Nuova Cronologia

Di più
24/06/2019 20:51 #29316 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia
non capisco

Di più
24/06/2019 21:58 - 24/06/2019 22:00 #29317 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Niente di cui preoccuparsi. Un attimo e passa.
Anche io all'inizio non capivo perché i farisei parlano di lapidazione (lapide, lapis) mentre Gesù sembra starsene per i fatti suoi scrivendo per terra [con un dito], e la cosa è ripetuta due volte. Poi Gesù manco li guarda mentre vanno via, dopo aver detto "di scagliare la prima pietra [lapis]", a cominciare dagli anziani. Tanto che deve chiedere alla stessa donna.
Loro non la condannano, lui non la condanna. Perché?
Perché nessuno di loro ancora sa scrivere.
Se non sanno scrivere non può esserci una legge di Mosè, e le tavole, che sono quindi posteriori o comunque contemporanee al l'insegnamento di Cristo, che non è l'insegnamento di Gesù.
Fomenko dice che il Gesù storico è vissuto nel XII secolo.
Ora, nessuno ha notato cosa dice Fomenko riguardo a quando fu inventata la scrittura?
Coincidenze?

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ultima Modifica 24/06/2019 22:00 da Pyter.

Di più
24/06/2019 22:54 #29322 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia
Ah, stai dicendo che l'espressione "scagliare una pietra" sia un'alterazione di qualcosa che indicava la scrittura?
E poi: la frase "volevano avere pretesti per accusarlo" siamo sicuri che fosse riferita a Gesù e non all'adultera?

Di più
25/06/2019 16:31 #29407 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Pyter, puoi spiegare meglio il collegamento tra i simboli massonici, il libro dei morti, il fatto che nel medioevo non sapessero scrivere e su cosa dice Fomenko a proposito della scrittura? Evidentemente mi mancano parecchi frammenti e piuttosto grossi.

Di più
25/06/2019 18:40 - 25/06/2019 18:43 #29421 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Non ricordo più dove Fomenko dice dell'invenzione della scrittura, se nel sito o ne accenni nel libro 400 anni di inganni.
Per spiegare meglio tutto quello che mi chiedi ci vorrebbe un libro , visto che ormai sono più di dieci anni che leggo a destra e a manca.
Opterei, nel caso, a rispondere a domande più specifiche.
Per quanto riguarda il libro dei morti, è risaputo che la figura di Cristo è praticamente ricalcata su Osiride e Horus.
Il testo dei sarcofagi racconta pure come hanno fatto.
La nascita e la morte di Cristo non hanno niente a che fare con Gesù.
Non a caso il natale e la pasqua sono le due feste cristiane principali.

Tutto questo (cioè il passaggio) è spiegato in codice nel libro di Renan, Vita di Gesù.

Per trovare invece qualcosa che confermi le teorie di Fomenko e la natura vera del Cristo della Chiesa, puoi leggere il secondo capitolo del libro Il maestro e Margherita di Bulgakov, nello specifico l'interrogatorio di Yoshua, dove Bulgakov rivela, anche lì in linguaggio semi-codificato alternato ad abili giochi di parole, quello di cui ti sto dicendo.
E' questo uno dei motivi per cui nessuno ti spiegherà mai quel libro, che è stato sempre il mio preferito fin dal liceo e ora ho capito perché.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ultima Modifica 25/06/2019 18:43 da Pyter.

Di più
25/06/2019 21:14 #29425 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia
Perché dici che Giuda Iscariota era un grande intenditore del libro dei morti e del testo dei sarcofagi?

Di più
25/06/2019 22:00 #29426 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Perché Giuda è stato adottato da piccolo in un tempio di Eliopolis, alla periferia cariota, cioè al Cairo.
Sapeva tutto della teologia egizia. Anzi, possiamo dire che ne era il custode.
Bignamino:
Giuda tradisce, cioè il vero Gesù viene sacrificato (agnello pasquale [ascoltare brano hop hop somarello di Barabani, un cognome un perché] ), rinasce come Cristo.
Il perfezionamento della figura di Cristo avviene con l'accorpamento dell'idea del bene e del male, quindi peccato e salvezza, presa da Zoroastro (Persia).

Faq:
Perché durante la visita di qualche anno fa delle personalità dell'Iran, Renzi ha fatto mettere delle lenzuola su statue e monumenti dei musei italiani?




Hop hop hop somarello,
Trotta trotta, il mondo è bello.
Hop hop hop somarello,
Trotta trotta, tu porti l'agnello.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ringraziano per il messaggio: Marzo

Di più
26/06/2019 10:32 #29436 da Marzo
Risposta da Marzo al topic Nuova Cronologia
Molto interessante Pyter!

Hai altri suggerimenti di testi interessanti in merito alla nuova cronologia ed alla storia nascosta?

Di più
26/06/2019 11:03 #29440 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Grazie Pyter.
Ho trovato il brano:

“How it was in reality” di A.T.Fomenko , G.V.Nosovskiy

chronologia.org/en/how_it_was/introduction.html

L’epoca che precede il XI secolo

Questa sezione è piuttosto breve. Non esiste informazione in fonti scritte giunte fino a noi di qualsivoglia evento precedente il XI secolo. Non c’era la scrittura a quel tempo. Apparve solo nel X-XI secolo. Secondo la storia scaligeriana la scrittura ha origini nella più profonda antichità presumibilmente ben prima dell’inizio dell’era cristiana.
In realtà la STORIA SCRITTA dell’umanità emerge dall’oscurità solo nel X-XI secolo. Tutti i documenti scritti antichi, inclusi quelli riguardanti la “profonda antichità” , descrivono in realtà eventi del XI-XVII secolo. Molti di questi forzatamente consegnati al distante passato dalla cronologia erronea di Scaligero-Petavius.
L’epoca precedente al XI secolo deve essere considerata “primordiale”, l’alba della civilizzazione. Gli strumenti primitivi di questi tempi sono sopravvissuti fino ad oggi e sono in mostra nei musei e gallerie dedicate agli uomini primitivi, che presumibilmente vissero molte, molte secoli o anche millenni prima dell’era cristiana.
Frammenti di vasellame, ossa, strumenti di selce, coltelli di pietra e asce, raschiatoi, ceneri di fuochi nelle caverne, ossa, punte di frecce e punte di lancia, ornamenti fatti con ossa di mammut e denti di predatori. Queste esposizioni nei moderni musei ci danno un’indicazione accurata della vita umana fino al X-XI secolo. A quel tempo le persone vivevano ancora nelle caverne e sotto ripari precari, figuriamoci in costruzioni di legno o pietra.
Ma non dobbiamo immaginare che gli strumenti di pietra e osso o quelli di uso quotidiano diventassero obsoleti nel XI secolo. In realtà continuarono ad esistere e furono usati ancora per molto tempo, fino al XV-XVI secolo. Per esempio, nel XVI secolo i Tedeschi andarono a costruire il Kremlino con le loro ASCE DI PIETRA, che gli storici tedeschi contemporanei datano approssimativamente al II secolo a.c.
Quindi gli utensili di pietra probabilmente coesistono con quelli di metallo fino al XVI secolo. La costruzione del Kremlino di Mosca è datata dagli storici alla fine del XV secolo ma la Nuova Cronologia gli attribuisce la seconda parte del XVI secolo.
Si scopre che simili asce – e ce ne sono parecchie in Germania – vengono datate oggi dagli archeologi nella profonda antichità, la prima parte del II secolo a.c. Il punto di vista di scienziati e archeologi, che gli utensili in pietra trovati in Europa siano esclusivamente utensili preistorici, è errata. Come si può vedere i Tedeschi nel XV-XVI secolo d.c. dipendevano ancora dalle asce di pietra.
Questo tra l’altro implica una semplice soluzione a un famoso enigma storico: come potevano gli antichi abitatori delle caverne gestire la creazione di buchi rotondi o ovali di FORMA REGOLARE negli utensili in pietra? Qui per esempio abbiamo l’”antichissima” ascia di pietra nel museo archeologico di Ohrid in Macedonia. Un profondo buco oblungo con piatte pareti verticali fu fatto con una pietra dura. Avrebbe potuto un uomo delle caverne senza attrezzi fare questa cosa? Sicuramente voi non siete capaci creare un buco così regolare semplicemente strofinando due pietre insieme a mano. Comunque ora, una volta accettato che gli utensili di pietra furono usati fino al XVI secolo ogni cosa va a posto. I buchi nelle asce di pietra potevano essere stati fatti usando meccanismi con trapani rotanti. Con punte di diamante per esempio. O semplicemente fatti di pietra dura.
Un altro esempio. Ci dicono che in Russia, nell’“Antica” Roma e in Inghilterra si scriveva su cortecce di betulla molto, molto tempo fa. Di fatto, si scopre che lettere in corteccia di betulla erano ancora scritte nel XIX secolo e in alcuni posti anche nel XX secolo. Il fatto è che fino al XX secolo la carta non era economica. La corteccia di betulla, specialmente nel Nord, era molto più economica. Così l’ “antichità” si avvicina molto ai nostri tempi.
I testi contemporanei ci dicono con molti dettagli della vita delle genti che si suppone vissero prima del X secolo. Ricordiamo alcune “antiche” culture.
I leggendari “Sumeri”. Le più antiche civilizzazioni di Mesopotamia e America. I potenti faraoni Egiziani. Il Regno di Troia della famosa guerra nel presunto XIII secolo a.c. messa in versi da Omero, il poeta cieco. L’illuminata “antica” Cina. I potenti Etruschi. La grande “antica” civilizzazione Greca. Ancora, l’”antica” Roma che evolvette dalla civilizzazione Etrusca. L’”antica” Cartagine e le sue guerre contro la possente Roma. La misteriosamente “antica” India con i suoi tesori. I potenti califfati arabi “antichi” e Medievali. Gli “antichi” Regni Biblici di Israele e Giudea. Le “antiche”Assiria, Siria e Persia. I signori feudali Medievali Europei nei loro possenti e tetri castelli.
Tutto questo, ci dicono, esisteva prima del X secolo d.c. Non è vero. Tutto questo esistette MA IN UN’EPOCA COMPLETAMENTE DIVERSA, E SPESSO ANCHE IN UN DIFFERENTE LUOGO. Più specificatamente, dopo il X secolo d.c. cioè nell’ultimo millennio. In altre parole le date degli eventi della “antichità classica” dovrebbero essere corrette e portate in avanti nei loro posti reali in un intervallo tra il X e il XVII secolo.
Dove erano situati i primi insediamenti prima del X secolo? Presumibilmente all’inizio la maggioranza delle persone viveva in una zona calda, non lontana dall’equatore. Principalmente il Mediterraneo, l’India e l’America Centrale. Il clima era moderato c’erano parecchie piante con frutti e sufficiente acqua potabile. Questo permise la rapida crescita della popolazione. C’era abbastanza cibo, non c’erano inverni freddi ed era facile costruire abitazioni. Non c’erano variazioni brusche del clima e non c’erano differenze sostanziali di temperatura.
Ma la crescita della popolazione non poteva continuare all’infinito e presto “divenne troppo congestionata”. Incominciarono i conflitti tribali e la lotta per il territorio e il cibo. Una parte della popolazione fu spinta al Nord e una parte al Sud. All’interno le persone scoprirono che il clima era più duro. Gli inverni freddi. I migranti deboli morirono, ma quelli che sopravvissero lo fecero solo adattandosi. Le capacità del cervello aumentarono, fu necessario creare metodi per costruire case, attrezzi per l’agricoltura e equipaggiamenti per la caccia e la navigazione sui fiumi e sui mari ecc.
In altre parole questa gente fu costretta a sviluppare una civilizzazione. Nel corso del tempo i discendenti della prima onda di migranti, essendosi adattati al nuovo ambiente, crearono i loro propri centri culturali e dopo essersi riprodotti a sufficienza incominciarono ad allargare la zona del loro habitat. Iniziò la colonizzazione ma su un più alto livello tecnologico. È possibile che sia così che l’epoca tra il XIII-XIV ha avuto inizio. Ma di questo parleremo più avanti. E ora torniamo indietro nel tempo.
Per concludere, l’epoca prima del XI secolo è immersa nel buio dovuto alla virtualmente totale assenza di ogni documento originale. Ripetiamo che solo nel X-XI secolo per la prima volta fu concepita l’idea del linguaggio scritto. Probabilmente nell’Antico Egitto originariamente nella forma dei geroglifici. La registrazione di pensieri in questo modo è primaria e solo più tardi evolvette nelle forme più contemporanee.

Di più
26/06/2019 12:21 #29448 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia

Marzo ha scritto: Molto interessante Pyter!

Hai altri suggerimenti di testi interessanti in merito alla nuova cronologia ed alla storia nascosta?



Certamente!

L' Eneide
Le dodici fatiche di Ercole
Il vangelo fiorentino secondo San Luca.
Totem e tabù di Freud
Melville: Bartleby e lo scrivano e altri racconti

Credo che bastino per questa estate.
Appena li hai finiti fammi un fischio.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)

Di più
26/06/2019 18:38 #29466 da Mrexani
Risposta da Mrexani al topic Nuova Cronologia
pyter

. Per spiegare meglio tutto quello che mi chiedi ci vorrebbe un libro ,


Eh, che aspetti allora?
Son serio, perché non lo scrivi sto cazzo di libro?

Di più
26/06/2019 19:00 #29467 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia

Ripetiamo che solo nel X-XI secolo per la prima volta fu concepita l’idea del linguaggio scritto. Probabilmente nell’Antico Egitto originariamente nella forma dei geroglifici. La registrazione di pensieri in questo modo è primaria e solo più tardi evolvette nelle forme più contemporanee.

Non concordo con questa idea: primo non capisco come si fa stabilire quando sia stata inventata la scrittura, secondo, penso che potrebbe essere stata fin da subito fonetica. La mia ipotesi è che derivi dalla musica.

Di più
26/06/2019 19:18 - 26/06/2019 19:45 #29468 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Un po' di pazienza, Mex, un po' di pazienza.
Ho parecchia roba messa da parte che sto iniziando a sviluppare in un discorso coerente.
Roma non è stata costruita in un giorno.

Purtroppo quattro mesi fa il computer mi ha completamente abbandonato, morendo di morte improvvisa.
Il problema è che non mi ha lasciato nessuna eredità, roba che peraltro era quasi tutta mia, cioè numerosi file con appunti eccetera.
Ho quindi faticosamente iniziato tutto da capo come una fenice incazzata.
Fortunatamente ho tutto qua in testa.
La tradizione orale mi ha salvato.
Un segno del destino.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ultima Modifica 26/06/2019 19:45 da Pyter.

Di più
26/06/2019 19:32 - 26/06/2019 19:34 #29469 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia

Nomit ha scritto: La mia ipotesi è che derivi dalla musica.




Caro il mio gesuitico Nomit, hai ragione. E che i sumeri siano stati per centinaia di anni in testa alla hit parade è una cosa difficile da smontare, e come dicono gli archeologi ci sono nei musei le tante statuette vinte che lo dimostrano.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ultima Modifica 26/06/2019 19:34 da Pyter.

Di più
26/06/2019 20:55 #29471 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Nomit, puoi spiegare meglio? Certamente i suoni vengono prima della scrittura. Ti riferisci a una tradizione orale? O proprio musicale? Francamente sarebbe fantastico se tutto incominciasse con la musica. È solo una tua intuizione?

