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Dopo il mio articolo intitolato "Votare non serve?" ho ricevuto due articoli di risposta, da parte di due utenti del sito, Tianos e Musicband. Li pubblico insieme, in modo da unificare i commenti del thread.

I passi per una rivoluzione impossibile - di Tianos

Da parte mia sono completamente confuso, per questo ho meditato a lungo sul concetto di governo e politica, sul metodo o meno per organizzare una società e con questo articolo cercherò di tenere quel punto centrale che questo dubbio mi costringe.

Da quando l'essere umano si è aggregato, ha cercato comunque una divisione dei compiti, è un processo naturale per ottenere il massimo profitto dal minimo sforzo, ma questo in ogni caso vuol dire delegare ad altri compiti che potremmo compiere noi, forse persino meglio.

È un problema di fondo della superbia umana, un difetto adolescenziale che ogni essere umano porterà con se fino alla vecchiaia e che solo pochi uomini riescono a contenere.

Il titolo la dice già tutta: "Un brindisi al nuovo orribile governo italiano". La testata è il New York Times. L'opinionista è Roger Cohen, un columnist che scrive regolarmente per il NYT da diversi anni (curiosamente, Cohen è diventato direttore della sezione esteri del NYT proprio l'11 settembre 2001. Con tutto quello che succedeva in città quel giorno, hanno trovato il tempo di nominarlo alla direzione degli esteri).

Anche l'incipit dell'articolo non è male: "Steve Bannon è contento - e forse è anche stato strumentale - per la formazione del governo anti-europeo e anti-immigrazione italiano. Anche Marie Le Pen, la politica francese di destra, è estasiata, e ha definito la nuova coalizione 'una vittoria della democrazia sull'intimidazione e sulle minacce dell'unione europea'. E io sono contento."

A parte l'imbecillità di suggerire che Bannon - uno scoppiato paleoconservatore cacciato a pedate nel sedere da Trump perchè troppo estremista - possa aver influito in qualche modo sulla formazione del nostro governo, ma io sinceramente non capisco di cosa Cohen possa essere contento, visto che l'articolo continua così:

"Il coraggio morale è ancora più raro e prezioso del coraggio in battaglia, o di una grande intelligenza. Ma è una dote assolutamente indispensabile per chi voglia cambiare un mondo che accetta così faticosamente il cambiamento. Ogni volta che una persona si batte per un'idea, agisce nell'intento di migliorare la situazione degli altri, o si scaglia contro un' ingiustizia, mette in moto sottili rivoli di speranza che, convergendo da mille sorgenti di energia e di coraggio, vanno a formare una corrente in grado di travolgere il più poderoso muro di oppressione e resistenza" - RFK

Il 5 Giugno 1968 il senatore Robert Francis Kennedy stava celebrando con i suoi collaboratori la vittoria nelle primarie democratiche della California, che gli avrebbe spianato la strada per la presidenza degli Stati Uniti, nell'autunno seguente. Ma a tutti quello che lo festeggiavano, inneggiando già al nuovo presidente, Kennedy rispose: "State calmi. Ci sono dei proiettili fra me e la Casa Bianca". Due ore dopo gli avrebbero sparato, nelle stesse cucine dell'Hotel Ambassador dove Kennedy stava celebrando la vittoria.

Nonostante fosse il fratello del famoso presidente ucciso a Dallas nel 1963, e nonostante avesse egli stesso ottime possibilità di diventare presidente, la sua vita e la sua morte sono finite nell'oblio.

Accade sovente, durante le discussioni di politica, che arrivi un utente il quale sostiene che "votare non serve a niente". La tesi di fondo è che "per qualunque partito si voti, finchè non cambia il sistema il risultato sarà sempre una fregatura per i cittadini".

Il problema è che quando gli si chiede cosa significhi esattamente "cambiare sistema", le risposte faticano ad arrivare, oppure sono generiche e comunque poco chiare. Oltretutto, queste persone hanno un atteggiamento spesso scostante, di superiorità, che li porta a trattare gli altri come se fossero dei poveri ingenui che non hanno capito niente.

Ho pensato quindi di offrire a questi utenti lo spazio di un articolo apposito, in homepage, per dare loro la possibilità di spiegare con chiarezza non solo cosa intendano esattamente per "non cambia niente" (ricordiamo che fra "niente" e "tutto" esistono mille sfumature di grigio), ma soprattutto quale possa essere la strategia comune da adottare, passo per passo, per riuscire a ribaltare le regole del gioco.

