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Interessante intervista di Claudio Messora a Pierluigi Fagan sulla complessità del mondo nei prossimi 30 anni. (In particolare, nei primi 20 minuti parla dei nuovi equilibri geopolitici mondiali, intorno al min. 21 parla dell'Italia, al min. 25 dell'Europa e dell'impossibilità di unificare 27 stati, al min. 35 dell'Africa e del peso che avrà il suo sviluppo sul futuro dell'Europa, dal min. 40 del problema della sovrappopolazione).

Verso un mondo multipolare: il gioco dei giochi nell’era Trump” è il libro in cui Pierluigi Fagan, studioso della complessità, prende in analisi i mutamenti geopolitici, militari, energetici, ambientali, demografici, culturali, religiosi, economici e finanziari della nostra era e il mutato grado di interdipendenza tra i paesi. Un mondo che è passato in poco più di un secolo dall’ospitare un miliardo e mezzo di persone ad ospitarne sette miliardi. Tra venti o trent’anni saremo 10 miliardi. Veniamo da un sistema bipolare (Usa – Russia, nell’epoca della guerra fredda), cui è seguito un periodo monopolare, dominato esclusivamente dagli Stati Uniti d’America.

Oggi a mezzogiorno, ora di Washington, un magnate dell'edilizia che non ha mai ricevuto un incarico governativo si insedierà alla Casa Bianca. Un uomo grezzo e volgare, tanto imprevedibile quanto ignorante, andrà a sedersi alla stessa scrivania che è stata di Roosevelt, di Eisenhower e di John Kennedy.

E da quella scrivania cercherà di guidare un mondo che sta rapidamente cambiando sotto i nostri occhi.

Nell'arco di soli 12 mesi infatti sono cambiati molti dei parametri internazionali che sembravano, fino ad un anno fa, assolutamente irremovibili. Primo fra tutti, l'instabilità dell'unione europea, intesa come istituzione. Non solo la Brexit, ma un diffuso malessere fra molti dei suoi Stati più importanti ci fanno capire che il grande "sogno europeo" è ormai miseramente fallito. Sarà questione di mesi oppure di anni, questo non lo sappiamo, ma in ogni caso il destino dell'Europa ormai sembra segnato.

E lo ha capito lo stesso Trump, che mostra un palese disinteresse per questa nostra entità sovranazionale. Ma, insieme all'Europa, è lo stesso concetto di NATO a traballare in maniera fino a ieri impensabile: è sempre Trump ad aver definito l'alleanza atlantica "un'organizzazione obsoleta", e nel momento stesso in cui qualcuno pronuncia queste parole ci si rende conto che siamo di fronte ad un residuato del secolo scorso, assolutamente incapace di rappresentare quelli che sono i nuovi equilibri "liquidi" del mondo moderno. [...]

Ambasciatore russo ucciso in Turchia. Il killer, un "noto estremista islamico", gridava: "Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui" e "Questo è il conto per la Siria". Devono essere veramente cattivi questi russi, per meritarsi una fine del genere.

(Chissà ci avrà interesse a spezzare il nuovo equilibrio che si era creato fra Russia e Turchia? Forse il Mozambico?)

Gentile Formigli,

l’attenzione alle fonti e alle “prove” delle notizie è fondamentale, soprattutto nelle guerre, dove la prima vittima è la verità. Menzogne e notizie non verificate hanno provocato o alimentato tragici conflitti. Ma mi focalizzo su Aleppo, v. Piazza Pulita del 15 dicembre 2016.

Sulle immagini da voi mostrate: le immagini mostrano esponenti del corpo dei “White Helmets” mentre soccorrono persone estratte dalle macerie. Quali le fonti? Fonti di parte: “attivisti” locali dell’opposizione. Dove sono state girate? Quando? Non si sa. Qual è stata la causa del crollo, erano forse scudi umani (come denunciato da più parti e dagli stessi abitanti una volta usciti da Aleppo Est) che l’opposizione armata tratteneva, nelle migliori tradizioni dei terroristi di tutto il mondo? Chi ha bombardato? In quali circostanze?

