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RONALD REAGAN, L’OTTIMISMO DI UNA GENERAZIONE

di Fabio de Nardis

07.06.04 - In una delle sue famose lettere scritte a mano dal suo ufficio (ne ha scritte più di 5.000, durante la sua presidenza), Ronald Reagan affermò - riferendosi all'Alzheimer di cui era rimasto vittima - di aver intrapreso con serenità “il lungo viaggio che lo avrebbe condotto al tramonto della sua vita”. E l'altro giorno la moglie Nancy ha dichiarato: “Il viaggio di Ronnie lo ha finalmente condotto in un luogo distante, dove io non posso più raggiungerlo”. Uomo complesso, apparentemente aperto ed alla portata di tutti, ma in realtà – a detta di molti storici – sfuggevole nella sua essenza più profonda, sia politica che umana.

Nessuno, oggi in America, si sentirebbe di definire Ronald Reagan in una sola frase.

Ex-attore di Hollywood, tanto aitante quanto mediocre, Reagan riuscì a sfruttare in pieno ...

No, non è il centravanti del Cairo Football Club. E' un pericoloso... chiedo scusa, pericolosissimo terrorista (che sia arabo va da sè) che figura fra gli ideatori degli attentati di Madrid. Sarebbe cioè il 37esimo uomo circa che ha contribuito a quel complicatissimo piano che vide tre persone salire su un treno, dimenticarsi lo zainetto, e scendere alla penultima fermata facendo il gesto dell’ombrello.

Oppure: qualcuno a casa nostra si deve esser accorto che la bufalazza dei giocatori di golf rimpatr... chiedo scusa, degli ostaggi liberati, non è passata, e visto che l’Italia se la stava facendo addosso dal ridere, bisognava a tutti costi trovare qualcosa con cui coprire questa storica fregn... chiedo ancora scusa, le ultime notizie di cronaca.

Ma quando si fanno le cose troppo in fretta, succede per esempio che a Fini scoppia un petardo di quelli che teneva in tasca per la festa di suo cugino, o che a Milano ti catturano nientepopodimeno che....

CHI AMMAZZA I GIORNALISTI?


(Breve aggiornamento in coda)

08.06.04 - I veri eroi di questi ultimi tempi sono i giornalisti e i reporter indipendenti di tutto il mondo. Indipendenti non nel senso che lavorano in proprio, ma nel senso che fanno il lavoro che devono fare, che hanno scelto di fare, e che nonostante i rischi enormi continuano a fare, indipendentemente da tutte le pressioni esterne che vorrebbero altrimenti.


Simon Cumbers, reporter-cameraman della BBC, era uno di questi, ed è quasi certamente morto per questo. Il suo nome va infatti ad aggiungersi ad una lista già particolarmentre lunga - troppo lunga - di colleghi come lui che sono morti in questo ultimo anno, quasi tutti in Iraq. Chi “caduto accidentalmente dall’ultimo piano di un albergo”, chi “finito in un burrone mentre guidava di notte”, chi “colpito per sbaglio dal fuoco amico”, tutta gente che fino a ieri era in grado di sopravvivere per un mese nella foresta tropicale, oppure arrampicarsi da solo sulla cima dell’Everest, e che di colpo si dimentica di guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada davanti al bar sotto casa.


Per Cumbers, comunque, è stata scelta una soluzione ancora più comoda e sicura. Visto che tanto adesso “in Arabia Saudita c’è Al-Queda”, perchè stare lì ad inventarsi ...

ARAFAT PEGGIO DI SHARON? Parla una famiglia di Gaza

di Massimo Mazzucco

07.06.04 - E’ facile, oggi, “tenere” per i palestinesi. Fin troppo facile. Specialmente dopo la recente demolizione da parte dei bulldozer israeliani di almeno 2000 abitazioni a Rafah  – di certo non tutte “rifugio di terroristi” - è quasi un pleonasma farlo.

Ma ad ascoltare con un pò più di attenzione quello che hanno da dire proprio le famiglie dei senza-tetto di questa ultima ondata di devastazione, almeno un piccolo dubbio trova modo di insinuarsi fra le pieghe del nostro “sdegno” ormai totalitario.

Vediamo dove vive, e sentiamo cosa racconta una donna di Rafah, la cui famiglia è composta da dieci persone.

REAGAN SE N'E' ANDATO, MA IL BRUTTO SEGRETO DELLA SUA ELEZIONE RIMANE

Ed è oggi più significativo che mai

di Massimo Mazzucco

05.06.04 - Ronald Reagan, da un punto di vista “civile”, era già morto una decina di anni fa. Più o meno da quando, vittima dell’Alzheimer, era passato in quella zona d’ombra sempre più fitta, dove l’assenza di memoria appiattisce il tempo e ti impedisce di relazionarti in qualunque modo con l’esterno. Oggi si è spento anche il suo corpo, rendendolo comunque, per chi ama i primati, il presidente più longevo di tutta la storia americana (93 anni). Aveva già detenuto, in vita, il record del presidente eletto più anziano di tutti (a 63 anni), mentre Kennedy rimane sia il presidente più giovane mai eletto (42 anni), che quello morto più giovane di tutti (45). Quasi come dire che l’America ama “preservare” i conservatori (che preservano il passato), mentre ...

MORIRE SENZA FAR RUMORE

04.06.05 - Mentre gli occhi del mondo sono tutti puntati sulle vicende legate all’Iraq, non molto distante da quei luoghi si svolge un’altra tragedia, coperta invece dal silenzio che tocca a tutti quei popoli che non vivono su una terra ricca di petrolio.

E’ il caso degli agricoltori indiani, che sono vittime di una siccità che ha colpito l’intero sub-continente (fino al Pakistan orientale), e che ha ormai battuto da tempo tutti i record conosciuti. Sono 8 anni consecutivi che non si registra in tutta la zona una sola pioggia decente, e ci sono oggi circa 80 milioni di persone che soffrono quotidianamente la sete. Il 90 per cento del bestiame è morto. Dicono in Pakistan: “Quando un cammello muore di sete, vuol dire che siamo davvero alla fine.” In particolare nelle regioni sud-occidentali del Gujarat e del Rajasthan, e in quella  sud-orientale dell’Ambar Pradesh, la disperazione dev’essere tale che sono più di cento ormai gli agricoltori che si sono suicidati negli ultimi mesi. Sì, suicidati. Chi ingoiando pesticida, chi appendendosi ad un ramo, chi in altri mille modi di fortuna, ma tutti ...



THE LONG GOODBYE - Si dimette George Tenet, capo della CIA


03.06.04 - Qualcuno doveva saltare. Il balletto delle responsabilità andava avanti ormai da troppo tempo, senza che nessuno inciampasse goffamente nelle stringhe dell’altro. Bush che accusava Tenet di avergli passato dei falsi documenti che lo avrebbero indotto ad andare in guerra; Tenet che rispondeva che si assumeva tutte le responsablità del caso “per quelle sedici parole di troppo inserite nel discorso alla nazione”; Bush che subito lo perdonava mettendoci una pietra sopra, come se gli avesse rubato al massimo la sua fionda preferita; Rumsfeld che si scusava col mondo intero per le torture, se ne accollava tutte le responsabilità, e poi tornava al lavoro come se fosse solo sceso un attimo a fare pipì; Bush che si accollava tutte le responsabilità delle proprie scelte di governo, ma poi si dimenticava di licenzarlo....

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