Di più
26/06/2019 21:07 #29472 da Mrexani
Risposta da Mrexani al topic Nuova Cronologia
Pyter

Roma non è stata costruita in un giorno.

Per carità, io lo speravo soltanto che fossi già a lavoro, ma non lo sapevo. Quindi prendi il tempo che serve.

Fortunatamente ho tutto qua in testa.
La tradizione orale mi ha salvato.
Un segno del destino.


Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade?

".Nois semus sos rios nàschidos da sas abbas pioanas:
no timimus istios chi nos potan sicare sas funtanas.
"

Di più
26/06/2019 21:19 #29473 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia
@ Italo -

Italo ha scritto: Nomit, puoi spiegare meglio? Certamente i suoni vengono prima della scrittura. Ti riferisci a una tradizione orale? O proprio musicale? Francamente sarebbe fantastico se tutto incominciasse con la musica. È solo una tua intuizione?

Gli ominidi si accorgono che il suono influisce sulla crescita e la produzione delle piante di cui si nutrono, cominciano ad emettere suoni sempre più armoniosi per agire in tal senso, sviluppano la voce umana, cominciano a comporre musica e ad eseguirla in coro in prossimità delle piante di loro interesse, ha origine la messa, sviluppano il sentimento religioso, sviluppano il linguaggio, le composizioni diventano polifonie complesse e sorge così la necessità di trascriverle, si comincia così a rappresentare sia le note, sia i fonemi da cui sono accompagnate, infine questi ultimi si svincolano dalla musica e ha origine la scrittura come la conosciamo. La scrittura ideografica non fa parte di questa ipotetica evoluzione.

Di più
27/06/2019 10:12 #29479 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Grazie Nomit. Certamente l'ipotesi che fa Fomenko rimane un po' fredda. D'altra parte non può mica far tutto lui ;-)
Quando ho cominciato a leggere della Nuova Cronologia avevo la sensazione di uno che buttava bombe a mano dentro un pollaio per vedere cosa succedeva.
Ogni volta che mi sembrava di aver ritrovato l'equilibrio esplodeva un'altra granata. Ora è tutto pieno di buche con qualche piuma svolazzante però certamente per quanto mi riguarda il merito di Fomenko è di aver mostrato come la gran parte delle storie che conosciamo non ha nemmeno una logica e si possono smontare in pochi passaggi. Rimane un baratro da riempire e tocca lavorare per ricostruire direi proprio un'identità. D'altra parte le rivoluzioni non sono un pranzo di gala.

Di più
27/06/2019 10:52 #29481 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Segue qua sotto il mio riassunto di un episodio fondativo della storia Russa, la Battaglia di Kulikovo ("History: Fiction or science?" Cap. 6). Dalla distorsione degli avvenimenti ad essa correlati nasce la storia dei Romanov che col loro colpo di stato dovevano accreditarsi come legittimi eredi dell'Impero. Una volta cancellata la storia reale c'è stato un "liberi tutti" che ha permesso agli stati Europei e non solo di inventarsi una loro storia parassitando quella dell'Orda e attribuendosi avvenimenti che non gli appartenevano.


Chapter 6
The Battle of Kulikovo

1 . The strife of the late XIV century in the Horde. Dmitriy Donskoi as Tokhtamysh-Khan.
The Battle of Kulikovo and the . A general overview 150

Dopo la formazione del Grande Impero nella prima metà del del XIV secolo da parte di Batu-Khan (Ivan Kalita = Caliph) lo stato venne diviso in tre parti:
- Il Regno del Volga, L’Orda d’Oro
- La Russia Bianca o Orda Bianca
- La Severskaya Zemlya = Ucraina
La parola “severskaya” è in relazione con la parola Siberia e “sever” (“Nord”) - comunque la parola non si riferisce necessariamente alla direzione del Nord (ricordiamo che molte mappe medievali erano invertite col Nord sotto e il Sud sopra). Verso la fine del XIV secolo ci furono disordini all’interno dell’Orda d’Oro. Oltre 25 Khan avevano regnato sul paese nei 20 anni tra il 1359 e il 1380. I disordini terminano con la famosa battaglia di Kulikovo nella quale Dmitriy Donskoi (Tokhtamysh-Khan secondo la nostra ricostruzione) aveva sconfitto le truppe di Mamai, un leader militare e di fatto governatore dell’Orda. Più avanti parleremo a lungo del libro dello storico Mauro Orbini pubblicato nel 1601 e tradotto in Russia nel 1722. Orbini dice a proposito della battaglia di Kulikovo: “Nell’anno 6886 dalla Genesi (secondo la cronologia Russa), Dmitriy, il Grande Principe di Russia, sconfisse Mamai, Re dei Tartari. Tre anni dopo mise in rotta nuovamente le truppe di questo Re. Sigismund Herberstein iniviato imperiale ci racconta che “i corpi degli uccisi coprivano il terreno per 20 chilometri intorno”. Secondo le cronache Russe il motivo della battaglia era una questione di confine tra il Principe Dmitriy Donskoi della Grande Novgorod e i Principi di Lituania e di Ryazan Oleg e Holgerd. Quest’ultimo aveva cospirato per tenere Dmitriy lontano dalle terre di Mosca che pretendeva appartenessero alla Lituania e da quelle di Kolomna, Vladimir e Murom che sarebbero appartenute al Principato di Ryazan. Inviarono lo Zar Mamai per portare avanti il piano. Dunque le cronache ci descrivono la battaglia di Kulikovo come una disputa territoriale. In realtà i Principi (o Khan) cercavano di costringere Dmitriy verso la sua vecchia capitale Kostroma (vicino a Yaroslav). La battaglia fu vinta da Dmitriy che conquistò il Principato di Ryazan e le parti orientali della Lituania stabilendosi definitivamente in Mosca.

2. The Battle of Kulikovo 151
2.1 The actual location of the Kulikovo field 151

Consideriamo i resoconti storici della famosa battaglia di Kulikovo del 1380. Oggi si suppone che il campo di Kulikovo si trovi tra i fiumi Nepryadva e Don (oggi la regione di Kurkinskiy nella provincia di Tulskaya) 300 chiolometri a sud di Mosca. È noto tuttavia che non è stata trovata alcuna traccia della battaglia in questo campo di “Kulikovo” vicino a Tula. Non ci sono tumuli né tracce di armi in questo posto. Non c’è un solo oggetto che possa testimoniare dopo anni e anni di ricerche che qui si sia svolta una battaglia. Utilizzando rilevatori di metalli si sono infine trovate alcune punte di freccia e pezzi di una cintura. Poco per una battaglia così spaventosa. Alcuni libri sulla battaglia contengono l’immagine di una maglia di ferro che si suppone trovata sul campo tuttavia le sue eccellenti condizioni fanno dubitare che possa risalire a 600 anni prima. Dopo 600 anni una simile oggetto sarebbe un blocco indistinguibile di ruggine.

2.2. Kulishki in Moscow and the Church of All Saints built in honour of the warriors slain in the Battle of Kulikovo on the Slavyanskaya Square in Moscow 152

Alcune cronache ci indicano il campo di Kulikovo all’interno della città di Mosca. Per esempio la “Arkhangelogorodskiy Letopisets” descrive la consegna della famosa icona “Nostra Signora di Vladimir” in Mosca, durante l’invasione di Timur nel 1402 e ci dice che l’icona fu ricevuta in Mosca “sul campo di Kulikovo” e ci dice anche che lì fu costruita la Chiesa di Candlemas, che si trova nella via Sretenka. Lì vicino si trova la parte di Mosca conosciuta ancora con l’antico nome di Kulishki. Ancora nel XIX era opinione comune che Kulishki fosse sinonimo di Campo di Kulikovo. La Chiesa di Tutti i Santi fu costruita da Dmitriy Donskoi per commemorare i soldati morti sul Campo di Kulikovo. La chiesa si trova davanti all’uscita inferiore della metropolitana di Kitai-Gorod in Mosca nella piazza un tempo chiamata”Kulizhki” o “Kulishki”. La Regione di Kulishki includeva anche la Piazza del Cancello Pokrovskitye che era un tempo conosciuto come Kulishskiye. La versione ufficiale ci dice che le truppe furono sconfitte una prima volta da Dmitriy Donskoi e la seconda da Tokhtamysh-Khan. A nostro parere sono la stessa persona e la seconda sconfitta è solo un duplicato. La “seconda sconfitta” di Mamai avvenne “a Kalki” che è un’altra versione del riferimento al Campo di Kulikovo. L’etimologia della parola si può tracciare così: kulachki, kulak, kulachniy boy – pugni, pugno e combattimento di pugni. Insomma posto “per una competizione pugilistica”. Il nome di Mamai è un nome Cristiano e può essere trovato ancora oggi nel calendario ecclesiastico. Sembra una leggera corruzione della parola mama (mamma) o mamin (di mamma) gli antichi Russi dovevano avere due nomi di origine simile Batiy o Batu da Batka (padre) e Mamiy o Mamai (di mamma). Insomma Dmitriy Donskoi combatteva contro un leader Cristiano.

2.3. The information about the Battle of Kulikovo: origins and present condition 154

La fonte primaria delle informazioni sulla Battaglia di Kulikovo è la Zadonshchina. Secondo gli scaligeriani essa fu creata subito dopo la battaglia ed è perciò credibile. Ci sono sei copie del testo pesantemente corrette e piene di errori e distorsioni. La versione più antica contiene metà del testo e risale alla fine del XV secolo. Gran parte dei nomi sono scritti con caratteri corsivi dimostrando un intervento successivo sul testo.

2.4. Mamai’s headquarters on the Krasniy Kholm (Red Hill) near the Kulikovo Field vs. the Krasny Kholm, Ponte di Krasnokholmskiy e l’Argine Krasnokholmskaya in Mosca 156
Sarebbe opportuna una carta della città di Mosca per aiutare il lettore.
Secondo le fonti Russe il quartier generale di Mamai durante la battaglia era su una certa Collina Rossa (Krasniy Kholm). C’è infatti una collina molto alta proprio vicino al Kulishki in cima alla famosa Piazza Taganskaya vicino al Cancello di Yaouzskiye. In più il famoso Argine Krasnokholmskaya del Fiume Moskva e il Ponte di Krasnokholmskiy si trovano ancora qui. Formalmente non c’è un Krasniy Kholm ma c’è un Krasnaya Gorka (altra parola per “collina”) vicino al Kremlino. Il campo Kulishki in Mosca è circondato da diverse colline una delle quali contiene la Piazza Rossa e il Kremlino. Può essere questo il luogo del quartier generale di Mamai.

2.5. Kuzmina Gat in The Battle of Kulikovo and the neighbourhood of Kuzminki in Moscow.

Le truppe di Mamai si fermarono a Kuzmina Gat prima della battaglia. Ogni moscovita riconoscerà il quartiere di Kuzminki a Mosca.
La nostra ricostruzione è la seguente: Mamai si avvicinava a Kulishki o centro della moderna Mosca da Est schierato sulla riva sinistra del fiume Moskva, la parte in cui si presuppone si sarebbe combattuta la battaglia.
Dmitriy si avvicinava al campo di battaglia dal Sud, sulla riva destra del Moskva. Era obbligato ad attraversare il fiume. Le due armate si incontrarono al centro di Mosca al Kulishki, vicino alla Piazza Slavyanskaya e Via Stretenka. Un altro dettaglio è che le truppe di Dmitriy passarono la notte prima della battaglia “sul Berezouy” che si può tradurre come “sponda” (mentre le truppe di Mamai avevano il campo a Kuzmina Gat). Va detto che gli storici non trovano traccia di Kuzmina Gat nella regione del Don.

2.6. The identification of Kolomna as the starting point of Dmitriy’s march towards the Kulikovo Field

Secondo le cronache l’esercito di Dmitriy partì da Kolomna dove si era unito agli alleati. Attualmente la città di Kolomna si trova a cento chilometri da Mosca. La qual cosa è anche possibile ma noi ipotizziamo che la città potesse anche essere Kolomenskoye, oggi parte di Mosca. Ricordiamo che in questo posto c’era un gigantesco palazzo in legno dello Zar. Nel testo “La storia della Battaglia con Mamai” si dice: “Quando Dmitriy capì che la battaglia stava per cominciare ordinò ai suoi alleati di marciare verso Mosca ed essi prontamente arrivarono”. Siamo perciò dell’opinione che Dmitriy Donskoi partì esattamente dal posto che oggi si chiama distretto Kolomenskiy di Mosca. Dove andò quest’esercito?

2.7. The Kotly from the Kulikovo Battle and the Kotly in Moscow 157
Secondo le cronache marciò verso “Kotyol”. Guardando le mappe di Mosca vediamo il fiume Kotlovka vicino a Kolomenskoye e la stazione di Nizhniye Kotly lì vicino. Se Dmitriy avesse marciato davvero in questa direzione sarebbe arrivato nelle vicinanze del Monastero di Novodevichiy che si trova sull’altra sponda del fiume Moskva. Le cronache lo confermano.

2.8. The inspection before the battle at the Devichye Field, near the Devichiy Monastery, and the Novodevichiy Monastery on the Devichye Field in Russia 157
“Dmitriy organizzò un ispezione delle truppe sul Campo Devichye”. Si tratta del grande campo sull’ansa del Fiume Moskva con il Monastero Novodevichiy. Era ufficialmente conosciuto come il Campo Devichye e molti toponimi lo confermano ancora oggi. Perciò possiamo dire che Dmitriy Donskoi è partito da Kolomenskoye, ha attraversato la Moskva ed era arrivato al Campo Devichye dove ha ispezionato le truppe. Il passaggio del fiume viene indicato nelle cronache come “il passaggio del Don” ma la parola “Don” è un sinonimo di “fiume”.

2.9. The Devichiy Monastery, the Babiy Gorodok and the Polyanka on the right bank of the Moskva and the possibility of identifying them as the Devichye Field and the place where Dmitriy Donskoi had inspected his troops 158
Il monastero di Nostra Signora della Natività si trova in zona ed è in questo giorno a lei dedicato che si svolge la battaglia. È possibile che sia stato eretto per commemorare la battaglia così come la Chiesa di Nostra Signora della Natività sul Campo di Kulikovo (Kulishki a Mosca).

2.10. The crossing of the Moskva 160
Le truppe devono aver attraversato il fiume esattamente dove si trova oggi il Ponte Krymskiy (di Crimea).
Gli storici dicono ci fosse una strada in questo punto che attraversava il fiume. Un guado utilizzato dall’esercito di Dmitry Donskoi.

2.11. The Berezouy and the Bersenyevskaya Embankment in Moscow 160
Prima di attraversare il fiume Dmitriy Donskoi si ferma in un posto chiamato Berezouy. L’argine su cui sembra essersi fermato Dmitriy Donskoi si chiama Bersenyevka da tempo immemorabile. Beresouy e Bersen (Berzen) possono essere diverse versioni dello stesso nome in differenti cronache. Non esiste alcun nome simile nella regione del moderno Don.

2.12. The River Don and its relation to the Battle of Kulikovo. The Podonskoye Yard in Moscow 160

Gli autori moderni sostengono che il Don attraversato da Dmitriy fosse il Don moderno che però veniva più spesso chiamato “Tanais” nel medioevo così come il Volga veniva chiamato “Ra”. La parola “Don” genericamente significa “fiume”.

