I Miti e le Leggende che più amate

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11/06/2019 09:40 #28762 da Marci2
I Miti e le Leggende sono da sempre un enorme e bagaglio culturale dell'essere umano. Ci sono i miti egizi, greci, romani e i miti nati nel Medioevo per poi passare alle fiabe del '700 e '800.
I miti che maggiormente amate quali sono?
Il mio preferito è il Ciclo Arturiano. A mio modo di vedere, il Ciclo Arturiano trova il suo apice nel Tardo Medioevo, con Thomas Malory che, nella seconda metà del '400, dopo la nascita della tecnica di stampa a caratteri mobili (1455), scrisse "La Morte di Artù", anche se questo va riassunto non come un'opera incentrata nella morte del Re di Camelot, ma di un racconto che racchiude ogni cosa, e più , del Ciclo Arturiano presente fino alla sua epoca, con, per finire, la morte del Re.
Gli scrittori medievali hanno creato una città immaginaria forse per evadere dalla corruzione della loro epoca (come di ogni epoca). Camelot rappresenta una utopia di uguaglianza, di bontà e di giustizia che nel mondo non avrà mai luogo
Ringraziano per il messaggio: Volano49

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12/06/2019 11:01 #28819 da Volano49
Ciao Marci. La polvere dei secoli si addensa e tende ricoprire ogni cosa, anche la saga arturiana. Testimonianze del "passaggio" di Artù si hanno in diversi luoghi, compresi Modena, Otranto e Bari. Di vero ed accertato si ha l'esistenza di Guidotto Guidotti di Chiusdino e la sua VERA spada nella roccia. Il resto potrebbe anche essere un revival franco - inglese, giunto in patria da nordici viaggiatori dal ritorno da Roma dopo aver sostato a Montesiepe. Per innescare una saga basta di fatto datare e far regredire una qualunque storia moderna.

Di fatto tutto nasce dall'opera del canonico agostiniano Geoffrey di Manmouth, poi divenuto vescovo che in 12 volumi (Historia Regum Britanniae" diede origine all'epica cortese della cosidetta "Matière de Bretagne", posteriore al chiusdinese. Storia e leggenda, realtà e fantasia si intrecciano senza sosta. La leggenda di Re Artù è intimamente connessa a quella del Santo Graal, la coppa dell'ultima cena che, oltre all'immenso valore religioso per i credenti, assunse col tempo anche un altissimo valore simbolico ed iniziatico di purezza e di elevata perfezione da raggiungere.

E' forse meno leggendaria la notizia apparsa sul "TIMES" di Londra il 20 luglio 1836 secondo la quale alcuni ragazzi alla ricerca di tane di lepri intorno alla formazione rocciosa nota come "Seggio di Re Artù" (guarda caso...), presso Edimburgo, trovarono sotto alcuni strati di fogli d'ardesia una piccola grotta contenente 17 piccolissime bare misurabili da 3 a 4 pollici (7-10 cm.). In Inghilterra si trovano anche giganteschi disegni visibili solo dall'alto, tipo Nazca. Cito l'enorme cavallo stilizzato di Uffington e il gigante con clava di Dorset. Luogo dove i giganti coesistevano con gli gnomi?...

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12/06/2019 11:32 #28820 da Marci2
Le mitologie nordiche sono pregne di giganti e di folletti, di gnomi, di nani, di donne bellicose e di divinità capricciose; come nel resto del mondo tutto.
A me personalmente il Ciclo Arturiano affascina per la capacità che gli scrittori ebbero, nel corso dei secoli, di estrapolare il "bene" ed inserire solo il bene stesso in un mondo di assoluta finzione, come appunto il Reame di Camelot.
Magari esistesse un mondo così :)
Nel mondo attuale la vedo un po' impossibile :(

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