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THINK DIFFERENT? A CHI? (Aggiunto in coda l'articolo "DOSTALGIA") Prendo spunto da un commento scherzoso fatto da uno di noi, per buttare là una provocazione sull’argomento Mac contro PC. Ovvero Sony contro JVC, Guelfi contro Ghibellini, elite contro massa. Oppure, come amano dire “loro”, “think different”. Sono infatti più di quindici anni che io soffro silenziosamente, di umiliazione in umiliazione, ogni volta che incontro un amico che usa il MacIntosh: "Ah, ma tu vai ancora col PC? Ah ah ah... (Dio, quella risatina!). Ma tu noi sai cos’è Mac.... ma tu non hai idea della differenza... per la grafica è tutta un'altra cosa.... e poi è così intuitivo... non c’è bisogno di sapere tutti quei comandi del DOS... lì hai tutto a portata di mano sul desktop... basta che fai click e lui ha già capito tutto quello che tu vuoi fare..." Finchè venne il giorno, non molto lontano, in cui mia moglie - in una famiglia dove si conservano come reliquie anche i Commodore 64 a pistoni - decise che a tutti i costi...
LE SQUADRE SONO FATTE Alla fine Kerry ha optato per Edwards come suo “running mate” alle presidenziali. Lo ha annunciato ieri mattina a Pittsburgh, in Pennsylvania, dopo aver creato una intelligente tensione sull’argomento, che gli ha consentito di essere al centro dell’attenzione dei vari network per tutta la giornata. Difficilmente poteva fare una scelta migliore, e senza dubbio è stata molto meditata. Lo stesso concorrente che gli aveva dato il maggior filo da torcere durante le primarie, è stato selezionato da una lista di venticinque papabili, tra cui spiccavano nomi di rilievo come quello dell’onnipresente Hilary Clinton, o del leader democratico Dick Gephardt. Una scelta intelligente poichè che gli consente di ricompattare la base elettorale, in vista di una campagna lunga e difficile, e soprattutto di guadagnare i consensi in alcuni stati-chiave del Sud, dove la vittoria tra Kerry e Bush sarà decisa da una manciata di voti. Nato in South Carolina, ed eletto per la prima volta senatore nel North Carolina, Edwards è un uomo che non fa nulla per mascherare il suo caratterisctico accento del Sud. Può così compensare quel difetto genetico-culturale che non rende troppo gradito John Kerry, ricco "lord" del New England, ad un popolo che non elegge un presidente nordista dall’epoca di Kennedy. Troppo raffinato, troppo colto, ....
AH, NON POSSO? E CHISSENEFREGA!

09.06.04 - Quello che è accaduto ieri era tanto prevedibile quanto è imperdonabile. La corte internazionale dell’ONU ha stabilito che il muro di confine israeliano è illegale (e ci ha messo pure 5 mesi per farlo), e Israele ha già appoggiato la mano sul gomito, dicendo apertamente al mondo che se ne fotte della sentenza, e che non solo il muro rimarrà, ma che la sua costruzione continuerà come previsto.

Mentre i signori Berlusconi, Blair, Bush & company devono essere così impegnati a portare nei paesi arabici la loro versione personale della democrazia, che non si sono nemmeno accorti che quella vera, quella internazionale – l’unica che è ancora in grado di dare al mondo una vivibilità accettabile – è stata definitivamente calpestata.

Eppure il verdetto dell’Aja non è certo di quelli difficli da interpretare:

The construction and its associated regime is contrary to international law;
La costruzione [del muro] ed il regime [di controllo] che la accompagna sono contrari alle leggi internazionali.

Israel is under obligation to cease construction and dismantle the wall;
Israele ha l’obbligo di fermare la costruzione e di smantellare ciò che è già stato costruito. (...)
FREEDOM TOWER

(CURIOSA AGGIUNTA IN CODA)

04.07.04 - In una ridondanza quasi nauseante di nazionalismo da confezione, è stata posata oggi la prima pietra (un sassolino di granito di oltre 20 tonnellate) che marca l’inizio della ricostruzione delle Twin Towers di New York. Data non scelta a caso, ovviamente, essendo il 4 di Luglio la festa nazionale americana dell’ indipendenza. Il sindaco Bloomberg – una specie di ectoplasma che ogni tanto si materializza davanti ai suoi concittadini - ha voluto comunque ricordare al mondo quello che nessuno sospettava, e cioè che “la causa della libertà non verrà mai sconfitta da nessuno”, mentre la stessa dicitura nel granito diceva “per onorare e ricordare tutti coloro che hanno perso la vita l’undici settembre 2001, e come tributo all’inestinguibile spirito della libertà”. E proprio perchè il significato dell’operazione non sfuggisse nemmeno agli scoiattoli di Battery Park, la torre principale, la cui forma stilizzata è quella della Statua della Libertà, si chiamerà - ebbene sì - Freedom Tower, Torre della Libertà.