2.13. River Mecha on the Kulikovo Field as the Moskva River (or, alternatively, one of its tributaries called Mocha) 161
Secondo le cronache la battaglia infuriò per tutta la giornata e alla fine del giorno le truppe di Mamai cominciarono a fuggire e vennero spinte verso il fiume dove molti dei Tartari affogarono. Mamai sopravvisse con parecchi guerrieri. Dunque il fiume deve essere abbastanza largo perché un essere umano possa affogarvi e vicino al campo di battaglia poiché tutto avvenne nello stesso giorno. Il fiume Mecha a cui si riferiscono le cronache può essere il Moskva o il Mocha, un tributario del Moskva. Comunque il Mocha è un po’ distante da Mosca. Più probabilmente è il Moskva il cui nome nasce da Mosokh, Meshech MSCH senza la vocalizzazione. Bisogna ricordare che le cronache arrivano inoltre dalla Polonia.

2.14. River Nepryadva on the Kulikovo Field and the Naprudnaya River on the Kulishki field in Moscow. River Neglinka in Moscow 161

“La battaglia di Kulikovo ebbe luogo sul fiume Nepryadva” secondo alcune cronache. Il fiume Naproudnaya conosciuto anche come Samoteka scorre a fianco del Campo Kulishki.

2.15. The ambush of Vladimir Andreyevich on the Kulikovo Field and the Vladimirskaya Church in Moscow 162
L’esito della Battaglia di Kulikovo venne deciso dall’imboscata da parte del Principe Vladimir Andreyevich e il suo comandante militare Dmitriy Bobrok. Il loro intervento costituì un punto di svolta della battaglia. Ci sarebbe da aspettarsi che qualche ricordo di questo fosse rimasto nelle vicinanze. Infatti c’è la Chiesa di San Vladimir del Frutteto su una delle colline vicine al vicolo Starosadskiy. Dalla boscaglia di questa zona probabilmente uscirono le forze del Principe Vladimir Andreyevich.

2.16. next to the Kulikovo Field vs River Chura and the eight Mikhailovskiy Lanes in Moscow 163

In alcune cronache si dice che Dmitriy Donskoi si fermò vicino al fiume Chura prima della battaglia. Questo fiume esiste ancora oggi nella città di Mosca. La leggenda dice che l’esercito si fermò vicino al fiume Chura nei pressi di Mikhailovo. Sulle mappe di Mosca è presente un agglomerato di strade che ha il nome di Mikhailovskiy proprio a fianco del fiume Chura. Probabilmente era originariamente un piccolo centro abitato. Nella regione di Tula dove gli storici pretendono essere stata la battaglia non c’è né villaggio di Mikhailovo né fiume Chura.

2.17. River Sosna and the Brasheva (Borovitskaya) Road to the Kulikovo Field identified as the Sosenka River and the Old Borovskaya Road leading towards the centre of Moscow 165
Il “Racconto di Dmitriy Ivanocich, il virtuoso Principe e l’Infame Mamai, Re degli Elleni” riporta come Dmitriy Donskoiy e Vladimir Andreyevich avessero mandato un piccolo gruppo di soldati nella regione del Fiume Sosna con l’ordine di catturare prigionieri per interrogarli. In una delle versioni il fiume viene chiamato Bystraya Sosna. Dmitriy avanzò verso il Campo di Kulikovo da Kotly mentre Vladimir Andreyevich da un’altra direzione passando per Brashev. In un’altra cronaca si legge: C’era un grande rumore al mattino, forte come quello del tuono, mentre il Principe Vladimir attraversava il Moskva andando verso Borovitz sulla sua principesca barca dorata. Entrambe le cronache si riferiscono allo stesso posto chiamandolo in due modi diversi: Brashev e Borovitz. Troviamo il fiume Sosenka (forma affettuosa di Sosna) nel sobborgo Sud-Est vicino al villaggio Sosenki. Troviamo la vecchia Via Borovskaya. Borovskaya e Brasheva sono simili tenendo conto della frequente flessione di Sh e S.
L’esercito di Dmitriy Donskoi procedeva verso Kotyol seguendo la Via Ordynskaya o Strada Kolomenskaya. Le truppe di Vladimir Andryevich presero la Borovskaya = Via Borovitskaya di lato al Fiume Sosenka. Entrambe conducevano al Campo di Kulikovo. Nel centro di Mosca. Vladimir Andreyevich attraversò certamente anche lui il fiume visto che le truppe di Mamai si trovavano sull’altra riva, la sinistra. Abbiamo così individuato tutti i toponimi della battaglia, tutti dentro la città di Mosca e non dove gli storici vogliono situarla.

2.18. Yaroslav and Alexander in the description of the Kulikovo Battle 168
Il “Raconto della Battaglia con Mamai” si riferisce costantemente a Yaroslav e Alexander, il famoso signore della guerra e avo di Dmitriy Donskoi. Tuttavia piuttosto stranamente non ci sono mai riferimenti ad un avo altrettanto importante come Vladimir Momonamkh. Gli storci dicono che il riferimento sia a Yaroslav il Saggio del XI secolo e Alexander Nevskiy del XII secolo. Si può anche credere che le cronache fossero particolarmente affezionate a questi due vissuti 300 e 100 anni prima. La nostra ipotesi è più semplice, venivano citati perché Yaroslav è un duplicato fantasma di Ivan Kalita, il padre di Dmitriy e Alexander è un duplicato di Simeone il Fiero, fratello di Dmitriy e suo predecessore.

2.19. Who had fought whom upon the Kulikovo field? 168

Gli storici moderni ci dicono che le due parti in lotta sul Campo di Kulikovo fossero Russi contro Tartari e che i Russi sconfissero i Tartari. Le fonti originarie ci dicono invece che ”i Tartari del Volga erano riluttanti a seguire Mamai e ce n’erano pochi nel suo esercito”. L’esercito di Mamai era costituito da Polacchi, Genovesi (o Fryagi), gli Yasi e i Kasogs (tribù Caucasiche). Nell’esercito Russo “ Mosca mostrò lealtà all’unione con il legittimo erede dei Khan dell’Orda d’Oro – Tokhtamysh, che regnava sui Tartari in Siberia e nella regione del Volga”. È perfettamente chiaro che si tratti di una guerra civile all’interno dell’Orda. I Tartari del Volga e della Siberia combattevano contro i Crimeani, Genovesi, Polacchi condotti da Mamai. Mamai riceveva assistenza da Jagiello, principe Lituano mentre Dmitriy si dice fosse aiutato da Tokhtamysh e il suo esercito di Tartari Siberiani.

2.20. A brief digression and a comparison of the Russian and Tartar architecture 169


3. The communal grave of the heroes slain in the Battle of Kulikovo in the Old Simonov Monastery, Moscow 169
Secondo le cronache ognuna delle due parti subì perdite per 250.000 uomini. Probabilmente è un’esagerazione tuttavia “dopo la battaglia il Grande Principe rimase sul Don per otto giorni ispezionano il campo di battaglia e separando i corpi dei Cristiani da quelli dei pagani. I primi vennero seppelliti in terra consacrata. Gli altri lasciati agli uccelli e alle bestie”. Se crediamo a ciò che ci raccontano gli storici possiamo chiederci come mai i soldati morti siano seppelliti a Mosca nel Vecchio Monastero Simonov e non a Tula. Ad esempio i frati guerrieri Russi Peresvet e Oslyabya sono seppelliti nella Chiesa di Nostra Signora della Natività e non al Convento Troitskaya. Se accettiamo che i corpi degli eroi siano stati trasportati da Tula a Mosca (300 km) perché non sono stati portati al Convento Troitse-Sergyeva che è relativamente vicino? Inoltre Dmitriy ha raccolto gli uccisi per otto giorni e dopo il suo esercito è tornato a Mosca che significa ulteriori giorni. I corpi possono essere rimasti all’aperto per diverse settimane? Poiché la battaglia ha avuto luogo nel giorno della Sacra Festa di Nostra Signora della Natività è perfettamente logico che una chiesa venisse eretta in questa occasione sul campo di battaglia. Ed è quello che vediamo. La Chiesa è ancora parte del Monastero Simonov a Mosca. Secondo la nostra ipotesi fu costruito sul campo di battaglia come un enorme cimitero per i soldati uccisi lì. Il Monastero Simonov, fondato nel 1379, è uno dei posti di difesa più importanti nella linea difensiva di Mosca. Stranamente gli storici oggi sembrano piuttosto riluttanti a dirci dove sono stati seppelliti i corpi dei soldati della battaglia di Kulikovo. Casualmente abbiamo trovato un libro del 1806 che veniva citato in un articolo concernente lo scandaloso rifiuto da parte dello stabilimento Dynamo di sgomberare le costruzioni del Monastero che si trovavano nella loro sede. Quindi trovammo le fotocopie di un altro libro rarissimo pubblicato nel 1870 che parlava dei frati Peresvet e Oslyabya. Entrambi i testi facevano riferimento al Monastero di Simonov. Perché in tutti gli altri libri non si fa riferimento a luogo di sepoltura dei soldati? Crediamo sia perché questo dimostrerebbe che Mosca è meno antica di quanto si sostiene. Nessun guerriero è stato seppellito nella regione di Tula, non ci sono resti umani che possano riferirsi alla battaglia. Secondo gli storici Mosca esisteva già a quel tempo e quindi la battaglia non può essere avvenuta dentro la città. Secondo noi la battaglia è all’origine della città di Mosca che era un piccolo centro a quel tempo. Il Kulishki era un grande campo senza costruzioni, Dmitriy Donskoi iniziò a fortificare la città dopo la battaglia o alla fine del XIV secolo.

3.1. Where are the graves of the warriors who had fallen in the battle of Kulikovo? 169
3.2. The old Simonov Monastery presently. The discovery of an ancient communal grave in 1994 171
La presente sezione è il resoconto della nostra visita al Vecchio Monastero Simonov nel giugno 1994 per verificare empiricamente la nostra teoria. Prima di tutto ricordiamo che nel 1994 il monastero stava ancora nella sede della Dynamo e poteva essere raggiunto solo attraverso un percorso labirintico. La Chiesa di Nostra Signora della Natività è circondata da fabbriche. Solo pochi anni fa è tornata ad essere utilizzata come chiesa, prima era un deposito della fabbrica. Sapevamo che almeno due guerrieri sono stati sepolti qui, Peresvet e Oslyabya, ma cercavamo la fossa comune con il resto dei corpi. Appena arrivati abbiamo visto un enorme contenitore di legno già sistemato in una fossa appena fatta. Abbiamo chiesto dell’identità delle persone seppellite al prete che stava officiando il seppellimento e agli operai e ci è stato detto che per un raggio di cento metri intorno c’erano solo teschi e ossa umane. Forse ce n’erano anche di più ma le mura della fabbrica impedivano di verificare fin dove arrivassero. Quindi alla costruzione della fabbrica le ossa sono state semplicemente buttate via. Poco prima del nostro arrivo era stato scavato un deposito sotterraneo 10 metri dalla chiesa. La costruzione era molto piccola comunque diverse metri cubi di teschi e ossa erano stati trovati qui. Abbastanza da riempire l’enorme contenitore che avevamo visto. Gli operai raccontarono alcuni fatti. Primo punto, gli scheletri erano accatastati in modo caotico. Alcuni erano letteralmente a testa in giù. Questo dimostra che non si trattava di un normale cimitero ma di un seppellimento di massa.
Secondo punto, gli operai erano anche sorpresi dal fatto che i teschi avevano denti giovani e sani. Lo hanno ripetuto diverse volte. Questo conferma l’impressione di corpi di giovani combattenti e non di vecchi.
Terzo punto, oltre ai corpi gli operai trovarono un certo numero di lapidi uniformi e senza iscrizioni, decorate con lo stesso ornamento, una placca in mezzo con diverse strisce collegate, una diritta alla base e due curve in alto. L’ornamento ricorda uno scudo da guerriero o la nota croce Cristiana (a forma di T) che oggi non viene più usata dalla Chiesa. La mancanza di iscrizioni ci parla della natura comune delle sepolture. Inoltre ci sono molte più ossa che lapidi. Bisogna notare che in diversi stemmi antichi troviamo croci di questo tipo vicino alla figura di un orso rampante che era stato un tempo l’emblema della città di Yaroslav. Un altro cimitero con simili lapidi può essere trovato al piano terra della Cattedrale Arkhangelskiy del Kremlino di Mosca. Vicino a i sepolcri delle Zarine Russe.
Quarto punto, quando fu portato alla luce il cimitero di Simonov non si trovarono casse né oggetti metallici, ne’ resti di vestiti, Nient’altro che ossa. Questo implica che le tombe siano molto antiche, legno, ferro, rame e stoffa si decompongono completamente e tornano polvere. Questo processo richiede centinaia d’anni. Gli archeologi chiamati a verificare le hanno datate al XIV secolo che corrisponde al secolo della battaglia di Kulikovo. Tuttavia gli archeologi non hanno ritenuto di dover indagare oltre o fare altri scavi. Troviamo questo molto sospetto. Sul campo degli eroi di Kulikovo sono state erette fabbriche, le ossa ammucchiate e risistemate da un altra parte. Gli storici sanno però che le spoglie di Peresvet e Oslyabya sono seppellite qui. Si suppone che siano protette con cura. E invece no. Entrando nella chiesa si vedono le lapidi fatte qualche anno fa e nient’altro. Le vere lapidi secondo Karamazin sono probabilmente parte della muratura della chiesa. Nel periodo sovietico esistevano i subbotniks, sabati di lavoro collettivo non pagato. Uno di questi operai che vi partecipava ha raccontato di aver portato personalmente fuori dalla chiesa le lapidi. Non si sa che fine abbiano fatto né cosa ci fosse inciso. Un modo sospetto per far scomparire tracce significative di una storia inaccettabile. Nel 2000 siamo tornati al Monastero Simonov. Alcuni operai continuavano a pavimentare e dalla terra continuavano a emergere ossa. Il terreno intorno alla Chiesa di Nostra Signora della Natività è letteralmente pieno di ossa. Comunque non c’è croce sopra il gigantesco cassone che avevamo visto seppellito nel 1994. C’è solo una grossa pietra e nient’altro. Se uno non lo sa quei morti non esistono più.

3.3. The location of the Rozhestveno village that Dmitriy Donskoi had granted to the Old Simonov monastery after the Battle of Kulikovo 177

la “Storia della Chiesa di Nostra Signora della Natività nel Vecchio Simonov, Mosca” dice esplicitamente che Dmitriy Donskoi assegnò al villaggio di Rozhestveno la chiesa in questione subito dopo la battaglia e sul terreno della battaglia. Gli storici ci dicono che la battaglia avvenne nella regione di Tula. Non è curioso che una Chiesa costruita dentro Mosca sia stata assegnata a un villaggio a 320 chilometri dalla chiesa e che non apparteneva nemmeno al Principato di Mosca?

