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Di Mark Weber

Il 6 Agosto del 1945 il mondo entrò drammaticamente nell’era atomica: senza [alcun] avvertimento né precedenti, un aereo americano lanciò una bomba nucleare sulla città giapponese di Hiroshima. L’esplosione distrusse completamente più di sei chilometri quadrati del centro cittadino. Circa 90.000 persone vennero uccise immediatamente; altre 40.000 rimasero ferite, molte delle quali morirono in una prolungata agonia a causa delle radiazioni. Tre giorni più tardi, una seconda esplosione atomica sulla città di Nagasaki uccise circa 37.000 persone e ne ferì altre 43.000. Complessivamente le due bombe uccisero circa 200.000 civili giapponesi.

Tra i due bombardamenti, la Russia Sovietica si unì agli Stati Uniti in guerra contro il Giappone. Sotto le forti pressioni americane, Stalin ruppe il suo trattato del 1941 di non aggressione con Tokyo. Lo stesso giorno che Nagasaki veniva distrutta, le truppe sovietiche iniziarono a riversarsi in Manciuria, travolgendo le forze giapponesi ivi dislocate. Sebbene la partecipazione sovietica influì poco o nulla nell’esito finale della guerra [contro il Giappone], Mosca beneficiò enormemente dall’essersi unita alle ostilità.

In una trasmissione diramata da Tokyo il giorno successivo, il 10 Agosto, il governo giapponese annunciò la propria disponibilità ad accettare la dichiarazione congiunta anglo-americana di Potsdam sulla “resa incondizionata” [dei nemici degli Alleati], “con l’intesa che la detta dichiarazione non comprometta le prerogative sovrane di Sua Maestà [l’Imperatore]”.

Il giorno dopo venne la replica americana, che includeva le parole seguenti: “Dal momento della resa l’autorità dell’Imperatore e del governo giapponese a guidare lo Stato sarà soggetta al Comando Supremo dei Poteri Alleati”. Infine, il 14 Agosto, i giapponesi accettarono formalmente le disposizioni della dichiarazione di Potsdam, e venne annunciato un “cessate il fuoco”. Il 2 Settembre, i rappresentanti giapponesi firmarono la resa a bordo della corazzata statunitense Missouri nella baia di Tokyo.

Una nazione sconfitta

A parte le implicazioni morali, furono militarmente necessari i bombardamenti atomici? Secondo ogni [possibile] parametro razionale, non lo furono. Il Giappone era già stato sconfitto militarmente dal Giugno del 1945. Non era rimasto quasi nulla della – una volta potente – Marina Imperiale, e l’aviazione giapponese era stata totalmente annientata. E’ solo contro un’opposizione ormai simbolica che gli aerei americani percorsero a piacere il paese, e i bombardieri devastarono le città, riducendole in macerie. Quello che venne lasciato in piedi di fabbriche e officine si dibatteva precariamente per produrre armi e altri beni da materie prime insufficienti (i rifornimenti di petrolio non erano più disponibili dal mese di Aprile). A Luglio circa un quarto di tutte le abitazioni giapponesi erano state distrutte, e il sistema di trasporti era vicino al tracollo. Il cibo era diventato così raro che la maggior parte dei giapponesi sopravviveva con un’alimentazione da fame.

La notte tra il 9 e il 10 Marzo del 1945, un’ondata di 300 bombardieri americani colpì Tokyo, uccidendo 100.000 persone. Lanciando circa 1.700 tonnellate di bombe, gli aerei devastarono buona parte della capitale, bruciando completamente oltre 25 chilometri quadrati e distruggendo 250.000 edifici. Un milione di abitanti rimasero senza casa.

Il 23 Maggio, undici settimane più tardi, arrivò il più grande raid aereo della guerra sul Pacifico, con 520 enormi bombardieri B-29 “Superfortress” che sganciarono 4.500 tonnellate di bombe incendiarie nel cuore della già malconcia capitale giapponese. Generando potenti spostamenti d’aria, le bombe cancellarono completamente il centro commerciale di Tokyo e gli scali ferroviari, e distrussero il quartiere dei divertimenti di Ginza. Due giorni più tardi, il 25 Maggio, un secondo assalto di 502 aerei “Superfortress” piombò su Tokyo, sganciando circa 4.000 tonnellate di bombe. Complessivamente questi due raid di B-29 distrussero oltre 90 chilometri quadrati della capitale giapponese.

Anche prima dell’attacco di Hiroshima, il generale dell’Aviazione americana Curtis LeMay si vantò che i bombardieri americani “li avevano riportati [i giapponesi] all’età della pietra.” Henry H. (“Hap”) Arnold, generale in capo dell’Aviazione, dichiarò nel 1949 nelle sue memorie: “Ci è sempre stato chiaro, bomba atomica o non bomba atomica, che i giapponesi erano già sull’orlo del collasso.” Questa valutazione venne confermata dall’ex Primo Ministro giapponese Fuminaro Konoye, che disse: “Fondamentalmente, la cosa che ci spinse alla resa fu il bombardamento prolungato dei B-29.”

Il Giappone cerca la pace

Alcuni mesi prima della fine della guerra, i capi giapponesi riconobbero che la sconfitta era inevitabile. Nell’Aprile del 1945 un nuovo governo guidato da Kantaro Suzuki entrò in funzione con lo scopo di porre termine alla guerra. Quando la Germania capitolò all’inizio di maggio, i giapponesi capirono che gli inglesi e gli americani avrebbero diretto da quel momento tutta la furia della loro imponente forza militare esclusivamente contro di loro.

Gli americani sapevano – avendo decifrato diverso tempo prima i codici militari del Giappone – dai messaggi intercettati che i capi del paese stavano cercando di porre fine alla guerra nel modo meno sfavorevole possibile. I dettagli di questi sforzi vennero appresi dalle intercettazioni dei messaggi segreti tra il ministro degli esteri giapponese e i rappresentanti diplomatici all’estero.

Nel suo studio del 1965, Atomic Diplomacy: Hiroshima and Potsdam (pp. 107-108), lo storico Gar Alperovitz scrive:

“Sebbene fossero stati fatti – da parte del Giappone – dei tentativi per la pace già nel Settembre del 1944 (e Chiang Kai-shek fosse stato avvicinato per un’eventuale resa nel Dicembre del 1944) il vero sforzo per porre fine alla guerra iniziò nella primavera del 1945. Questo sforzo metteva in rilievo il ruolo dell’Unione Sovietica…Alla metà di Aprile [1945] Il Joint Intelligence Committee [Comitato congiunto dell’Intelligence americano] riferì che i capi giapponesi stavano cercando un modo per modificare i termini della resa [che sarebbe stata offerta] alla fine della guerra. Il Dipartimento di Stato si convinse che l’Imperatore stava cercando attivamente un modo di fermare il conflitto.”

Un memorandum segreto

Fu solo dopo la guerra che l’opinione pubblica americana apprese degli sforzi del Giappone per porre termine al conflitto. Il reporter del Chicago Tribune Walter Trohan, ad esempio, fu obbligato dalla censura di guerra a nascondere per sette mesi una delle storie più importanti della guerra.

In un articolo apparso finalmente il 19 Agosto del 1945, sulle prime pagine del Chicago Tribune e del Washington TimesHerald, Trohan rivelò che il 20 Gennaio del 1945, due giorni prima del suo commiato dall’incontro di Yalta con Stalin e Churchill, il Presidente Roosevelt ricevette un memorandum di 40 pagine dal generale Douglas MacArthur che descriveva cinque distinte proposte di resa da parte di funzionari giapponesi di alto rango (il testo completo dell’articolo di Trohan può essere letto nel numero dell’inverno 1985-86 del Journal of Historical Review, p. 508-512).

Questo memorandum mostrava che i giapponesi avevano offerto una proposta di resa praticamente identica a quella infine accettata dagli americani nella cerimonia formale di resa del 2 Settembre: vale a dire, resa incondizionata tranne la persona dell’Imperatore. In particolare, i termini di questa proposta di pace comprendevano:

Resa totale di tutte le forze giapponesi, in patria, nei possedimenti delle isole, e nei paesi occupati.
Occupazione del Giappone e dei suoi possedimenti da parte delle truppe alleate sotto la direzione americana.
Il blocco dell’industria bellica giapponese.
Il rilascio di tutti i prigionieri di guerra e gli internati.
La consegna dei criminali di guerra [designati dagli Alleati].

E’ autentico questo memorandum? Venne presuntamente passato a Trohan dall’ammiraglio William D. Leahy, capo di stato maggiore (Vedi M. Rothbard in, Harry Elmer Barnes: Learned Crusader [Il crociato erudito], 1968). Lo storico Harry Elmer Barnes ha detto in proposito (in Hiroshima: Assault on a Beaten Foe [Hiroshima: assalto contro un nemico battuto], National Review, 10 Maggio 1958):

“L’autenticità dell’articolo di Trohan non fu mai messa in dubbio dalla Casa Bianca o dal Dipartimento di Stato, e per ragioni assai valide. Dopo che il generale MacArthur ritornò dalla Corea nel 1951, il suo vicino nelle Waldorf Towers, l’ex presidente Herbert Hoover, porse l’articolo di Trohan al generale e quest’ultimo confermò la sua esattezza in ogni dettaglio e senza precisazioni.”

Offerte di pace

Nell’Aprile e nel Maggio del 1945 il Giappone fece tre tentativi, attraverso i paesi neutrali della Svezia e del Portogallo, per porre termine alla guerra in modo pacifico. Il 7 Aprile il Ministro degli Esteri Mamoru Shigemitsu si incontrò con l’ambasciatore svedese Widon Bagge a Tokyo, chiedendogli di “accertare quali condizioni di pace gli Stati Uniti e l’Inghilterra avevano in mente.” Ma egli sottolineò che la resa incondizionata era inaccettabile e che “l’Imperatore non doveva essere toccato.” Bagge comunicò il messaggio agli Stati uniti, ma il Segretario di Stato Stettinius disse all’ambasciatore americano in Svezia di “non mostrare nessun interesse o di prendere iniziative per dare seguito alla questione.” Segnali di pace analoghi da parte del Giappone attraverso il Portogallo, il 7 Maggio, e di nuovo attraverso la Svezia, il 10, rimasero parimenti infruttuosi.

Dalla metà di Giugno, sei membri del Supremo Consiglio di Guerra del Giappone avevano segretamente incaricato il Ministro degli Esteri Shigenori Togo di avvicinare i capi della Russia Sovietica “con l’intenzione di terminare la guerra possibilmente a Settembre”. Il 22 Giugno l’Imperatore convocò una riunione del Supremo Consiglio di Guerra, che comprendeva il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri e i principali capi dell’esercito. “Abbiamo ascoltato abbastanza questa vostra determinazione di combattere fino all’ultimo soldato”, disse l’Imperatore. “Desideriamo che voi, guide del Giappone, cerchiate di studiare i modi e i mezzi per concludere la guerra. In tal modo, cercate di non essere vincolati dalle decisioni che avete preso in passato.”

