Freaks - di Tod Browning

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18/01/2018 20:55 - 19/01/2018 10:52 #12238 da Calvero
Freaks - di Tod Browning è stato creato da Calvero
Visto l'interesse ravvivatosi sul cinema che fu, non potevo esimermi dal rispolverare e risistemare la recensione di un film tra i più magistrali realizzati nella storia del cinema. Punto. Questo in ordine non solo a questioni artistiche, non solo alla genialità di porre in essere e "romanzare" (mai virgolette furono più significative) una simile storia, ma in nome e in onore dell'inaudita (e mai più ripercorsa) FORZA FILMICA e coraggio morale (diremmo anche «immorale», nella sua accezione più bella) così diretta, fotografata, interpretata e mostruosamente RIUSCITA.

Questo è CINEMA




Fellini così esordì in proposito di Chaplin: << Una sorta di Adamo da cui tutti discendiamo >>. Questa considerazione da un Maestro del Cinema su uno dei Maestri del Cinema, ci riguarda a nome dell'importanza delle discendenze - nell'Arte della celluloide.

Concettualmente ci colleghiamo dalle parole di Fellini a questo - Freaks; film in bianco e nero di un epoca "lontana". Tod Browning, dopo il suo Dracula (Bela Lugosi docet) aveva già lasciato il segno. Ed eccoci al punto. Il termine «osare», già: chi può veramente fregiarsene di questa accezione senza che detto vocabolo non venga sminuito o banalizzato come sempre i venditori di fumo fanno e anche impunemente?

Nel mondo delle rappresentazioni artistiche, ci sono rappresentazioni e rappresentazioni. Qui siamo nella rarità di un compimento che anche definirlo surreale o assurdo, non si avrebbe il giusto appagamento, perché sentiremmo di non averlo rispettato come si doveva. Un connubio tra visionarietà e dramma, reale e surreale, non sarà ripetibile a questi livelli.

Se esiste una domanda intima e genuina su quale linea di confine divida una favola da un documentario, una tragedia da un racconto dell'orrore, un vissuto da un allegoria.. e volete una risposta, allora spegnete le luci del vostro salotto, lasciate perdere la quotidianità di un mondo che corre senza freni, lasciate perdere la voglia di "far passare una serata" e lasciatevi condurre per mano: con i mostri; per mano: nel loro mondo.

Con una fotografia tagliente, ogni cinefilo e appassionato dovrà riflettere su come anche il Noir degli anni a venire è tributario a quest'opera. Siamo nel 1932.

Freaks lascia un impronta, ma non crea un Genere. Si rifletta. E avremmo detto tutto. Ma come ci si può fermare dal dire altro?

Se in primis si può rimanere spiazzati dalle deformità reali degli "attori", il pugno allo stomaco non arriva dalla crudezza delle immagini, ma del sentimento dilaniato degli stessi protagonisti che traspare dai loro sguardi, dalla loro umanità, da una dolcezza imprigionata. Un'umanità messa alla berlina che, per sopravvivenza, si concede al male minore di "trasformarsi" in fenomeno.

In un Circo, così narra la storia, in anni in cui non si andava per il sottile sui "casi umani", si consuma la tragedia, si respira il grottesco e, forse, ci guardiamo allo specchio. E il prezzo da pagare, sarà dovuto. Una cinepresa si muove nella "baraccopoli" degli itineranti mentre si incrociano le emozioni e i sentimenti di esseri umani di là di un mondo sano. Un altro mondo. Loro: sono un'isola. Che viaggia nel nostro mare. L'unica approvazione, forse l'unico consenso che l'uomo sano concede loro, alla loro Vita di FREAKS emarginati è data dagli applausi; dallo stupore di chi paga per divertirsi; da chi paga con il disprezzo più terribile, quello della risata.

Solo alla fine, forse, ci rendiamo conto di essere stati noi gli unici spettatori sugli spettatori. Un orrore straziante messo in scena con movimenti di camera eccezionali per l'epoca. Tecnicamente, i tempi del montaggio sublimano la sagacia e l'irriverenza delle sequenze con primi piani e non, di rara bellezza. Personalmente, una forza simile, indagatrice e violenta sul volto umano, ritengo si ritrovi solo in Bergman.

C'è una sequenza, la mia sequenza. Le sorelle siamesi. Esse vivono, una attraverso l'altra, le emozioni indivisibili di una vita a metà, o doppia, se vogliamo. Qual è la verità? La scena del bacio è l'immagine più dolce che io ricordi di un film.

La tenerezza è la perla racchiusa in quest'ostrica nera. Questo è l'orrore. La sue bellezza imprigionata. Chi siamo noi veramente, è una domanda talmente abusata che mi viene fastidio a ripeterla, e che con questo film, ho trovato potesse avere un senso migliore.

La sceneggiatura? Ah! la sceneggiatura! .. che dire? Vola al suo epilogo a passi di danza. Inesorabile.

