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[lib align=left]total2.jpg[/img] E ADESSO, CARO ARNOLD?

di Massimo Mazzucco

Un personaggio grosso quanto dieci Terminator ha deciso di far sentire tutto il peso della sua perdurante popolarità nella bagarre del recall californiano.

A dimostrazione che il problema non è Davis, ma il controllo della California in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, si è scomodato nientedimeno che l'ex presidente Clinton, che raramente fa sentire in pubblico la sua voce a favore di qualcuno, e quando lo fa richiama attenzione come nessun attore di Hollywood potrà mai sognarsi.

Pare che Davis si sia sentito di continuo, con Clinton, nei giorni scorsi, e che ogni volta che arrivava la telefonata di Billy....

TOTAL RECALL: dalla Lewinsky a Schwartznegger, un vizio che non passa mai

di Massimo Mazzucco

Pur di liberarsi di Clinton, i falchi repubblicani avevano rispolverato qualche anno fa l'impeachment, una opzione che la costituzione prevede in realtà solo per casi di alto tradimento o gravissime irregolarità da parte del presidente. (E che era stato usato infatti una sola volta nella storia, contro uno dei primissimi presidenti, anche lui sopravvissuto al processo come Clinton, nonostante le accuse ben più gravi). Hanno poi forzato di nuovo la costituzione, con una sentenza della (maggioranza repubblicana della) Corte Suprema - nella controversa elezione di Bush - che nessuno è ancora riuscito ad interpretare decentemente. E oggi mostrano di non perdere nè pelo nè vizio, tirando fuori contro il governatore della California Gray Davis il "Gubernatorial Recall", anche questa un'opzione prevista dalla costituzione di molti stati (il governatore, in ciascuno stato, equivale più o meno al presidente della nazione) per casi simili a quelli dell'impeachment. Ma non certo per la disastrata economia locale, che è invece il capo d'imputazione principale contro Davis...

[lib align=left]alquedr.jpg[/img] ALQUEDA STA TORNANDO! Rientrate dalle vacanze, tappatevi in casa e non parlate con nessuno di Massimo Mazzucco

30 Luglio 2003. Adesso che è ufficiale, adesso che lo sanno tutti, non possiamo più nasconderci dietro a un dito: AlQueda è tornata, AlQueda colpirà, e colpirà duro anche da noi. E non abbiamo neppure tanto tempo a disposizione, per mettere a posto le nostre cosucce, prima che la maledizione della mezzaluna si abbatta impietosa su ombrelloni, canotti e ghiacciate al pistacchio delle nostre strameritate vacanze. Come ci conferma l'autorevolissimo Corriere modello biscione, si tratterà probabilmente di "un commando di cinque uomini pronto a dirottare un aereo passeggeri. Quattro le aree a rischio di attacco organizzato: la costa orientale degli Stati Uniti, l’Australia, la Gran Bretagna e l'Italia". Vale a dire, senza tanti giri di parole, i 4 "coalizzati" che hanno invaso l'Iraq. (E i polacchi, scusate? Ci sono anche loro giù, almeno una ventina, perchè non debbono tremare un pò anche loro? "Perchè tanto in Polonia le vacanze non le fanno comunque", suggerisce gelido mio cugino dalla stanza accanto)....

Le scommesse anche sugli attentati. Paga il Pentagono

di Massimo Mazzucco

A dover sempre ripetere "questo non è un film, è la realtà in cui viviamo", sembra di diventare petulanti e noiosi oltre il limite, ma non si può non fare questa premessa nello scrivere ciò che segue. Una delle ultime idee dei falchi di Washington, per tenere continuamente sulla corda l'intera nazione (in modo da non poter mai guardare con un pò di calma alle porcherie che stanno facendo) è stata definita "ripugnante" e "grottesca" sia dai democratici compatti, che da molti degli stessi repubblicani: si tratta di una vera e propria borsa virtuale, on-line, con tanto di vendita titoli che apre il 1 di Ottobre, che permetterà a speculatori anonimi da tutte le parti del mondo di investire sulle previsioni più o meno azzeccate di eventuali attacchi terroristici, assassinii o colpi di stato di qualunque tipo...