Dall’inizio di Luglio gli Stati Uniti avevano intercettato messaggi da Togo all’ambasciatore giapponese a Mosca, Naotake Sato, che mostravano che lo stesso Imperatore aveva preso parte allo sforzo di pace, e aveva ordinato di chiedere all’Unione Sovietica un aiuto per porre termine alla guerra. Gli americani sapevano anche che l’ostacolo principale contro la fine della guerra era l’insistenza americana per una “resa incondizionata”, una richiesta che precludeva ogni negoziato. I giapponesi erano disposti ad accettare quasi tutto, tranne rovesciare il loro Imperatore semi-divino. Erede di una dinastia antica 2.600 anni, Hirohito era considerato dal suo popolo come un “dio vivente”, che personificava la nazione (fino alla trasmissione radio del 15 Agosto del suo annuncio di resa, i giapponesi non avevano mai sentito la sua voce). In particolare i giapponesi temevano che gli americani avrebbero umiliato l’Imperatore, e che lo avrebbero addirittura giustiziato come criminale di guerra.

Il 12 Luglio Hirohito convocò Fumimaro Konoye, che aveva fatto il Primo Ministro nel 1940-41. Spiegando che “sarà necessario ultimare la guerra senza ritardo”, l’Imperatore disse che desiderava che Konoye ottenesse la pace con gli americani e gli inglesi per mezzo dei sovietici. Come il principe Konoye ricordò in seguito, l’Imperatore lo istruì a “ottenere la pace a qualunque prezzo, nonostante la durezza delle condizioni.”

Il giorno successivo, il 13 Luglio, il Ministro degli Esteri Shigenori Togo telegrafò all’ambasciatore Naotake Sato a Mosca: “Vedi [il Ministro degli Esteri sovietico] Molotov prima della sua partenza per Potsdam…Comunica il forte desiderio di Sua Maestà di ottenere la fine della guerra…Il solo ostacolo alla pace è la resa incondizionata…”

Il 17 Luglio, un altro messaggio giapponese intercettato rivelava che sebbene i capi del Giappone ritenessero che la formula della resa incondizionata implicava un disonore inaccettabile, erano convinti che “la richiesta dei tempi” rendesse la mediazione sovietica assolutamente essenziale. Ulteriori messaggi diplomatici indicavano che la sola condizione richiesta dai giapponesi era il mantenimento della “nostra forma di governo”. Il solo “punto difficile”, rivelava un messaggio del 25 Luglio, “è la formalità della resa incondizionata.”

Riassumendo i messaggi tra Togo e Sato, l’intelligence della marina statunitense disse che i capi giapponesi, “sebbene ancora recalcitranti alla condizione della resa incondizionata”, riconoscevano che la guerra era perduta, ed erano arrivati al punto di non avere obiezioni al ripristino della pace sulla base della carta Atlantica del 1941. Questi messaggi, disse il vice-segretario della marina Lewis Strass, “in realtà esigevano soltanto che dovesse essere preservata l’integrità della Famiglia Reale giapponese.”

Il segretario della marina James Forrestal definì i messaggi intercettati come “vera prova del desiderio dei giapponesi di uscire dalla guerra.” Con l’intercettamento di questi messaggi, osserva lo storico Alperovitz (p. 177), “non ci poteva essere più alcun vero dubbio sulle intenzioni giapponesi; le manovre erano palesi ed esplicite e, soprattutto, [erano costituite da] atti ufficiali. Koichi Kido, il Guardasigilli del Giappone e stretto consigliere dell’Imperatore, affermò in seguito: “La nostra decisione di cercare una via d’uscita da questa guerra, venne presa all’inizio di Giugno prima che venissero sganciate le bombe atomiche e che la Russia entrasse in guerra. Era già la nostra decisione.”

A dispetto di ciò, il 26 Luglio i capi degli Stati Uniti e dell’Inghilterra rilasciarono la dichiarazione di Potsdam, che comprendeva questo sinistro ultimatum: “Noi invitiamo il governo del Giappone a proclamare ora la resa incondizionata di tutte le forze armate giapponesi e di fornire opportuna e adeguata assicurazione di buona fede in tale operato. L’alternativa per il Giappone è l’immediata e totale distruzione.”

Commentando questo proclama – draconiano nel suo aut-aut – lo storico inglese J. F. C. Fuller scrisse: “Non una parola venne detta sull’Imperatore, perché sarebbe stata inaccettabile alle masse americane nutrite di propaganda.” (A Military History of the Western World [1987], p. 675.)

I capi americani capivano la posizione disperata del Giappone: i giapponesi desideravano porre termine alla guerra a qualunque condizione, purché l’Imperatore non venisse preso di mira. Se il comando americano non avesse insistito sulla resa incondizionata – vale a dire, se fosse stata messa in chiaro la volontà di permettere all’Imperatore di rimanere al potere – i giapponesi molto probabilmente si sarebbero immediatamente arresi, salvando così molte migliaia di vite.

La triste ironia è che, come è emerso in realtà, i capi americani decisero comunque di mantenere l’Imperatore come simbolo di autorità e di continuità. Essi capirono, correttamente, che Hirohito era utile come uomo di paglia per la loro stessa autorità d’occupazione nel Giappone del dopoguerra.

Giustificazioni

Il Presidente Truman difese tenacemente il suo impiego della bomba atomica, affermando che “salvò milioni di vite” portando la guerra a una rapida conclusione. Giustificando la sua decisione, egli arrivò a dichiarare: “Il mondo noterà che la prima bomba atomica venne lanciata su Hiroshima, una base militare. Fu così perché volevamo evitare in questo primo attacco, per quanto possibile, l’uccisione di civili.”

Questa fu un’affermazione assurda. In realtà, quasi tutte le vittime erano civili, e lo United States Strategic Bombing Survey [l’Indagine degli Stati Uniti sui bombardamenti strategici], pubblicato nel 1946, affermò nel suo rapporto ufficiale: “Hiroshima e Nagasaki vennero scelte come obbiettivi a causa della loro concentrazione di attività e di popolazione.”

Se la bomba atomica venne lanciata per impressionare i capi giapponesi con l’enorme potere distruttivo della nuova arma, questo [scopo] avrebbe potuto essere raggiunto impiegandola contro una base militare isolata. Non era necessario distruggere una grande città. E qualunque fosse la giustificazione per l’esplosione di Hiroshima, è molto più difficile difendere il secondo bombardamento di Nagasaki.

Nonostante ciò, la maggior parte degli americani hanno accettato, e continuano ad accettare, le giustificazioni ufficiali dei bombardamenti. Abituati ai ritratti rozzamente propagandistici dei “giap” come bestie praticamente subumane, la maggior parte degli americani nel 1945 accoglievano con grande entusiasmo ogni nuova arma che avrebbe annientato il maggior numero possibile dei detestati asiatici, e avrebbe aiutato a vendicare l’attacco giapponese di Pearl Harbor. L’opinione dei giovani americani che stavano combattendo i giapponesi in aspri combattimenti era: “Grazie a Dio per la bomba atomica.” Pressoché all’unanimità, erano grati per un’arma il cui impiego sembrava porre fine alla guerra permettendo loro di ritornare a casa.

Dopo la distruzione di Amburgo con i bombardamenti incendiari, dopo l’olocausto di Dresda della metà di Febbraio del 1945, e dopo i bombardamenti incendiari di Tokyo e di altre città giapponesi, i capi americani – come il generale Leslie Groves commentò in seguito – “erano generalmente assuefatti allo sterminio dei civili.” Per il Presidente Harry Truman, l’uccisione di decine di migliaia di civili giapponesi semplicemente non era un fattore di giudizio nella sua decisione di utilizzare la bomba atomica.

Voci critiche

In mezzo all’entusiasmo generale, c’era qualcuno che nutriva qualche grave dubbio. “Siamo gli eredi del mantello di Gengis Kan”, scrisse l’editorialista del New York Times Hanson Baldwin, “e di tutti coloro che nel corso della storia hanno giustificato l’uso della totale spietatezza in guerra.” Norman Thomas definì Nagasaki, “la più grande singola atrocità di una guerra molto crudele.” Joseph P. Kennedy, padre del Presidente, rimase altrettanto inorridito.

Una voce preminente del protestantesimo americano, il Christian Century, condannò fortemente i bombardamenti. Un editoriale intitolato “L’atrocità atomica americana”, nel numero del 29 Agosto 1945, disse ai lettori:

“La bomba atomica è stata utilizzata in un momento in cui la marina giapponese era colata a picco, la sua aviazione praticamente distrutta, il suo territorio circondato, i suoi rifornimenti tagliati, e le nostre forze pronte per l’attacco finale…I nostri capi sembrano non aver soppesato le considerazioni morali inerenti. Non appena la bomba fu pronta venne inviata d’urgenza al fronte e lanciata su due città inermi… Si può dire onestamente che la bomba atomica ha colpito la stessa cristianità. Le chiese d’America – e con esse la loro fede – si devono dissociare da questo atto sconsiderato e inumano del governo americano.”

Una voce preminente del cattolicesimo americano, il Commonweal, espresse un’opinione simile. Hiroshima e Nagasaki, venne scritto nell’editoriale della rivista, “rappresentano la colpa e la vergogna dell’America”.

Il Papa Pio XII condannò parimenti i bombardamenti, esprimendo un parere conforme alla posizione tradizionale cattolica romana, secondo cui “ogni atto di guerra diretto alla distruzione indiscriminata di intere città o di vaste aree con i loro abitanti è un crimine contro Dio e l’umanità”. Il giornale del Vaticano, l’Osservatore Romano, così si espresse nel suo numero del 7 Agosto 1945: “Questa guerra riserva una conclusione catastrofica. Incredibilmente quest’arma distruttiva rimane come una tentazione per la posterità che, lo sappiamo per amara esperienza, impara così poco dalla storia.”

Voci autorevoli di dissenso

I capi americani che si trovavano in una posizione adatta per conoscere i fatti, non credevano – sia all’epoca che in seguito – che i bombardamenti atomici fossero necessari per porre termine alla guerra.

Quando il generale Dwight Eisenhower venne informato, alla metà di Luglio del 1945 dal Segretario della Guerra Henry L. Stimson, della decisione di utilizzare la bomba atomica, rimase profondamente turbato. Egli espresse le proprie forti riserve sull’utilizzo della nuova arma nelle sue memorie del 1963, The White House Years: Mandate for Change [Gli anni della Casa Bianca: mandato per il cambiamento], 1953-1956, (pp. 312-313):

“Durante il suo racconto [di Stimson] dei fatti rilevanti, mi era venuto un senso di depressione e così gli espressi i miei gravi dubbi, primo sulla base della mia convinzione che il Giappone era già sconfitto e che sganciare la bomba non era assolutamente necessario, e secondo perché pensavo che il nostro paese dovesse evitare di scioccare l’opinione pubblica mondiale con l’utilizzo di un’arma il cui impiego, pensavo, non era più indispensabile per salvare vite americane. Era mia convinzione che il Giappone stava, proprio in quel momento, cercando qualche scappatoia per arrendersi con una perdita minima della propria “faccia”.”

