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di Marcello Pamio

Fu il grande scrittore Eric Arthur Blair (1903-1950) alias George Orwell a inventarsi il termine di Psicopolizia o Polizia del Pensiero nel suo memorabile romanzo 1984.

Un fanta-romanzo che di fanta ha gran poco. L’unico modo che Orwell aveva per denunciare al mondo il pericolo dei totalitarismi - in un momento storico molto delicato - era quello di romanzarlo.

Ma romanzi a parte egli conosceva molto bene il Sistema dittatoriale che si stava delineando nel mondo, e non a caso in 1984 la descrizione e la rappresentazione sono esemplari. Un Sistema governato dal Grande Fratello ha a sua disposizione lo strumento coercitivo più invasivo e pervasivo che l’essere umano potesse mai immaginare: il controllo totalizzante del pensiero.

Tale controllo si manifestava con l’annullamento del pensiero della gente, la cancellazione di ogni singola individualità e la totale schiavitù.

di "Il Proiezionista"

In due parole: Il motivo per cui si dovrebbe smettere di guardare film ma anche il motivo per cui continueranno a farli.

Recensione

Premessa: Come rendere accettabile l'inaccettabile. La finestra di Overton (o Overton Window) è una tecnica di ingegneria sociale che prende il nome dal suo ideatore, Joseph P. Overton (1960-2003).

Overton mise a punto uno schema a “finestre” nel quale possiamo posizionare delle idee.[1] Un'idea “inaccettabile” dal pubblico come potrebbe essere il cannibalismo (soltanto per fare un esempio), viene inserita nella prima finestra (stadio di idea impensabile).

Secondo Overton, qualsiasi idea, anche la più incredibile ha delle finestre di opportunità. Con opportune tecniche di propaganda o, se preferite, di ingegneria sociale, questa idea può di volta in volta essere spostata in altre “finestre fino a essere resa accettabile ma non solo; fino a diventare addirittura legge.

Giulietto Chiesa fa il punto sulla situazione del giornalismo oggi. Sono tutte cose che bene o male sappiamo già, ma fa piacere sentirle riassunte con tale lucidità, semplicità e capacità di sintesi da chi conosceva bene quello che era il giornalismo di una volta.

Fonte Pandora TV

Intervento di Fabio Vaccarono, A.D. di Google Italia, a SUM01, il primo evento organizzato dall’Associazione Gianroberto Casaleggio.

Richiesto di portare un contributo sul futuro, voglio partire dalla cosiddetta Legge di Varian. La Legge di Varian dice: “Se volete capire il futuro della tecnologia, prendete e osservate le tecnologie già esistenti che oggi sono nelle mani di pochi – magari le persone più ricche o le aziende più innovative – e sappiate che entro pochi anni quelle stesse tecnologie saranno in possesso di metà della popolazione mondiale e entro dieci anni saranno in grado di coprire l’intero pianeta”.

Era il febbraio del 2015, due anni fa. Tutti ricordiamo quei video "terrificanti" nei quali gli uomini dell'ISIS distruggevano con rabbia dozzine di statue preziose nel museo di Mosul.

I cronisti nei telegiornali ci descrivevano "con raccapriccio" quelle immagini, che andavano a rinforzare l'idea di quanto malvagi e disumani fossero gli uomini del califfato.

Ma oggi che i "cattivi dell'ISIS" non servono più, di colpo ci si accorge che quelle statue erano quasi tutte false.

In realtà, chi ha un occhio attento si era già accorto due anni fa che si trattasse di miserevoli repliche in gesso: bastava guardare la polvere bianca che schizzava da tutte le parti, sotto le martellate rabbiose dell'ISIS, per capire che quelle non fossero affatto statue di pietra o di marmo. Ma allora serviva un'immagine dell'ISIS " terrificante", per cui nessun cronista "si accorse" che si trattava di semplici repliche fatte di gesso.

Oggi invece, fingendo grande stupore, la CNN annuncia quanto segue:

Molti si aspettavano che il presidente Trump avrebbe rivelato al mondo la verità sull'11 settembre. Molti si aspettavano che il presidente Trump avrebbe ristabilito un equilibrio geopolitico mondiale, togliendo alla Russia l'odiosa caratterizzazione di "stato canaglia". Molti si aspettavano (e tuttora sperano) che il presidente Trump riveli al mondo la verità sulla correlazione tra vaccini e autismo.

Mentre probabilmente nessuna di queste speranze si avvererà fino in fondo, c'è il rischio che il Donald Trump porti a termine, senza nemmeno volerlo, la completa demolizione della credibilità dei media mainstream.

Trump infatti è talmente impegnato a portare avanti la battaglia per proteggere le bugie che lui stesso si inventa quotidianamente, che senza volerlo sta minando alle fondamenta il ruolo ultracentennale che ha avuto fino ad oggi la stampa di regime: quello di stabilire che cosa fosse "la verità".

Ecco alcuni esempi di come opera Trump.

di Russia Today

Wikileaks ha pubblicato quella che sostiene essere la più grossa raccolta di documenti confidenziali sulla C.I.A., che rivelano le estese capacità di quest'agenzia di mettere sotto controllo gli smartphones e le più diffuse app di social media, come WhatsApp.