[lib align=left]municipionew.jpg[/img] SFIDA ALL'OK CORRAL ALLA GIUNTA COMUNALE. DI NEW YORK.

di Massimo Mazzucco

Se c'era un posto in tutta America dove nessuno credeva si potesse entrare armati, superando una barriera impressionante di security e metal detectors, era certo la City Hall di New York: gli uffici cioè del comune - giunta e sindaco compresi - che stanno a poche isolati da dove sorgevano una volta le torri gemelle. E invece proprio lì, nella migliore tradizione dei western anni '40, si è svolta ieri una sfida all'OK Corral fra due avversari politici, che ha visto vittima e giustiziere morire a pochi metri l'uno dall'altro, sotto gli occhi esterrefatti dell'intera giunta che stava dando inizio ai suoi lavori.

di Massimo Mazzucco

In poco più di 24 ore, l'intera muta dei media occidentali, guidata dal feroce e temibilissimo London Times, ha deciso che si tratti di suicidio. Per ora, tanto per non darla via proprio tutta, il suicidio è ancora "probabile", ma sapete già che da domani mattina la storia parlerà inevitabilmente - e irreversibilmente - del "suicidio di David Kelly".

Mentre non perdiamo un solo istante a cercare di convincerci che forse non è andata così (non saremmo su questo sito, ne noi nè voi, se ce ne fosse davvero bisogno) guardiamo invece come funzioni la subdola macchina della menzogna, e come riesca paradossalmente ad essere ancora più efficace quanda agisca a livello mondiale, come in questo caso.

Lo scandalo è esploso quando la BBC, qualche settimana fa, ha ...

[lib align=left]iraqcards5.jpg[/img] [color=FF9900]NEL MAZZO DI CARTE DEI CATTIVISSIMI, GLI ASSI CAMBIANO FACCIA[/color]

di Massimo Mazzucco

Nel vergognoso mazzo di carte (in America si vende a $5.95, con la dicitura "mazzo identico a quello dato alle truppe in Iraq) su cui il Pentagono aveva fatto stampare le facce dei cinquantadue "most wanted" iracheni, gli assi erano ovviamente toccati a Saddam (picche), e ai suoi tre figli del male incarnati.

Ma se oggi chiacchierate più di due minuti con un qualunque soldato della Seconda Brigata, di stanza a Falluja, vi confesserà che la sua "most wanted list" vede, su ciascuno di quegli assi, le facce molto più familiari di Donald Rumsfeld, Paul Bremer, George Bush e Paul Wolfowitz. I quattro maggiori responsabili, cioè, della guerra che lui sta combattendo...

[lib align=left]salgado-train.jpg[/img] AVVISO AI PASSEGGERI: IL TRENO RADICALE NON TRANSITA PIÙ QUI. Rivolgersi allo sportello in fondo a destra.

di Massimo Mazzucco

Manco dall'Italia da una decina d'anni, e risale ad almeno il doppio l'ultima volta che votai per Pannella, col cuore in mano. Ma mai avrei pensato di sentire dalle labbra di un deputato radicale, e per giunta europeo, le parole che portano oggi la firma di Emma Bonino e Gianfranco Dell’Alba, sotto il titolo «Un’Onu rifondata per Paesi democratici», sul Corriere della sera di ieri 13 Luglio.

Non solo essi vedono la "liberazione" dell’Iraq come "la premessa di un possibile nuovo ordine internazionale" (che paura, quei tre termini usati in positivo!) ma ci parlano con entusiasmo della "dimostrazione che con volontà e determinazione [immagino si riferiscano alla guerra, visto che negli ultimi anni è stata l'unica via d'azione da Kosowo ad Iraq, e via Afghanistan] è possibile globalizzare la democrazia, oltre al commercio."

Ma la sorpresa diventa folgorazione assoluta quando ...