“I giapponesi erano pronti ad arrendersi e non era necessario colpirli con questa cosa orribile…Odiavo vedere il nostro paese utilizzare per primo tale arma”, disse Eisenhower nel 1963.

Poco dopo il “V-J Day”, la fine della guerra nel Pacifico, il generale Bonnie Fellers riassunse [la questione] in un memorandum per il generale MacArthur: “Né la bomba atomica né l’entrata in guerra dell’Unione Sovietica provocò la resa incondizionata del Giappone. Esso era già sconfitto prima che questi avvenimenti ebbero luogo.”

In modo simile, l’ammiraglio Leahy, capo di stato maggiore dei presidenti Roosevelt e Truman, commentò in seguito:

“La mia opinione è che l’utilizzo dell’arma barbara a Hiroshima e Nagasaki non fu di aiuto materiale nella nostra guerra contro il Giappone…I giapponesi erano già sconfitti e pronti ad arrendersi a causa dell’efficace blocco navale e dei riusciti bombardamenti con armi convenzionali…La mia impressione era che nell’utilizzarla per primi, avevamo adottato il criterio etico proprio dei barbari delle Età Oscure. Non mi era stato insegnato a fare la guerra in quel modo, e le guerre non possono essere vinte distruggendo donne e bambini.”

Se gli Stati Uniti avessero aspettato, disse l’ammiraglio Ernest King, Capo delle Operazioni Navali degli Stati Uniti, “l’efficace blocco navale avrebbe, nel corso del tempo, affamato i giapponesi fino a provocarne la resa per mezzo della mancanza di petrolio, riso, medicinali, e altri beni essenziali.”

Leo Szilard, uno scienziato di nascita ungherese che ebbe un ruolo determinante nello sviluppo della bomba atomica, argomentò contro il suo utilizzo. “Il Giappone era essenzialmente sconfitto”, disse, e “sarebbe stato sbagliato attaccare le sue città con bombe atomiche come se le bombe atomiche fossero state semplicemente una delle armi a disposizione.” In un articolo del 1960 Szilard scrisse: “Se i tedeschi avessero lanciato bombe atomiche su delle città al posto nostro, noi lo avremmo definito un crimine di guerra, e avremmo sentenziato a Norimberga che i tedeschi erano meritevoli di morte per questo crimine, e li avremmo impiccati.”

Il verdetto dell’Indagine sul bombardamento strategico

Dopo aver studiato l’argomento in grande dettaglio, l’Indagine sul Bombardamento Strategico degli Stati Uniti rigettò la nozione che il Giappone si arrese a causa dei bombardamenti atomici. Nel suo autorevole rapporto del 1946, l’Indagine concludeva:

“Le bombe di Hiroshima e Nagasaki non sconfissero il Giappone, né esse – secondo la testimonianza dei capi nemici che posero termine alla guerra – convinsero il Giappone ad accettare la resa incondizionata. L’Imperatore, il Guardasigilli, il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri e il Ministro della Marina, avevano deciso già nel Maggio del 1945 che la guerra dovesse essere terminata anche se ciò significava l’accettazione della sconfitta alle condizioni degli Alleati…La missione del governo Suzuki, nominato il 7 Aprile del 1945, era di concludere la pace. Un apparenza di negoziato per condizioni meno onerose della resa incondizionata venne mantenuta per contenere [la reazione degli] elementi dell’esercito e della burocrazia ancora determinati ad una difesa finale in stile Bushido, e forse – aspetto ancora più importante – per ottenere la libertà di costruire una pace con un minimo di pericolo personale e di opposizione interna. Sembra chiaro, tuttavia, che da ultimo i negoziatori volevano la pace, e la pace a qualunque condizione. Questa era la sostanza del consiglio dato a Hirohito dal Jushin a Febbraio, la conclusione dichiarata di Kido in Aprile, la ragione sottostante alla caduta di Koiso in Aprile, la specifica ingiunzione dell’Imperatore a Suzuki all’atto di diventare premier, ingiunzione conosciuta da tutti i membri del suo gabinetto…Negoziati per convincere la Russia a fungere da intermediaria iniziarono nella prima metà di Maggio del 1945. Konoye, l’emissario designato per trattare con i sovietici, dichiarò a quest’Indagine di aver ricevuto istruzioni dirette e segrete dall’Imperatore di assicurare la pace a qualunque prezzo, nonostante la sua durezza…Sembra chiaro che la supremazia dell’aria e il suo sfruttamento successivo fu il fattore principale che determinò la scelta della resa da parte del Giappone e che evitò la necessità di invadere il paese. Basata su un’indagine dettagliata di tutti i fatti e sostenuta dalla testimonianza dei capi giapponesi coinvolti sopravvissuti, è opinione dell’Indagine che certamente prima del 31 Dicembre del 1945 e con tutta probabilità prima del 1 Novembre del 1945 [la data della progettata invasione americana], il Giappone si sarebbe arreso anche se le bombe atomiche non fossero state lanciate, anche se la Russia non fosse entrata in guerra, e anche se nessuna invasione fosse stata prevista o progettata.”

Opinioni degli storici

In uno studio del 1986, lo storico e giornalista Edwin P. Hoynt smascherò il “grande mito, perpetuato per il mondo da persone benintenzionate” che “la bomba atomica provocò la resa del Giappone”. Nel libro Japan’s War: The Great Pacific Conflit (p. 420), egli spiegò:

“Il fatto è che per quanto riguardava i militaristi giapponesi, la bomba atomica era solo un’altra arma. Le due bombe su Hiroshima e Nagasaki furono la ciliegina sulla torta, e non fecero tanto danno quanto i bombardamenti incendiari sulle città giapponesi. La campagna di bombardamenti dei B-29 aveva provocato la distruzione di 3.100.000 abitazioni, lasciando 15 milioni di persone senza casa, e uccidendone un milione. Furono i bombardamenti spietati, e l’intuizione di Hirohito che, se fosse stato necessario al raggiungimento della resa incondizionata, gli Alleati avrebbero distrutto il Giappone completamente – e ucciso ogni giapponese – a persuaderlo di porre termine alla guerra. La bomba atomica è davvero un’arma spaventosa, ma non fu la causa della resa, anche se il mito persiste ancora oggi.”

In un nuovo libro incisivo, The Decision to Drop the Atomic Bomb [La decisione di lanciare la bomba atomica], Praeger, 1996, lo storico D. Wainstock conclude che i bombardamenti non furono solo inutili, ma furono basati su una politica vendicativa che danneggiò in realtà gli interessi americani. Egli scrive (p. 124, p. 132):

“…Dall’Aprile del 1945, i capi del Giappone capirono che la guerra era perduta. Il loro principale impedimento alla resa era l’insistenza degli Stati Uniti sulla resa incondizionata. Essi in particolare avevano bisogno di sapere se gli Stati Uniti avrebbero permesso a Hirohito di rimanere sul trono. Essi temevano che gli Stati Uniti lo avrebbero deposto, processandolo come criminale di guerra, o addirittura giustiziandolo…La resa incondizionata fu una politica di vendetta, e danneggiò l’interesse nazionale americano. Prolungò la guerra sia in Europa che nell’Asia orientale, e aiutò a espandere il potere sovietico in queste aree.”

Il generale Douglas MacArthur, comandante dell’esercito americano nel Pacifico, dichiarò in numerose occasioni prima della sua morte che la bomba atomica fu completamente inutile da un punto di vista militare: “Il mio staff riteneva all’unanimità che il Giappone stava sul punto di crollare e di arrendersi.”

Il generale Curtis LeMay, che aveva iniziato i bombardamenti di precisione della Germania e del Giappone (e che più tardi guidò il Comando Strategico dell’Aria e fu capo di stato maggiore dell’aviazione), lo disse nel modo più conciso: “La bomba atomica non aveva niente a che fare con la fine della guerra.”

Traduzione di Andrea Carancini.

Il testo originale può essere consultato qui.

 

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SEBIN
#1 SEBIN 2017-08-05 19:22
Sabino Lamonaca: Questo è stato uno degli argometi maggiormente studiati e da come si è espresso nel post, possiamo chiaramente capire di quante erano le vittime che erano state colpite da quelle due bombe atomiche. La cosa più strana, e buffa se proprio vogliamo ammetterlo, è che nonostante gli americani conti uomo a dimostrarsi di essere intelligenti, sono anche i maggiori responsabili di un disastro catastrofico, proprio come quello che era accaduto il 6 agosto. Le bombe che avevano colpito Hiroshima e Nagasaki, erano così devastanti, tanto da uccidere migliaia di persone. IO spero veramente che una catastrofe come questa non si ripeta mai più. Giacché la storia ci fa capire come eventi drammatici com e questi, scattano proprio a causa di malafede verso altre persone, vorrei comunque un vostro pensiero in merito a questo. A questo punto punto però, chiedo un parere do Massimo Marcucci, in merito al fatto che la Russia, si era schierata con gli USA contro il Giappone! La domanda è: come mai? Vi farò sapere la sua opinione
Teoclasto
#2 Teoclasto 2017-08-05 19:59
Mah, non riesco a provare pietà per un paese che ha generato "grandi" uomini come quelli che costituivano la famigerata "unità 731", iceberg degli orrori commessi dai "buoni" nipponici durante i "gloriosi" fatti di Nanchino...
ARULA
#3 ARULA 2017-08-05 20:56
@Teoclasto

"Buoni" in tempo di guerra non ce ne sono da nessuna parte.
Io rimpiango solo le vittime innocenti di qualunque schieramento o nazionalità.
Teoclasto
#4 Teoclasto 2017-08-05 22:08
@#3 ARULA
Non commettiamo l'errore di rendere tutti uguali negli orrori, affermazione pacifinta e qualunquista che finisce con il rendere impossibile ogni (doverosa) distinzione e amalgama anche i carnefici come povere "vittime" del mondo cattivo.
No.
www.youtube.com/watch?v=bSPBiwT4-L4
Giova1488
#5 Giova1488 2017-08-05 23:01
come furono necessari i milioni di tedeschi umiliati, ammazzati, stuprati ed uccisi nel dopoguerra da parte dei "vincitori".
Qui sempre Mark Weber denuncia i classici miti della seconda guerra mondiale
Tizio.8020
#6 Tizio.8020 2017-08-05 23:32
Tra i due bombardamenti, la Russia Sovietica si unì agli Stati Uniti in guerra contro il Giappone. Sotto le forti pressioni americane, Stalin ruppe il suo trattato del 1941 di non aggressione con Tokyo. Lo stesso giorno che Nagasaki veniva distrutta, le truppe sovietiche iniziarono a riversarsi in Manciuria, travolgendo le forze giapponesi ivi dislocate. Sebbene la partecipazione sovietica influì poco o nulla nell’esito finale della guerra [contro il Giappone], Mosca beneficiò enormemente dall’essersi unita alle ostilità.