Con Trump che vuole tagliare i costi del progetto, si torna a parlare di F-35. Nel frattempo ci si domanda: perchè mai noi dovremmo acquistare ben 90 (n-o-v-a-n-t-a) esemplari di questo bidone megagalattico? Davvero non c'è nessuno fra i nostri politici che abbia il coraggio di sollevare questo problema?

F-35 non vola (causa pioggia). Ma Trump lo cancellerà davvero?

di Maurizio Blondet

“Il programma F-35 e  il suo costo sono fuori controllo –  ha twittato The Donald il 12 dicembre. – “Si potranno risparmiare miliardi di dollari in  acquisti militari (ed altri) dopo il 20 gennaio”. Pochi giorni prima aveva criticato il costo del nuovo Air Force One, ossia la Boeing; adesso la Lockheed Martin. Non manca di coraggio, a sfidare le vacche sacre del sistema militare-industriale, che danno lavoro a migliaia di dipendenti e al Pentagono. [...]

Sembra che a Bruxelles qualcuno abbia fretta di accelerare l'escalation di tensione fra l'Europa e la Russia, prima che la nuova presidenza Trump abbia la possibilità di operare una reale distensione fra le due grandi superpotenze.

Oggi infatti i membri del Parlamento europeo hanno votato con una forte maggioranza (304 a favore, 179 contrari, 208 astenuti) una risoluzione che invita a "combattere la propaganda mediatica russa" che, secondo la parlamentare polacca Anna Fotyga, "cerca di distorcere la verità, insinuare dei dubbi, allontanare l'Europa dai suoi partner nordamericani, paralizzare il processo decisionale, gettare discredito sulle istituzioni europee, instillare paura e incertezza fra i cittadini europei".

La cosa interessante è stato il tentativo da parte del Parlamento europeo di unire in un unico tema la propaganda russa e quella islamica. Il titolo della risoluzione infatti era (v. immagine): "Propaganda russa e islamica. L'unione europea deve rispondere alla guerra d'informazione portata avanti dalla Russia e dai terroristi islamici."

Uno dei parlamentari a favore della risoluzione ha dichiarato: "Ai russi e agli estremisti non piace la libertà". Un altro ha detto: "La Russia e l'ISIS sono velenosi."

Con questo articolo, Blondet fa una panoramica su quelli che sembrano essere gli imminenti cambi di programma nella politica estera americana. Siamo davvero di fronte ad una svolta storica?

di Maurizio Blondet

Le esecuzioni sono già in corso. “Chi assassina gli ufficiali di Al Qaeda dopo il 9 novembre?” domanda il benissimo informato Meyssan. “Per il momento non è chiaro se siano regolamenti di contri tra bande rivali o l’amministrazione Obama stia cancellando le tracce dei suoi delitti”.

Non occorre  disporre di profonde fonti d’intelligence per sapere che la risposta esatta è la seconda. L’ha scritto il Washington Post il 10 novembre: “Alti funzionari del Dipartimento di Stato”  hanno informato il giornale che Obama non poteva più permettersi di “trattare col diavolo” per esercitare una pressione militare sul presidente Bachar al-Assad”. Obama avrebbe ordinato di localizzare ed uccidere tutti i dirigenti di Al Qaeda attivi in Siria, anche con droni.

E anche il WP non aveva bisogno di chissà quali fonti anonime: bastava che andasse sul sito del Dipartimento Usa del Tesoro per vedere che il detto Ministero comunicava: “Abbiamo smesso di pagare i qaedisti”. Beninteso, il linguaggio non è così esplicito, ma lo è abbastanza: “L’ufficio per il Controllo degli Attivi Esteri” (il Tesoro  ha appunto un  ufficio con questo nome) ha  agito oggi per  interrompere  le operazioni militari, di reclutamento e finanziamento del Fronte Al Nusra. Specificamente  il detto ufficio ha indicato quattro leader di Al Nusra  – Abdallah Muhammad Bin-Sulayman al-Muhaysini, Jamal Husayn Zayniyah, Abdul Jashari, and Ashraf Ahmad Fari al-Allak – in coordinamento col Dipartimeno di Stato, come individui responsabili di fornire al Al Nusra sostanziale sostegno finanziario e logistico, dal reclutamento di combattenti alla raccolta di fondi”. Si può leggere qui.