L’unico però che di libertà ne ha avuto molto poca, in tutto questo, è stato David Libeskind, l’architetto che due anni fa ......
CATTURATO KHALED AL-HARBI, il 37° BRACCIO DESTRO DI BIN LADEN 13.07.04 - Forse Al-Queda ha voluto un pò strafare, ingrandendosi su scala mondiale come se fosse una multinazionale di conigli col tovagliolo in testa. La loro coordinazione internazionale infatti comincia ora a traballare: mentre bin Laden lancia il suo terrificante ultimatum all’Europa – e all’Italia in particolare – in Arabia Saudita il governo lancia a sua volta un ultimatum ai terroristi, offrendo pene leggere a quelli che si consegnassero entro e non oltre i tre giorni alle autorità. E così, indeciso su quale ultimatum fosse più credibile, il temibilissimo Khaled Al-Harbi – ennesimo “braccio destro di bin Laden” - ha scelto ...
NON SCRIVERAI LA RIVENDICAZIONE ALTRUI

Analizzando la scrittura del comunicato "islamico"contro l'Italia, scopriamo curiose analogie con il famoso caso delle lettere all’anthrax.

(Quando il sito è stato attaccato, stavo scrivendo questo articolo. Nel frattempo la notizia pare essersi molto sgonfiata, ma siccome per ora non ho altro...).

09.07.04 - E’ dai tempi delle Brigate Rosse che coloro che scrivono comunicati “per conto terzi” – coloro che inventano il nemico - si dannano come matti per riuscire ad immedesimarsi nella testa di persone che non esistono, ma poi dimenticano clamorosamente la regola fondamentale per un qualunque pezzo che si voglia ritenere genuino: il rapporto forma-contenuto.
Nel nostro caso più recente, le minacce “arabiche” all’Italia, abbiamo un comunicato che sarebbe stato tradotto dall’arabo in italiano, da qualcuno che chiaramente italiano non lo è. I frequenti errori di ortografia lo dimostrano, quanto i richiami ad Allah suggeriscono...
UN’IPOTESI NEMMENO TANTO BIZZARRA (A proposito dell'attacco subito dal sito) Se io fossi il governo americano. Se il sito fosse la nostra nazione. Se voi (utenti e iscritti) foste i cittadini. Se io ora invocassi leggi speciali contro gli hacker. Se queste leggi speciali mi permettessero di colpo di controllare le vostre comunicazioni, entrare nel vostro computer (abitazioni) e frugare da cima a fondo senza nemmeno avvisarvi, censurare quello che scrivete, minacciarvi di espulsione dal paese, additarvi come paria se non vi uniformate al consenso della massa. Se, sull' "onda emotiva", io ottenessi l'approvazione per andare a far guerra ai "siti canaglia" e portarmi a casa tutti i loro lettori .... Non vi verrebbe almeno il dubbio che potrei anche essermelo fatto da solo? In fondo, di fronte a tutti questi vantaggi, cosa sono due notti di sonno e una decina di articoli gettati al vento? C'è qualcuno così certo da voler dire "No, non è possibile. Lui non si cancellerebbe mai i suoi preziosi articoli"? Se poi mi rifaccio pure il sito nuovo a spese dell'assicurazione, che avevo casualmente rinnovato una settimana prima (le Torri mica le paga Silverstein, le pagano comunque i cittadini, fottuti e gabbati).... M.M. (Non c'è articolo, ma qui potete commentare)
DOPO L'ATTACCO SUBITO: Tutti i commenti agli articoli fra il 5 e il 10 di Luglio sono andati persi. Gli articoli invece stanno venendo ricaricati, con le letture che ripartiranno da 0. Coloro che si erano iscritti fra quelle date dovrebbero procedere a nuova iscrizione. Il sito è rimasto azzoppato, e probabilmente questo anticiperà il già previsto passaggio ad un sistema più evoluto. Nel frattempo, cercate se possibile di limitare l'uso alle funzioni essenziali (letture, commenti, messaggi personali). Chi trovasse malfunzioni è pregato di segnalarle a "Redazione" (messaggio personale) oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (e-mail).
“IL MESTIERE DI GIORNALISTA È QUELLO DI UCCIDERE LA VERITÀ” 

John Swinton, The New York Times

Durante il brindisi d’addio al prestigioso New York Press Club, John Swinton, lo storico redattore capo del New York Times, fece questa disarmante dichiarazione:

"There is no such thing, at this date of the world's history, as an independent press. You know it and I know it. There is not one of you who dares to write your honest opinions, and if you did, you know beforehand that it would never appear in print.

Non esiste al mondo, in tutta la storia fino ad oggi, qualcosa che si possa definire giornalismo indipendente. Questo lo sapete voi e lo so anch’io. Non c’è uno solo di voi che osi esprimere con sincerità le proprie opinioni, perchè sapete già in anticipo che se lo faceste, non comparirebbero mai sulla carta stampata.

I am paid weekly for keeping my honest opinions out of the paper I am connected with. Others of you...
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