Secondo altri articoli, invece, fu proprio l'invasione terrestre operata dai Sovietici a far affrettare le cose.
Le due atomiche distrussero due città, ma va conssiderato che i bombardamenti ne avevano già distrutte altre decine, non cambiava granchè.
Non c'era ancora la percezione dell'ororre atomico, l'incendio di Tokio aveva causato molte più vittime.
Avere i Sovietici contro , invece, significava la fine di tutto.
hvsky
#7 hvsky 2017-08-06 05:55
Citazione:
Teoclasto.
Mah, non riesco a provare pietà per un paese che ha generato "grandi" uomini come quelli che costituivano la famigerata "unità 731", iceberg degli orrori commessi dai "buoni" nipponici durante i "gloriosi" fatti di Nanchino...
Occhio per occhio dente per dente
Lo dice anche la Bibbia

Ogni tanto me parete matti


Molti paesi hanno commesso atrocità verso connazionali o verso "nemici" stranieri civili o militari
quindi atomizziamo il pianeta....
meno male che non possiedi i codici di lancio sennò eravamo fottuti !!!
Alien2012
#8 Alien2012 2017-08-06 07:49
Fu necessaria Hiroshima?

Noi non siamo in grado di esprimere opinioni su questo evento.
Non c'eravamo, non sappiamo cosa scrivevano i giornali del tempo, cosa dicevano le News delle radio.
Possiamo solo leggere i libri che furono scritti e ricordarlo come un episodio della Storia, come le Guerre Puniche o altri conflitti.

E' solo un Giorno della Storia

P.S.:
Se si volesse proprio esprimere un commento, potrebbe essere che fu 'l'embrione di un 11 Settembre'; il giorno dopo il Mondo cambia e si ha una svolta storica nella geopolitica mondiale.
SEBIN
#9 SEBIN 2017-08-06 08:25
Citazione:

"Buoni" in tempo di guerra non ce ne sono da nessuna parte.
Io rimpiango solo le vittime innocenti di qualunque schieramento o nazionalità
Per quel che io sappia la guerra la innescano solo i cretini che vogliono solo spargere vittime e quello che più ci fa incavolare è il falso buonismo di questa gente. Da queste guerre innescate dopotutto ricavano sempre petrolio...poichè è questa la pro Gioele motivazione degli americani per attaccare gli altri paesi. Come hai detto prima, possiamo solamente piangere per le vittime ma non potremo mai sperelare che questo inferno finisca. Ho avuto la risposta dal mio amico:

Citazione:
Sarò molto conciso e breve perché non in perfetto stato di salute.
In questa analisi mancano alcune considerazioni
L'URSS era alleata degli USA contro l'Asse di cui il Giappone faceva parte.
Mussolini fu fucilato senza processo "stranamente" e "segretamente" il 28 aprile 45 - secondo molti per ordine degli ameriCANI -.
Hitler si suicidò il 30 aprile 45 a conquista avvenuta di Berlino da parte SOVIETICA - Berlino fu poi divisa in tre -
Kurili e Shakalin praticamente invase nel luglio 45
6 agosto 1945 Strage gratuita di Hiroshima da parte degli ameriCANI che fra le altre "giustificazioni" dissero >
Non solo gli ameriCANI continuano a dire > ultima dichiarazione sulla Korea del Nord.
Lascio a voi immaginare se credo gli ameriCANI in buona o cattiva fede.
Cheto
#10 Cheto 2017-08-06 09:28
C.R.O.M. BE dava informazioni interessante in merito. Peccato che il sito abbia deciso di chiudere, un paio d'anni fa.
Traggo da un loro articolo riportato dal sito Quieora:
I 3 obiettivi occulti dell’operazione Fukushima
ilquieora.blogspot.ch/.../... "Il primo di questi obiettivi, quello più «modesto», è di distruggere definitivamente il popolo giapponese. La Seconda Guerra mondiale si concluse con due bombe atomiche, su Hiroshima e Nagasaki; è quindi naturale che quella che appare sempre più come la «terza guerra mondiale» cominci con un’irradiazione generalizzata del Giappone.
Come abbiamo spesso menzionato, l’esplosione su Hiroshima fu voluta da coloro che si fanno chiamare la «Grande Loggia Bianca», un gruppo di esseri disincarnati che hanno un forte influsso sugli affari planetari. In un messaggio del 9 agosto 1945, Djwal Kuhl, l’inviato di tale Loggia, dichiarava alla sua medium Alice Bailey che l’esplosione della bomba A costituiva «il massimo evento spirituale che ha avuto luogo da quando è apparso il quarto regno della natura, il regno umano» e che preparava «l’inaugurazione del regno di Dio in Terra» (A. Bailey, L’Esteriorizzazione della Gerarchia, Editrice Nuova Era Roma)"
starburst3
#11 starburst3 2017-08-06 09:32
Secondo fonti ben accreditate le atomiche giapponesi (chissa' perche' Nagasaki non se la caca mai nessuno!!) poveretti han fatto la stessa fine di Ercolano vittima meno illustre di Pompei, dovevano essere sganciate sulla germania ma poi non se ne fece nulla perche' intanto la germania si era arresa e gli effetti delle esplosioni sulle popolazioni non si conoscevano bene ne l'estensione del fallout nucleare,in fin dei conti attorno alla germania c'erano e ci sono paesi alleati,meglio un isola con attorno l'oceano,pratica poi continuata dagli stessi usa e dai paesi che si dotarono dell'atomica,francia in primis.
Ma quello che piu' inquieta non fu l'atto di imporre la resa al giappone che anche secondo il mio punto di vista si stava arrendendo,ma la dimostrazione muscolare nei confronti di stalin e del blocco sovietico,dimostrazione inutile visto che poco tempo dopo anche i sovietici si dotarono dell'atomica, dando inizio ad un periodo di dimostrazioni di chi "l'aveva piu' lungo e grosso :-D
Finisco con lui che parla degli usa "ma va bene per qualsiasi paese che fa' guerre umanitarie."




IN RED WE TRUST
ARULA
#12 ARULA 2017-08-06 09:48
@teoclasto

Citazione:
Non commettiamo l'errore di rendere tutti uguali negli orrori, affermazione pacifinta e qualunquista che finisce con il rendere impossibile ogni (doverosa) distinzione e amalgama anche i carnefici come povere "vittime" del mondo cattivo. No.
Teoclasto anche io conosco abbastanza bene gli orrori che i giapponesi hanno commesso come conseguenza anche di una ideologia pericolosa.
Ma ti faccio un esempio: se oggi questi traditori e burattini che ci governano ci trascinassero in una guerra che avrebbe per noi delle conseguenze tangibili tipo bombardamenti nelle nostre città come rappresaglia per bombardamenti e crudeltà che i nostri militari hanno fatto ai nostri nemici... tu come definiresti i morti di questi bombardamenti nelle nostre città?

Che colpa ne ha la gente comune?
Il popolo in tutto questo è principalmente solo vittima.

Le bombe atomiche sono state lanciate non su obbiettivi militari, ma come sempre su obbiettivi civili. E non mi interessa sapere di che nazionalità siano questi civili, tranne, lo ammetto, qualche rara eccezione.
Fang
#13 Fang 2017-08-06 11:08
Interessanti le affermazioni di Teoclasto, perchè sono un esempio di come il lavaggio del cervello che subiamo da oltre 70 anni abbia ormai fatto sì che facciamo una classifica degli orrori. Anzi, la distinzione diviene "doverosa". Esiste, in cima a tutti, la Shoa. Con la quale non si devono fare paragoni. Nè tantomeno ricerche storiche. Finiresti in galera. E' l'unico orrore al quale è concesso associare la parola genocidio, assieme, forse, a quello dei pellerossa (tanto è lontano nel tempo). In fondo alla classifica esistono quegli orrori che sono classificati come dolorosa necessità (bellica, o una sorta di "doverosa" punizione e/o rieducazione) come appunto i bombardamenti alleati (Dresda, Tokyo, etc) e le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ancora più in fondo, fuori della classifica, esistono orrori non riconosciuti, Tipo la Nakba. Se nomini questa parola sei antisemita ed amico dei terroristi.

kelebeklerblog.com/.../...
Teoclasto
#14 Teoclasto 2017-08-06 11:33
@#7 hvsky
@#12 ARULA
Non ho affermato che gli yankees abbiano fatto bene; ho (solo!?) scritto che non riesco a provare pietà i giapponesi e non mi unisco al coro delle prèfiche d'agosto sull'argomento.
Ricordo un verso memorabile della bellissima RIP (Banco del Mutuo Soccorso), questo:
youtu.be/bv5MPOB6LLo?t=204
m4x
#15 m4x 2017-08-06 11:46
Se io tiro un pugno a Tyson perché mi ha insultato la mamma ma poi Tyson mi fa diventare delle dimensioni di un francobollo postale di chi è la colpa ?
Pavillion
#16 Pavillion 2017-08-06 11:53
Fu necessaria Hiroshima?

