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Federico Dal Cortivo per Italiasociale.net intervista Enrica Perucchietti autrice del saggio «Fake News. Dalla manipolazione dell’opinione pubblica alla post-verità.Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso» in uscita il 19 marzo per Arianna Editrice.

D: Dott.ssa Perucchietti, il suo saggio esce quasi in concomitanza con l’annuncio del Viminale che in vista delle elezioni politiche partirà il nuovo servizio in rete di segnalazione di notizie false ( fake news), basterà al cittadino entrare nel nuovo sito della Polizia Postale, e fare clic su un pulsante rosso virtuale e «denunciare le notizie che a nostro parere sembrano bufale». Una sua prima impressione su come funzionerà il «nuovo servizio pubblico» e se avrà una ricaduta sulle imminenti elezioni politiche, dalla pubblicazione dei memoriali contro gli avversari alle fake news si potrebbe dire…

R: Il discorso è molto delicato. In estrema sintesi, però possiamo pensare che possa in futuro valere come una raccolta dati e dall’altro come un sistema di censura per imbavagliare il web puntando progressivamente a censurare i siti scomodi e l’informazione alternativa. Credo che questo servizio rientri all’interno di una campagna sempre più agguerrita contro le fake news che ha però come obiettivo non la tutela dell’opinione pubblica, quanto il controllo sociale.

Stupisce l'importanza che viene data dai media nazionali alla questione dei rimborsi mancati dei 5 stelle.

In un paese normale, la grossa notizia dovrebbe essere che un gruppo di parlamentari si taglia volontariamente lo stipendio da 5 anni, rinunciando a succose cifre con diversi zeri per dare un esempio concreto delle loro buone intenzioni e della loro credibilità.

Invece questo fatto è stato clamorosamente trascurato dai media nazionali per quasi cinque anni. Salvo diventare un argomento di primo piano, nel momento in cui si scopre che non tutti i parlamentari 5 stelle hanno osservato questa regola.

In altre parole: il fatto in sè non fa notizia, la sua eccezione sì. Perchè?

Interessante intervista a tutto campo di Claudio Messora a Maurizio Blondet

Argomenti trattati: Un ricordo delle torri gemelle - L'avvento dei neocons - La setta dei Lubavitch - I sionisti-cristiani in USA - Gli interessi petroliferi di Israele - Il ruolo degli USA nella crisi ucraina - Motivi dietro alla distruzione dell'Iraq - Analisi della situazione in Corea - Al Quaeda e ISIS creazioni USA-Israeliane-Saudite - Attentati di Parigi come risultato della guerriglia fra servizi - Rita Katz - Charlie Hebdo, Netaniahu e il Mossad - Fake News e leggi repressive - Il nuovo totalitarismo "democratico" ...

Ormai le vicende di Macerata sono uscite dall'ambito del singolo evento criminale, per diventare materia di contesa a livello nazionale. La sinistra intona il solito stucchevole cantico "contro ogni fascismo", la destra accusa la sinistra di essere lei la responsabile della situazione di intolleranza che si sta venendo a creare nel paese contro gli immigrati.

Ma a chi conviene di più questa strumentalizzazione degli eventi di Macerata? Alla destra salviniana, che cavalca l'esasperazione ormai diffusa del popolo italiano verso l'ondata migratoria, o alla sinistra boldriniana, che cavalca invece la ben nota retorica dell'antifascismo?

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In occasione dei risultati della "commissione uranio", che ha "riconosciuto la responsabilità dell'uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all'uranio", ripubblichiamo questo articolo del nostro amico Franco Caddeo, scomparso nel 2009. Perchè non sono solo i militari a morire per l'uranio impoverito. (Questo articolo è quello che ha avuto più letture di tutti - oltre 100.000 - nella storia di luogocomune).

Festeggiare la propria e l'altrui morte

Ho visto bambini con la testa triangolare, segregati nella casa dei propri cari. Ho parlato con Madri che hanno perso i propri figli, soprattutto per leucemie o patologie similari. Ho “sentito” la paura tramutata in diffidenza anche verso i propri conterranei, causata da vigliacche “pressioni”. Non ero giovane allora, parlo di 20 giorni fa.

Le servitù militari in Sardegna sono, tra tutti i problemi che l’Isola contiene, i più violenti ed umilianti per il Popolo Sardo. Almeno per quella parte che merita di identificarsi in questa definizione.

Da un po' di tempo mi stavo domandando che cosa sia esattamente che manca ai 5 Stelle per renderli definitivamente vincenti nel panorama politico italiano. Pensavo - fino a ieri - che stessero semplicemente pagando la loro ambiguità su temi di importanza fondamentale, come l'euro piuttosto che non i vaccini. Ma questo argomento non mi bastava per trovare la risposta che cercavo. C'è qualcosa di più - mi dicevo - qualcosa che mi sfugge, che gli impedisce di essere assolutamente convincenti a livello umano prima ancora che politico. Poi oggi mi sono imbattuto in questo simpatico "teatrino" fra Diego Fusaro e Marcello Foa, presentato da Messora, e di colpo mi è scattato un lampo nel cervello.

