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Ignazio Marino deve essere seriamente coinvinto che il resto dell'umanità sia costituito esclusivamente da fessi come lui. Non si spiegherebbe altrimenti il suo patetico tentativo di riabilitarsi in extremis sulla faccenda degli scontrini, proponendo una tesi "gombloddista" che non sta nè in cielo nè in terra. Ricordate i famosi giustificativi nei quali si leggeva "Io sottoscritto Ignazio Marino... dichiaro di aver cenato con Gesù Cristo, la Madonna e San Giuseppe per motivi istituzionali"? Ebbene, sentito ieri in procura, Marino ha dichiarato: "Le firme sui giustificativi delle spese sono false e alcune sono state fatte mentre ero all’estero." Ad aggiungere peso alle sue dichiarazioni si è messo anche il suo avvocato, Musco, che ha chiarito meglio il meccanismo con cui venivano generati quei giustificativi: “Nella quasi totalità dei casi”, ha detto Musco, “i giustificativi alle spese ricollegano la causale della cena alla tipologia dell’ultimo appuntamento della giornata programmato nell’agenda del sindaco“. In altre parole, se per caso l'ultimo appuntamento della giornata era stato con San Giuseppe, ...
di Calvero Sento spesso frasi del tipo: "Sì è vero, io alla loro età non potevo fare questo o quell'altro (oppure potevo), però non mi cambierei mai con loro"; oppure: "La vita è la vita, e io sono quello che sono. Non rimpiango nulla di ciò che ho fatto"; oppure: "Sì è vero, quella volta non capivo, però non tornerei mai indietro"; oppure: "Sì, ho la mia età, ma non mi cambierei mai con lui..." I ventenni lo dicono degli adolescenti; i trentenni dei ragazzi più giovani; i quarantenni dei ventenni; i cinquantenni dei trentenni... nessuno o quasi, si cambierebbe con un altro. Quanto orgoglio. Quante balle. Non la sentite anche voi la puzza? Riusciamo a cogliere a quale sentimento, con quale coscienza e "da" quale coscienza soprattutto, si muovono simili e sì fieri sentimenti? Lo intravedete quel piccolissimo ingranaggio dentro di noi, tanto piccolo quanto cruciale, che deve girare sempre verso noi stessi, affinché quelli più grandi vadano verso una precisa direzione?
Le case farmaceutiche sono partite al contrattacco. Dopo aver visto un regolare declino nel numero dei bambini vaccinati, dovuto alle informazioni sui loro pericoli che circolano da anni sulla rete, i giganti americani della siringa hanno messo in moto la loro potente macchina politica, e le conseguenze iniziano a farsi sentire a livello planetario: la California ha appena approvato una legge che toglie ai genitori la possibilità di rifiutarsi di far vaccinare i propri figli "per motivi personali o religiosi", per vederli ammessi alle scuole pubbliche o private. In altre parole, mentre prima un genitore poteva dire "sono contrario a far vaccinare mio figlio, perchè penso che il vaccino metta a rischio la sua salute" (e se ne assumeva tutte le responsabilità), ora non potrà più farlo: o fa vaccinare il proprio figlio, oppure dovrà educarlo a casa sua, in maniera privata ("home schooling"). L'Italia naturalmente, governata da lacchè servi degli americani, si sta prontamente allineando al diktat delle case farmaceutiche. [...]
di Maurizio Blondet Sono quei 26 missili da crociera che navi russe hanno lanciato da navi nel mar Caspio ed hanno colpito centrali dei terroristi jihadisti in Siria, 1500 chilometri più in là, dopo aver scavalcato in volo due stati, Irak e Iran. Subito l’ufficio-propaganda del Pentagono ha sminuito la faccenda: “Quattro di quei missili sono caduti in Iran”, il paese che avrebbero dovuto sorvolare (con l’Irak) per colpire in Siria. Insomma, la solita vanteria: noi americani, coi nostri satelliti, li abbiamo visti cadere. Che schiappe i russi. In realtà, ha detto al Daily Beast Eric Wertheim, il massimo esperto Usa di forze navali, il Pentagono, a porte chiuse, è completamente sbalordito dal mega-missile russo. Tanto più che l’intelligence – incredibilmente – occidentale ignorava l’esistenza di un simile missile con tali prestazioni; era al corrente di un mezzo più vecchio (che loro chiamano SS-N-27), con una portata di massimo 200 chilometri, ma non di questo SS-N-30 che dopo percorsi 1500 chilometri, piomba sul bersaglio al triplo della velocità del suono. Come del resto ignorava le capacità tecniche e militari di cui hanno dato prova i russi una volta deciso l’intervento in Siria: [...]
