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Finalmente Aldrin ha gettato la maschera. Con un piccolo Tweet di poche parole il "secondo uomo sulla Luna" ha cercato di scaricarsi la coscienza per quasi 50 anni di bugie.

"E' ora di confessare - ha scritto l'ex-astronauta - La missione di Apollo 11, che ha portato per la prima volta l'uomo sulla Luna, è stata una messinscena. Nulla di ciò era reale." Certo, già che c'era poteva anche scegliere di fare una vera intervista, per fare una dichiarazione del genere, ...

La giustizia italiana è qualcosa di fantastico: prima Amanda e Raffaele vengono condannati per omicidio, e si fanno 4 anni di galera. Poi in appello vengono assolti. Poi la Cassazione annulla l'assoluzione, e chiede il rinvio a giudizio. Il secondo appello stabilisce che sono colpevoli, ma in seguito la stessa Cassazione stabilisce non solo che siano innocenti, ma che non si debba più tornare a ripetere il processo. Giocarsi la propria vita al totocalcio comporterebbe sicuramente meno rischi che non mettersi nelle mani della giustizia italiana. Sia chiaro, qui non è in discussione la colpevolezza o innocenza di Amanda e Raffaele: quella è una verità che conoscono soltanto loro. Qui si mette in discussione un sistema di giustizia che riesce a consegnare quattro sentenze diverse, ciascuna l'esatto opposto della precedente, per lo stesso evento criminale. E poi i giudici si ribellano quando si vuole introdurre la responsabilità civile dei magistrati. Massimo Mazzucco
Visto che nelle discussioni su argomenti controversi ci sono utenti che non riescono in alcun modo a non litigare fra loro, da oggi adotterò una nuova linea di condotta: chi si rende responsabile di scontri personali nei thread in home verrà sospeso da quel thread. (Per i recidivi ci saranno sempre la sospensione dal sito oppure l'espulsione). Rimangono inalterate le regole per i forum, che non ho la possibilità di seguire personalmente: 'ndo cojo cojo. Chi sceglie di litigare lo fa a suo rischio e pericolo. Anche se dovrebbe ormai essere superfluo, rivolgo nuovamente un appello a tutti gli utenti che partecipano alle discussioni: è molto più importante, per tutti, l'esito di una buona discussione che non il vostro orgoglio personale (del quale in realtà non frega niente a nessuno, se non a voi stessi). Cerchiamo di crescere tutti insieme, una volta per tutte. Grazie. M.M.
Adesso nemmeno più dei piloti ci possiamo fidare. Grazie alle norme di sicurezza introdotte dopo l'11 settembre, abbiamo scoperto che l'ingresso in cabina degli aerei commerciali può avvenire soltanto con il consenso dei piloti che si trovano al suo interno. E se per caso uno dei piloti rimane da solo in cabina, quello fuori non può più rientrare a meno che il primo glielo consenta. Chi ha progettato questo sistema non è stato così stupido da non prevedere che il pilota rimasto in cabina possa improvvisamente sentirsi male, per cui hanno lasciato a chi si trova fuori la possibilità di intervenire in caso di emergenza, con un codice numerico segreto. Ma a sua volta, se il pilota all'interno lo desidera, può disabilitare l'intervento con il codice numerico, e quindi restarsene chiuso dentro fino a quando pare e piace a lui. Geniali davvero, gli "addetti alla sicurezza" che hanno concepito questo sistema di chiusure per le cabine di pilotaggio: hanno pensato a tutto, ma non hanno previsto che un pazzoide desideri improvvisamente prendere il controllo dell'aereo, e farne quello che vuole lui. Pensate soltanto che cosa succederà nella mente di un qualunque capitano, da oggi in avanti, quando si alza dal suo posto di comando per andare in bagno a fare la pipì: ...
Chiunque abbia visto un telegiornale nelle ultime 24 ore, avrà sicuramente notato il "video dell'ISIS" che riportiamo di seguito.
Tralasciamo ogni commento sulla comicità di questo video, nel quale si vedono dei ragazzini che vengono addestrati alla Jihad prendendo dei violenti calcioni nello stomaco, mentre altri imbecilli si esercitano a saltare la sbarra di un parcheggio, e veniamo al sodo: questo video, curtiosamentee, porta il logo della polizia di Stato, ed è stato regolarmente messo in onda dalle reti tv mentre davano la notizia che "è stata sgominata in Italia una cellula dell'ISIS", nell'ambito della cosiddetta operazione "Balkan Connection". Ad uno spettatore poco attento - e quindi praticamente all'intero pubblico televisivo - sarà quindi apparso che quelle immagini si riferiscono in qualche modo all'attività della "cellula" sgominata di recente. Niente di più falso naturalmente, ...
