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di Russia Today

Wikileaks ha pubblicato quella che sostiene essere la più grossa raccolta di documenti confidenziali sulla C.I.A., che rivelano le estese capacità di quest'agenzia di mettere sotto controllo gli smartphones e le più diffuse app di social media, come WhatsApp.

Un totale di 8761 documenti sono stati pubblicati all'interno di "Year Zero", una prima parte di documenti sequestrati che Wikileaks ha definito "Vault 7".

Wikileaks ha dichiarato che "Year Zero" rivela i dettagli di un programma segreto globale di hackeraggio della C.I.A., che comprende "operazioni armate" contro prodotti come l'iPhone della Apple, Android di Google, Windows di Microsoft e persino i televisori della Samsung [smart-TV]. Tutti questi sistemi possono essere convertiti e utilizzati come microfoni-spia.

Secondo i documenti appena pubblicati, il reparto di telefonia mobile della C.I.A. ha sviluppato svariati strumenti e sistemi che permettono di hackerare i più comuni smartphones, mandando istruzioni perché questi ritrasmettano sia informazioni sulla località in cui si trovano, sia comunicazioni audio e testo.

L'unione Europea ha approvato la creazione di un quartier generale militare per le operazioni al di fuori dell'Europa. Lo ha annunciato oggi il ministro della difesa tedesco, Ursula von der Leyen, definendolo "un passo dovuto ormai da molto tempo".

"Oggi abbiamo compiuto un passo molto importante verso la sicurezza e la difesa dell'Unione, perchè stiamo diventando molto concreti" ha detto la von der Leyen.

Le ha fatto eco la nostra Mogherini, che ha commentato: "il nuovo centro operativo ci permetterà un approccio più efficace alle attuali missioni di addestramento militare".

Non è chiaro se questo nuovo quartier generale si porrà come un semplice duplicato del sistema NATO, oppure come vero e proprio concorrente della stessa. Infatti, la von der Leyen ha anche dichiarato: “Abbiamo assistito ad una enorme spinta verso la modernizzazione da parte della NATO, negli ultimi 3 anni, dovuta al comportamento [aggressivo] del Cremlino. Questo è stato giusto e importante, ma io credo che dovremmo investire almeno la stessa energia nella modernizzazione della sicurezza e della difesa dell'unione Europea".

Già autore della interessante conferenza "La struttura nascosta del mondo", Luca Chiesi ha tenuto lo scorso novembre a Treviso la conferenza "Medicina fra scientismo ed eresia". Poichè l'audio non è dei migliori, proponiamo anche il testo completo della conferenza.

Con l'aumento della pressione da parte delle cosiddette "autorità sanitarie" nel far seguire alle persone una specifica terapia, ignorando, banalizzando, ridicolizzando o ignorando le alternative, è senz'altro aumentato il bisogno di scoprire queste numerose alternative esistenti. E di valutarle attentamente.

Ma come avviene anche in altri campi, chi non segue il "Pensiero Unico" viene bollato ed etichettato nei peggiori dei modi anche da medici un po' ...burloni, che invece di fare i medici hanno deciso di diventare giudici, promotori di leggi, opinionisti televisivi, magari dando pubblicamente e arrogantemente dei somari a chiunque la pensi diversamente da loro, solo perché hanno una fede cieca nella loro scienza medica, che vedono al di sopra di tutto.

Il credente dice: "Dio esiste". L'ateo gli risponde: "Dimostralo!" Il credente replica: "No, sei tu che devi dimostrare che non esiste".

A chi sta l'onere della prova?

Questo è un problema che si pone molto di frequente, nelle discussioni di ogni livello, e sembra non esserci una regola universale per stabilire di volta in volta chi sia a dover dimostrare che cosa. O meglio, la regola esiste, ma è passibile di interpretazione: secondo la definizione più classica, infatti, "sta a chi vuole dimostrare l'esistenza di un fatto di fornire le prove per l'esistenza di quel fatto".