In questa intervista rilasciata a Sochi, Putin svela alcuni retroscena dell'intervento russo in Siria e descrive la sua visione dello scacchiere mediorientale. Si sofferma poi sulla sua linea di politica estera e sulle condizioni dell'economia russa.
Fonte: Pandora TV Il testo completo dell'intervista: D.: Signor Presidente, viviamo tempi turbolenti, ultimo esempio è l'attentato in Turchia con molti morti e feriti. Cosa si può fare per fermare questa ondata di terrore? Putin: Bisogna unire gli sforzi nella lotta contro questo male. Quello che è successo in Turchia, e colgo qui l'occasione per esprimere le mie condoglianze al popolo turco e al suo presidente, è sicuramente uno sfrontato attacco terroristico, un crimine del terrore con molte vittime, e certamente un tentativo di destabilizzare la situazione nella Turchia a noi vicina e amica, soprattutto perchè ciò avviene durante la campagna elettorale. E' certamente una provocazione. Noi saremo efficaci nella lotta al terrore solo quando lo combatteremo insieme.
Come prevedibile, i media occidentali si sono schierati all'unisono contro l'intervento aereo dei russi in Siria, dicendo che i russi non hanno affatto bombardato postazioni dell'ISIS, ma piuttosto quelle dei "ribelli moderati" che combattono Assad. Insomma, avrebbero colpito i "buoni" invece dei cattivi. Tanto per non dimenticare quanto siano veramente moderati questi ribelli (apertamente finanziati dagli USA) riproponiamo un video pubblicato circa due anni fa.
Fonte: Pandora TV IL TESTO DELL'INTERVENTO: Sua eccellenza Signor Presidente, Sua eccellenza Vice Segretario, Distinti Capi di Stato e di Governo, Signore e Signori, Il settantesimo anniversario delle Nazioni Unite è una buona occasione per fare il punto della situazione sul passato e parlare del nostro comune futuro. Nel 1945 i paesi che sconfissero il nazismo collaborarono insieme per ricostruire le solide fondamenta dell’ordine mondiale in seguito alla seconda guerra mondiale. Lasciatemi ricordare che le decisioni chiave sui principi che rivestono questa cooperazione e la creazione delle Nazioni Unite furono prese nel nostro paese, a Yalta, all’incontro dei capi della coalizione contro Hitler. Il sistema di Yalta è nato con grande difficoltà. E’ nato al costo di milioni di vittime e due guerre mondiali che hanno spazzato il pianeta nel ventesimo secolo. [...]
Sarà stata una coincidenza, o sarà stata magari l'influenza della supermoon, ma la giornata di oggi ha registrato tre "epic fails" da antologia. Figura di merda n.1 - Ricordate il sindaco Marino, che aveva detto che andava a Filadelfia per incontrare il papa? Ebbene, non solo questo annuncio si era meritato delle sonore prese per il culo da parte di Crozza ("Ma scusa Marino - aveva detto Crozza-Bergoglio dagli schermi di Floris - viviamo ad una fermata di tram uno dall'altro, vediamoci a Trastevere no? Perchè andare fino a Filadelfia?"), ma oggi papa Bergoglio - quello vero - ha dichiarato che lui "non ha mai invitato Marino a Filadelfia. Questo sia chiaro. Ho anche chiesto agli organizzatori, e pure loro mi hanno detto che non l'hanno invitato". Praticamente, Marino si è invitato da solo, tramite il suo amico sindaco di Filadelfia. La magra che aveva fatto con le vacanze alle Bahamas, durante le buie giornate del caso Casamonica, evidentemente non gli era bastata. Figura di merda n.2 - Ricordate Salvini, che per tutta l'estate ci ha sfranto i marroni con la storia che "lui andava in Nigeria perchè gli africani bisogna aiutarli a casa loro"? [...]