3.4. The battle between Mamai and Tokhtamysh in 1380 as yet another reflection of the Kulikovo Battle of 1380 177
Ci dicono che immediatamente dopo la battaglia di Kulikovo Mamai si scontrò con un nuovo nemico, Tokhtamysh, Khan dell’Orda, discendente di Batu-Khan. Tokhtamysh sconfisse Mamai e si proclamò signore dell’Orda del Volga. “Mamai fuggì a Kapha dove fu ucciso dal Genovese”.
1) Entrambe le battaglie avvengono nello stesso anno
2) Entrambe terminano con la sconfitta di Mamai-Khan
3) Una delle battaglie avviene a Kalki (KLK senza le vocali) e la seconda sul campo di Kulikovo (KLK senza le vocali)
4) In entrambe l’alleato Lituano di Mamai non arriva in tempo per sostenerlo in battaglia
5) Fugge a Kapha dopo entrambe le battaglie
Secondo la nostra ricostruzione si tratta di un duplicato della stessa battaglia da un altra cronaca. Dmitri Donskoy è, come Tokhtamysh, discendente di Batu-Khan - Ivan Kalita

4. The Battle of Kulikovo and our geographical reconstruction thereof 177


5. Apparently, Moscow was founded around 1382. The “Battle of Moscow” allegedly fought between the Russians and the Tartars in 1382 as yet another reflection of the Kulikovo Battle 178

6. Tokhta-Khan and the military leader Nogai as duplicates of Tokhtamysh-Khan and the warlord Mamai

7. The capital of Dmitriy Donskoi = Tokhtamysh-Khan and its location before the Battle of Kulikovo

La nostra ipotesi è che Kostroma era la residenza dello Zar di Russia o Khan alla fine del XIV secolo - inizio del XV. Mosca era un semplice un luogo dove i principi dell’Orda o Russia si contendevano il dominio (“kalki” è una parola che indica un luogo per tornei e combattimenti). La costruzione di Mosca fu iniziata da Dmitriy Donskoi dopo la battaglia di Kulikovo. Tuttavia non aveva l’aspetto della capitale e nemmeno il nome che risale al XVI secolo quando divenne effettivamente capitale.

8. On the history of the Church of Our Ladyleader of thousandsTartarThe Third Romereign of Ivan the TerribleIvan, regnant in 1547-1553 240
Il Vecchio Monastero Simonov è stato fondato sul sito della Chiesa Di Nostra Signora della Natività che fu trasferita in seguito leggermente più a nord. Dunque il Vecchio Monastero Simonov non è altro che la Chiesa Di Nostra Signora della Natività e il cimitero che la circonda. Quando il monastero fu fondato realmente, con mura perimetrali torri e costruzioni annesse fu costruito a circa 600 metri dalla vecchia chiesa evidentemente perché il cimitero era così grande che non poteva essere contenuto all’interno del monastero. L’attuale Chiesa Di Nostra Signora della Natività appare nei disegni d’epoca totalmente diversa da quella attuale. Molto probabilmente è stata ricostruita totalmente nel XIX secolo per cancellare ogni traccia e iscrizione con riferimento alla battaglia di Kulikovo.
Sappiamo che nel 1870 un monumento commemorativo venne costruito sulle tombe di Peresvet e Oslyabya. I visitatori che vogliono vederlo devono sbirciare dalle finestre. Ci viene detto che fosse conosciuto fin dal 1660. C’è da sospettare che le lapidi originali siano scomparse nel 1600, nel pieno della cancellazione della memoria pre-Romanov. Quando la chiesa smise di essere utilizzata il monumento in metallo venne venduto a pezzetti per 317 rubli e 25 kopeki.
Nonostante le numeose e reiterate richieste la fabbrica non ha mai ceduto nemmeno un metro delle sue pertinenze. Infine nel 1984 i motori furono rimossi dalla chiesa.

9. Mamai the temnik is also known to us as ivan velyaminov the tysyatskiy. Both titles correspond to the rank of army commander, and translate as "leader of thousands"
Il titolo di “Signore delle Migliaia” è esistito in Russia fino al regno di Dmitriy Donskoi. I comandanti militari di quel rango erano paragonati quasi ai principi e per questo probabilmente Dmitri Donskoi lo abolì dopo la morte di Vassily Velyaminov, l’ultimo temnik. Ivan, figlio di Vassily che doveva ereditare il titolo lo considerò un offesa mortale.
Ivan Velyaminov tradì Dmitri e si unì a Mamai. Questo avenne alcuni anni prima della battaglia di Kulikovo, nel 1374. Scoppiò quindi una guerra. Nello stesso tempo Mamai tradisce Mahomet-Khan e prepara la guerra contro Dmitri Donskoi. Mamai aveva deposto Khan-Khan stufo di regnare per conto di quest’ultimo e si proclama Khan. Nell’estate del 1380 radunò un enorme esercito. La nostra ipotesi è che il boiardo Ivan Velyaminov sia lo stesso Mamai che si ribella proclamandosi Khan. Ivan Velyaminov è catturato e decapitato sul campo di Kuchkovo (Kulikovo).

10. The battle of Kulikovo recorded in the famous book of Marco Polo

L’opera di Marco Polo intitolata “Il Libro delle Meraviglie” descrive l’Impero “Mongolo” nell’epoca del suo sesto Khan, Kublai-Khan. Marco Polo è un suo contemporaneo. La storia scaligeriana data questi eventi alla fine del XIII secolo ma secondo la nostra ricosturuzione si tratta della fine del XIV secolo. Il sesto Khan dell’Impero “Mongolo” fondato da Genghis-Khan = Georgiy Danilovich non è altri che Dmitriy Donskoi infatti – il primo Khan fu Georgiy Danilovich (Genghis-Khan), il secondo - Ivan Kalita = Caliph (Batu-Khan), il terzo – Simeone il Fiero, il quarto - Ivan the Red, il quinto - Dmitriy di Suzdal e il sesto è Dmitriy Donskoi.
Ci si sarebbe aspettato che Marco Polo descrivesse la battaglia di Kulikovo come il più grande evento della vita di Dmitriy e la più grande battaglia del Medioevo. E questo infatti succede. Marco Polo dà una lunga e partecipate descrizione della battaglia dedicandovi quattro capitoli. Marco Polo utilizza il nome di Nayan o Nayam per riferirsi a Mamai. Bisogna ricordare che i suoni M e N erano sovente confusi sopratutto nei testi occidentali europei deve erano entrambi trascritti con lo stesso simbolo, una tilde sulla vocale precedente. Jagiello o Jagailo, il Principe Lituano è chiamato Re Kaidu. Come nelle cronache Russe Kaidu-Khan non riuscì a raggiungere il campo di battaglia in tempo. Secondo Marco Polo la guerra iniziò con il rifiuto da parte dello zio del Gran Khan di ubbidire a Donskoi nel tentativo di strappargli il regno. Fece accordi con Kaidu-Khan (Jagiello) un altro potente principe e nipote del Gran Khan. Nayan (Mamai) gli ordinò di affrontare il Gran Khan da una direzione mentre lui lo attaccava da un’altra.

76
De la grande battaglia che 'l Grande Kane fece con Naian.
Or sappiate veramente che chi è della diritta schiatta di Cinghi Kane, dirittamente d(é) essere signore di tutti li Tartari. E questo Coblaino è lo 6° Kane, ciò è a dire ch'egli è di capo del 6 Grandi Kani che sono fatti infino a qui. E sappiate che questo Coblain cominciò a regnare nel 1256 anni; e sappiate ch'egli ebbe la segnoria per suo grande valore e per sua prodezza e senno, ché gli suoi frategli gliele voleano tòrre e gli suoi parenti; e sappiate che di ragione la segnoria cadea a costui. Egli è, ch'egli cominciòe a regnare, 42 anni fino a questo punto, che corre 1298 anni; egli puote bene avere da 85 anni. E 'n prima ch'egli fosse signore, andò in piú osti e portossi gagliardamente, sicché era tenuto prode uomo de l'arme e buono cavaliere; ma poscia ch'egli fue signore, no andò in oste ma' in una volta; e que' fue nell'anno 1286, e io vi dirò perché fue.
† (Egli è) vero che uno che ebbe nome Naian, lo quale era uomo del Grande Kane e molte terre tenea da lui e province, sicché potea bene fare 400.000 d'uomini a cavallo; e suoi anticessori anticamente soleano essere sotto il Grande Kane, e era giovane di 20 anni. Or disse questo Naian che non volea essere piú sotto 'l Grande Kane, ma gli torrebbe tutta la terra. Alotta mandò Naian a Caidu, ch'era uno grande signore e era nepote del Grande Cane, che venisse dall'una part'e egli andarebbe dall'altra per tògli la terra e la segnoria. E questo Caidu disse che bene gli piace, e disse ch'egli saràe bene aparecchiato a quello tempo ch'aveano ordinato. E sappiate che questi avea da mettere in campo bene 100.000 uomini a cavallo. E sí vi dico che questi due baroni fecero grande raunata di cavalieri e di pedoni per venire adosso al Grande Kane.

77
E quando 'l Grande Kane seppe queste cose, egli non si spaventòe né mica, ma sí come savio uomo disse che mai no volea portare corona né tenere terra, se questi due traditori no mettesse a morte. E sappiate che questo Grande Kane fece tutto suo aparecchiamen(to) in 22 die celatamente, sicché non si seppe fuori del suo consiglio. Egli ebbe bene 360.000 d'uomini a cavallo e bene 100.000 uomini a piede. E sappiate che tutta questa gente fuoro di sua casa, e perciò fec'egli cosí poca gente; e s'egli avesse richiesto tutta sua gente, egli n'avrebbe avuta tanta che non si potrebbé credere, ma avrebbe troppo posto e non sarebbe fatta segreta. E questi 360.000 di cavalieri che egli fece, fuoro pur falconieri e gente che andava drieto a lui. E quando 'l Grande Kane ebbe fatto questo aparecchiamento, egli ebbe suoi istàrlogi, e dimandògli se egli dovea vincere la battaglia, e egli rispuosero di sí e ch'egli metterebbe a morte suoi nemici. Lo Grande Kane si mise in via con sua gente, e venne in 20 giornate a uno piano grande, ove Naiano era con tutta sua gente, che bene erano 300.000 di cavalieri. E' giunsero uno die la mattina per tempo, sicché Naian non ne seppe nulla, perciò che ('l) Grande Kane avea sí fatte pigliare le vie, che niuna ispia gliele potea raportare che non fosse presa. E quando 'l Grande Kane giunse al campo con sua gente, Naiano stava sul letto co la moglie in grandi solazzi, ché molto le volea grande bene.

78
Comincia la bataglia.
Quando l'alba del die fue venuta, e 'l Grande Kane aparve sopra 'l piano ove Naiano dimorava molto segretamente, perché non credea che 'l Grande Kane ardisse per niuna cosa di venirvi, e perciò non facea guardare lo campo né dinanzi né dirieto. Lo Grande Kane giunse sopra questo luogo, e avea una bertesca sopra quattro leofanti, ove avea suso insegne, sicché bene si vedeano da la lunga. Sua gente era ischierata a 30.000 a 30.000, e intorniaro tutto lo campo in uno momento. E ciascheuno cavaliere avea uno pedone in groppa con suo arco in mano.
E quando Naiano vide lo Grande Kane con sua gente, egli furono tutti ismariti e ricorsero a l'arme, e schieraronsi bene e ordinatamente, e aconciarsi, sí che non era se non a fedire.
Alotta cominciò a sonare molti istormenti ed a cantare ad alta boce; però che l'usanza de' Tartari è cotale, che 'nfino che 'l naccaro non suona, ch'è uno istormento del capitano, mai non combatterebboro, e infino che suona, gli altri suonano molti stormenti e cantano. Or è lo cantare e lo sonare sí grande da ogne parte, che ciò era maraviglia.
Quando furo aparecchiati trambo le parti, e li grandi naccari cominciaro a sonare, e l'uno venne contra l'altro, e cominciaronsi a fedire di lance e di spade. E fue la battaglia molto crudele e fellonesca, e le saette andavano tanto per aria che non si potea vedere l'aria se non come fosse piova; e li cavalieri cadeano a terra dell'una parte e dell'altra, e eravi tale romore, che gli truoni non sarebboro uditi. E sappiate che Naiano era cristiano battezato, e in questa battaglia avea egli la croce di Cristo sulla sua insegna.
E sappiate che quella fue la piú crudele battaglia e la piú paurosa che fosse mai al nostro tempo, né ove tanta gente morisse: e vi morío tanta gente tra da l'una parte e dell'altra, che ciò sarebbe maraviglia a credere. Ella duròe da la mattina infino al mezzodie passato, ma da sezzo lo campo rimase al Grande Kane. Quando Naian e sua gente vide ch'egli non potea sofferire piú, si misoro a fugire, ma non valse nulla, ché pure Naian fu preso, e tutti suoi baroni e la sua gente si rendéo al Grande Kane.

79
Come Naian fu morto
E quando 'l Grande Kane seppe che Naian era preso, egli comandò che (fo)sse ucciso in tale maniera, ch'egli fue messo su uno tappeto e tanto pallato e menato quae e là che morío. E ciò fece, ché non volea che 'l sangue del lignaggio de lo imperadore facesse lamento a l'aria; e questo Naiano era di suo legnaggio.
Quando questa battaglia fue vinta, tutta la gente di Naian fecero rendita al Grande Kane (e) la fedeltate. Le province sono queste: la prima è Ciorcia, la seconda Cauli, la terza Barscol, (la quarta) Singhitingni.
Quando 'l Grande Kane ebbe vinta la battaglia, gli saracini e gli altri che v'erano de diversa gente si diedero maraviglia della croce che Naian avea recato nella 'nsegna, e diceano verso li cristiani: «Vedete come la croce del vostro idio à 'iutato Naian e sua gente?». E tanto diceano che 'l Grande Kane lo seppe e crucciossi contra coloro che dicean villania a li cristiani. E fece chiamare li cristiani che quivi erano, e disse: «Se 'l vostro idio non à 'iutato Naian, egli à fatto gran(n)de ragione, perciò che Dio è buono e non volle fare se non ragione. Naian era disleale e traditore, ché venía contra suo signore e perciò fece bene Dio, che non l'aiutòe». Li cristiani dissero ch'egli avea detto 'l vero, che la croce non volea fare altro che diritto, e egli à bene quello di che egli era degno. E queste parole della croce furo tra lo Grande Kane e li cristiani. (Marco Polo – Il Milione)

È bene ricordare che Mamai (o Mamiy) è un nome cristiano e si trova nel calendario ecclesiastico.

11. Other places in Moscow related to the battle of Kulikovo in one way or another
11.1. Seven churches on the Kulikovo Field, or the Kulishki in Moscow

Ci sono sette vecchie chiese nell’area di Kulishki (sul Campo di Kulikovo secondo la nostra ricostruzione) che sono in relazione con la battaglia. C’è anche una croce commemorativa di Dmitriy Donskoi in fondo al campo. Le chiese circondano il perimetro del Campo di Kulikovo. Alcune furono fondate dallo stesso Dmitriy Donskoi.
1) La Chiesa di Tutti i Santi al Kulishki. La chiesa fu eretta specificatamente per in memoria dei guerrieri della battaglia di Kulikovo. I sotterranei della chiesa sono il luogo di sepoltura, a 5 e più metri sotto terra dove sono stati trovati frammenti del legno usati nella chiesa iniziale.
2) La Chiesa di Cosma e Damiano a Shubin. Qui c’era la corte del nobiluomo Ioakinf Shuba che mise la sua firma a convalidare il testamento di Dmitriy Donskoi.
3) La Chiesa dei Tre Santi probabilmente esistente dal 1367.
4) La Chiesa di Pietro e Paolo al Kulishki. Anche in questo caso il mome contiene il riferimento al campo.
5) La Chiesa della Trinità Vivificatrice a Khokhlovka. (risulta che anche questa chiesa abbia un tempo contenuto la formula “al Kulishki”.
6) La Chiesa dell’Incrocio della Nostra Signora della Natività al Kulishki. Contiene anch’essa la formula.
7) La Chiesa di Kir e Giovanni al Kulishki. La chiesa si conosce dal 1625.
Inoltre c’è la Chiesa della Nostra Signora della Natività a Mosca, parte dell’insieme del Kremlino che fu fatta costruire dalla Grande Principessa Yevdokiya in memoria della battaglia.
Il Campo di Kulikovo, il Kulishki rimane in gran parte privo di costruzioni ancora oggi.