Se non è attraverso il sistema elettorale (e presumendo che si escluda a priori una rivoluzione armata), domando a queste persone quali siano esattamente i passaggi da adottare per arrivare ad una "liberazione" dal sistema vigente che ci opprime e ci tiene in schiavitù.

GRAMICCIOLI: PREMIO TEATRO ELSA MORANTE, IN SCENA A ROMA CON L’OPERA SUI VACCINI. Arriva il prossimo lunedì 4 Giugno al teatro San Raffaele di Roma “Il Decreto”, l’opera realizzata dalla Compagnia del Teatro Artistico d’Inchiesta, presentata da Colors Radio e patrocinata dal municipio XI del comune di Roma che promette di svelare tutti i retroscena della legge sull’obbligatorietà di 10 vaccini.

Colors Radio e il Teatro Artistico d’Inchiesta presentano, a Roma, l’opera sociale più discussa e affollata della stagione, “Il Decreto” interpretata da David Gramiccioli, attuale vincitore del premio per il teatro "Elsa Morante". Oltre 20 le tappe del tour che si sono susseguite dal nord al sud della penisola, più di 10000 spettatori, contro ogni ostacolo -e previsione-. Un tour che sembra essere inarrestabile.

Non solo una pièce teatrale, che consacra l’alto livello artistico della Compagnia, già insignita del Premio Diritti Umani nel 2012, ma una coerente e puntuale inchiesta giornalistica sulla legge del super obbligo vaccinale, promulgata in Italia la scorsa estate.

Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.

 

Va bene, tira e molla alla fine ce l'hanno fatta. Ma chi ha vinto veramente questa partita?

L'ha vinta Mattarella, che è riuscito a negare a Savona il ministero dell'economia? L'ha vinta Di Maio, che altrimenti avrebbe visto sfumare per sempre la possibilità di andare al governo? L'ha vinta Salvini, che si prende il tanto agognato ministero degli interni - e un controllo di fatto di quello che accade - ad un prezzo decisamente accettabile?

Nei prossimi giorni si cercherà di tirare le somme di questa estenuante partita, ma nel frattempo una cosa la possiamo affermare con certezza: quelli che hanno perso sono Renzi e Berlusconi, proprio i due che speravano di fottere tutti gli altri con una legge elettorale che prevedeva l'inciucio del secolo. E anche vedere la Meloni che cerca all'ultimo momento di abbandorare la scialuppa del cdx che affonda non è male.

Almeno per stasera abbiamo qualcosa per cui festeggiare. Non è granchè, ma è meglio di nulla. Da domani vedremo...

1 - Lo spread è arrivato a 320, ma nessuno lancia più allarmi. Le borse crollano, ma nessuno sembra più preoccuparsi. Questo significa che il vero problema era il nascente governo giallo-verde, e non l'andamento dei mercati.

2 - Di Maio (appoggiato dalla Meloni) vorrebbe mettere sotto accusa Mattarella, ma Salvini nicchia. Proprio l'uomo che si è visto rifiutare il ministro più importante con una motivazione risibile e non costituzionale ("devo difendere i risparmi degli italiani"), nel momento di affilare le armi e compattarsi con il suo alleato Di Maio - che finora lo ha sostenuto al 100% - preferisce scegliere toni più concilianti.

3 - Mattarella ha bocciato un governo a causa di un ministro che ha teorizzato l'uscita dall'euro, e ora sceglie come primo ministro una persona che ha teorizzato l'uscita dall'euro. Nemmeno Ionesco sarebbe riuscito ad inventarsi un'assurdità del genere. Inoltre Cottarelli non trova nessuno che voglia fare il manichino nel governo per un paio di mesi, e rischia di rimettere il mandato.

I mercati si allarmano, i mercati rispondono, i mercati si rilassano. Ma che cosa sono esattamente questi "mercati"? Perchè sono così importanti per la vita dei normali cittadini? Fino a che punto influiscono veramente nella vita di tutti i giorni?

Ma soprattutto: sono veramente dei flussi autonomi di capitale, dettati esclusivamente dalla legge della domanda e dell'offerta - e quindi dalla speculazione finanziaria - oppure sono manovrabili? E se sì, da chi ed in quale misura?

Lo chiedo a tutti gli utenti esperti di economia e finanza, perchè ritengo che a questo punto la questione dei mercati - diventati ormai di primaria importanza nel processo politico moderno - debba essere chiarita una volta per tutte.

Grazie a chi vorrà rispondere.

Massimo Mazzucco

Finalmente il potere ha gettato la maschera.

 

 Messora scopre che i giornali cambiano il testo del PM Conte, ma il Quirinale minaccia di denunciare Messora, e non i giornali.

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