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[Articolo originale del 2008] Il 18 novembre è l'anniversario del massacro di Jonestown. Una “setta” di fanatici, guidata da un pazzo più fanatico di loro, che si suicida perchè si ritiene accerchiata dalle Forze del Male, rappresentate dalla nostra civiltà moderna.

In occasione del 30° anniversario dell’episodio, La Stampa ha pubblicato il seguente articolo, che rappresenta una buona sintesi di quella che è passata alla storia come la versione ufficiale dei fatti.

L’invito è a leggerlo con spirito critico, facendo nota di eventuali incongruenze o salti logici nel racconto. Segue poi la "versione alternativa" dei fatti, tratta dal documentario "Evidence of Revision" (v. video su Arcoiris).

Charles Manson sta per morire, e così il suo nome ritorna alle cronache.

Per chi non conoscesse il suo nome, Charles Manson era il capo di una setta "satanica" di hippies che nell'agosto del 1969 fece una strage in una villa di Beverly Hills. Quella notte morirono, trucidati in modo cruento, l'attrice Sharon Tate ed alcuni suoi amici. Le vittime furono massacrate con decine di coltellate e persino forchettate al torace e al ventre, poi finite con un revolver ed impiccate. Orrore nell'orrore, si venne a sapere che Sharon Tate, che era la moglie di Roman Polanski, al momento di essere uccisa era incinta di otto mesi.

Charles Manson non partecipò fisicamente al massacro, ma venne condannato a morte per esserne stato il mandante. La sua condanna venne poi tramutata in ergastolo a vita, quando la California abolì la pena di morte, nel 1972.

Da allora, Manson è sempre stato dipinto come la quintessenza del male assoluto, come l'uomo capace di manipolare le menti dei suoi seguaci, fino a portarli a compiere degli omicidi così cruenti ed efferati.

Ma furono anche omicidi assolutamente inutili, nel senso che non è mai stato trovato un vero movente, che rendesse ragionevolmente plausibile una strage del genere.

Diversi utenti mi hanno segnalato lo "scoop" dell'Ansa pubblicato ieri, intitolato: "File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica". Il sottotitolo recita: "Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c'e' anche una foto". L'articolo è corredato dalla foto che vedete accanto.

L'articolo dell'ANSA inizia dicendo: "Un documento che potrebbe riscrivere la storia: in uno dei file desecretati della Cia, custoditi dagli Archivi Nazionali Usa, si afferma che Adolf Hitler e' sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale ... Lo ha sostenuto un agente dell'agenzia di intelligence in Sudamerica, dal nome in codice Cimleody-3".

Purtroppo l'ANSA non si preoccupa di mettere link a questi fantomatici "media USA" che avrebbero pubblicato la notizia. Basta però una breve ricerca, per arrivare a questo articolo di Newsweek  uscito ieri, che dice "Un documento della CIA appena desecretato sostiene che Adolf Hitler sarebbe sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e avrebbe vissuto per diversi mesi in Colombia, nel 1954."

Pubblichiamo questa interessante intervista di Claudio Messora al biologo e scrittore Enzo Pennetta. E' lunga, ma a mio parere vale la pena di essere vista tutta. Non saranno mai chiarite a sufficienza le radici storiche che legano Darwin all'attuale neoliberismo economico e culturale.

Dalle teorie sulla popolazione di Thomas Robert Malthus alla lotta per la sopravvivenza dell'evoluzionismo darwiniano. Dall'eugenetica al Brave New World di Aldous Huxley. Dalla Royal e la Fabian Society fino al ruolo delle ong nelle "rivoluzioni colorate".

di Giacomo Cavalli (jck74)

Nutrivo molte aspettative sull’ultimo film di Nolan, soprattutto in virtù della stima che nutro nei suoi confronti. I suoi lavori mi avevano abituato a racconti complessi e sfaccettati, che speravo di ravvisare anche in questa sua ultima opera. Così non è stato (secondo il mio modestissimo parere) e vi spiego perché.