Se necessaria include l'utilità -..........- fu utile alla scienza per proseguire "necessari" ulteriori esperimenti.
Miglioramenti.
Jurij
#17 Jurij 2017-08-06 12:15
Grazie per l'articolo Massimo il quale fa luce sull'ipocrisia di chi ha guidato e guida gli usa a tutt'oggi.
Grazie anche da parte mia e per tutte le vittime di questo schifoso massacro.
Ricordo sempre che, oltre ad avere sperimentato liberamente su dei civili questa arma di dissuasione (e non d'attacco !!!!), i dominatori degli usa (i vecchi "dei"? ) sono stati gli unici ha utilizzarla fra tutte le potenze atomiche!
Teoclasto
#18 Teoclasto 2017-08-06 12:28
@#15 m4x
Citazione:
Se io tiro un pugno a Tyson perché mi ha insultato la mamma ma poi Tyson mi fa diventare delle dimensioni di un francobollo postale di chi è la colpa ?
Qui la logica aristotelica non falla: delle Poste, che potevano stampare francobolli... a misura d'uomo! :-D
utrevolver
#19 utrevolver 2017-08-06 12:32
@ teoclasto

Un interessante spunto per equilibrare la valutazione dei fatti avvenuti in Cina:

google.it/.../...
Teoclasto
#20 Teoclasto 2017-08-06 12:54
@#19 utrevolver
Ma di cosa parliamo, di semiotica?
Citazione:
Il presente elaborato non vuole essere g iudice parziale o analisi degli avvenimenti ma una comparazione semiotico - storiografica fra scritti negazionisti degli avvenimenti di Nanchino del ’37 e scritti negazionisti dell’olocausto secondo lo schema semiotico proposto nel libro “ L’irritante questio ne delle camere a gas ” dalla professoressa Valentina Pisanty.
E fortuna che era una tesi di laurea...
Zuzzi
#21 Zuzzi 2017-08-06 14:07
@Teoclasto
Fai ribrezzo! Come me d'altronde, che oggi non provo più alcuna pietas per ogni italiano morto e questo a causa di tutte le atrocità commesse in passato da soldati italiani.
Giova1488
#22 Giova1488 2017-08-06 14:59
“ L’irritante questio ne delle camere a gas ”
:perculante:
dagobertobellucci.wordpress.com/.../...
www.vho.org/.../oldil2.html

certo che citare la Pisanty potrebbe volere significare solo una cosa, ovvero ragionare con la pancia, negare l'esistenza di una ampia e solida documentazione storico-chimico-fisico-architettonica che negli anni ha portato diversi studiosi, accademici, gente comune a rigettare per intero la tesi per la quale oltre 5 milioni di persone siano state sistematicamente gasate, sotterrate, riesumate, carbonizzate e risotterrate ( il caso di Treblinka e' lampante ) mediante camere a gas ( diesel ), inserzione di pellet di zyklon b ( insetticida ampiamente diffuso ed usato a tappeto nei campi per salvare vite umane ) pavimenti elettrificati, macchine a pedali che schiacciano cervelli
chiunque si metta a parlarne viene denunciato, calunniato, deriso, minacciato, compatito, insultato, umiliato; accademici, professori e professionisti ( nonche' cittadini privati ) sono stati licenziati, attaccati sbattuti sui giornali come mostri, assassini della storia con l'etichetta per sempre infamante del "negazionista"
ps spero di non dover vedere questo anche qui :oops:
peonia
#23 peonia 2017-08-06 17:21
LA PROPAGANDA HA FATTO TANTO..... :-(
gelu
#24 gelu 2017-08-06 17:21
Ecco a voi......gli ameriCANI......

comedonchisciotte.org/impero-usa-cia-e-le-ong/
Teoclasto
#25 Teoclasto 2017-08-06 17:32
@ #21 Zuzzi
Citazione:
Fai ribrezzo!
Accidenti! :-o
Mi chiedo di chi fu la "colpa" delle atrocità commesse dai nipponici (giapponesi, brava gente!) durante l'occupazione coloniale e le guerre nel sud-est asiatico della prima metà del '900:
1) dei soldati infimi? No, perché furono comandati.
2) dei loro comandanti intermedi? No, perché a loro volta avevano superiori e ordini cogenti.
3) dei "superiori"? No, perché obbedivano ai governanti.
4) dei governanti? No, perché obbedivano all'imperatore.
5) dell'imperatore? No, perché irretito dal Male: Satana, principe del Mondo!
Ecco, nessuno ebbe colpa, Satana fu il responsabile di tutto!
Secondo questa logica (pacifinta) non esistono responsabilità individuali dei sottoposti, non esistono nazionalismi assassini acclamati dai più (e disconosciuti successivamente), e gli autori degli eccidi paiono dissociati dalla propria storia personale e familiare: non ebbero padri, madri, sorelle e fratelli?, fu insegnato loro di depredare, torturare, uccidere e violentare persone inermi, furono solo le costrizioni della vita militare che li trasformarono (senza alcuna responsabilità personale) in mostri? Se la violenza e la sopraffazione altrui, unite ad un esasperato nazionalismo, furono per quelle generazioni il "credo" fondante del comune sentire, di cosa stupirsi se, necessaria conseguenza della legge di causa-effetto, la sciagura li colpì a loro volta?

P.S. e non prendetevela con i medici vaccinisti e non rompete i coglioni, perché anche loro obbediscono ad ordini e leggi!
ARULA
#26 ARULA 2017-08-06 18:54
@Teoclasto
Secondo me stai sottovalutando tante cose.

Tu pensi che la valenza del singolo sia tutto?

Non è così. Il livello di coscienza della maggior parte degli esseri umani è basso, molto basso. Nella maggior parte dei casi non commettiamo atrocità perché abbiamo paura di pagare o perché ci vergogniamo del giudizio degli altri. Solo una minoranza anche con situazione favorevole non ne approfitta.

Sai cos'è la mentalità da branco?
O la psicologia delle masse?
Anche una persona teoricamente innocua, presa singolarmente, insieme ad altri diventa una bestia!
Se poi il contesto o la situazione te lo permette l'uomo non si distingue da un mostro!
O credi che le atrocità che avvengono durante una guerra siano fatte solo su ordine di superiori? No, e la guerra fa uscire il peggio di noi. Perché lo permette.


L’essere umano è l’unico animale in questo pianeta ad aver bisogno di regole (leggi) per vivere insieme agli altri suoi simili.


Conosci l'esperimento di Stanford?
Io credo che sia illuminante in proposito.
Teoclasto
#27 Teoclasto 2017-08-06 19:12
@#26 ARULA
Arula, sono d'accordo sul condizionamentop -eterodiretto- e sulla regressione alla "mentalità di branco", ma l'evoluzione (se c'è) servirà pure a qualcosa! Mediamente, penso che ognuno sia più "cosciente" (ed autocosciente) di quando aveva 5, 10, 20... anni di meno, e nel mio piccolo tanti errori (anche gravi) non li commetterei se dovessi agire adesso con gli stessi "condizionamenti" esteriori.
Se accettiamo la spiegazione. "è colpa degli altri" per i nostri errori/malefatte, finiamo per assolvere noi stessi, tutti, tutto e nessuno risponde di nulla!
Sulla realtà (intima) di ognuno di noi, sfondi una porta aperta: GNOTHI SEAUTON!, ecco l'unico insegnamento utile per l'evoluzione.
Sono allo stadio primitivo? Pazienza, l'importante è che lo riconosca onestamente: questa autocoscienza, insieme agli innumerevoli piccoli/grandi karma della vita, mi farà evolvere.
ARULA
#28 ARULA 2017-08-06 19:33
@Teoclasto


Non è quello che voglio dire.
Io intendo dire che la maggior parte degli esseri umani di questo pianeta anche ad 80 anni non ha una coscienza così rilevante da impedirgli con le condizioni giuste di diventare un mostro.

Solo una minoranza è dotata o sviluppa una coscienza forte.

Non c'è l'evoluzione, almeno per quello che riguarda l'essere umano, perché se l'uomo fosse veramente il risultato di un'evoluzione, non avrebbe bisogno di leggi. Ogni animale sociale di questo pianeta vive con le regole dettate dal proprio istinto. Invece ogni volta che l'uomo si riunisce, anche in un villaggio, devono essere istituite delle regole e qualcuno che le fa rispettare. Perché altrimenti non può esistere la convivenza con i suoi simili.
Jurij
#29 Jurij 2017-08-06 20:22
"Hitler si suicidò il 30 aprile 45 " falso.
Non esiste prova che Hitler si sia ucciso in tale data, è stato solo trovato un cadavere che stranamente è stato bruciato sempre per ordine di Hitler.
Sulla radiografia dei denti sorvoliamo.... potevano metterci anche quella di mio nonno, se il cadavere era il suo.
Qualche suo nipote con falso nome forse circolerà adesso per il sud america.
Vero invece per esempio che i carristi tedeschi ed i piloti dell'aviazione si allenarono in Russia prima dell'inizio della guerra.
Oppure che uno dei più importanti uomini della seconda guerra mondiale è stato Hjalmar Schacht, colui che fungeva da collegamento fra Hitler e l'élite finanziaria, che permise il passaggio del denaro dalla finanza usa al terzo Reich. (mica si è ripresa con la magia l'economia tedesca)
Jurij
#30 Jurij 2017-08-06 20:48
Grazie Teoclasto, quella di Nanchino non la sapevo.....
Desertboy
#31 Desertboy 2017-08-06 21:09
Curtis LeMay “La bomba atomica non aveva niente a che fare con la fine della guerra.” Infatti, lo scoppio delle due bombe, aveva a che fare con l'inizio della terza..., ossia "parlare a suocera perchè nuora intenda",
SEBIN
#32 SEBIN 2017-08-06 23:00
Di M.Marcucci

La bomba atomica ,anzi le bombe forse si sarebbero anche potute evitare sopratutto perchè colpirono i civili,ma tra le porcate usa molto peggiore della bomba atomica,fù il bombardamento a tappeto di DRESDA(germania),effettuato con bombe incendiare al fosforo su di una città che era prevalentemente abitata da profughi e senza nessun tipo di industria o di snodo ferroviario o di qualsivoglia obbiettivo strategico e che causò oltre 200.000 morti bruciati vivi ,per paragone le bombe atomiche causarono nell'immediato " solo" 150.000 morti!! ed il tutto fu fatto per semplice rappresaglia a guerra quasi finita!!!! Solo che a Hiroshima e Nagasaki ci furono i morti polverizzati e/o bruciati "diretti" solo civili ( tot. 230.000)ma ancora oggi ci sono conseguenze delle radiazioni.
Per il bombardamento di Dresda furono militari e civili (morti 133.000)
Ciò non vuole sminuire un martirio rispetto un altro ma sancire che i massacri rimangono massacri come quello degli ebrei 4 milioni o dei russi 23 milioni per la guerra del terzo Reich
Valdez
#33 Valdez 2017-08-07 01:39
Citazione:
#2 Teoclasto
Mah, non riesco a provare pietà per un paese che ha generato "grandi" uomini come quelli che costituivano la famigerata "unità 731", iceberg degli orrori commessi dai "buoni" nipponici durante i "gloriosi" fatti di Nanchino...
Non devi avere pietà del Paese ma degli uomini.

Il Giappone si comportava come altri paesi a quel tempo, dove chi governava aveva poca considerazione della vita umana soprattutto se straniera. Le atrocità vanno condannate TUTTE di TUTTI i paesi siano state commesse, vinti o vincitori che siano (spesso le atrocità dei vinti vengono pubblicizzate per nascondere quelle dei vincitori).
Però la popolazione civile potrebbe anche non essere stata a conoscenza di tali crimini: i mezzi di comunicazione erano pochi, non accessibili alle masse e soprattutto assoggettati alla propaganda.

Citazione:
#4 Teoclasto
Non commettiamo l'errore di rendere tutti uguali negli orrori, affermazione pacifinta e qualunquista che finisce con il rendere impossibile ogni (doverosa) distinzione e amalgama anche i carnefici come povere "vittime" del mondo cattivo.
E' vero i peggiori carnefici sono quelli che si mascherano da vittime.

Se i giapponesi TUTTI sono colpevoli e carnefici, che dire di ‘ste personcine qua, di cui noi dal 1945 siamo sudditi e quindi correi?