Domenica 22 marzo - Resana (TV) - Convegno sui poteri forti. Partecipano Massimo Mazzucco, Diego Marin, Paolo Franceschetti, Mauro Biglino. Locandina. ************ Domenica 29 marzo - Portici (NA) - 11 settembre - Strage o complotto - You Decide. Spettacolo teatrale di Fernando Maddaloni. Locandina.
L'attentato di Tunisi ha fatto passare sotto silenzio un'altra notizia, forse ancora più importante: il risultato elettorale in Israele. La vittoria del Likud infatti non rappresenta soltanto la quarta volta in cui Netanyahu diventa primo ministro, ma introduce una linea di demarcazione molto netta dalla quale sarà molto difficile ormai tornare indietro. In difficoltà nei sondaggi, infatti, Netanyahu ha dovuto dichiarare apertamente che, se avesse vinto lui, "non ci sarebbe mai stato uno Stato palestinese". Netanyahu ha inoltre promesso, in caso di vittoria, "nuovi insediamenti per i coloni israeliani nei territori occupati". Grazie a queste dichiarazioni fatte in extremis, Netanyahu è riuscito a spostare a proprio favore quella manciata di voti dell'estrema destra che gli ha permesso di vincere le elezioni, ma ha anche dovuto gettare definitivamente la maschera su quali siano le sue vere intenzioni nei rapporti con i palestinesi. Da oggi quindi, non possiamo che aspettarci una nuova escalation di violenza, che ci porterà prima o poi a nuovi massacri come quelli di Ramallah e di Gaza. Ma il problema non si limita a questo: ieri il "Times of Israel" ha riportato le dichiarazioni di un rappresentante dell'estrema destra, Ben-Eliyahu, il quale ha affermato che "solo con una distruzione nucleare dell'Iran e della Germania, con 20 o 30 bombe nucleari a testa, gli israeliani possono evitare la distruzione del proprio Stato." [...]
Commenti liberi sull'attentato di oggi a Tunisi.
Un “finale hollywoodiano” era quello che ci si aspettava dal piano terroristico del ventisettenne di origine kosovara, instabile mentalmente, che avrebbe dovuto farsi saltare in aria in un affollatissimo Casinò di Tampa in Florida.
di Piero Cammerinesi Nel corso degli otto minuti del “video da martire”, girato nel Days Inn di Tampa, il giovane, Sami Osmakac, promette, infatti, di vendicare le uccisioni di fratelli musulmani in Afghanistan, Iraq, Pakistan e in ogni altra parte del mondo. “Occhio per occhio, dente per dente, una donna per ogni donna, un bambino per ogni bambino”. Registrato il video, Sami aveva in programma di recarsi all’Irish bar di Tampa e poi al Casinò locale, dove avrebbe preso degli ostaggi prima di farsi esplodere all’arrivo della polizia. Per questo piano, peraltro non portato mai a termine, oltre che per possesso di armi di distruzione di massa – un’auto-bomba, sei granate, un giubbotto esplosivo e varie armi tra cui un AK-47 - il giovane è stato condannato, il 26 Novembre scorso, a 40 anni di carcere dalla corte di Tampa(1). Fin qui nulla di strano. Solo che oggi emerge – da un clamoroso scoop di The Intercept, il nuovo giornale di Glenn Greenwald, meglio noto come colui che realizzò le prime interviste ed il ‘lancio’ di Edward Snowden - che il giovane squilibrato kosovaro era stato irretito, condizionato, finanziato e armato niente meno che da una rete di agenti FBI sotto copertura. [...]
di Elia Dallabrida
Ridurre l’esperienza di Arturo Villa ad un semplice articolo è come fargli un torto, ma sarebbe un torto ancora maggiore non parlare affatto della sua straordinaria storia. Alcuni di noi hanno già conosciuto Arturo nel dicembre 2013, quando pubblicò il suo discorso di capodanno: ad inizio 2013 i medici gli dissero che aveva delle metastasi di un carcinoma epatico al sistema linfatico, diagnosticandogli quindi pochi mesi di vita, perché secondo la medicina tradizionale per questo tumore mortale non esiste alcuna cura. Per aggiungere danno alla beffa, i medici gli consigliarono una chemioterapia palliativa attraverso un farmaco, il sorafenib, che ovviamente non offre speranze di guarigione ma solo degli scarsi risultati per il paziente: allungherebbe di circa 3 mesi la vita ai malati, ma il tutto a discapito della qualità della vita perché il farmaco in questione, come tutti i chemioterapici, porta con sé pesantissimi effetti collaterali. L’unico che sembra realmente profittare da questo farmaco è chi lo vende (ed un esborso di 6.400 euro a confezione, a carico del sistema sanitario nazionale). [...]

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