Sono solo io ad aver avuto quel lampo?

Massimo Mazzucco

Di Federico Giovannini

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. La ricerca delle cause e dei meccanismi che scatenano la SM è ancora in corso (9).Basta documentarsi un minimo insomma e salta fuori che la SM è una malattia non arrestabile, trattata con farmaci dai pesanti effetti collaterali e che in definitiva lascia poche speranze di una aspettativa di vita normale in durata e qualità.

Tuttavia il dottor Cicero G. Coimbra - brasiliano - sostiene di curare la sclerosi multipla; ormai i casi sono migliaia.

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Mi chiamo Luisa, sono infermiera da 27 anni, madre di tre figli di 14, 12 e 9 anni, dopo aver lavorato in ospedale, da quasi 20 anni lavoro in un servizio per le tossicodipendenze. Una notte per caso nel 2011, ho visto una replica dello spettacolo “Ausmerzen”, di Marco Paolini, e ne sono rimasta molto turbata. Lo spettacolo descrive quanto avvenuto in Germania contro gli stessi tedeschi:

«Tra il ’39 e il ’41 nella Germania Nazista, prima di altri, vennero uccisi decine di migliaia di tedeschi: erano bambini e persone adulte disabili o malati di mente, vite “indegne di essere vissute”. Aktion T4 (dall’indirizzo della sede operativa della struttura a Berlino, Tiergartenstrasse 4), il nome più noto per una vicenda poco conosciuta e letteralmente insabbiata per decenni dopo la guerra, è la realizzazione, drammaticamente efficiente, di un progetto di eliminazione del “diverso” e dell’”inutile”. Progetto segreto e ideato da pochi, ma nei fatti realizzato sotto gli occhi di tutti, con una regia attenta a cogliere il consenso della classe medica e della popolazione, indotta a credere che fosse la cosa giusta.» Dal sito ufficiale di Marco Paolini www.jolefilm.com

In quel periodo la mia vita era faticosa e un po’ complicata, e ho attribuito il forte impatto emotivo alla mia fragilità di quelle notti insonni, ma negli anni mi sono trovata a ripensare alle parole e alle suggestioni di quella notte. In realtà mi sono sempre chiesta, da quando lavoro, come fosse stato possibile durante il periodo nazista, ma anche nelle dittature argentina e cilena, o comunista, corrompere tante coscienze insieme per arrivare a tali crimini. Lo spettacolo “Ausmerzen” coglie, secondo me, il cuore del problema descrivendo la lenta opera di addormentamento e addomesticamento delle coscienze, che ha portato tanti medici e infermieri ad accettare e sostenere progetti così contrari all’etica professionale e alla natura umana e che ha condotto tanti genitori a consegnare i propri figli perché “imperfetti”.

Pensavo di essere in ogni caso al sicuro come persona e come infermiera da tale pericolo, e invece mi sbagliavo.

di Luca Chiesi

Mercoledì 20 dicembre 2017 ho proposto la visione del documentario “American Moon” di Massimo Mazzucco in una scuola di Reggio Emilia, il Liceo Europeo “IESS” (www.iess.it), ad un gruppo di studenti con età compresa tra i 15 e i 18 anni, nell’ambito di un progetto relativo alla realizzazione di un nostro piccolo documentario.

Questo articolo vuole brevemente raccontare questa esperienza e riportare i commenti e le riflessioni degli studenti. Un aspetto che vale la pena sottolineare, prima di iniziare, è il diverso atteggiamento che hanno avuto docenti, studenti e famiglie, prima, dopo o durante la visione stessa.Lo scambio di vedute tra noi docenti è riservato e non lo riporterò. Ma in sintesi tra chi si è espresso (dopo averlo preventivamente visto) c’è stata una sostanziale bocciatura del documentario, in quanto ritenuto non adatto a studenti così giovani.

Ho comunque organizzato, a breve, una proiezione con una ventina di altri colleghi e sono certo che emergeranno dati più significativi per capire cosa ne pensano insegnanti di diverse discipline. Dai genitori con cui ho parlato mi sono arrivati feedback neutri o positivi. Per iscritto ne è giunto solo uno, ovvero: “Vedo in questo primo periodo che G. porta in famiglia i temi trattati nelle sue ore e ci rende partecipi alle visioni di video da lei suggeriti che aprono discussioni alcune volte controverse. Speriamo lei continui su questa strada e che G. acquisisca capacità critica positiva o negativa che gli consentirà di sostenere un suo pensiero”.

L’atteggiamento degli studenti è stato molto interessante. Avendo io premesso alla visione di “American Moon” che qualche collega lo riteneva inadatto per loro, i ragazzi alla fine si sono detti molti stupiti di questo fatto, non capendo per quale motivo degli insegnanti avrebbero dovuto sconsigliare tale visione, trovando il tutto ben documentato, l’argomento interessante, buona la realizzazione tecnica e apprezzando che le conclusioni fossero state lasciate aperte.

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