Al termine della guerra pochi dell’unità 731 vennero condannati perché persone e studi vennero acquisiti dai “buoni” americani, com’è successo per alcuni scienziati nazisti.

it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_731
Tizio.8020
#34 Tizio.8020 2017-08-07 07:40
L'unica differenza fra Americani, Giapponesi e Tedeschi è che i primi hanno vinto la guerra, e gli altri l'han persa.
Il nostro Paese non ha nemmeno processato i vari Generali macchiatisi di crimini di guerra, anzi alcuni di loro vennero coperti pure in presenza di richieste di estradizione.
Quello che bisogna tener presente nel caso delle due atomiche, è la grand edifferenza fra le due bombe.
Facile quindi che le si volessero provare entrambe.

ilsole24ore.com/.../...


Poi, i complottisti dicono che la prima era invece "tedesca", consegnata insieme ad altro in cambio dell'immunità per i capi.
ARULA
#35 ARULA 2017-08-07 08:27
@34Tizio.8020
Citazione:
L'unica differenza fra Americani, Giapponesi e Tedeschi è che i primi hanno vinto la guerra, e gli altri l'han persa.
Effettivamente è questa l'unica differenza sostanziale.
I vincitori non sono mai accusati di crimini contro l'umanità qualunque atrocità abbiano commesso.
mg
#36 mg 2017-08-07 11:30
Condivido il punto di vista dell'articolo ben dettagliato.

Gli US perseguivano una resa incondizionata del Giappone, la guerra l'avevano già vinta da un pezzo. L'unica condizione che ponevano i Giapponesi era preservare l'onore della famigllia reale quindi era solo una questione di forma. Il problema era principalmente politico/propagandistico: dovevano vendicare Pearl Harbour. Dopotutto non l'ho mica detto io che gli US sono l'unico impero che è stato in grado di passare dalla barbarie alla decadenza senza passare per la civiltà.

Ho ripreso un libro di Glantz per rileggere la parte dell'intervento Russo in Manchuria, appena ho tempo se interessa ve ne posto una parte: mi ci vuole un po' perchè ho il libro in lingua originale.
ahmbar
#37 ahmbar 2017-08-07 13:13
Tizio.8020Citazione:
Quello che bisogna tener presente nel caso delle due atomiche, è la grand edifferenza fra le due bombe.
Facile quindi che le si volessero provare entrambe.
Se mai fosse necessario, questa e' la prova che "mettere fine alla guerra" e' stata solo una scusa degli americani, un pretesto per crearsi un alibi morale e nascondere al loro stesso popolo ed al resto del mondo il grado di spietatezza che i "buoni" erano in grado di raggiungere

Si e' voluto infatti sperimentare "sul campo" la differenza in termini di vittime e distruzione fra le due soluzioni tecniche, per valutare quale sviluppare in futuro


Sinche' ci saranno persone che giustificano palesemente o anche solo intimamente simili orrori, temo che la lezione non sia stata appresa
Pavillion
#38 Pavillion 2017-08-07 14:14
Sarebbe cruciale stabilire chi siano le persone che non hanno appreso la lezione cosi come sarebbe utile sapere chi siano le persone che giustificano palesemente o anche solo intimamente simili orrori ma una volta stabilito chi sono le persone e chi coloro che non hanno appreso la lezione dopo non resta altro che una escursione fotografica sulla protocollante proprietà della vita che al protocollo appartiene.
Redazione
#39 Redazione 2017-08-07 15:49
PAVILLION: Scusa, che cosa intendi esattamente per "escursione fotografica sulla protocollante proprietà della vita che al protocollo appartiene"?

Gradirei un chiarimento.

Grazie.
Pavillion
#40 Pavillion 2017-08-07 16:02
#39 Redazione
PAVILLION: Scusa, che cosa intendi esattamente per "escursione fotografica sulla protocollante proprietà della vita che al protocollo appartiene"?

Paradigma
Tizio.8020
#41 Tizio.8020 2017-08-07 18:51
#36 mg
Citazione:
Condivido il punto di vista dell'articolo ben dettagliato.

Gli US perseguivano una resa incondizionata del Giappone, la guerra l'avevano già vinta da un pezzo. L'unica condizione che ponevano i Giapponesi era preservare l'onore della famigllia reale quindi era solo una questione di forma.
L'opinione che mi sono fatto io è che gli USA siano riusciti prima, a farsi attaccare dal Giappone

(secondo Stinnet , l'ultimatum mandato ai Giapponesi serviva proprio a questo:


storiainrete.com/.../...

it.wikipedia.org/.../... ), riuscendo così ad entrare in guerra, poi a sconfiggerli e dominarli, passando per giunta per "buoni".

La guerra può dirsi finita già nel giugno 1942 , con la battaglia di Midway.
Le portaerei giapponesi vengono affondate (e qui c'è anche il fattore "ulo"), il Giappone non ha più speranze di vittoria.
Un Paese "normale" avrebbe cercato subito un compromesso, la cricca che dominava il Giappone da secoli no di sicuro!
Redazione
#42 Redazione 2017-08-08 11:54
PAVILLION: Citazione:
PAVILLION: Scusa, che cosa intendi esattamente per "escursione fotografica sulla protocollante proprietà della vita che al protocollo appartiene"?

Paradigma.
Grazie per il chiarimento. Ora so che sei una persona intelligente. (Peccato che non esista la faccina del vaffanculo. Te ne avrei messe quattro).
Pavillion
#43 Pavillion 2017-08-08 14:41
#42 Redazione

Massimo,
Paradigma: personalmentete te ne inviai una parte: la prima.
Detto ciò di cosa mi si "accusa"?
Financo di essere al vostro fianco?
Sisifo358
#44 Sisifo358 2017-08-08 18:56
La bomba atomica è servita per monito a tutti gli altri Paesi col significato di: comandiamo noi, altrimenti vi riduciamo come loro. Gli unici che l'hanno usata.
Adesso conosciamo meglio l'uomo, o un certo tipo di uomo.
redribbon
#45 redribbon 2017-08-09 00:30
Ottimo articolo, letto con attenzione e apprezzato :-)

Va osservato che gli alleati non sono stati giudicati e processati per i loro bombardamenti criminali, non solo quelli atomici, ma anche quelli "gratuiti" sulle città, alcuni ricordavano Dresda ed Amburgo, io riporto quelli fatti in Italia:

Citazione:

La caduta di Mussolini in seguito agli avvenimenti del 25 luglio aveva generato in molti italiani l'illusione che anche la guerra dovesse cessare, risparmiando ulteriori lutti e distruzioni. Illusione svanita subito nella notte fra il 7 e l'8 agosto 1943 quando, Milano, Torino e Genova, subirono il contemporaneo e duro attacco della R.A. F. In quella notte, 201 tonnellate di bombe esplosive e spezzoni incendiari si riversarono su Milano, 195 tonnellate su Torino e 169 su Genova.Queste incursioni non dovevano rappresentare che un "assaggio" di quanto sarebbe successo nei mesi successivi.

L'11 agosto un massiccio bombardamento devastò la città di Terni seppellendo sotto le macerie centinaia di vittime. Il 13 agosto anche Roma, appena dichiarata "città aperta", fu violata da circa 500 tonnellate di bombe americane che provocarono circa 2.000 morti e notevoli danni.

La notte del 13 agosto su Torino caddero 244 tonnellate di bombe e, la notte del 17 agosto, altre 248 tonnellate. Milano, 12 / 16 agosto 1943: Il più feroce attacco che mai avesse subito, sino a quel momento, una città italiana fu quello su Milano nella notte fra il 12 e il 13 agosto: 504 bombardieri inglesi rovesciarono sulla città 1.252 tonnellate di bombe e spezzoni incendiari. Due giorni dopo, nella notte del 15 agosto, 140 bombardieri inglesi scaricarono altre 415 tonnellate di esplosivi. Non era ancora finita: nella notte del 16 agosto si presentarono nel cielo della città 199 bombardieri che scaricarono altre 601 tonnellate di ordigni mortali. In quattro giorni Milano fu martirizzata da 2.268 tonnellate di bombe sganciate da 843 aerei della R.A.F. inglese. Il bilancio finale fu drammatico: 239 industrie colpite, distrutte o gravemente danneggiate, 11.700 edifici abbattuti, più di 15.000 quelli danneggiati, le centrali elettriche irreparabilmente bloccate, la rete di trasporti e di comunicazioni quasi totalmente inservibili, centinaia i morti.

In quella prima metà di agosto 1943 caddero dunque sui centri principali dell'Italia settentrionale 3.325 tonnellate di esplosivo.Il 28 agosto furono poi bombardate Taranto, Cosenza e, a seguire, Novara, Foggia, Salerno, Crotone, Viterbo, Avellino, Lecce, Bari, Orte, Cagliari, Carbonia, Civitavecchia, Benevento.Frascati fu rasa al suolo e migliaia furono i morti. Il 1 settembre 1943 fu distrutta Pescara, città completamente priva di difesa antiaerea.
Il "Bomber Command" della R.A.F. ed i bombardamenti sull'Italia

Nel 1973 il "Public Record Office" di Londra rese pubblici i documenti relativi ai bombardamenti inglesi sull'Italia. Queste notizie, attestate in modo incontestabile dalle autorità inglesi, portarono a conoscenza di un piano a lunga scadenza, elaborato nei minimi particolari, che avrebbe previsto un diluvio di fuoco sull'Italia. Secondo tale progetto, gli anglo-americani avrebbero dovuto scaricare sull'Italia del nord, in un periodo compreso fra il settembre 1943 e il febbraio 1944 qualcosa come 45.000 tonnellate di esplosivo! Nella serie di tali documenti, corredati da numerose mappe raffiguranti gli obiettivi principali, fa spicco un eloquente messaggio inviato dal direttore delle "Operazioni di bombardamento", Commodoro Bufton, al direttore dei "Piani di bombardamento", Commodoro Elliot. Nello scritto, che reca la data del 29 luglio 1943, si legge anche: "Stabilita l'opportunità di attaccare l'Italia, ci proponiamo di trasportare sugli obiettivi del Nord circa 3.000 tonnellate di bombe nel mese di agosto, 8.000 tonnellate nei mesi di settembre e di ottobre e 6.500 tonnellate in ciascuno dei mesi invernali, se le condizioni atmosferiche saranno favorevoli...". I bombardamenti dell'agosto 1943 non furono quindi solo "avvertimenti" o "pungoli" per accelerare la firma di una resa, ma rientravano in un piano programmato che, come per numerose città tedesche, prevedeva la totale distruzione dei centri vitali della nazione mediante il sistema dei cosiddetti bombardamenti "a tappeto".
Negli ultimi tre mesi del 1943 i bombardamenti terroristici anglo-americani provocarono 6.500 morti e circa 11.000 feriti, distruggendo e danneggiando migliaia di edifici.
www.pianodorta.it/.../