NEL TEXAS DI GEORGE BUSH, VAI A LETTO CON CHI DICO IO

di Massimo Mazzucco

Los Angeles 29.6 - Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha chiuso i battenti per la pausa estiva, sparando alla rinfusa una valanga di sentenze che avevano atteso fino all'ultimo di essere prese in considerazione (la Corte ha l'obbigo di emetterle tutte, prima della chiusura del ciclo).

Fra queste, una attesissima ed importantissima riguardava i diritti degli omosessuali, e nasceva da un caso del Texas, di qualche anno fa (sotto Bush governatore), in cui due omosessuali erano stati "sorpresi" nel letto dalla polizia...

[lib]5cand500.jpg[/img]

SCATTANO LE PRIMARIE USA. Cinque candidati democratici cercano la testa di Bush.

(Con una breve spiegazione del meccanismo elettorale americano).

20.1.04 - Il meccanismo elettorale americano è sostanzialmemte diverso dal nostro, soprattutto perchè si tratta di far votare non una nazione, ma una federazione di stati. C’è quindi, prima di tutto, l’esigenza di distribuire equamente il “peso” di ogni stato rispetto agli altri, e ciò viene fatto in base alla popolazione effettiva di ciascuno. (Ecco come la California o la Florida, fra i più popolosi, diventano stati fondamentali per vincere le presidenziali, mentre alcuni stati praticamentre deserti, come Alaska o Montana, spesso vengono completamente ignorati dai candidati in campagna elettorale).

Una volta stabilito che ogni stato vale un certo numero di punti sulla lavagna federale, sta poi a ciascuno decidere il metodo migliore per portare avanti le elezioni sul proprio territorio.

Le presidenziali vere e proprie saranno in Novembre, ma i partiti devono prima scegliere il proprio candidato, e questo avviene, su scala nazionale...

[size=small]Da Rumsfeld Berlusconi ha imparato anche il trucco della “fuga di notizie”.[/size]

di Massimo Mazzucco

Circa tre mesi fa, nel momento peggiore della campagna militare in Iraq, Rumsfeld non sapeva come fare per annunciare al mondo che la Casa Bianca gli voleva togliere il controllo delle operazioni – cosa poi avvenuta - senza farci la figura di quello che ha sbagliato tutto. Scrisse allora un finto “memo” (una nota interna), indirizzata agli altri capi dello stato maggiore, in cui esponeva loro “riflessioni” e “ripensamenti vari” di tipo strategico (come se fra loro non si parlassero già quattro volte al giorno). Peccato che qualche birichino abbia fotocopiato quel memo, e che questo sia finito sulle prime pagine di tutti i giornali. “Accidempoli”, esclamò Rumsfeld tutto seccato, mentre si dimenticava completamente di far cercare il trafugatore. Ecco che il mondo allora lesse il cambio di marcia operativo come l’effetto di un “ragionamento” di Rummy, e non come il sonoro calcio nel culo che invece si era preso quel giorno.

Ora Berlusconi non ha nessuna voglia di andare a Nassirya (perchè mai dovrebbe averla, d’altronde? Mica ci crede davvero, lui, all’onore, ai valori, al rispetto per chi rischia la vita per il tuo petrolio ecc..), e allora cosa ti fa? Guarda un pò di cosa riesce ad impadronirsi oggi il mondo italiano della comunicazione... proprio sull’ argomento! Leggete questo documento – che dovrebbe essere privato - e ditemi se davvero della gente che collabora strettamente con Berlusconi direbbe mai, a lui personalmente, cose del tipo “Non sai, non puoi sapere che cosa c'è dietro"."Nessuno di noi può conoscere certi intrighi anche internazionali.” Oppure “Libero non è solo l'organo avventuriero di proprietà dell'industriale farmaceutico ed ex portantino ospedaliero Angelucci; ma è anche il foglio che ospita il più grosso destabilizzatore della Repubblica Francesco Cossiga.” Sono informazioni “nuove” per lui, secondo voi, o piuttosto sono scritte per noi?!?

Il resto leggetelo da voi, sempre in questa chiave: c’è solo da spanciarsi dal ridere...

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