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Nel dichiarare che la guerra in Afghanistan "continuerà finché avremo raggiunto la vittoria finale", il presidente Trump ha affermato insieme una grande verità e una grande bugia.

La grande verità è che i presidenti americani in politica estera non contano praticamente nulla. Già Obama era entrato alla Casa Bianca dichiarando di voler mettere fine all'invasione dell'Afghanistan, ma dopo pochi mesi si era trovato a fare marcia indietro, mandando invece altri 30.000 soldati proprio in quel territorio.

Anche Donald Trump aveva, fra le sue promesse elettorali, quella di "mettere fine all' invasione inutile e costosissima dell'Afghanistan", ma dopo pochi mesi ha invece dovuto dichiarare, appunto, che la guerra continua fino a nuovo ordine.

Evidentemente c'è qualcosa che il neo presidenti non sanno, e che vengono ad apprendere soltanto dopo essere entrati nell'ufficio ovale.

I cosiddetti "difensori della democrazia" venezuelani - così vengono definiti dai media occidentali gli oppositori di Maduro - ricordano molto da vicino i famosi "ribelli moderati" finanziati dalla CIA per abbattere Assad in Siria. Quelli che si mangiavano il cuore degli avversari appena uccisi in battaglia, tanto per capirci.

Nel video, Orlando Figuera viene prima linciato e poi bruciato vivo dagli avversari di Maduro [IMMAGINI FORTI, ANCHE ALL'INTERNO].

di Attilio Folliero

Aveva finito la giornata di lavoro, tornava a casa, era di pelle oscura, un afro-venezuelano. Orlando Figuera  cercava  una stazione del metro. Dimentico di trovarsi nella zona chic di Altamira e Chacao, quella dei più benestanti e reazionari di Caracas. Lì vivono soprattutto i discendenti dei migranti Europei. Arrivarono con valigie di cartone e pantaloni rattoppati,  ora vedono come un pericolo tutto il resto dei venezuelani, vale a dire il 95% della popolazione.

Quella dell'imperialismo è una brutta malattia. Una volta che ne vieni contagiato, diventa difficile liberarsi dal morbo.

In questo senso vanno le dichiarazioni di Al-Maliki, l'attuale presidente dell'Iraq, il quale accusa gli Stati Uniti di volersi prendere il merito per la sconfitta dell'ISIS a Mosul, "mentre sono stati loro che hanno contribuito a creare questa organizzazione".

In una serie di dichiarazioni senza peli sulla lingua, riportate da RT, Al-Maliki ha detto che "la riconquista di Mosul è stata un successo del popolo iracheno, mentre ora gli Stati Uniti cercano di impadronirsene sostenendo di essere stati loro a guidare quella guerra".

"Certamente - ha aggiunto Al-Maliki - loro ci hanno aiutato con l'aviazione, ma il merito maggiore va ai soldati iracheni e alla milizia popolare. E questa vittoria ci è costata molto cara, con circa 20.000 soldati e poliziotti iracheni che sono morti o sono rimasti feriti nei combattimenti".

Al recente Forum Economico di S. Pietroburgo Megyn Kelly - la nuova star della NBC americana, portata via a suon di milioni dalla FOX - è stata mandata ad intervistare Putin, con il preciso compito di "fargli fare una brutta figura" davanti alle telecamere. Ecco il risultato. [Sintesi]

 TESTO DEL VIDEO: All'inizio dell'intervista, Megyn Kelly è partita con il ritornello accusatorio contro la Russia, per aver interferito nelle elezioni americane.

MK: Tutte le 17 agenzie di intelligence americane hanno concluso che la Russia ha interferito nelle nostre elezioni. Secondo lei si sbagliano tutte?

VP: Ma lei li ha letti questi rapporti?

L'incontro tra Trump e Putin, accompagnati dai rispettivi ministri degli esteri, avrebbe dovuto durare circa mezz'ora, e invece si è protratto per oltre due ore.

Questa potrebbe sembrare una bella notizia, nel senso che sapere che i leader delle due superpotenze desiderano parlare fra loro dovrebbe tranquillizzare gli animi di tutti coloro che temono una escalation di tensione a livello internazionale.

Ma basta leggere un articolo apparso oggi sulla CNN per capire come la pensi veramente l'establishment americano, riguardo a questa apparente armonia fra Putin e Trump.

Come sappiamo infatti gli organi di stampa come la CNN e le altre grandi testate sono solo dei megafoni di propaganda dei poteri forti: CIA, banchieri, petrolieri, e soprattutto il famoso complesso militare-industriale, individuato da Eisenhower già negli anni '50.

Ebbene, questi poteri forti non vogliono che ci siano una equivalenza di fondo ed un rispetto reciproco fra Stati Uniti e Russia, e lo fanno dire chiaramente al proprio portavoce (l'autore dell'articolo, Edward Lucas):

Commuoviamoci.

Bana Alabed, la bambina di 7 anni che twitta da Aleppo "facendoci conoscere gli orrori della guerra in Siria" è stata nominata da Time Magazine una delle 25 persone più influenti dell'anno in internet.

Povera Bana, che si è trovata a fare da testimone delle "atrocità" di Assad, ma che per fortuna riesce a twittare in perfetto inglese dalla città sotto i bombardamenti, addirittura quando in tutto il suo quartiere viene a mancare la corrente elettrica! (La mamma di Bana, per giustificare questi exploit linguistici, ha spiegato che lei è una insegnante di inglese, e che spesso aiuta la figlia a scrivere i suoi tweet. Mentre il "miracolo tecnologico" delle trasmissioni durante il black-out di Aleppo è spiegato con il fatto che nella sua casa avrebbero addirittura i pannelli solari, per alimentare i telefoni cellulari ed i computer).