Si capisce che in guerra si muore ma i bombardamenti a tappeto sulle città per costringere il governo alla resa o per fiaccare il morale del paese in guerra,
se non addirittura per distruggerlo,
sono atti criminali e come tali avrebbero dovuto essere riconosciuti da un tribunale internazionale,
solo che a Norimberga, come faceva notare Noam Chomsky, quello che avevano fatto gli alleati non era considerato criminale!
Giustizia dei vincitori = giustizia parziale

D'altro canto non si può non chiedersi se le atomiche sul Giappone (unito al fatto che se la procurarono anche i sovietici) probabilmente hanno contribuito ad evitare che venissero usate in seguito come strumento di guerra in un altro conflitto?
redribbon
#46 redribbon 2017-08-09 01:05
Citazione:
#34 Tizio.8020
L'unica differenza fra Americani, Giapponesi e Tedeschi è che i primi hanno vinto la guerra, e gli altri l'han persa.
Su questo ci andrei molto piano, anzi, deplorando certe azioni militari degli alleati bisogna stare molto attenti a non trascendere, cioè a non estendere giudizi sulle rispettive popolazioni.
In particolare poi, se dovessi immaginarmi di essere un prigioniero di guerra nella II guerra mondiale, non vorrei mai e poi mai essere imprigionato in un campo giapponese, nè dai tedeschi, ma farei carte false per farmi imprigionare dagli americani,
magari in qualche campo in Texas dove è stato prigioniero Gaetano Tumiati.
Perchè? C'era una certa differenza tra i campi di prigionia, che in qualche modo sono uno specchio della civiltà raggiunta dalle rispettive popolazioni, da uno giapponese non si sa se e come ne uscivi, mentre in quelli americani c'era pure la marmellata, roba da commuoversi! Ti facevano lavorare, ma il trattamento era complessivamente buono.

Inoltre ricordava Elie Wiesel le lacrime dei soldati americani che hanno liberato il campo di concentramento, e che ridanno fiducia nell'umanità.
Non credo si possa dire la stessa cosa per i tedeschi od i giapponesi.
Valdez
#47 Valdez 2017-08-09 03:16
Citazione:
#46 redribbon

Citazione: #34 Tizio.8020 L'unica differenza fra Americani, Giapponesi e Tedeschi è che i primi hanno vinto la guerra, e gli altri l'han persa.

Su questo ci andrei molto piano, anzi, deplorando certe azioni militari degli alleati bisogna stare molto attenti a non trascendere, cioè a non estendere giudizi sulle rispettive popolazioni. In particolare poi, se dovessi immaginarmi di essere un prigioniero di guerra nella II guerra mondiale, non vorrei mai e poi mai essere imprigionato in un campo giapponese, nè dai tedeschi, ma farei carte false per farmi imprigionare dagli americani, magari in qualche campo in Texas ….
I crimini sono crimini chiunque li compia e non ci sono criminali meno criminali degli altri.

Non so del soggiorno da “Mulino Bianco” dei campi in Texas di prigionieri tedeschi (e di giapponesi che avevano l’unica colpa di essere di origine giapponese in terra statunitense).

E' risaputo che sul finire del conflitto molti soldati tedeschi preferirono consegnarsi ai “cortesi” americani piuttosto che ai “barbari” sovietici (ai quali tanta sofferenza avevano inflitto), però mal gliene incolse.

Dei campi di concentramento americani POST-conflitto in Germania per prigionieri tedeschi non ne ho sentito parlare bene e non c’era tutto questo ambiente da villeggiatura e da alcuni articoli ne ho avuto conferma:

huffingtonpost.it/.../...

ricerca.repubblica.it/.../...

Mi sono limitato ad articoli non troppo “di parte”, ma purtroppo il “mainstream” non è molto loquace su “certe storie” che riguardano gli americani.
mabel
#48 mabel 2017-08-10 08:58
I soliti usa-canaglia! Gli unici nella storia dell'umanità a lanciare bombe atomiche sulla popolazione inerme! E mica solo una, no no , ben due! Infatti il punto fondamentale di questa immane vigliaccata yankees è proprio il fatto di averlo fatto due volte! Perchè se anche vi fosse la lontanissima possibilità di pensare ad una scusante del tipo "...o cazzo, cosa abbiamo fatto, ci siamo sbagliati, abbiamo esagerato, non lo faremo più" essa decade inesorabilmente con il lancio della seconda bomba (dopo tre giorni). Nessuna possibile scusante quindi. I soliti usa-canaglia, cancro dell'umanità! Ps: ancora ad oggi gli usa-canaglia non hanno nemmeno chiesto minimamente scusa al Giappone! I soliti usa-canaglia!
redribbon
#49 redribbon 2017-08-10 09:03
Citazione:
I crimini sono crimini chiunque li compia e non ci sono criminali meno criminali degli altri.


No, non esiste questo effetto livellante aprioristico, il movente è fondamentale per qualificare un eventuale reato, così come la persona che lo commette, e per capire che pena dare all'autore.

Citazione:
Dei campi di concentramento americani POST-conflitto in Germania per prigionieri tedeschi non ne ho sentito parlare bene e non c’era tutto questo ambiente da villeggiatura e da alcuni articoli ne ho avuto conferma:
Non prendiamoci in giro:
dopo che gli americani hanno visto cosa hanno fatto i tedeschi a milionate di persone che entravano in un campo sulle gambe e ne uscivano dal camino,
dopo che hanno constatato le stragi dei tedeschi a danno della popolazione un pò ovunque,
dopo che ci hanno combattuto contro,
ritenendoli malvagi e, in aggiunta, responsabili della guerra mondiale,
agli alti livelli stavano addirittura discutendo se arrivare a cancellare politicamente la Germania e disperdere i tedeschi come popolo, versione estrema del piano Morgenthau, che comunque è stato in qualche misura ("addolcito, se cos' si può dire") praticato,

Citazione:

Il Segretario al Tesoro Henry Morgenthau Jr. convinse Roosevelt a scrivere al segretario di stato Cordell Hull ed al Ministro della Guerra Henry L. Stimson sostenendo che la politica di occupazione militare americana che prevedeva che «La Germania dovesse essere ricostruita tanto quanto i Paesi Bassi od il Belgio» era eccessivamente indulgente.
Una politica migliore sarebbe stata quella di «fornire ai tedeschi tre volte al giorno, da parte delle cucine militari (americane, n.d.t.), un piatto di minestra ...» cosicché «...essi ricorderanno questa esperienza per tutto il resto delle loro vite.»
it.wikipedia.org/wiki/Piano_Morgenthau

quello che è accaduto in quei campi è una diretta conseguenza di suddetto piano, non credo Eisenhower abbia agito di testa sua, sebbene condividesse il giudizio sprezzante sulle gesta dei tedeschi.

Tanto per rendere un idea del clima riguardo ai tedeschi, nel campo sovietico l'intellettuale e scrittore Ilya Ehrenburg lanciò per radio un appello che incitava i soldati dell'armata rossa entrati in Germania più o meno così:
"Uccidete, uccidete gloriosi soldati dell'armata rossa,
non fermatevi a pensare se i tedeschi sono colpevoli, sono tutti colpevoli!
Gridano vendetta i bambini di Majdanek.
Uccidete la belva fascista nella sua tana,
spezzate l'orgoglio delle donne tedesche e prendetele come bottino di guerra.
Uccidete, uccidete, uccidete!"

Questo però non c'entra su chi normalmente trattava meglio i prigionieri di guerra, e quindi dimostrava una superiore civiltà.
Valdez
#50 Valdez 2017-08-10 13:50
Citazione:
#49 redribbon
Citazione: I crimini sono crimini chiunque li compia e non ci sono criminali meno criminali degli altri.

No, non esiste questo effetto livellante aprioristico, il movente è fondamentale per qualificare un eventuale reato, così come la persona che lo commette, e per capire che pena dare all'autore.
Nessuna bomba ha mai toccato il suolo statunitense (a parte Pearl Harbour). Che movente avevano gli americani per giustificare i loro CRIMINI sulla popolazione CIVILE in Germania e in Giappone?

Gli Alleati hanno avuto relativamente poche perdite militari rispetto ai paesi belligeranti e ancor meno vittime civili praticamente nessuna in suolo USA.

it.wikipedia.org/.../...

La città inglese di Coventry che ha subito il più forte bombardamento in Regno Unito ha avuto 800 vittime (1940), mentre il bombardamento di Dresda (1945) ne ha fatte più di 20.000.

it.wikipedia.org/.../...
it.wikipedia.org/wiki/Dresda


Le sorti della guerra erano già delineate all'inizio del 1945 e Giappone e Germania non rappresentavano più un reale pericolo militare: solo un forte senso dell’onore impedivano ai giapponesi e ai tedeschi di arrendersi (a difendere Berlino erano rimasti adolescenti, donne ed anziani).

Il nobile (?) gesto di usare le due bombe atomiche per porre fine al conflitto per salvare ulteriori vite umane suona strano visto che in pochi attimi in due giorni diversi e SENZA VIA DI SCAMPO, di morti dirette ed indirette di CIVILI se ne sono avute 200.000 (la metà dei morti militari e 25 volte superiori alle perdite civili degli americani in tutto il conflitto).

Per fiancare il morale sarebbe bastato un intervento “più convenzionale”, (che avrebbe permesso a qualcuno di salvarsi e rendere più efficaci i soccorsi).

Il motivo di testare le due bombe atomiche “sul campo”, serviva a mostrare al mondo la pericolosità delle armi nucleari e assieme alla “provvidenziale” bomba “sovietica” del ‘49, si poté avviare la stagione della “Guerra fredda”, quel LUCROSO affare della rincorsa al riarmo tanto utile all’industria militare statunitense (per lo più privata).

Citazione:
#49 redribbon

Citazione: Dei campi di concentramento americani POST-conflitto in Germania per prigionieri tedeschi non ne ho sentito parlare bene e non c’era tutto questo ambiente da villeggiatura e da alcuni articoli ne ho avuto conferma

Non prendiamoci in giro: dopo che gli americani hanno visto cosa hanno fatto i tedeschi a milionate di persone che entravano in un campo sulle gambe e ne uscivano dal camino, dopo che hanno constatato le stragi dei tedeschi a danno della popolazione un pò ovunque, dopo che ci hanno combattuto contro, ritenendoli malvagi e, in aggiunta, responsabili della guerra mondiale, ….
Non tocchiamo l’argomento “lager” perché non si può, così è… Per legge (!) ilsole24ore.com/.../...

Data la relativamente esigua entità di civili americani vittime, e nessuna stuprata nella II GM, sulla base di cosa ritieni giusto che gli USA abbiano fatto bene ad arrogarsi il diritto di essere giustizieri o peggio ancora vendicatori per “conto terzi”?

Ai prigionieri tedeschi nei campi di concentramento in Germania è stato negato lo status di “Prigionieri di guerra” (tutelati (per quel che serve) dalla Convenzione di Ginevra) e a guerra FINITA sono stati DELIBERATAMENTE fatti morire di fame, freddo e malattie, tra essi migliaia tra donne e BAMBINI.

ricerca.repubblica.it/.../...