Un totale di 8761 documenti sono stati pubblicati all'interno di "Year Zero", una prima parte di documenti sequestrati che Wikileaks ha definito "Vault 7".

Wikileaks ha dichiarato che "Year Zero" rivela i dettagli di un programma segreto globale di hackeraggio della C.I.A., che comprende "operazioni armate" contro prodotti come l'iPhone della Apple, Android di Google, Windows di Microsoft e persino i televisori della Samsung [smart-TV]. Tutti questi sistemi possono essere convertiti e utilizzati come microfoni-spia.

Secondo i documenti appena pubblicati, il reparto di telefonia mobile della C.I.A. ha sviluppato svariati strumenti e sistemi che permettono di hackerare i più comuni smartphones, mandando istruzioni perché questi ritrasmettano sia informazioni sulla località in cui si trovano, sia comunicazioni audio e testo.

Nella versione online di oggi La Repubblica ha publicato la seguente notizia, intitolando: "Usa, morto lo "sceicco cieco": la mente dell'attentato alle Torri Gemelle del '93 - È MORTO in un carcere di massima sicurezza in North Carolina lo "sceicco cieco" egiziano Omar Abdel Rahman. Era considerato la mente del primo attentato al World Trade Center, quello compiuto il 26 febbraio del 1993, quando nel parcheggio sotterraneo di una delle Torri gemelle fu fatto esplodere un pulmino imbottito con oltre 600 chili di esplosivo che provocò la morte di 6 persone."

Omar Abdel Rahmannon fu affatto la mente dell'attentato al WTC del '93. Come si evince chiaramente da questo video, fu la stessa FBI ad organizzare l'attentato, tramite il proprio infiltrato Emad Salem, "dimenticandosi" poi di sostituire la bomba vera con una falsa. Un "errore" che costò la vita a 6 persone.

 Da oggi denunceremo sistematicamente qualunque fake news pubblicata dalle testate mainstream.

Mentre la notizia del nostro DDL contro le "fake news" arriva persino su Russia Today, Claudio Messora presenta una analisi approfondita del testo presentato al senato, che rivela le mille insidie che si nascondono fra le sue righe. Chi decide che cosa è "esagerato o tendenzioso"? Che cosa sono gli "interessi pubblici"? Che cosa significa "fuorviare segmenti dell'opinione pubblica"?

Condanne penali e civili per chi diffonde notizie “esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi”. E’ un passaggio del disegno di legge “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica” presentato oggi al Senato contro i blog e i forum che riportano fake news. Per chi le diffonde, si legge nel testo, si può arrivare a un’ammenda fino a 5mila euro. E se recano “pubblico allarme o nucumento agli interessi pubblici” la pena, oltre alla ammenda, è la reclusione non inferiore a 12 mesi. L’articolo 3 del disegno di legge prevede misure per contrastare l’anonimato, mentre l’articolo 4 norma la rettifica.

Un testo che arriva dopo le dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, che a fine 2016 aveva proposto una “rete di organismi nazionali indipendenti ma coordinata da Bruxelles” per identificare e sanzionare chi diffondesse fake news. Parole che che avevano fatto insorgere Beppe Grillo, che aveva parlato di “nuova inquisizione”. E contro la diffusione di notizie false online era intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che in un video messaggio ha detto:  “Le bufale non sono goliardate, sono menzogne pensate per danneggiare”. E ha lanciato il sito bastabufale.it, invitando gli utenti a firmare il suo appello contro le false informazioni.

di Il Proiezionista

Premessa: Per i non addetti ai lavori, Bruce Wayne (in arte Batman) creato da Bob Kane e Bill Finger ha sempre vissuto in una città inesistente: Gotham City, dove vestirsi da pipistrello per combattere psicopatici vestiti da pinguini è la norma per i miliardari annoiati.

Superman (in arte Clarke Kent), di Jerry Siegel e Joe Sushter, ha sempre vissuto in un'altra città inventata: Metropolis. E si traveste da Fantozzi per nascondere la sua seconda pelle che è una calzamaglia blu e un mantello rosso.

Per anni i due eroi non si sono cagati vivendo su fumetti e universi differenti; poi, a un certo punto, per esigenze di marketing e globalizzazione, le due città si sono incontrate e i due supereroi hanno iniziato a interagire tra loro dimostrando di starsi reciprocamente sulle balle. Dubito che fan a parte, un povero Cristo vada al cinema completamente informato su questi dettagli.

Il Film: Flashback: La morte dei genitori di Bruce Wayne riproposta per la millesima volta, probabilmente per chi non conosce Batman. Una compiaciuta attenzione ai dettagli truculenti che piacciono tanto al regista Snyder, propone tutto al rallentatore. Sequenza necessaria a far scorrere i titoli di testa ricordando nel frattempo che morte funerali e violenza sostituiscono While E Coyote nell'immaginario dei bambini e: “quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda”, in quello dei padri. I supereroi non servono più a divertirti per un'oretta, ma sono utili a ricordarti che il tuo vicino di casa potrebbe essere un extracomunitario schizofrenico pronto a farti del male.

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