Anche se si tratta di situazioni differenti, vi sono molte analogie fra il recente caso della Grecia e l'attuale caso della Cataluña. La prima è che in ambedue i casi sono stati i banchieri, in modo aperto e spudorato, a pesare in modo determinante sulla scelta popolare: nel caso della Grecia, lo hanno fatto chiudendo i rubinetti dei conti correnti, nel caso della Cataluña, minacciando di andarsene e di abbandonare il popolo al proprio destino. (Ieri sera, da Fazio, Varoufakis ha raccontato come la sconfitta della Grecia sia stata in realtà la vittoria di 3 entità: Germania, Francia e banche). E per chi avesse ancora bisogno di una dimostrazione che sono i banchieri i veri padroni dell'Europa, basterà fare questa riflessione: la Cataluña è la regione più ricca e prosperosa della Spagna. Lavorano più di tutti, producono ed esportano più di tutti: perchè mai dovrebbero temere la chiusura delle banche e la "cacciata" dall'Europa e dall'Euro? Eppure, è proprio questa l'arma che è stata usata contro di loro per cercare di tenere sotto controllo questa regione di indipendentisti. La seconda analogia è che in ambedue i casi, curiosamente, i partiti "rivoluzionari" di Syriza e degli indipendentisti catalani hanno "sfiorato" la maggioranza per un soffio, ma non l'hanno raggiunta. Se io fossi dalla parte dei potenti, e potessi controllare in qualche modo l'esito finale delle elezioni, ...
E' proprio quando esplodono scandali come quello della Volkswagen che vengono a galla le ipocrisie più macroscopiche della società occidentale. Pensate, ci sono almeno 11 milioni di macchine truccate che girano per il mondo, ma il CEO della Volkswagen, Winterkorn, dice che lui non ne sapeva nulla. Come se una operazione del genere, che mette a rischio l'intera reputazione di una società che vale centinaia di miliardi, fosse stata decisa da qualche buontempone in uno scantinato della VW ad Hannover. "Sarebbe sbagliato se il terribile errore di pochi compromettesse il lavoro onesto di 600 mila persone" ha detto Winterkorn in un disperato appello televisivo. Pensa al Golfo del Tonchino, caro amico: il "terribile errore" di pochi è costato la vita ad oltre 3 milioni di onesti vietnamiti. Quando i "pochi" sono quelli che comandano, ad andarci di mezzo sono sempre i tanti. Poi c'è l'ipocrisia della altre ditte costruttrici di automobili - Toyota, FCA, Renault, ecc. - che oggi fingono di cascare dal pero, ...
L'ex-ministro delle finanze greco Varoufakis ha risposto oggi con un "messaggio" a Matteo Renzi, dopo che il nostro premier aveva parlato di lui come di un "ostacolo" dal quale ci siamo liberati (lett: "Se lo semo tolti..."). Messaggio al Signor Renzi di Yanis Varoufakis Il primo ministro italiano M. Renzi (qui il suo discorso) si è rallegrato per essersi "liberato di me", citando la mia "rimozione" dalla scena come un segnale che gli "apostati" (ovvero coloro che dividono il proprio partito) alla fine vengono scacciati. Il suo è un inganno illusorio. Lo scorso luglio "loro" si sono liberati di qualcosa molto più importante di me. Ecco il mio messaggio al primo ministro italiano. Il signor Renzi mi dipinge come un'apostata che ha abbandonato Syriza e che ora brancola nella foresta politica. A differenza di molti miei compagni, io sono rimasto fedele alla piattaforma di Syriza, che ci ha eletto il 25 gennaio come un partito unito che ha portato speranza per i greci e per i popoli europei. Speranza di che cosa? Speranza di mettere fine una volta per tutte alla spirale infinita dei prestiti di salvataggio, che condannavano la Grecia ad una depressione permanente e che preannunciavano politiche fallimentari per il resto dell'Europa. Che cosa è successo? Messo in una situazione di estrema coercizione da parte dei leader europei, compreso il signor Renzi (che si è rifiutato di prendere seriamente in considerazione le proposte fatte dalla Grecia), nei giorni 12 e 13 luglio il mio primo ministro Alexis Tsipras è stato assoggettato ad una prepotenza inaccettabile, ad un aperto ricatto, a pressioni disumane. Il signor Renzi ha avuto un ruolo primario nell'aiutare a spezzare la schiena di Alexis, ricorrendo alla tattica del "poliziotto buono" che diceva "se non ti pieghi loro ti distruggeranno, per favore digli di sì." [...]

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