11.2. Mass burials at Kulishki in the centre of Moscow
Nel 1999 ricevemmo una lettera da I. I. Kourennoi, capitano delle Forze Spaziali e ingegnere dell’Accademia Militare di Ingegneria di Pietro il Grande. “L’Accademia di Pietro il Grande” è praticamente costruita su fondamenta fatte di ossa. Da cadetto (1992-93) aiutavo a interrompere una perdita in un basamento dell’Accademia. I soldati scavavano tirando vuori ossa in grande quantità. Lo storico dell’Accademia ci disse che questo era niente rispetto alla quantità di ossa venute alla luce durante la costruzione degli spazi ricreativi dell’Accademia (due campi da tennis, un campo di calcio, alcuni campi per pallavolo e pallacanestro). L’Accademia occupa uno spazio enorme che va dal fiume Moskva alla via Kitaygorodskaya, al Kulishki (via Solyanka) e alla confluenza dei fiumi Yaouza e Moskva. Alcuni sostengono che si tratti di ossa di soldati francesi del 1812 ma il ritrovamento di resti di armi di epoche precedenti fa sospettare che si tratti dei caduti a cui fa riferimento la vostra versione”.

11.3. The Andronikov Monastery and the Battle of Kulikovo

Il famoso Monastero Spaso-Andronikov è vicino al Kulishki. La prima pietra della sua Cattedrale è stata messa negli anni immediatamente successivi alla battaglia. Non si trovano stranamente tracce della storia della Cattedrale. Le fonti relative al Monastero ci convincono che il suo fondatore sia stato Cipriano (Il Metropolita attivo al tempo della battaglia) per commemorare la vittoria su Mamai. Fu lui che fece Andronico Padre Superiore. È comprensibile come la consacrazione della Cattedrale sia collegata all’immaggine del Sudario che ha decorato le insegne militari da tempo immemore. Ci sono prove che Cipriano abbia incontrato Dmitriy Donskoi sul sito dove sarebbe stato costruito il monastero subito dopo la battaglia. Nella “Storia Concisa del Monastero Andronikov” sta scritto che gli affreschi che decoravano l’interno resistettero fino al XVII secolo. Fu nel XVIII quanto i Romanov presero le redini del paese che vennero cancellati. Ricordiamo che lo stesso processo avvenne in Europa Occidentale. La mezzaluna con stella ottomana fu rimossa dalle guglie della enorme cattedrale di Santo Stefano a Vienna nello stesso periodo.
L’Arcivescovo della Cattedrale Vyacheslav (Savinykh) scrive “ Dmitriy Donskoi ha pregato nella Cattedrale Spasskiy poco prima della battaglia ed è venuto a ringraziare il Signore per la sua vittoria. I corpi dei molti eroi caduti in questa battaglia sono seppelliti nel cimitero del monastero. Oggi il cimitero è completamente distrutto. L’enorme necropoli fu scalzata dai bulldozer nel 1924 senza che fosse risparmiata una singola pietra. La maggior parte di quest’area si trova fuori dalle mura del monastero perché un muro fu spostato nel XX secolo. Recentemente numerosi croci in legno sono state messe a marcare l’antica necropoli. Gli archeologi e gli storici non sembrano molto interessati al fatto.
Ci sono almeno 5 enormi cimiteri relativi alla Battaglia di Kulikovo nella città di Mosca.
1) La gigantesca necropoli del Monastero Simonov
2) L’enorme necropoli del Monastero Andronicov
3) Le fosse comuni nel Kremlino
4) L’ipotetica fossa comune nei pressi della Chiesa di Ognissanti al Kulishki
5) Le fosse comuni sul sito della battaglia (L’Accademia Pietro il Grande”)
Ricordiamo che non c’è nessuna fossa comune nella regione di Tula dove gli storici pretendono sia avvenuta la battaglia.

11.4. The modern Dmitriy Donskoi memorial at the foot of the Red (Krasniy) or Taganskiy Hill in Moscow
Mamai era schierato sulla Collina Rossa (Krasniy Kholm) dove si trova la stazione della metropolitana Taganskaya e le truppe di Dmitriy devono essersi dirette qui dopo aver superato il fiume Yaouza. In questo punto è stata eretta una croce in memoria nel 1992 nel giorno della battaglia di Kulikovo, il 29 settembre. A dispetto dell’amnesia generale c’è qualche tradizione sotterranea che connette ancora il luogo al nome di Dmitriy Donskoi e proprio di fronte al luogo della battaglia.

12. The battle of Kulikovo on an XXVII century icon.

Esiste un dipinto della Battaglia di Kulikovo in una antica icona di Yaroslav del XVII secolo. Nell’icona appare evidente che gli armamenti dei Tartari non differiscono da quelli dei soldati Russi. Si vedono i soldati di Mamai mentre attraversano il fiume per raggiungere il Campo di Kulikovo scendendo da una collina (la Collina Taganskiy e il fiume Yaouza). Gli stendardi di entrambi gli schieramenti sono identici, il Sudario Cristiano, a dimostrazione che la battaglia avvenne all’interno di una guerra civile e non tra truppe di differenti nazioni. Nell’icona viene rappresentata un’intera batteria di cannoni dell’esercito di Dmitriy che sparano su Mamai. Secondo la versione scaligeriana i cannoni furono introdotti a metà del XIV secolo al tempo dell’invenzione della polvere da sparo in Europa. Comunque gli storici ci assicurano che avvenne nell’Ovest illuminato mentre i Russi avevano frecce, archi, mazze ecc. Si suggerisce che la tecnologia sia stata importata dall’Ovest in Russia nel XV secolo. Come si può vedere dall’icona, nel 1380 un’intera batteria di artiglieria era schierata sul campo Russo.
Gli storici scaligeriani spostano gli avvenimenti nella regione di Tula spostando anche i nomi dei luoghi. I. R. Moussina analizza il trasferimento geografico. La Distesa Krutitsy di Mosca e il Giardino Krutitskiy (uno dei più antichi agglomerati architettonici di Mosca) sono probabilmente riflessi nella geogrfia della regione di Tula con il locale fiume Kurtsy. Il Kulishki o Campo di Kulikovo a Mosca si trasforma nei nomi di Kaleshevo e Kulikovka a Tula. C’è un Monastero Danilovskiy a Mosca, il Villaggio di Danilishchev nel testamento di Ivan Kalita, una Piazza Danilovskaya, il Terrapieno Danilovskaya e il villaggi Danilovskaya a Mosca. Tula ha lo pseudonimo di Danilovka sulle mappe.

13 . A brief history of coinage in Moscow

Si dice che il conio in Russia fu resuscitato durante il regno di Dmitriy Donskoi. La diffusa circolazione di monete si dice sia iniziata nel 1389 dopo la Battaglia di Kulikovo. Questa è un’ulteriore indicazione del fatto che il Principato di Mosca sia stato fondato dopo la battaglia e non nel XIV secolo come sostengono gli scaligeriani. In realtà l’inizio del conio in Russia si può far risalire almeno alla fine del XIV secolo. Crediamo che questo sia l’inizio del conio in Russia e non una sua resurrezione come sostengono gli storici.


14. The history of the Donskoi Monastery in Moscow and the parallels with the Battle of Kulikovo on the territory of modern Moscow.
14.1. The battle against the "Tartar" Kazy-Girey in the XVI century, the Donskoi Monastery and the icon of Our Lady of Don

14.2. The true datings of the presumably ancient plans of Moscow that are said to date from the XVI-XVII century nowadays

È curioso come la parte di Mosca dove suggeriamo sia avvenuta la battaglia (Kulishki) sia disegnata piena di edifici da parte di Isaac Massa nel suo “Album Amicorum” che viene datato al 1618. La stessa regione è priva di costruzioni in due mappe più recenti del 1767 e 1768. Evidentemente la memoria del fatto che una violenta battaglia sia stata combattuta qui nel 1380 è sopravvissuta per diversi secoli e nessuna ha pensato di stabilirsi su un gigantesco cimitero. È Solo più tardi, quando la vera storia fu definitivamente distorta, che apparvero le prime costruzioni militari e nessuna abitazione residenziale. Anche oggi l’area è occupata dagli edifici del Ministero della Difesa. Per questo gli autori della Carta Di Isaac Massa devono aver vissuto nella secona metà del XVIII secolo, dopo il 1768. La piantina è stata redatta in questo periodo e poi retrodatata al XVII secolo. Si tratta dunque di un falso. Lo stesso per altre mappe di Mosca retrodatate anch’esse. In tutte queste mappe la zona del Kulishki risulta piena di costruzioni che sarebbero quindi state demolite in seguito per qualche ignota ragione e questa zona al centro di Mosca sarebbe rimasta priva di costruzioni fino al XVIII-XIX secolo. Ci deve essere una buona ragione per cui un sito così centrale sia rimasto privo di costruzioni così a lungo.

14.3. Additional remarks in re the Battle of Kulikovo.
E’ possibile che il palazzo reale di Dmitriy Donskoi si trovasse nel villaggio moscovita di Kolomenskoye. Non ci sono prove dirette di questo ma ci sono documenti che sostengono come Dmitriy Donskoi costruisse una chiesa in Kolomenskoye per commemorare la vittoria di Kulikovo. Oggi al su posto c’è la chiesa di San Giorgio. A parte questo Kolomenskoye è conosciuto come un villaggio sfarzoso e una postazione strategica nella strada verso Mosca. Truppe Russe si sono fermate lì dopo la grande battaglia. L’antica chiesa di San Giorgio fu costruita qui in onore dell’esercito Russo ed è probabile che i soldati morti per le ferite siano seppelliti qui. Sappiamo di un vecchio cimitero in Kolomenskoye che esisteva nel XIII-XV secolo.
Il palazzo di Ivan il Terribile si trovava nel villaggio di Vorobyovo sulle colline Vorobyovo. Gli storici sostengono si trattasse della sua residenza di campagna ma è probabile che fosse la sua principale residenza prima della costruzione del Kremlino sull’altra sponda del fiume Moskva.

14.4. The origins of the name Mikhailovo at River Chura in Moscow
Alcune edizioni della “Zadonshchina” (“Scritti dell’altra parte del Don”) riportano come uno dei soldati di Dmitriy, Foma Katsybey (o Kochubey) stava di guardia sul Fiume Chura vicino a Mikhailovo. Gli storici non riescono a localizzare il posto da nessuna parte della regione di Tula ma un fiume chiamato Chura scorre attraverso Mosca ancora oggi. Il Chura ha un tributario che si chiama Krovyanka. Alcune mappe recenti usano questo nome per riferirsi all’intero fiume Chura. Stanno forse cercando di cancellare la memoria di un nome pericoloso? È lungo il fiume Chura che troviamo distinte tracce di un veccio tratto chiamato Mikhailov, vicino al cimitero musulmano. È un quartiere in cui praticamente ogni via porta il nome Mikhailovskaya. Poco si sa delle origini del nome Mikhailov vicino al Fiume Chura in Mosca. La combinazione di Chura e Mikhailov è probabilmente percepita come pericolosa dagli storici poiche la “Zadonshchina” (dove noi incontriamo questi nomi) è un lavoro ben conosciuto.

14.5. The Grebnyovskaya Icon given to Dmitriy Donskoi, and River Chura in Moscow
Alcune fonti dicono che l’icona Grebnyovskaya della Beata Vergine Maria sia stata donata a Dmitriy Donskoi subito prima della Battaglia di Kulikovo. Le fonti dicono che i Cosacchi che l’hanno donata provenissero dal fiume Chura, Chira o Chara e chiamassero sé stessi i Cosacchi di Grebnyovskaya. L’origine del nome è sconosciuta ma se identifichiamo Chira o Chara come il fiume Chura in Mosca tutto diventa chiaro poiché il famoso Monastero Donskoi si trovava sul Fiume Chura. Da qui le sue truppe si sono diretta al Campo di Kulikovo. L’icona di Nostra Signora del Don si trovava qui anch’essa ed è probabile che entrambe siano state donate a Dmitriy Donskoi proprio qui.
Secondo Fomenko e Nosovskiy l’importanza della Battaglia di Kulikovo era soprattutto di natura religiosa. Qui si sono scontrate le due correnti principali della Cristianità in quell’epoca cioè quella dello Zar e quella Apostolica Rispettivamente Mamai-Khan e Dmitriy Donskoi). La storia “antica” riflette la Battaglia di Kulikovo nella famosa battaglia tra l’Imperatore Romano Costantino I il Grande e Massenzio (Licinio). Dopo la vittoria sul Campo di Kulikovo, l’Imperatore Dmitriy Donskoi = Costantino il Grande rese la religione Cristiano-Apostolica religione di stato nell’intero Grande Impero “Mongolo”.

Di più
27/06/2019 17:12 - 27/06/2019 17:30 #29491 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia

10. The battle of Kulikovo recorded in the famous book of Marco Polo
L’opera di Marco Polo intitolata “Il Libro delle Meraviglie” descrive l’Impero “Mongolo” nell’epoca del suo sesto Khan, Kublai-Khan. Marco Polo è un suo contemporaneo.



Il titolo di “Signore delle Migliaia” è esistito in Russia fino al regno di Dmitriy Donskoi

… il Milione?

In questo punto è stata eretta una croce in memoria nel 1992 nel giorno della battaglia di Kulikovo, il 29 settembre

:cheer:
Ultima Modifica 27/06/2019 17:30 da Nomit.

Di più
27/06/2019 17:43 #29492 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia
Stranezze del trattato di Leon Battista Alberti "I dieci libri dell'architettura " - da scaliger.ru tradotta con Google
translate.google.it/translate?hl=it&sl=r...rti.html&prev=search
www.scaliger.ru/texts/alberti.html
Per verificare: archive.org/details/idiecilibridelar00albe/page/n5

Di più
28/06/2019 15:58 #29527 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Considerato che è senso comune che nel Medioevo le persone fossero diventate stupide per mille anni e dopo fossero ridiventate intelligenti nel Rinascimento è sorprendente come si possa immaginare che l'umanità raggiunga delle conoscenze poi le perda tutte senza che ci sia stato un disastro ecologico o una catastrofe d'altro tipo e poi le riacquisti tutte nel Rinascimento senza aver preso nemmeno degli integratori.
Evidentemente se una bugia ripetuta diverse volte può diventare una verità è altrettanto vero che appena vengono fuori argomentazioni contrarie si sgretola molto facilmente. E irrimediabilmente.
Capisco che gli storici fingano di non sapere chi sia Fomenko invece di confrontarsi onestamente. Vite buttate...