Ma questo all'opinione pubblica non interessa: Bana è l'eroina del giorno, ed è anche la bambina di 7 anni che lo scorso 7 aprile, subito dopo il bombardamento della base siriana da parte degli americani, ha avuto la prontezza di riflessi di twittare "I am a Syrian child who suffered under Bashar al Asad & Putin. I welcome Donald Trump action against the killers of my people. Putin and Bashar al Asad bombed my school, killed my friends & robbed my childhood. It's time to punish the killers of children in Syria."

Non solo la love story fra Putin e Trump non si è mai potuta consumare - grazie all'isteria, montata appositamente dai suo avversari, del Russiagate - ma i rapporti fra i due rischiano di diventare ancora più tesi, a causa della complessa situazione europea.

Giovedì scorso infatti il senato americano ha votato una legge che tende ad inasprire ulteriormente le sanzioni occidentali contro la Russia. In particolare, questa nuova legge propone di penalizzare economicamente le aziende europee che collaborassero con le società petrolifere russe nella costruzione del famoso gasdotto Nord Stream 2. Come è noto il Nord Stream 2 è il progetto russo che dovrebbe portare gas dalla Russia a mezza Europa, raggiungendo la Germania attraverso il Mar Baltico.

Ed infatti proprio la Merkel ha apertamente criticato questa nuova serie di sanzioni contro la Russia, che andrebbero anche a penalizzare le società europee che collaborano con i russi.

Vediamo prima la versione ufficiale dei fatti. Secondo questa versione l'Arabia Saudita, insieme all'Egitto, al Bahrein, agli Emirati Arabi e allo Yemen, hanno improvvisamente deciso di interrompere ogni relazione diplomatica con il piccolo Stato del Qatar. Frontiere chiuse, voli interni cancellati, spazio aereo negato, e al massimo due settimane di tempo per i cittadini catarioti che vivono in Arabia Saudita per rientrare casa loro. Gli emirati arabi addirittura hanno dato ai cittadini del Qatar soltanto quarantott'ore per fare le valigie ed abbandonare il paese.

Il motivo di tutto questo sarebbe, ufficialmente, il fatto che il Qatar "offre supporto a svariati gruppi terroristici come la Fratellanza Musulmana, l'ISIS e Al-Qaeda".

Ohibò - vien da dire - stai a vedere che di colpo gli arabi si sono resi conto che il terrorismo porta instabilità nella regione, ed hanno deciso di isolare e metterlo sotto accusa il loro principale finanziatore, il Qatar appunto.

Ma le cose non sono così semplici come vorrebbero raccontarcele.

Lo scorso 1° aprile abbiamo pubblicato la falsa notizia del New York Times, intitolata "President Trump reminds NATO allies of their obligations", nella quale si diceva che Trump criticava pubblicamente l'Italia per non contribuire con la giusta quota del 2% del Pil alle spese della Nato.

Ebbene, oggi il nostro Primo Ministro Gentiloni è andato da Trump e si è preso una sberla in faccia molto simile a quella che avevamo descritto nel nostro finto articolo: durante l'incontro congiunto con la stampa, alla Casa Bianca, un giornalista ha chiesto a Gentiloni come mai l'Italia spenda meno dell'1% del Pil come contributo alla Nato. E Trump si è voltato sorridente verso Gentiloni, dicendo: "Ottima domanda, vorrei sentire la risposta del primo ministro. E' una domanda che intendo fargli anch'io, fra poco".

I due leader mondiali con le capigliature più ridicole del mondo si trovano a fronteggiarsi in un improbabile braccio di ferro di fronte al mondo intero.

Da una parte un paese insignificante dal punto di vista politico, fatto tutto di retorica e di propaganda, dall'altra la più grande potenza militare del pianeta, che viene ora sfidata a duello dal topolino nordcoreano.

Il problema è che la più grande potenza del mondo dispone di migliaia di bombe atomiche, ma non può permettersi ovviamente di usarle. Mentre il topolino ne avrà al massimo cinque o sei, ma non vede l'ora di sganciane una da qualche parte, per mostrare al mondo che anche loro contano qualcosa.

Non se ne può più. Ormai viviamo sotto un flusso di menzogne continue, avallate dai nostri giornalistucoli da quattro soldi, e non riusciamo più a liberarcene.

L'ultima è di oggi: non solo sarebbero stati i siriani a perpetrare l'attacco chimico di Idlib, ma si sarebbero pure fatti intercettare nella preparazione di suddetto attacco. Dall'ANSA di oggi leggiamo: "Militari e intelligence Usa hanno intercettato comunicazioni di militari siriani ed esperti circa la preparazione per l'attacco con armi chimiche compiuto a Idlib la scorsa settimana."

Quindi, non solo Assad sarebbe così stupido da tirarsi addosso le ire del mondo con un attacco chimico assolutamente inutile, quando già stava vincendo la guerra con i mezzi convenzionali, ma i suoi militari sono così stupidi da farsi pure intercettare nella preparazione di tale attacco.

Ma quale sarebbe la fonte di questa notizia? Sempre l'Ansa ci dice: "Lo ha riferito una fonte ufficiale americana alla Cnn". Anche La Stampa offre una versione simile: "È quanto riferisce alla Cnn un alto funzionario Usa".

Ovvero: "Signora maestra, un mio amico mi ha detto che Mascheroni scoreggia in classe". Siamo a questo livello, dal punto di vista della credibilità.

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