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FORSE BUSH RIMPIANGE SADDAM?

di Fabio de Nardis

Fra i falchi di Washington, appollaiati con crescente preoccupazione davanti ai loro televisori, c’è forse qualcuno che comincia addirittura a rimpiangere il buon Saddam. Con lui almeno si poteva parlare. Era un fetente, d’accordo, ma almeno ragionava come noi. Ma quello che sta uscendo dagli androni scuri di Baghdad, di Fallouja, di Nassirya e di decine di altre città è qualcosa di veramente imprevisto, e le immagini che giungono in occidente (v. foto in coda) ne parlano ormai con chiarezza disarmante. Più il 30 Giugno si avvicina, più la situazione si fa insostenibile.

Ma come hanno fatto, i geni della guerra moderna, a finire in un pantano di queste dimensioni?

A detta di molti esperti e studiosi dell’area geopolitica mediorientale, gli americani avrebbero sbagliato strategia fin dall’inizio, non comprendendo la complessa articolazione sociale di tutta la zona che si dispiega attorno al fiume Eufrate. In quell’area, la struttura del potere locale...
UNA RACCOLTA DI ARTICOLI CON ARGOMENTO "DONNA".
Lo stravolgimento della logica ormai non ha più limiti: per un occidente ubriaco dal continuo gioco di bugie, infilate come matrioske una nell’altra, ormai vale tutto e il contrario di tutto. Provate solo a pensare alla versione ufficiale dei più recenti fatti di Madrid: la polizia spagnola viene a sapere dove si nascondono “alcuni dei terroristi sospettati per gli attentati alla stazione di Atocha”, di due settimane fa (ma non ne avevano già presi quattro in Tunisia, più quindici in attesa di indagini? Quanti ce ne vogliono, per mettere tre bombe, un’intera colonia di immigrati?) e circondano la casa in forze. A quel punto, “sentendosi spacciati”, i terroristi si mettono alle finestre a sparare a destra e a manca, cantando a squarciagola slogan in arabico (tanto perchè non ci siano dubbi). La polizia – solo a quel punto – si rende conto del pericolo che corre il vicinato, e cerca in tutti i modi di far sgombrare il maggior numero possibile di persone. Ma ecco che la mano di Allah si abbatte implacabile sul detonatore di turno, e del “covo” maledetto non restano che i soliti quintali di calcinacci inceneriti. Gli stessi calcinacci, tanto per intenderci, in cui stanno ancora cercando, al Pentagono, le scatole nere dell’aereo. E noto infatti, prima di tutto, come la Convenzione di Ginevra stabilisca tassativamente che i terroristi di un qualunque attentato debbano trattenersi per almeno cinque settimane...
[lib align=left]milit400.jpg[/img] LA VERA FORZA, IL VERO STUPORE di Massimo Mazzucco Era partita in allegria, sotto lo slogan sbruffone di ”might and awe” (forza e stupore), la gitarella a Baghdad degli uomini di Rumsfeld, circa un anno fa. Ma evidentemente i falchi del Pentagono, che vengono da un paese con duecento anni appena di storia, non hanno la minima idea di cosa significhi averne cinque o seimila alle spalle. Pensare di disgregare un’intera cultura di quel genere in qualche settimana, per poi impiantarne un’altra come se fosse un semplice rinfoltimento del cuoio capelluto, è possibile solo dall’alto della suprema ignoranza storica, umana e culturale che ha illuminato l’intera amministrazione Bush dal giorno del suo insediamento. E una vera dimostrazione di “might”, che ha sicuramente generato nei militari USA la sua bella dose di “awe”, è arrivata sabato scorso, nelle strade di Baghdad, sotto la forma...
LUCE E ACQUA IN CAMBIO DELLA VOSTRA TERRA di Massimo Mazzucco Sotto la minaccia incombente di un’investigazione giudiziaria per presunti atti illeciti, richiesta l’altro ieri dal procuratore generale d’Israele, Sharon cerca di affrettare i tempi per portare in qualche modo a termine il progetto complessivo che ha lanciato insieme all’intifada di tre anni fa. E’ già da mesi, in realtà, che va rilasciando frasi molto ambigue riguardo al futuro di Gaza, che è ovviamemte il cuore pulsante del problema palestinese oggi. A volte aggressivo ed inflessibile, per tenersi buona la destra, a volte contrito fino al ridicolo....
TORRI GEMELLE: crollo, o demolizione controllata?


IRAQ: IL MATTATOIO DEMOCRATICO

di Fabio de Nardis

A Fallouja una folla di iracheni inferociti ha attaccato due veicoli che trasportavano alcuni agenti di sicurezza privati, uccidendone quattro e mutilandone i resti. E in tutto il mondo sono presto rimbalzate le immagini di due corpi carbonizzati, legati con delle funi e appesi ad un ponte sul fiume Eufrate, mentre la gente attorno gioisce. Tanta ferocia ci fa ritornare in mente scene analoghe in Somalia...
DI CHI E' LA "MIA" VITA? di Fabio de Nardis Il Senato Americano ha approvato una legge secondo cui, in caso di ferimento o omicidio di una donna incinta, il colpevole dovrà essere incriminato separatamente per le lesioni al feto. La proposta è stata discussa e approvata sull’onda emotiva dovuta al ritrovamento nella Baia di San Fransico del corpo di una donna incinta di otto mesi. La legge, apparentemente serena, ha invece sollevato forti critiche e un acceso dibattito parlamentare. In realtà quasi il 50% degli Stati Americani adottano leggi di tutela del nascituro in caso di lesioni da parte di esterni, ed è giusto. Ma ciò che fa discutere in questo caso è che tale tutela varrebbe qualunque sia il livello di sviluppo del feto (at any stage of development). In pratica, il feto si trasformerebbe in soggetto giuridico fin dal concepimento. Molti attivisti per i diritti civili affermano senza mezzi termini che una simile legge rappresenta un colpo durissimo al diritto della donna...
[lib align=left]condi400.jpg[/img] DISASTRO CONDOLEZZA di Massimo Mazzucco 30.3.04 - Forse faceva meglio a rimanere nella compagnia petrolifera di papà. Di là infatti avrebbe potuto perseguire gli stessi identici interessi che persegue a Washington, senza però dover stare sotto la luce dei riflettori dal mattino alla sera. Da quando invece la ghetto-girl in Saint Laurent ha assunto quello strano ruolo di “national security advisor” (consigliere nazionale per la sicurezza), ha rischiato più volte di mettere in crisi l’intera amministrazione, causa una cecità, una presunzione, ed un’arroganza di fondo raramente messe in mostra con tanta sicumera e mancanza di tatto. Ma questa volta Condi – come la chiamano affettuosamente i nemici di mezza America – l’ha fatta proprio grossa, e rischia davvero di diventare la goccia che farà traboccare il vaso, a sfavore di Bush, alle prossime elezioni di Novembre. Tutto è cominciato con l’uscita di un libro esplosivo, dieci giorni fa, in cui il presidente viene accusato direttamente da uno dei suoi fedelissimi...

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