Una danza macabra? Non lo so. Grottesca? Forse. Forse veramente dell'orrore? Non mi azzardo a confermarlo. Piano prima, velocemente poi, i protagonisti mostrano che per avere le palle non serve essere altro che quello che si è. Piano, le deformità assumono il loro ruolo, il loro status. Il film - senza compassione - volge alla sua piega. Il bianco e nero brucia ogni speranza di redenzione. Nelle sue sfumature il grigio non è concesso. La regia, una dinamica glaciale, porta alla loro Vendetta. Senza moralismi, senza morbosità. Esatto: senza morbosità. Questo è un altro punto straordinario.

Gli stessi personaggi che ci avevano commosso, che forse ci avevano fatto sorridere, che magari ci avevano fatto tenerezza ora sono diventati una Nemesi implacabile, e forse ci eravamo dimenticati, nel paradosso dei più feroci, di cosa tutti potremmo essere capaci.

[Misti mi morr Z - 283] Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno.
Ultima Modifica 19/01/2018 10:52 da Calvero.
Ringraziano per il messaggio: Shavo

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18/01/2018 22:35 #12240 da TheNecrons
Risposta da TheNecrons al topic Freaks - di Tod Browning
Ciao Calvero,

non ho ancora letto tutto, volevo chiederti: per caso ci sono spoiler sul film?
Se sì, potresti per favore mettere un piccolo avviso che c'è uno spoiler? Grazie.

La scorsa volta mi sono sentito male quando ho letto spoiler su Runaway Train! :D

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19/01/2018 10:49 - 19/01/2018 10:53 #12247 da Calvero
Risposta da Calvero al topic Freaks - di Tod Browning

TheNecrons ha scritto: Ciao Calvero,

non ho ancora letto tutto, volevo chiederti: per caso ci sono spoiler sul film?


No. Qui non ci sono. A meno che per Te possa essere uno spoiler, dare gli indizi di quale racconto si muova sullo sfondo, allora vai tranquillo.
Parlo a un certo punto di una sequenza che mi è piaciuta, ma non ne formulo i perché, né mi rifaccio alla narrazione né alle sue dinamiche nel racconto.

La scorsa volta mi sono sentito male quando ho letto spoiler su Runaway Train! :D


Mi spiace, diciamo che se i film sono di decadi fa, non mi preoccupo tanto di spoilerare o meno, perché do per scontato che facciano già parte dell'immaginario collettivo. La prossima volta starò più attento. Per questo film che è lontano nel tempo, il discorso potrebbe sembrare lo stesso, invece è proprio il contrario; sono pellicole talmente lontane nel tempo e di nicchia, che per la maggioranza un film del genere è paragonabile ad un film appena uscito in Sala. Comunque, per Freaks, mi interessava di più sondare l'impatto geniale del cineasta, stilistico ed emotivo che non la storia in sé. Anche se la storia è fantastica.

[Misti mi morr Z - 283] Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno.
Ultima Modifica 19/01/2018 10:53 da Calvero.

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19/01/2018 18:37 #12257 da redazione
Risposta da redazione al topic Freaks - di Tod Browning
Secondo me Freaks è uno dei CAPOLAVORI ASSOLUTI della storia del cinema. Talmente potente è questo film che diversi autori hanno cercato di imitarlo. Ricordo "Anche i nani hanno iniziato da piccoli" di Werner Herzog, oppure "El Topo" di Jodorowsky.

Ma non sono nulla al confronto.

Freaks è l'archetipo del film neorealista, girato trent'anni prima che nascesse il neorealismo.

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19/01/2018 20:34 - 19/01/2018 20:35 #12261 da NRG
Risposta da NRG al topic Freaks - di Tod Browning
Grazie Calvero, non lo conoscevo e ho approfittato del tuo thread per andarmelo a cercare e guardarlo...

Io che non sono un esperto di cinema o di tecnica cinematografia, da ignorante quale mi ritengo in materia, la prima cosa che mi è venuta da pensare è che quuesto film del 1932 fosse un capolavoro....


mi sa che poi qualcuno in un più recente passato abbia preso spunto da questa opera per realizzare un cortometraggio che veicola similmente comunque un messaggio importante anche se diverso dal quello finale di Freaks:

Interpretato da Nick Vujicic nel ruolo di Will, l'uomo senza arti che tale è non solo nel film ma anche nella vita reale, e diretto da Joshua Weigel, Il circo della farfalla non utilizza solo il circo e i suoi personaggi per narrare una storia, ma veicola qualcosa di intimamente legato al tendone:

Il Circo della farfalla:
Ultima Modifica 19/01/2018 20:35 da NRG.

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19/01/2018 21:26 #12262 da monsieur Verdoux
Tod Browning aveva già girato nel 1927 " Lo sconosciuto " col fenomenale Lon Chaney che è sulla stessa lunghezza d'onda di Freaks.
E' meno conosciuto e muto, di minore impatto ma l'ho trovato altrettanto bello.
Non sono un esperto di linguaggio cinematrografico , ma a mio giudizio lo vedo come una sorta di prova generale che gli ha permesso di strutturare questa storia ( Freaks ) fantastica in modo più complesso rispetto a " Lo sconosciuto ".

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