Al primo anno del corso di storia contemporanea, rimasi colpito dall’affermazione di un professore: “A Dunkerque Hitler scelse di non infierire sull’esercito inglese, in quanto convinto della necessità di addivenire ad un accordo con l’Inghilterra. Considerava i britannici come dei cugini con i quali si poteva venire a patti, e voleva lasciare aperta la porta ad una riappacificazione con loro”. Tenete a memoria questa considerazione.

Premessa

Prima di procedere alla disamina del film, è d’obbligo precisare alcuni punti:

1) La Germania, uscita umiliata e mutilata dal Primo conflitto mondiale, aveva dovuto subire il pesante diktat della Pace di Versailles, una pace dichiaratamente punitiva che aveva posto le basi dell’ascesa del nazionalsocialismo. Pertanto, la possibilità di presentare l’alleanza franco-britannica come l’esclusivo rappresentante delle “forze del bene” decade d’ufficio.

Di Mark Weber

Il 6 Agosto del 1945 il mondo entrò drammaticamente nell’era atomica: senza [alcun] avvertimento né precedenti, un aereo americano lanciò una bomba nucleare sulla città giapponese di Hiroshima. L’esplosione distrusse completamente più di sei chilometri quadrati del centro cittadino. Circa 90.000 persone vennero uccise immediatamente; altre 40.000 rimasero ferite, molte delle quali morirono in una prolungata agonia a causa delle radiazioni. Tre giorni più tardi, una seconda esplosione atomica sulla città di Nagasaki uccise circa 37.000 persone e ne ferì altre 43.000. Complessivamente le due bombe uccisero circa 200.000 civili giapponesi.

Tra i due bombardamenti, la Russia Sovietica si unì agli Stati Uniti in guerra contro il Giappone. Sotto le forti pressioni americane, Stalin ruppe il suo trattato del 1941 di non aggressione con Tokyo. Lo stesso giorno che Nagasaki veniva distrutta, le truppe sovietiche iniziarono a riversarsi in Manciuria, travolgendo le forze giapponesi ivi dislocate. Sebbene la partecipazione sovietica influì poco o nulla nell’esito finale della guerra [contro il Giappone], Mosca beneficiò enormemente dall’essersi unita alle ostilità.

di Luca Galassi

Non sono un giornalista, né un critico musicale, tanto meno uno scrittore. Però ho voluto prendere questa opportunità per dare la possibilità a tutti quelli che non lo conoscono, di scoprire un importante jazzista afro-americano che ha letteralmente rivoluzionato il jazz.

Sto parlando di John Coltrane. Oggi sono 50 anni esatti che ci ha lasciato. Mezzo secolo senza uno dei tre più grandi innovatori della musica mondiale di tutti i tempi. Gli altri 2 sono Charlie Parker e Miles Davis.

Non a caso ogni uomo un’epoca ed uno strumento diverso, quindi uno stile diverso, un modo di sentire e di riversare la vita nel proprio strumento in maniera unica ed inimitabile, anche se poi molti di quelli che sono venuti dopo si sono ispirati al loro stile.

Non voglio annoiare con la sua biografia, dove è nato, dove è cresciuto, con chi ha suonato ecc.. per queste cose basta andare in rete e sfogliare le migliaia di pagine che ci sono. Mi piace però ricordare in questo giorno alcuni dei numerosi dischi da lui registrati che presi cronologicamente, danno il senso del percorso intrapreso da questo artista, che dal grande calderone dell’hard bop negro della meta dei ’50 seppe arrivare alle vette più alte dell’improvvisazione free, quasi a volte basata su un solo accordo o neanche quello.

Neel Kolhatkar è un comico indo-australiano. Con questo cortometraggio ha collezionato oltre 7 milioni di views.

 
Ricordatevi di attivare i sottotitoli in italiano (rotella dei "settings").

(Pubblicazione originale: giugno 2003)

di Fernanda Alene

Nel putiferio di opinioni scatenato dalle recenti condanne a morte di Cuba, il ruolo del leone lo hanno certo fatto i "pro-americani", che non vedevano l'ora di trovare un neo qualunque su colui che è, in realtà, lui stesso l'ultimo neo rimasto sulla pelle dell'occidente globalizzante. Io a Cuba ci sono stata, per un certo periodo di tempo, intorno al '75. Non sono comunista, non lo sono mai stata, nè ho peraltro un'ulteriore "verità" da offrire a nessuno. Posso però raccontare, con serenità assoluta, quello che ho visto da vicino.