Di più
28/06/2019 18:57 #29534 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
E' proprio all'interno di questo discorso che si inserisce il problema centrale dell'invenzione della scrittura.
Se noi accettiamo di Jung, per esempio, cioè sugli archetipi, miti e simboli, ricordi ancestrali e collettivi, allora in una comunità che non ha una tradizione scritta, ma orale, come quelle antiche, è impossibile che le tradizioni i costumi e le usanze si perdano, considerando che queste comunità vivevano abbastanza distanti una dall'altra e non erano sicuramente smodatamente accoglienti come oggi.
Per perdere questo patrimonio avrebbero dovuto crepare tutti.
Viceversa è proprio con la scrittura che certe tradizioni si perdono, così come alcune conoscenze.
E' per questo che hanno dilatato nel tempo l'invenzione della scrittura, al tempo stesso distruggendo la memoria collettiva della storia.
In questo modo uno scritto sparito nel primo secolo può essere ritrovato 1200 anni dopo, non solo si comporta come se quegli anni non fossero passati, ma addirittura stravolge la vita della società, cambiandola radicalmente.

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)

Di più
29/06/2019 07:40 #29537 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Lo stesso discorso sono convinto valga per la musica e forse non è nemmeno sorprendente che anche Nomit ne abbia accennato all’interno dello stesso discorso sulla cronologia. E parlo della musica improvvisata (non il jazz), la musica istantanea. La potenza evocativa della musica connette col trascendente, qualunque cosa sia ed è quindi pericolosa. Meglio controllarla attraverso le note scritte e dando dei canoni abbastanza elastici per permettere a ognuno di farsi la propria musica o ascoltarla ma nascondendo il “peccato originale” della musica che produce sé stessa senza nessun controllo e che quindi distrugge accademie e professori e, in definitiva, il potere gerarchico. Nella cronologia immagino che ci sia lo stesso oscuro peccato e probabilmente Scaligero è stato il primo sacerdote di un culto deciso da qualcuno che non ci vuole tanto bene.

Di più
29/06/2019 10:58 - 30/06/2019 07:59 #29542 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Inserisco la mia traduzione del capitolo 6.16 da Histroy, Fiction or Science? a proposito della genesi della cronologia Scaligeriana.
Ho deciso di fare il bravo e quindi non più un riassuntino. Purtroppo ci sono delle immagini che se ho ben capito bisogna lasciare in qualche posto su internet a cui fare il link.. Ma io non ho alcun posto dove metterle. Se qualcuno mi dà un'indicazione per superare il problema le aggiungo volentieri.


16. A strange lapse in the scaligerian chronology near "the beginning of the new era"

Ci riferiamo a un curioso effetto che abbiamo scoperto dopo un’accurata analisi delle tabelle Cronologiche di J. Blair ( [76] ), compilate alla fine del XVIII secolo, inizio del XIX. Queste tabelle sono estremamente importanti per noi poiché furono scritte al tempo in cui la storia Scaligeriana era stata appena formulata. Le Tabelle di Blair ci consegnano una versione cronologica abbastanza vicina a quella offerta da Scaligero e dalla sua scuola della fine del XVI secolo – inizio del XVII. Perciò queste tabelle mostrano in modo vivido i principi iniziali su cui si basava la storia Scaligeriana. Da questo punto di vista le tabelle più recenti sono “peggiori” di quelle di Blair e altre simili del XVII–XVIII secolo nel senso che quelle più recenti sono “troppo smussate”. Storici del XIX-XX secolo le hanno “raffinate”, riempiendo gli enormi vuoti e fratture con l’aiuto di dettagli minori, mantenendo la rozza struttura della cronologia Scaligera intatta. Il risultato è stato che molte tracce delle Tabelle di Blair estensioni artificiali della cronologia che si possono vedere nelle Tabelle di Blair, per esempio, furono verniciate e coperte di dettagli insignificanti nelle tabelle successive. Come risultato i punti di frattura della cronologia Scaligeriana furono coperti con uno spesso strato di “cemento storico” del XIX-XX secolo.

Perciò tracciamo una conclusione pratica: se vogliamo ricreare il meccanismo originale della cronologia Scaligeriana del XVI-XVII secolo dobbiamo analizzare le tabelle originarie del XVII-XVIII secolo come le Tabelle di Blair ( [76] ) - un materiale molto più primordiale di quello con cui abbiamo a che fare oggi nelle tabelle più tarde, e più livellate.

Perciò cominciamo l’analisi delle Tabelle di Blair ( [76] ). Il titolo completo di questo lavoro pubblicato a Mosca nel 1808 è “The Tables Chronological, Embracing All Parts of the World History Year to Year from the Creation to the XIX Century, Published in English by John Blair, a Member of Royal Society of London”. Abbracciano la storia dell’umanità dal presunto anno 4004 a.c. fino al XIX secolo. Le Tabelle di Blair dividono tutti i regni della lista in due tipi – quelli che hanno annali anno-per-anno propri e quelli le cui cronache non sono sopravvissute fino a noi, conosciuti solo per essere stati menzionati in documenti di qualche altro “regno presente negli annali”.

Presteremo la massima attenzione ai “regni presenti negli annali” come anche a i differenti modi di tener conto degli anni nei tempi antichi, per es. differenti ere, ecc. Di fatto è questo “sistema delle ere “ordinato” da Scaligero e dai suoi discepoli che costituisce la struttura della versione contemporanea della cronologia. La lista completa dei “regni presenti negli annali” con le correnti dinastiche per le quali almeno sono presenti dati parziali può essere vista fig. 6.101 e 6.102. Facendo questo abbiamo conservato la terminologia delle Tabelle di Blair ( [76] ). Come per il presunto VI-VIII secolo, abbiamo mostrato solo la lista dei principali Regni che ci sono [76]. Regni minori datati da Blair a dopo il VI-VIII secolo d.c. non sono stati segnalati per evitare di appesantire la struttura. Comunque la lista dei “Regni di Blair” presuntamente datati a prima del V secolo d.c. è presente al completo.

Torniamo ora al sistema di cronologia “basico” come viene presentato da Blair e descritto nei commenti contemporanei sulla cronologia. Nella cronologia Scaligeriana queste ere sono spesso “dimenticate”, a volte per centinaia di anni e quindi “riprese” nel loro presunto precedente stato. Quelle di base sono:
1) L’”antico” conteggio dalle Olimpiadi si suppone iniziato nel 776 a.c. ([76], table 1).
I Giochi Olimpici che dettero inizio a questo sistema cronologico, furono introdotti dai Dattili nel presunto 1453 a.c.
Poi i Giochi furono dimenticati.
Quindi ripresi da Ercole nel 1222 a.c.
E quindi dimenticati di nuovo.
Ripresi da Ifito e Licurgo nel presunto 884 a.c.

Comunque diventa subito chiaro che l’uso dei Giochi per il conteggio del tempo iniziò solo nel supposto anno 776 a.c. A proposito, certi altri Giochi – es. gli Istmici, i Nemei, i Pitici – furono comunque dimenticati e ripresi diverse volte nella cronologia Scaligeriana. Secondo le Tabelle di Blair il conto degli anni dalle Olimpiadi si interruppe nel 1 d.c. (!), perciò è andato avanti per circa 776 anni: si presume dal 776 a.c. allo 0 d.c. e poi dimenticato successivamente. In generale le discrepanze tra i cronologisti riguardo gli anni in cui la cronologia dalle Olimpiadi fu introdotta (vedi sotto) ammonta a circa 500 anni.
Alcuni esempi per dimostrare questo caos cronologico. Secondo Blair ([76]), il conteggio dalle Olimpiadi e il conto “ab urbe condita” cominciarono approssimativamente allo stesso tempo. Roma in Italia si pensa fosse considerata come “La Città” il che è probabilmente sbagliato (vedi Chrons). Perciò il conteggio dal tempo dalle Olimpiadi si suppone incominci a metà del VIII a.c. secondo Blair. Il nostro storico contemporaneo S. Lourier afferma che “all’epoca di Senofonte (cioè si suppone nel V-IV secolo a.c. - A. F.) il conto dalle Olimpiadi non esisteva ancora; Timeo, storico Siciliano, lo introdusse per la prima volta intorno al 264 a.c." ([447], p. 224). Secondo Lourier, l’”antico” Timeo introdusse la prima volta il conto dalle Olimpiadi 512 anni dopo la prima Olimpiade, si presume datata al 776 a.c. Risulta una discrepanza tra gli storici di circa 500 anni.

Perciò, quando un documento antico cita il conto del tempo dalle Olimpiadi, uno dovrebbe avere ben chiaro quale data assoluta considera il cronologista di riferimento. A seconda di cosa sceglie la data può fluttuare di 500 anni!

Comunque N. A. Morozov ebbe l’idea in [544] che i conto dalle Olimpiadi, o periodo di quattro anni, semplicemente coincidesse con il ben conosciuto modo Giuliano di contare gli anni nel quale un periodo di quattro anni è marcato da un sistema di bisestili, cioè che il calendario Giuliano considera ogni quattro anni un ciclo completo. Questa ipotesi indica che il conto dalle Olimpiadi non esistesse prima di Giulio Cesare che introdusse il calendario Giuliano. Per cui anche nella cronologia Scaligeriana il conto degli anni Olimpiadi/Giuliano apparve non prima che nel I secolo d.c. e in nessun modo nell’epoca mostruosamente antica di Ercole, l’”antico” eroe. Secondo la nostra ricostruzione secondo la quale Giulio Cesare non appare prima del XI secolo d.c. il conto dalle Olimpiadi non può essere stato introdotto prima del XI secolo d.c. e più probabilmente coincide con il conto Cristiano degli anni dalla Natività di Gesù Cristo che, nella nostra ricostruzione, comincia intorno al 1000 d.c. o 1053 d.c. o nell’anno della natività di Gesù Cristo nel XII secolo.

Perciò le ragioni di disaccordo tra i differenti storici riguardo il punto di inizio del conteggio degli anni dalle Olimpiadi diventa chiaro. Il conto dalle Olimpiadi deve essere iniziato con la Natività di Gesù Cristo nel XII secolo e continuata per molte centinaia di anni senza nessuno dei numerosi "oblii e riprese" che erano una conseguenza del ”fare copie delle cronache” nella storia Scaligeriana in cui lo stesso evento – l’inizio delle Olimpiadi – era stato “copiato” (su carta!) e “spostato” nel profondo passato. Come risultato gli ultimi storici vedendo le reiterate duplicazioni nel testo Scaligeriano, dimenticando le ragioni del loro apparire e considerandole di estrema importanza cominciarono a dibattere gli "oblii" e i "riprese" delle Olimpiadi, cercando ragioni e proponendo complicate teorie. Ercole o i Dattili, Ifito o Licurgo. In generale un’ enorme “sfera di attività” era stata scoperta.

2) L’”antico” conto degli anni “ab urbe condita”. Questa cronologia presumibilmente origina attorno al 753 b.c. ([76], tabella 5). Ma poi ci viene detto che questa data è stata stabilita da Varrone, un Romano, solo nel I secolo che significa 700 anni (!) dopo la fondazione di Roma in Italia, secondo la cronologia Scaligeriana. Il conto degli anni “ab urbe condita" finisce nel presunto III secolo d.c., - precisamente nella decade 250-260 d.c. ([76]), il tempo delle presunte guerre civili in Roma della presunta metà del III secolo d.c. Blair ci dice che "La maggior parte delle cronache inizia [in quel momento - A. R] contando gli anni dalla fondazione di Roma" ([76], tabella 5). Ricordiamo che l’identificazione Scaligeriana della “Città” come l’Italiana Roma fondata nel presunto 753 a.c. è solo un’ipotesi. In Chron5 giustifichiamo l’idea che la Nuova Roma sul Bosforo ossia Costantinopoli fosse chiamata “La Città”. Costantinopoli è ampiamente noto sia stata fondata nel 300 d.c. e consacrata nel 330 d.c. perciò, anche nella cronologia Scaligeriana la sostituzione di Roma sul Bosforo con la Roma Italiana porta a uno slittamento di date di mille anni contati “ab urbe condita” in alcune cronache. La famosa “Storia” di Tito Livio ne è un esempio.

Bisogna notare che il conto degli anni “ab urbe condita” nella Cronologia Scaligera arriva al termine proprio all’incontro di due imperi duplicati - e precisamente il Secondo Impero Romano e il Terzo Impero Romano. Vedi [76] e figs. 6.101, 6.102.

3) Il conteggio degli anni dalla Natività di Gesù Cristo. Nella cronologia Scaligeriana questo conteggio viene presumibilmente utilizzato per la prima volta nel 747 d.c. ossia settecento anni dopo la morte di Gesù Cristo nel I secolo secondo Scaligero ([76]), e duecento anni dopo i calcoli di Dionigi il Piccolo che presumibilmente visse nel supposto VI secolo d.c. e fu il primo a calcolare la data della Crocifissione di Cristo. Quindi incontriamo i familiari "oblii e riprese" delle ere. Ci viene detto che dopo la prima menzione dell’era dalla Natività di Gesù Cristo "in un documento ufficiale del 742 d.c., questa era smette di essere utilizzata di nuovo e viene riutilizzata nel X secolo d.c. Comunque è solo dal 1431 (XV secolo addirittura!) – A.F.) che viene registrata nelle epistole papali con il parallelo conto degli anni dalla genesi.” ([744], p. 52). È egualmente curioso che cronache secolari abbiano acquisito l’era dalla Natività di Gesù Cristo persino più tardi. Gli storici riportano che c’è stato l’aggiustamento in Francia e in Germania solo nel XVI secolo, in Russia solo nel 1700, in Inghilterra ancora più tardi nel 1752 ([744], p. 52). Quindi anche dopo l’introduzione della cronologia Scaligeriana, un più o meno regolare uso dell’era dalla Natività di Gesù Cristo si può certificare solo nel XV secolo.

Precedentemente piuttosto infrequenti “menzioni” di questa era nei documenti che si presumono precedenti al X-XI secolo d.c. sono probabilmente il risultato di una duplicazione Scaligeriana di cronache e loro slittamento verso il passato. Come risultato le effettive menzioni medievali di quest’era in documenti del presunto XI-XVII secolo “appaiono come fantasmi” nei presunti VI secolo e nel VIII secolo. Guardando a questi fantasmi, gli storici più recenti cominciano a costruire teorie – per esempio su Dionigi il Piccolo del presunto VI secolo d.c. Risponderemo nel seguente modo. Come detto sopra “Dionigi il Piccolo del VI secolo” è nient’altro che un riflesso medievale del reale Dionigi Petavius (Piccolo = Petit). Dal XVI-XVII secolo d.c. Perciò Dionigi Petavius = Dionigi il Piccolo diventa evidentemente il primo ad avere calcolato correttamente la data della Crocifissione di Gesù Cristo approssimativamente 600 anni prima del suo tempo. Come possiamo comprendere, era assolutamente corretto poiché conteggiando cinquecentocinquanta anni indietro dalla metà del XVII secolo (Petavius morì nel 1650) arriviamo al XII secolo d.c. che é quando Andronico, o Cristo, visse e fu crocifisso, secondo la nostra ricostruzione (la seconda metà del XII secolo, per esser più precisi).

Così, tornando alle fig. 6.101 and fig. 6.102, possiamo vedere che nella storia Scaligeriana, due “antichi” conteggi degli anni basici – dai Giochi Olimpici e “ab urbe condita” - uscirono dall’uso almeno 500 anni prima dell’unica e sola menzione ufficiale dell’era dalla Natività di Gesù Cristo in documenti presumibilmente del anno 742 la data dei quali, come abbiamo detto, è piuttosto dubbia.