Ovviamente l’aver vinto la guerra li pone al di sopra della legge e dà loro IMPUNITA’, ma NON CANCELLA i loro crimini.

Citazione:
#49 redribbon

agli alti livelli stavano addirittura discutendo se arrivare a cancellare politicamente la Germania e disperdere i tedeschi come popolo, versione estrema del piano Morgenthau, che comunque è stato in qualche misura ("addolcito, se cos' si può dire")…. Il Segretario al Tesoro Henry Morgenthau Jr. convinse Roosevelt….

it.wikipedia.org/wiki/Piano_Morgenthau

quello che è accaduto in quei campi è una diretta conseguenza di suddetto piano, …
La origini eb… Hem! Tedesche di Morghenthau non gli impedirono di espletare il suo “amorevole” impegno a favore dei tedeschi.

Il fatto che ragioni più politiche (sottrarre la Germania dall’influenza sovietica) che morali abbiano “addolcito” il suo piano del DOPO guerra di ANNIENTAMENTO (genocidio) del POPOLO tedesco sotto l’aspetto demografico, economico e della dignità umana, non fa dei politici americani dei benefattori, ne cancella le loro colpe.

it.wikipedia.org/wiki/Piano_Morgenthau

Citazione:
#49 redribbon

Tanto per rendere un idea del clima riguardo ai tedeschi, nel campo sovietico l'intellettuale e scrittore Ilya Ehrenburg lanciò per radio un appello….
Chi era sto I. Ehrenburg? Lungi dal dover dubitare sulla “buona fede” di questo "popolo eletto", ma tu ‘sti eb... Hem! Anti-nazisti li cerchi col lumicino?

A parte il livore dei singoli, UFFICIALMENTE i vertici militari sovietici PROIBIVANO e condannavano ogni forma di rappresaglia e stupro sui civili tedeschi delle zone occupate dall’Armata Rossa, e molti dei casi verificati sono stati puniti.

Citazione:
#49 redribbon

Questo però non c'entra su chi normalmente trattava meglio i prigionieri di guerra, e quindi dimostrava una superiore civiltà.
Infatti la superiorità della civiltà (anglo)americana è stata ampiamente dimostrata nella storia, dal trattamento dei nativi americani alla schiavitù, dal Piano Morghenthau all’odierno Medio Oriente.
Sertes
#51 Sertes 2017-08-10 14:20
Citazione Valdez:
Nessuna bomba ha mai toccato il suolo statunitense (a parte Pearl Harbour). Che movente avevano gli americani per giustificare i loro CRIMINI sulla popolazione CIVILE in Germania e in Giappone?

A parte che non è vero, leggevo oggi che Guam era territorio statunitense ed è stata addirittura invasa dai giapponesi.

Comunque sia la risposta alla tua domanda è che il giappone aveva dichiarato la total war, significa che avevano deciso unilateralmente ogni obiettivo era lecito, sia quelli civili che militari.

Ogni nazione era stronza uguale, gli italiani hanno usato gas nervini sulle tribu africane, tedeschi russi e americani avevano i campi di concentramento, i giapponesi han fatto sui cinesi roba indicibile.
Chiunque avesse raggiunto per primo l'arma atomica l'avrebbe usata.
macco83
#52 macco83 2017-08-10 14:31
Quello che mi colpisce è il piacere di sangue intrinseco delle Potenze nel generare "genocidi giustificati". Che sia Dresda o Hiroshima. Quel piacere è la chiave di ogni conflitto piccolo o grande che sia. L'esatto opposto di quella sensazione che chiamiamo erroneamente umanità.
*
World War II
Morti ufficiali: 100,000– USAAF bombing of Tokyo on March 10, 1945[3]
Morti ufficiali: 90,000–146,000 – Atomic bombing of Hiroshima by the USAAF, (Japan, 1945)
Morti ufficiali: 50,000–Battle of Hamburg (Germany, July 1943), week-long Operation Gomorrah by RAF and USAAF
Morti ufficiali: 39,000–80,000 – Atomic bombing of Nagasaki by the USAAF, (Japan, 1945)
Morti ufficiali: 25,000 (minimum 22,700) – Allied airforce bombing of Dresden during the period 7 October 1944 to 7 April 1945[1]
Morti ufficiali: 20,000 – Allied airforce bombing of Berlin in 363 separate raids that took place during the period 7 June 1940 until 25 March 1944
Morti ufficiali: 17,000– Bombing of Pforzheim by Allies (Germany, February 23, 1945)
*
Totale 500.000. Tutti fatti dagli Alleati.
Valdez
#53 Valdez 2017-08-10 17:40
Citazione:
#51 Sertes
Citazione Valdez: Nessuna bomba ha mai toccato il suolo statunitense (a parte Pearl Harbor). Che movente avevano gli americani per giustificare i loro CRIMINI sulla popolazione CIVILE in Germania e in Giappone?

A parte che non è vero, leggevo oggi che Guam era territorio statunitense ed è stata addirittura invasa dai giapponesi.
Ti ringrazio per la precisazione. Per suolo statunitense io intendevo gli Stati Uniti veri e propri.

Per la cronaca Guam è stata bottino della guerra contro la Spagna e dal 1950 è un territorio non incorporato degli USA. Essa ha più valore strategico che altro ed è (e suppongo lo fosse anche nel ’41), abitata prevalentemente da popolazioni indigene asiatico-micronesiane. Con l’occupazione giapponese i pochi morti statunitensi furono militari.

Interessante notare che già il 17 ottobre 1941 si provvide allo sgombero del personale amministrativo e il 6 dicembre 1941 venne distrutto tutto il materiale classificato per via dell’alto stato di tensione col Giappone. Infatti a sorpresa (?) il giorno dopo, 7 dicembre avvenne l’attacco a Pearl Harbor.

it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Guam_(1941)

Citazione:
#51 Sertes
Comunque sia la risposta alla tua domanda è che il giappone aveva dichiarato la total war, significa che avevano deciso unilateralmente ogni obiettivo era lecito, sia quelli civili che militari. Ogni nazione era stronza uguale…
Scusami ma se cerco “total war japan” mi esce un videogioco. :-)

Comunque al di là delle dichiarazioni fatte o non fatte, la “guerra totale”, l’hanno fatta tutti e come dici bene ogni nazione era “stronza uguale”.

Infatti ciascuna nazione si accolli la colpa dei crimini fatti, vinti e vincitori che siano, ma non si può ignorare il forte sbilanciamento quantitativo tra le morti CIVILI “Alleate” e quelle “dell’Asse”, soprattutto le migliaia di morti avvenute tra quest’ultimi a conflitto finito.
Sertes
#54 Sertes 2017-08-10 17:56
Citazione Valdez:
Scusami ma se cerco “total war japan” mi esce un videogioco

E su questo si potrebbe e si dovrebbe scrivere parecchio. Il furto delle parole. Grande fratello, man in black, battle of los angeles, la strage di ambaradan... tutte frasi e concetti chiave che ci sono stati sottratti. Ma ci sarà tempo e modo, per adesso restiamo nello specifico:

en.wikipedia.org/wiki/Total_war
it.wikipedia.org/wiki/Guerra_totale
michele.penello
#55 michele.penello 2017-08-11 09:43
Di sicuro non fu sufficiente per gli emigrati europei (USA) che hanno una gran voglia di ricordare al mondo che solo loro possono gestire le bombe ed esportarle insieme alla democrazia.

www.ilfattoquotidiano.it/.../3788676
redribbon
#56 redribbon 2017-08-12 23:04
Citazione:
#50 Valdez
Ai prigionieri tedeschi nei campi di concentramento in Germania è stato negato lo status di “Prigionieri di guerra” (tutelati (per quel che serve) dalla Convenzione di Ginevra) e a guerra FINITA sono stati DELIBERATAMENTE fatti morire di fame, freddo e malattie, tra essi migliaia tra donne e BAMBINI.
Sui crimini commessi a danno dei nazisti, o verso chi ha partorito quelle bestie, su chi gli ha insegnato a NON pensare, su chi li ha sostenuti attivamente, preferisco astenermi dal giudizio,
del resto giudicare adesso a tavolino sarebbe fuori luogo.

Citazione:
Il fatto che ragioni più politiche (sottrarre la Germania dall’influenza sovietica) che morali abbiano “addolcito” il suo piano del DOPO guerra di ANNIENTAMENTO (genocidio) del POPOLO tedesco sotto l’aspetto demografico, economico e della dignità umana, non fa dei politici americani dei benefattori, ne cancella le loro colpe.
Come sopra, preferisco non giudicare, ma come del resto su quasi tutto quello che ho considerato,
tranne l'appunto che gli americani non erano come i Tedeschi od i Giapponesi,
come ho già detto se avessi dovuto scegliere in quale dei tre paesi fare il prigioniero di guerra avrei fatto l'impossibile per andare negli USA.

Citazione:
Chi era sto I. Ehrenburg? Lungi dal dover dubitare sulla “buona fede” di questo "popolo eletto", ma tu ‘sti eb... Hem! Anti-nazisti li cerchi col lumicino?
Famoso intellettuale
en.wikipedia.org/wiki/Ilya_Ehrenburg

Citazione:
A parte il livore dei singoli, UFFICIALMENTE i vertici militari sovietici PROIBIVANO e condannavano ogni forma di rappresaglia e stupro sui civili tedeschi delle zone occupate dall’Armata Rossa, e molti dei casi verificati sono stati puniti.
Stupravano le femmine tedesche dagli 8 agli 80 anni di età!
C'è che dice siano state 2 milioni, chi 1 milione e 4, con una stima di 240.000 morte in conseguenza alla violenza.

The majority of the assaults were committed in the Soviet occupation zone; estimates of the numbers of German women raped by Soviet soldiers have ranged up to 2 million.[8][9][10][11][12]
According to historian William Hitchcock, in many cases women were the victims of repeated rapes, some as many as 60 to 70 times.[13] At least 100,000 women are believed to have been raped in Berlin, based on surging abortion rates in the following months and contemporary hospital reports,[10] with an estimated 10,000 women dying in the aftermath.
[14] Female deaths in connection with the rapes in Germany, overall, are estimated at 240,000.[1][15] Antony Beevor describes it as the "greatest phenomenon of mass rape in history", and has concluded that at least 1.4 million women were raped in East Prussia, Pomerania and Silesia alone.[16] According to Natalya Gesse, Soviet soldiers raped German females from eight to eighty years old.

en.wikipedia.org/.../...


Citazione:
Infatti la superiorità della civiltà (anglo)americana è stata ampiamente dimostrata nella storia, dal trattamento dei nativi americani alla schiavitù, dal Piano Morghenthau all’odierno Medio Oriente.


Perchè non citi il Vietnam?

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