Benissimo. Quindi, se io voglio sostenere, ad esempio, che Peter Sellers ha avuto una storia d'amore con Sophia Loren, devo trovare fotografie, lettere e testimonianze di vario tipo che confermino quello che sostengo. Se le prove saranno sufficienti, la mia tesi sarà stata dimostrata, se invece non lo saranno, la mia tesi resterà una semplice illazione.

Fin qui, sembra tutto facile. Ma come ci si comporta quando vi sono due verità contrapposte che si combattono a vicenda? Come ci si comporta quando due persone vogliono affermare l'esistenza di due fatti fra loro contrari?

Marie Collins, una donna irlandese violentata da un prete pedofilo a 13 anni, dal 2014 faceva parte della Commissione Pontificia per la Protezione dei Minori, voluta da Bergoglio per combattere il problema della pedofilia nel clero. Si è dimessa ieri, per i motivi che ha spiegato lei stessa in questa lettera, pubblicata dal National Catholic Reporter. A quanto pare l'ombra di Joseph Ratzinger, che pubblicò il Crimen Sollicitationis quando era a capo della Congregazione per la Fede, non si è ancora dissolta.

Di Marie Collins

La Commissione Pontificia per la Protezione dei Minori ha avuto diverse difficoltà da superare nei suoi tre anni di esistenza.

Ovviamente intendo rispettare la confidenzialità dei miei ex-colleghi della commissione sul lavoro che stanno facendo, ma alcuni dei problemi sono già stati resi pubblici dai membri stessi della commissione che hanno testimoniato il 23 febbraio, di fronte alla commissione australiana sugli abusi sessuali dei bambini.

Questi problemi includono: mancanza di finanziamenti, strutture inadeguate di supporto, lentezza di avanzamento, e resistenza culturale. Il problema più vistoso è stato la riluttanza da parte di alcuni membri della curia vaticana ad implementare le raccomandazioni della commissione, nonostante queste fossero state approvate dal Papa.

Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.

Vorrei parlare della vicenda di DJ Fabo non dal punto di vista etico o morale, ma da quello del percorso individuale.

Tutti noi viviamo la prima parte della nostra vita convinti di essere noi a determinare quello che ci accade. Facciamo delle scelte, esercitiamo il nostro libero arbitrio, decidiamo man mano di andare a destra piuttosto che a sinistra, in alto piuttosto che in basso, ed iniziamo a costruire quello che diventa il nostro percorso individuale.

Poi però ci accadde qualcosa (di solito intorno ai 40 anni) per cui entriamo nella famosa "selva oscura" di cui ci parla Dante. Perdiamo le coordinate del nostro percorso, ci sentiamo improvvisamente impotenti rispetto al nostro destino, e lentamente capiamo che non siamo noi a condurre la nostra vita, ma che è lei a suggerire a noi dove dobbiamo andare.

A quel punto di solito avvengono due cose: o la persona si intestardisce, continua a cercare di voler andare dove vuole arrivare lui, e quindi soffre per il costante conflitto di non riuscirci (quasi mai) in pieno, oppure accetta questa nuova realtà delle cose, capisce che la vita gli sta dando dei suggerimenti utili, comprende che c'è qualche motivo superiore per il quale gli conviene seguirli, e diventa la nuova persona che caratterizzerà la seconda parte della sua esistenza. Più docile, più umile, più altruista, più al servizio della vita che non di sè stesso

Brexit l'avevo sentita, e anche Frexit, Nexit e Grexit. Ma Calexit no, questa non l'avevo mai sentita, e per uno che ha vissuto 20 anni in California la cosa è abbastanza sorprendente.

A quanto pare infatti alcuni californiani sono stufi di fare parte degli Stati Uniti, ed hanno lanciato un'iniziativa, chiamata Calexit, che ha tutti i crismi della legalità per arrivare al successo.

L'iniziativa della Calexit si basa sul fatto che la California non è proprio uno staterello qualunque, ma che si può tranquillamente paragonarla a vere e proprie nazioni del vecchio e nuovo continente.