4) L’”antico” conteggio degli anni dalla Genesi. Quest’era si pensa sia strettamente connessa con la Bibbia, perciò dipendente interamente dalle date degli eventi Biblici. Poiché queste date sono trasferite in avanti nel Medioevo, come risultato del nuovo metodo empirico-statistico di datazione questo conteggio degli anni è probabilmente di origine Medievale o anche tardo Medievale ed inizia, secondo la nostra ricostruzione, non prima del X-XI secolo d.c. Per la datazione degli eventi Biblici vedi Chron6.

5) Il conteggio degli anni dall’era dell’Egira. Questa cronologia Arabica si pensa abbia avuto inizio nel 622 d.c. ([76], tabella 19), e sia collegata strettamente alla datazione del Corano e descritta al suo interno perciò ha probabilmente un’origine più recente anch’essa, il X-XI secolo o anche pi tardi.
Il seguente importante fatto è ovvio nelle fig. 6.1011 e fig. 6.102. Nella cronologia Scaligeriana tutti i regni tranne due sono divisi in due classi - quelli esistenti interamente prima della nuova era e quelli che esistettero interamente dopo la nuova era. Solo due regni – l’Impero Romano e il Regno dei Parti – superano il periodo di tempo che va dallo 0 al al 260 d.c. L’inizio della nuova era rivela strane proprietà distruttive – per molti regni “antichi”. Solo due sono riusciti a superare il “pericoloso intervallo” tra lo 0 e il 260 d.c.

Comunque non ci sono informazioni continuate delle dinastie dei Parti ([76]). Perciò quel regno non può essere utilizzato come possibile collegamento cronologico tra le varie ere.

Per l’altro regno – l’Impero Romano – possiamo dire quello che segue. È il secondo Impero Romano che si incastra nel “pericoloso intervallo” tra lo 0 e il 260 d.c. perfettamente. In più è evidente dalle fig. 6.101 e fig. 6.102 che la decade 260-270 d.c., il punto di collazione del Secondo e Terzo Impero Romano, non è coperta da nessun conteggio dalle Olimpiadi, né da quello “ab urbe condita”, né dal conteggio dalla Natività di Gesù Cristo che, a quanto ci dicono gli storici “non esisteva ancora”. Secondo la cronologia Scaligeriana il conto degli anni “ab urbe condita” è finito, il conto dalle Olimpiadi è finito 250 anni prima, il metodo Cristiano di conteggio degli anni non è ancora iniziato, nemmeno inventato e ci sono qualche centinaio di anni da far passare ancora.

Quindi, secondo i risultati ottenuti con metodi statistici, il Secondo Impero Romano è un duplicato del Terzo Impero Romano. In questa relazione entrambi sono riflessi fantasma del Sacro Romano Impero del X-XIII secolo e l’Impero degli Asburgo (Nov-Gorod?) del XIV-XVI secolo; fig. 6.1 1, fig. 6.12, fig. 6.12a, fig. 6.19, fig. 6.20, fig. 6.2 1 , fig. 6.22, fig. 6.23, fig. 6.24. Perciò la storia Romana del presunto I-III century d.c. non è un originale ma piuttosto un “fantasma”. Dovrebbe essere portato su e identificato con almeno il Terzo Impero Romano, ma più precisamente con più tardi regni del XXIII secolo, e del XIV-XVI secolo.

Inoltre l’episcopato Romano in parte cade dentro questo “pericoloso intervallo” del 0-260 d.c. Ma la storia Papale del 68-141 d.c. è considerata una leggenda assoluta della storia Scaligeriana ([492] , p. 3 12). Blair scrive, "Fino alla fine di questo secolo [cioè l’inizio del II secolo d.c. - A. F.] . . . questa colonna [cioè la lista dei Papi Romani - A. F.] è completamente oscura" ([76], tabella 13). Il successivo periodo Papale del 68-141 d.c. non è indipendente ma solo un riflesso fantasma del periodo Papale dei presunti anni 314-536 a.d., fig. 6.16; in più entrambi sono riflessi di una storia Papale più tarda. Perciò il primo periodo dell’episcopato Romano va spostato in avanti identificandosi col secondo periodo. Conseguentemente scopriamo che l’epoca di 300 anni dal 30 a.c. al 270 d.c. nella cronologia Scaligeriana è un’area di completo silenzio cronologico dei documenti. In quel periodo, secondo la cronologia Scaligeriana, non c’è un singolo regno con la sua propria corrente dinastica indipendente.

L’epoca dal 30 a.c. al 270 d.c. to 270 d.c. nella cronologia Scaligeriana finisce con un buco. Ricordiamo che i due principali “antichi conteggi degli anni” di questo periodo – l’era “ab urbe condita” e l’era di Diocleziano conteggiata dal 284 d.c. - non corrispondono ( [76] ). Tra loro c’è un vuoto cronologico, un buco di circa 20 anni. Ripetiamo che nessun conto degli anni dalla Natività di Gesù Cristo è ancora in gioco.

Conclusione. Il posto della collazione di diverse cronache duplicate è palese nella cronologia Scaligeriana – l’epoca tra i presunti anni 0-260 d.c. Nel XVI -XVII secolo qualcuno sistemò diversi duplicati fantasma di cronache lungo l’asse del tempo e li impastò insieme in un “manuale” e in modo piuttosto rozzo. Non si sono nemmeno preoccupati di coprire lo spazio ricucito con un era, avendo probabilmente pensato che avrebbe funzionato bene così com’era. Come risultato il falso “inizio di una nuova era” nel presunto anno zero ha diviso la cronologia Scaligeriana in due, fig. 6.101 and fig. 6.102. Ci sono molti “antichi” regni prima dell’inizio della nuova era e molti regni Medievali dopo l’inizio della nuova era, mentre intorno all’inizio della nuova era appare uno strano buco che scopriamo oggi con il nostro nuovo metodo, analizzando l’intera struttura della cronologia Scaligeriana.
Ultima Modifica 30/06/2019 07:59 da Italo. Motivo: aggiornamento dati

Di più
29/06/2019 20:30 #29556 da Nomit
Risposta da Nomit al topic Nuova Cronologia

Perciò Dionigi Petavius = Dionigi il Piccolo diventa evidentemente il primo ad avere calcolato correttamente la data della Crocifissione di Gesù Cristo approssimativamente 600 anni prima del suo tempo. Come possiamo comprendere, era assolutamente corretto poiché conteggiando seicento anni indietro dalla dal XVI-XVII secolo otteniamo esattamente l’XI secolo d.c. quando, secondo la nostra ricostruzione Gesù Cristo davvero visse e fu crocifisso

Questa dev'essere presa da una versione vecchia della Nuova Cronologia, perché Fomenko è giunto alla conclusione che Cristo visse nel secolo dodicesimo, in quanto gli studi astronomici sulla nebulosa del granchio datano l'esplosione della supernova SN1054 a quel secolo e perché proprio in quel secolo visse l'imperatore Andronico I (l'uomo a cui venne tagliata una mano e cavato un occhio).

Di più
30/06/2019 08:07 - 30/06/2019 09:24 #29560 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Grazie Nomit, ho corretto la datazione. Non avevo verificato la versione digitale del 2003 con quella cartacea del 2006. E adesso mi sono anche agganciato al discorso sull'occhio e sulla mano che era rimasto sospeso.
chronologia.org/en/car_slav/index.html
Ultima Modifica 30/06/2019 09:24 da Italo.

Di più
03/07/2019 16:29 - 03/07/2019 16:34 #29705 da Italo
Risposta da Italo al topic Nuova Cronologia
Un altro libro di Fomenko che lascia senza fiato: "Tsar of the Slavs" ancora in inglese. Peccato.
Ho provato a tradurre due parti relative al taglio della mano e accecamento dell'occhio di Andronico-Cristo. Magari a qualcuno può interessare una traccia in italiano.
Guardando l'immagine completa della Sindone è evidente che una mano è staccata. La lunghezza non corrisponde a quella del braccio speculare.
Per stomaci forti.

А.Т.Fomenko, G.V.Nosovskiy
TSAR OF THE SLAVS
Chapter 2.
IMPERATOR ANDRONICUS KOMNIN OF THE XII CENTURY - IT IS JESUS CHRIST DURING HIS PRESENCE IN TSAR-GRAD OF THE XII CENTURY.
33. THE SEVERED RIGHT HAND OF ANDRONICUS AND THE IMPLICIT LACERATION OF CHRIST’S HAND ON THE SHROUD. 
Niceta Coniata scrive che alcuni giorni prima che fosse cavato l’occhio di Andronico e fosse condotto alla crocifissione LA SUA MANO DESTRA FU TAGLIATA. “alla fine tagliarono la sua mano destra con un’accetta e lo gettarono nuovamente in prigione”. [140], p.357. Nei Vangeli non si dice niente circa la mano amputata di Cristo. Comunque nel libro “Passione di Cristo” si dice che le sue mani e i suoi piedi furono ‘battute via’ (beaten-off) [127], p.63. È possibile che in questo riverberi il ricordo della mano amputata. Il significato delle parole ‘BEAT OFF’ or ‘CUT OFF’ è simile.  
Torniamo al sudario. Se infatti la mano di Cristo fu tagliata, allora le tracce dovrebbero essere visibili sulla Sindone. La fotografia di una zona della Sindone dove appaiono le mani viene mostrata in fig. 2.77 chronologia.org/car_slav/im/z2-077.jpg
È necessario considerare che il disegno del corpo sulla Sindone è data in modo speculare. - L’impronta sul tessuto, come il riflesso di uno specchio, inverte destra e sinistra. L’immagine positiva delle mani nella Sindone con la posizione naturale di destra e sinistra è mostrato nella fig. fig. 2.78 chronologia.org/car_slav/im/z2-078.jpg
La mano sinistra è sopra e sul suo polso è visibile un’enorme ferita. Si pensa sia la ferita di un chiodo [47], p.15. Sulla mano di Cristo di fatto vediamo una lacerazionetra il polso e la stessa mano. Naturalmente è difficile fare affermazioni con assoluta certezza ma, secondo l’immagine sul Sudario c’è qualcosa che non va sulla mano destra. Può essere che la mano sia stata tagliata e più tardi risistemata vicino al cadavere. Per tenere attaccata la mano destra la sinistra è stata messa sopra.      
Vogliamo segnalare che la fotografia presentata in [66] è un’immagine speculare. Pare che la mano destra sia messa sopra. Ma lo studio [47], p.15, afferma chiaramente che è esattamente la mano sinistra posta al di sopra. Citiamo: “Si possono anche vedere tre grandi ferite come risultato della crocifissione: di fronte al polso sinistro e dietro la pianta dei piedi. SUL POLSO DESTRO COPERTO CON IL SINISTRO è visibile solo il sangue della ferita.” [47], p.15.
E così incontriamo una sorprendentemente precisa corrispondenza tra la descrizione dell’esecuzione di Andronico e le testimonianze su Cristo.
Aggiungeremo che il tema del taglio della mano destra risuona anche nella descrizione della vita di Andrey Bogolyubskiy – un altro duplicato di Cristo che abbiamo scoperto nella storia Russa del XII secolo. Inoltre esistono antiche immagini che rappresentano il taglio delle mani di Andrey Bogolyubsky. Vedi i dettagli nel successivo capitolo 3.
Non siamo ancora riusciti a trovare alcuna antica immagine di Cristo con le mani tagliate. Comunque sopravvivono alcune immagini nelle quali la memoria delle mani tagliate di Gesù potrebbe essere palese e a volte in modo particolarmente vivido.
Fig.2.79 mostra, per esempio il dipinto di Correggio “Ecce Homo”. C’è una corona di spine sulla testa di Cristo, c’è un soldato vicino a lui, e la Vergine Maria è svenuta. Sulla mando di Cristo vediamo uno strano bendaggio, una specie di braccialetto di tre sottili anelli che gli stringe la mano
come a separarla dal braccio. Vedi fig.2.80 chronologia.org/car_slav/im/z2-080.jpg Questo dettaglio sembra piuttosto strano. È possibile che in questo modo la vaga memoria della mano tagliata di Gesù sia sopravvissuta sino a noi.. Lo strano “bendaggo” è rappresentato solo su una delle due mani di Gesù. In ogni caso, allargando l’immagine non possiamo trovare nessun segno simile sull’altra mano di Gesù.
Fig.2.81 chronologia.org/car_slav/im/z2-081.jpg presenta un’altra interessante vecchia immagine della Passione di Cristo. Circondano Cristo diverse tracce: il bacio di Giuda; la spada di S. Pietro con la quale tagliò un orecchio al soldato (con la quale Apostolo Pietro tagliò l’orecchio del servo dell'alto sacerdote); la lancia di Longino
entrata nel fianco di Gesù sulla croce; la spugna su un bastone, ecc. è interessante che ci siano nove mani tagliate dipinte in quest’opera. Ci sono per esempio le mani di Pilato mentre se le lavava. Similmente nel dipinto “La derisione di Cristo” di Fra Angelico Fra Beato Angelico vediamo le mani tagliate che circondano Cristo.
vedi fig.2.82. chronologia.org/car_slav/im/z2-082.jpg
Qui probabilmente incrociamo un qualche simbolismo. Ma è possibile che l’artista vagamente ricordasse che nella Passione di Cristo, in qualche forma fosse presente la mano di Cristo tagliata.
Il nucleo della faccenda era già dimenticato, ma la tradizione di dipingere “mani tagliate” era ancora viva. Non importa che simile simbolismo delle “mani tagliate che circondano l’eroe” fosse associato specificatamente con Cristo. Non conosciamo altre figure dipinte da artisti Medievali che abbiano ritenuto fosse necessario circondare di mani tagliate sospese nell’aria, per così dire. Ma presentando la Passione di Cristo, come vediamo, hanno alcune volte impiegato questo simbolismo.
In più c’è una prova più evidente. Per esempio in fig.2.83 chronologia.org/car_slav/im/z2-083.jpg
si può vedere un antico dipinto “La Trinità del Nuovo Testamento con Cristo morto”. A destra, sulla traversa della crocefisso vediamo la MANO DESTRA TAGLIATA appoggiata sulla croce! Sebbene le mani di Cristo non sembrino così danneggiate, comunque il fatto stesso della presenza della MANO DESTRA SEPARATA mostra più che altro che qualche artista medievale ancora si ricordava, sebbene vagamente, della mano tagliata di Cristo, vedi fig. 2.84.   chronologia.org/car_slav/im/z2-084.jpg
 

34. WHO BETRAYED CHRIST.
 Normalmente nel Vangelo la storia è raccontata in modo tale per cui Cristo viene tradito dai Giudei – la gente di Gerusalemme. Essi lo portarono dal Romano Pilato (cioè lo straniero) e ne chiesero l’esecuzione. Da questo si evince che la Giudea era, a quel tempo, sotto il dominio Romano, governata da un Romano e pagava tributo al Cesare che risiedeva nella distante Roma. Tutti si ricordano le parole di Cristo nel Vangelo : “Date perciò a Cesare quello chye è di Cesare e sa Dio quello che è di Dio” (Luca 20:25). Nella traduzione sinodale del Vangelo di Giovanni Pilato si rivolge a Cristo con le parole: “Io sono un Giudeo? “La tua stessa gente e i sommi sacerdoti ti hanno portato a me’ (Giovanni 18:35). La traduzione sinodale e i commentatori contemporanei erano ovviamente sotto l’influenza della cronologia Scaligeriana e perciò pensarono che “la tua stessa gente” dovesse essere inteso come l’intera nazione Ebrea e che Pilato fosse un governatore Romano straniero. Oggi però capiamo come l’intera immagine sia differente. Pilato non era in alcun modo uno straniero, ma un giudice di Zar-Grad, per così dire, un rappresentante dell’autorità esecutiva. Non poteva aver detto a Andronico-Cristo: “la tua gente ti ha portato da me” poiché entrambi appartenevano alla stessa gente. Erano entrambi Romei, cioè Romani, residenti di Zar-Grad.
Rivolgiamoci al più antico testo Slavonico Ecclesiastico dei Vangeli. Utilizzeremo l’edizione del 1651 [141]. C’è un testo differente lì. Le parole di Pilato sono presentate in modo differente: ‘Отвеща Пилатъ, еда азъ жидовинъ есмь; РОД ТВОЙ и архиерее предаша Тя мне’
[144], pag. 187. Qui Pilato parla non della gente ma della GENTE di Cristo intesa come FAMIGLIA. È una cosa completamente differente. Qui si intendono i suoi parenti, il suo clan familiare. E quindi cominciamo a capire chi fossero gli Ebrei evangelici. Era il nome del CLAN FAMILIARE DI CRISTO ossia il clan della famiglia reale che regnava in Zar-Grad. Cioé le famiglie dei Comneni e degli Angeli. Erano parenti. Pilato invece non apparteneva al clan familiare, era un funzionario. E in effetti nella storia di Andronico il tema del tradimento da parte dei parenti e della nobiltà è spesso significativo. Erano loro che odiavano Andronico e lo giustiziarono.