I media occidentali sono talmente ingolfati nel seguire l'altalenante vicenda di Donald Trump, che si sono dimenticati di dare un'occhiata da vicino al suo vicepresidente nominato, cioè Mike Pence.

Costui infatti è stato presentato come un politico sempliciotto e di buone maniere, di solide tradizioni repubblicane, messo accanto a Trump per dare più credibilità al ciuffo selvaggio dell'imprenditore newyorkese.

Ma Pence è molto di più di un semplice politico conservatore. Mike Pence è in realtà un "attack dog" di primissimo livello dei neocons, mascherato da perbenista praticante.

Molti di voi ricorderanno i famosi "attacchi all'antrace", che seguirono di un paio di mesi gli attentati alle Torri Gemelle del 2001. In quel periodo, diversi esponenti del partito democratico - e soprattutto coloro che chiedevano una indagine parlamentare sull'11 settembre - ricevettero nei loro uffici delle lettere contenenti una strana polverina bianca, che si rivelò poi essere antrace.

Mentre a questi democratici passava immediatamente la voglia di istituire una commissione parlamentare sull'11 settembre, il panico si diffondeva in tutta l'America, poiché nel frattempo erano morte diverse persone a causa dell'antrace.

Sono passati 15 anni dall'invasione militare dell'Afghanistan da parte degli americani, supportati dalla cosiddetta "coalizione internazionale", di cui anche noi facciamo parte. Questo articolo di Russia Today ricostruisce i passaggi fondamentali di questa avventura, apparentemente senza fine. (In grassetto abbiamo voluto sottolineare le frasi che ci ricordano come sia ancora possibile fare un giornalismo corretto).

Le truppe americane hanno invaso l'Afghanistan il 7 ottobre del 2001, meno di un mese dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre a New York e Washington. Quello che era sembrata una rapida vittoria sul regime dei talebani si è trasformata in una sanguinosa guerriglia che continua ancora oggi.

L'amministrazione del presidente Bush aveva accusato l'organizzazione Al-Qaeda di Osama Bin Laden di aver dirottato gli aerei civili che hanno colpito e World Trade Center e il Pentagono. La Casa Bianca era convinta che Bin Laden si trovasse in Afghanistan, e pretese e i talebani glielo consegnassero. I talebani, guidati dal Mullah Omar, chiesero agli americani di mostrare le prove della sua colpevolezza. In cambio, ebbero la guerra.

Con l'aiuto dei jet e delle truppe americane, i signori della guerra della Alleanza del Nord scacciarono i talebani dalle città più importanti e presero il controllo della capitale, Kabul, a metà di novembre. Venne insediato un nuovo governo guidato dal presidente Hamid Karzai, sostenuto dagli americani. Gli alleati della Nato legittimarono in qualche modo l'azione americana, mandando truppe per aiutare "la ricostruzione" dell'Afghanistan. [...]

Ci si domanda perchè mai RT dovrebbe pubblicare un articolo del genere, se davvero gli Stati Uniti non stessero progettando di attaccare militarmente Damasco.

Da Russia Today

Una aggressione diretta di Damasco da parte degli Stati Uniti causerebbe uno "spostamento tettonico" in medio oriente

Se gli Stati Uniti lanceranno una campagna militare per rovesciare il governo siriano, porterebbero ad una ulteriore frattura nel paese, con gravissime conseguenze negative a lungo termine per l'intera regione. Lo ha dichiarato la portavoce del ministro degli esteri russo, Maria Zakharova.

"Se gli Stati Uniti lanceranno un'aggressione diretta contro Damasco e contro l'esercito siriano - ha detto Maria Zakharova durante un'intervista - questo causerebbe un terribile spostamento tettonico non sono nel paese, ma in tutta la regione."

"Senza un governo a Damasco si verrebbe a creare un vuoto di potere in Siria che verrebbe immediatamente riempito dai cosiddetti "moderati" - ha detto la diplomatica - che in realtà non sono moderati, ma terroristi di tutte le specie; e non ci sarebbe modo di trattare con loro".

Questa sera alle 21 diretta streaming del convegno No Guerra No Nato organizzato a Torino da Pandora TV.

 

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