete quanti aloni di quel tipo, bianchi o neri, riuscite ad individuare un pò dappertutto (anche se a prima vista non saltano all'occhio, in qualche modo si "sentono", attorno alla figura che ti sembra anomala).

Eccone alcuni fra i più vistosi:



Uno fra i più evidenti, è quello che circonda quasi per intero capo e braccia della ragazza col cartello in mano. Come vedete dalle frecce poi, il ritaglio (l'alone chiaro) prosegue sulla testa della signora che le sta davanti, e quasi sicuramente (per una questione di prospettiva) include anche la ragazza più sotto, quella con gli occhi chiusi.

Ma le mani vengono da tutt'altra parte. Un terzo strato di composizione è dato infatti dalla "selva" di braccia e mani che salutano Schwartznegger in primo piano. Qui i contorni scuri, che appaiono un pò dappertutto (ma sono decisamente più difficili da notare), indicano che il ritaglio è stato fatto da uno sfondo scuro.



Vediamo la parte sinistra del dettaglio, ancora più ingrandita: a questo livello di magnificazione, interviene nell'immagine molto "sporco elettronico", ma gli scontorni neri (che non sono certo ombre, in questo caso)
rimangono distinti e ben visibili.



In conclusione, qui sembrerebbe che l'immagine di tanta gioia popolare sia il risultato di almeno quattro immagini diverse, montate una sull'altra: la gente con la banda che passa, il trio di donne sulla sinistra, le braccia e mani alzate in primo piano, e il caro Arnold, che lì non c'è mai stato, e chissà a quale bionda stava invece sorridendo nella piscina di casa sua.



L'ironia della sorte, è che molto probabilmente qualcuno fra le persone ritratte nel montaggio voterà Schwartzy, senza nemmeno sapere di essere stato usato per costruire quell'immagine di cartone che lo ha poi convinto a preferirlo come governatore.

L'importante, nella democrazia, è riuscire a legare l'asino dove vuole essere legato lui.

Massimo Mazzucco