Dal loro sito leggiamo: "La California è la sesta potenza economica del mondo, e come tale ha un'economia maggiore di quella della Francia, o una popolazione maggiore di quella della Polonia. Punto per punto, la California si confronta e può competere con intere nazioni, e non soltanto con gli altri 49 stati [degli Stati Uniti]. E' ora che la California prenda il suo posto nel mondo, pari fra le pari con altre nazioni. Noi crediamo in due verità fondamentali: (1) La California esercita un'influenza positiva sul resto del mondo e, (2) la California può fare del bene più come nazione indipendente che come semplice stato degli Stati Uniti."

E' come se gli ultimi 50 anni non fossero mai esistiti. Leggete ad esempio il titolo del Daily Mail: "La NASA sta valutando di mandare uomini nella missione Orion [intorno alla luna]." Oppure il Washington Post: "Seguendo la volontà di Trump, la NASA potrebbe aggiungere degli astronauti nel suo volo di prova verso la luna". Oppure Bloomberg News: "La NASA, sospinta da Trump, sta studiando un volo con astonauti attorno alla luna."

In altre parole, è successo questo: il progetto Orion prevede il primo lancio intorno alla luna, senza uomini a bordo, nel 2018. Ma Trump è intervenuto e ha detto: "Scusate, già che ci andate perchè non ci mettete degli astronauti a bordo?"

Il suo ragionamento non fa una piega: se la cosa è già stata fatta senza problemi 50 anni fa, perchè mai bisognerebbe aspettare per ripetere l'impresa?

E' morto qualche giorno fa Dan Olmsted, un giornalista e ricercatore che da molti anni combatte in prima linea per la sicurezza sui vaccini.

Olmsted era il direttore del sito americano Age of Autism, uno dei siti più conosciuti ed accreditati nella denuncia contro i rischi da vaccino. Olmsted può essere considerato l' "erede spirituale" di Andrew Wakefield. Ha dato la notizia della sua morte il suo sito stesso, senza citare per ora le cause del decesso.

Non possiamo quindi nemmeno iniziare a speculare se la sua morte sia stata naturale o meno. C'è però un fatto strano da rimarcare. Proprio in questi giorni Age of Autism stava dando una notevole visibilità ad un fatto particolarmente interessante: la soppressione di una nuova ricerca scientifica che stabiliva una chiara correlazione fra vaccini e autismo.

Quanto Trump fu eletto, ci domandavamo quanto tempo ci avrebbe messo l'establishment di Washington a fargli fare marcia indietro sulle sue buone intenzioni di trovare un accordo con la Russia. A quanto pare, dopo un solo mese di presidenza ci sono già riusciti [M.M.].

Putin non scherza piu’. Persa la speranza in Trump - di Maurizio Blondet

Il 18  febbraio, Putin ha emanato un decreto (ukase) che riconosce la validità dei passaporti rilasciati dalle “repubbliche” di Donetsk e Lugansk, le due regioni secessioniste dell’Ucraina. I cittadini di queste possono andare in Russia liberamente. Un passo in più, e sarebbe da parte di Mosca il riconoscimento ufficiale delle due repubbliche. E Putin lo ha fatto in coincidenza col vertice internazionale della sicurezza di Monaco, con presenti Poroshenko (che l’ha saputo lì), Merkel, generali americani e politici della nuova amministrazione Trump.  Per dare più rilievo al messaggio.

E’ la risposta al traccheggiare ambiguo di Berlino, UE e Washington sulla questione ucraina; alle lezioncine su “Mosca rispetti Minsk” di Merkel e Stoltenberg, o a “Mosca restituisca la Crimea” di Trump e dei suoi  tirapiedi  ministeriali e gallonati. Secondo il giornalista Alexander Mercouris, l’iniziativa  è venuta dopo “una telefonata di  Putin a Merkel una settimana prima”, sul non-rispetto da parte di Kiev degli accordi di Minsk – che prevedono che  Donetsk e Lugansk restino sì in Ucraina, ma in una Ucraina confederale, dove le due regioni mantengano una  vasta autonomia.

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