Allora la gente, a Cuba, era molto, molto povera. L'embargo aveva già raggiunto i suoi massimi risultati, e non solo non c'era più nulla di superfluo, ma anche il necessario cominciava a scarseggiare. Si faceva una fatica impensabile a trovare un semplice pettine, un chiodo, o anche solo un bottone.

Nota storica

Il diritto d'autore è cosa piuttosto recente e di certo non esisteva nel 1700. Questo ha causato non pochi problemi in merito al riconoscimento della paternità di opere musicali dell'epoca in tutte le loro forme (opere, sinfonie, quartetti, sonate, concerti ecc). Nel 1700, infatti, a causa di un commercio fiorente delle partiture su commissione, si viene a verificare il problema di attribuzione della paternità di molteplici opere musicali importanti, in quanto spesso l'acquirente, o il committente che fosse, ne diventava non solo il possessore, ma anche il proprietario che poteva spacciarsi per l'autore della musica o attribuirla ad un suo protetto. Va sottolineato che il commercio gravitava intorno alle parti orchestrali, infatti le partiture, ovvero i manoscritti originali, quasi sempre non sono disponibili in quanto 'andate perse'. I manoscritti originali svelerebbero, tramite la calligrafia del compositore, l'identità dell'autore dell'opera.  

In conservatorio e nei corsi universitari di musicologia si studia la storia della musica per grandi nomi. Tra questi troviamo gli esponenti della Wiener Klassic (o prima scuola di Vienna) che sono oggi considerati dei 'mostri sacri' della musica. Stiamo parlando di J. Haydn, W.A. Mozart e L.v. Beethoven. Interessante notare come anche su Wikipedia si trovi uno striminzito commento di questo tipo: "La prima scuola di Vienna non si fonda su alcuna base storica né, tantomeno, estetica", insomma un accidente musicale. Ovviamente non c'è nulla di più storicamente falso.

Veniamo ora al nocciolo della questione. Il primo problema che sorge è quello relativo alla cittadinanza di questi compositori: nessuno di essi era di Vienna. La stessa Wiener Klassic è avvolta da un mistero, nel senso che viene considerata come un fatto assodato. Gli storici e i musicologi non si sbottonano troppo nello spiegare le origini di quest'epoca importantissima per la storia della musica, mentre mai un'epoca ha presentato nella storiografia musicale più punti oscuri in relazione alle reali paternità di opere importanti.

«Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges» - di Gioele Magaldi (recensione)

di Giacomo Cavalli

Ho letto per intero, e tutto d'un fiato, il monumentale libro di Magaldi (oltre 600 pagine). Mi ha profondamente colpito, perché si tratta di un'opera anomala; mi verrebbe da definirlo un metalibro. Nell'introduzione l'autore fornisce alcuni criteri di lettura per i profani. La massoneria sarebbe divisa in ordinaria, costituita perlopiù su basi nazionali, e sovranazionale, rappresentata dalle Ur-Lodges che compaiono nel titolo. Queste ultime sarebbero in tutto 36, divise in progressiste e conservatrici, e sarebbero gli autentici centri del potere mondiale. Gruppi come Bilderberg, Trilateral e la P2 altro non sarebbero che livelli inferiori («paramassoneria»), marionette destinate al pubblico. Fin qui nulla di particolarmente nuovo, almeno per chi è un po' più fantasioso e preparato.

Magaldi si presenta come un massone progressista, affiliato alla prestigiosa Ur-Lodge «Thomas Paine», con fama di contestatore ed eretico. Basato su una sterminata bibliografia «in chiaro» che comprende anche Paolo Barnard ed altri autori «complottisti», il libro si avvarrebbe dell'accesso agli archivi di alcune tra le più importanti Ur-Lodges planetarie, di cui Magaldi sostiene di possedere copia.

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