35. PASSION OF CHRIST AND ANDRONICUS’ EXECUTION.
La storia della passione di Cristo è ben nota dai Vangeli e altri lavori Cristiani, vedi per esempio il libro ‘Strasti Christovy’ (‘Passione di Cristo’) [127]. Non ne daremo qui una descrizione poiché il lettore può riferirsi ai testi tradizionali. Diremo direttamente che la descrizione canonica della Passione di Cristo e della storia dell’esecuzione di Andronico presentate per esempio da Niceta Coniata, sono molto simili. L’esecuzione di Andronico consiste nelle tre fasi della Passione di Cristo: la tortura preliminare, il cammino verso il posto dell’esecuzione, la stessa esecuzione davanti a una vasta folla di spettatori.    
Ecco cosa scrive Coniate: ‘Fu chiuso nella cosiddetta prigione di Anema CON DUE PESANTI CATENE CHE PIEGAVANO IL SUO ORGOGLIOSO COLLO… ai suoi piedi furono messi pesanti ceppi. In queste condizioni du portato davanti all’imperatore Isacco (Angeli – Aut.) Fu sciaffeggiato, la sua barba fu strappata, i suoi denti tirati via, la sua testa rapata a zero, lo lasciarono in balia della folla… Dopo di ciò la sua mano destra fu tagliata via da un accetta e fu gettato di nuovo in prigione senza cibo e acqua. Diversi giorni dopo gli fu cavato l’occhio sinistro e fu messo a sedere sopra un cammello spelacchiato, fu portato in giro per l’agora… ma gli stupidi e ignoranti abitanti di Costantinopoli… si riunirono… senza pensare che alcuni giorni prima quest’uomo era l’imperatore. Che era salutato come SALVATORE , acclamato e adorato da tutti… a cui tutti avevano confermato lealtà e devozione con i più terribili giuramenti. Ora portato in giro con irragionevole rabbia e ancora più grande follia, non ci fu male che non venne inflitto con cattiveria ad Andronico. Alcuni lo colpirono con bastoni sulla testa altri gli riempirono il naso con sterco di mucca. e altri ancora USANDO SPUGNE VERSAVANO ESCREZIONI DI UOMINI E BUOI SUI SUOI OCCHI. C’erano quelli che gli bucavano le costole con spiedi. I più svergognati lo bersagliarono con pietre… e dopo di ciò, quando fu tirato giù dal cammello spelacchiato fu appeso per i piedi A UNA CORDA FATTA DI QUERCIA DA SUGHERO FISSATA ALLE DUE PICCOLE COLONNE SULLE QUALI STAVA UN BLOCCO DI PIETRA COLLOCATO VICINO ALLE RABBIOSE LUPA E IENA che tenevano i colli abbassati come se stessero per attaccarsi l’un l’altra’ [140], p.357-358.
Fermiamoci qui un attimo.  Sappiamo tutti Cristo venne crocifisso su una croce che venne eretta tra tue altre croci, a cui erano legati due ladri, see fig. 2.85 chronologia.org/car_slav/im/z2-085.jpg
Tutte e tre le croci stavano sul monte Golgota ossia, per dire, su qualche “grossa roccia”. Ma da una più attenta analisi del testo di Coniate vediamo che nel complesso la stessa immagine viene descritta da lui anche se in modo leggermente distorto. Dice che Andronico fu sospeso tra due colonne connesse in alto a una qualche pietra. Presumibilmente, nel testo originale viene detto che Andronico venne sospeso tra due colonne che stavano su una montagna rocciosa, cioè “connesse a una pietra” ma non da sopra, da sotto. Secondo i Vangeli i due ladri erano appesi alle croci, vedi fig.2.86. chronologia.org/car_slav/im/z2-086.jpg Invece Coniate dice che le colonne erano erette vicino delle “rabbiose statue di bronzo” Ancora una volta il testo originale dei Vangeli ci illumina. Ma invece dei ladri “una lupa e una iena” vengono menzionate.
Inoltre, una simile descrizione da parte di Coniate non può in nessun modo essere conseguenza di un errore accidentale. Il suo testo corrisponde bene con la rappresentazione simbolica dei ladri appesi nei dipinti degli “antichi” Egizi.  Fig.2.87 chronologia.org/car_slav/im/z2-087.jpg
. Qui si mostra Osiride che risorge dai morti. Sulle due parti laterali ci sono due pali. Su ognuno dei due pali è stato legato un animale con la testa tagliata. L’Osiride Egiziano è Cristo, vedi sotto. Il fatto che gli animali siano senza testa significa che sono stati giustiziati. Nel complesso il simbolismo dell’immagine Egiziana corrisponde completamente alla crocifissione Cristiana. Cristo viene crocifisso tra due ladri e resuscitò mentre i due ladri morirono. Questa antica immagine Egiziana corrisponde bene al testo di Coniate.
Riguardo alle parole di Coniate su Andronico sospeso per i piedi, non dobbiamo necessariamente concludere che fosse appeso per i piedi a qualche sbarra. Avevano l’abitudine di APPENDERE (crocifiggere) le persone alla croce mentre gli legavano o inchiodavano non solo le mani ma anche i piedi.   
Coniate ci informa che nel cammino verso la crocifissione “alcuni lo colpirono con bastoni sulla testa, altri gli riempirono le narici con sterco di vacca e ancora altri, USANDO SPUGNE GLI FACEVANO COLARE ADDOSSO ESCREZIONI DI VACCA E DI UOMINI SUI SUOI OCCHI. [140], p.358.                           
Matteo l’Evangelista dice letteralmente la stessa cosa: “E gli sputarono, e presero una canna e lo colpirono sulla testa… e quando arrivarono a un posto chiamato Golgota, che significa il posto del teschio, GLI DIEDERO ACETO DA BERE MESCOLATO CON TANNINO: e dopo aver assaggiato questo, non bevve (Matthew 27:30-34). Luca scrive che ripetutamente offrirono a Cristo l’aceto, cioè porcherie: “e i soldati si facevano beffe di lui avvicinandosi e offrendogli aceto” (Luca 23:36).  Lo stesso viene detto per Andronico.
Coniate continua: “Soffrendo tutte queste malvagità e altre senza fine che ho omesso, egli sopportò coraggiosamente gli orrori inflittigli e rimase presente a sé stesso. A coloro che gli avevano versato addosso tutto questo e lo avevano colpito, si girò e disse niente più che “Signore, abbi pietà” e “Perché continui a battere la canna rotta?’… Un altro empio AFFONDÒ LA SUA LUNGA SPADA nelle sue viscere dalla faringe … Dopo tutta questa sofferenza Andronico ruppe il filo della vita, IL SUO BRACCIO DESTRO ESTESO NELL’AGONIA E PORTATO VICINO ALLA SUA BOCCA COSÌ CHE SEMBRÒ A MOLTI CHE STESSE BEVENDO il SANGUE ANCORA CALDO CHE GOCCIOLAVA da una recente amputazione” [140], p.358. 

32. ANDRONICUS’ BLINDED EYE AND CHRIST’S DAMAGED EYE ON THE SHROUD.
Secondo Coniate, Andronico prima di emettere l’ultimo respiro portò il braccio alla bocca come se avesse sete. Quasi lo stesso troviamo nei Vangeli. “Dopo di ciò Gesù compreso che tutto era finito e che la Scrittura doveva essere compiuta disse “Ho sete!” Ora un recipiente pieno di vino acido stava lì. Presero una spugna, la misero su un bastone e la portarono alla sua bocca. Così, quando Gesù ebbe ricevuto l’aceto disse “È finita!” e chinata la sua testa rimise il suo spirito (Giovanni 19:28-30).

Così in entrambe le descrizioni è testimoniato che Cristo-Andronico prima della sua morte era assetato. Sottolineiamo che questo è un dettaglio inusuale. Raramente appare nella descrizione di esecuzioni. Giovanni l’Evangelista scrive: Ma quando arrivarono a Gesù e si accorsero che era già morto, non gli ruppero le gambe. Ma uno dei soldati CON UNA LANCIA GLI FORÒ IL FIANCO e subito uscirono sangue e acqua. (Giovanni 19:33-34). Questa lancia è normalmente dipinta vicino alla croce, vedi fig.2.61, chronologia.org/car_slav/im/z2-061.jpg
Nel caso di Andronico abbiamo una descrizione simile: un soldato gli fora il fianco con la sua lunga spada, vedi sopra. “una lunga spada” può facilmente significare una lancia.

3.6. THE DAMAGED EYE OF CHRIST ON THE SHROUD.
L’impronta sulla Sindone mostra come l’occhio destro di Cristo fosse seriamente danneggiato. Citiamo: “Ci sono segni di percosse e rigonfiamenti, uno dei quali ha quasi completamente deformato l’occhio destro” [47], p.16. Guardando la foto quello che colpisce è che l’occhio destro è tagliato da una profonda ferita verticale. Vedi fig.1.17 chronologia.org/car_slav/im/z1-017.jpg Inoltre diversi ricercatori hanno sottolineato “la PALPEBRA DESTRA lacerata e un grande gonfiore sotto l'occhio DESTRO... a un esame più attento possiamo vedere un lungo ferita sanguinolenta sulla guancia DESTRA". Vedi l’articolo “L’immagine Santa sul panno” sul sito www.shroud.orthodoxy.ru , dedicato specificatamente alla Sindone di Torino.
I Vangeli non dicono nulla a questo proposito. Comunque vediamo ancora la prova diretta del fatto che uno degli occhi del Cristo fosse di fatto danneggiato (spento) immediatamente prima della crocifissione. Vedi sotto.
Secondo lo scritto di Coniate, prima dell’esecuzione SPENSERO L’OCCHIO SINISTRO di Andronico. “Alcuni giorni dopo gli cavarono l’occhio sinistro, lo misero su un cammello spelacchiato e trionfalmente lo portarono in giro per la piazza” [140], p.357. Non viene detto nulla su questo nei Vangeli, ma può essere visto sulla Sindone che uno degli occhi di Cristo era danneggiato e probabilmente cavato via. Vedi sopra. Questo fattore ha attirato l’attenzione di diversi studiosi. Nella fotografia della Sindone si può chiaramente vedere una larga ferita verticale che attraversa l’occhio destro. Vedi fig. 1.17 chronologia.org/car_slav/im/z1-017.jpg
Coniate scrive dell’occhio sinistro, non dell’occhio destro, ma non dobbiamo dimenticare che la narrazione di Coniate non è in alcun modo originale. Come abbiamo visto è una sorta di compilazione di antiche fonti fatta da un editore più recente. Inoltre i documenti appaiono il risultato di multiple riscritture. Possiamo ora capire come la storia di Cristo fosse davvero molto antica. Il XII secolo è profonda antichità per la nuova cronologia. Non possiamo aspettarci che ogni dettaglio coincida. Tuttavia gli aspetti fondamentali, come possiamo vedere, sono sopravvissuti. In questo caso l’occhio accecato. Ricordiamo inoltre che nella versione di Coniate Andronico era paragonato ai CICLOPI [140], p.279. Ricordiamo che i Ciclopi sono i “GIGANTI CON UN OCCHIO sulla fronte, noti per la grande forza.” [154]. Inoltre i Ciclopi “APPARTENGONO ALLA PIÙ ANTICA GENERAZIONE DI DEI” [95], v.1, p.649. 
L’impressione è che Coniate chiami Andronico CICLOPE non per caso.  Molto probabilmente il mitologico Ciclope è Cristo, a cui prima della morte fu accecato un occhio. Cristo era alto. Susseguentemente le dicerie lo fecero diventare un gigante con un occhio solo – Ciclope.
In fig.2.74
chronologia.org/car_slav/im/z2-074.jpg
un disegno di un'antica anfora Greca – con l’accecamento del Ciclope Polifemo. 
Ultima Modifica 03/07/2019 16:34 da Italo.
Ringraziano per il messaggio: Marzo

Di più
03/07/2019 19:09 - 03/07/2019 19:12 #29709 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Allora... il mistero della mano.



A volte, ovviamente se lo si nota, anche wikipedia può dare un aiutino.

Pittoricamente questa tavola propone una splendente gamma cromatica e un movimentato gioco di ombre: le intersezioni spaziali sono complesse, col fulcro nel magistrale porgersi in avanti delle mani "parlanti" di Gesù.

Mani parlanti? mumble...
Vediamo...
... e se la mano di Gesù avesse a che fare con lo sposalizio di Santa Caterina?
Allora, forse lo stesso Correggio potrebbe aver...
... si più di una delle opere di Correggio hanno a che fare con Caterina (la madre di Leonardo, ricordate, si? Quelli che gli esoteristi chiamano Catarina, non si sa mai che poi riusciate a capirci qualcosa, se imbroccate una pista diversa.)



altro sposalizio mistico con relativo maneggio:


Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)
Ultima Modifica 03/07/2019 19:12 da Pyter.

Di più
03/07/2019 20:33 #29710 da Pyter
Risposta da Pyter al topic Nuova Cronologia
Correggio, Educazione di Amore (Cupido)



Amore, istruito da Mercurio, ha in mano un foglio scritto e indica col dito... una partitura musicale?
Ma forse per la musica è ancora troppo piccolo.
Intanto impara a leggere.
(un ingrandimento [che un wikipedia in difficoltà economiche non ci offre] rivela che Amore indica col dito una A).

Come può l'acqua memoria serbare se dalle nuvole cade? (poeta del dugento)
Ci sposiamo sessiamo insieme sessista bene perché no (progetto anti gender 2016)

Tempo creazione pagina: 0.242 secondi

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. INFO