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"La centesima scimmia" è il nuovo film documentario del filmmaker Marco Carlucci. E’ il contro-racconto dell’attuale crisi finanziaria e sociale, vista in un’ottica opposta a quella istituzionale, un punto di vista che mette in guardia la gente comune nei confronti della propaganda che da anni ripete il mantra di un prossimo miglioramento delle economie. Partecipano: Monia Benini, Solange Manfredi, Claudio Borghi, Nigel Farage, Lidia Undiemi, Fernando Rossi, Paolo Barnard, Riccardo Bellofiore, Vandana Shiva, Karen Hudes, Serge Latouche.

Principali temi trattati: La vera storia del trattato di Lisbona - Amato, Draghi e la Goldman Sachs - La disperazione della Grecia - Il MES come fondo salvabanche - La politica interna diventa oggetto di contrattazione monetaria - I problemi della Spagna (simili a quelli dell'Italia): anche in Spagna le banche rubano i soldi dei cittadini - Il ruolo della Germania - I debiti delle banche tedesche - Ipotesi: uscire dall'euro - Il potere occulto: chi possiede il denaro - La politica italiana - Le multinazionali e il sistema di controllo incrociato - La crisi come opportunità.

Stampatevi bene questa data nella testa: 27 gennaio 2017. Il giorno in cui gli effetti della campagna contro le cosiddette "fake news" (ma in realtà con l'obiettivo di colpire l'informazione libera e indipendente), orchestrata da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l'informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza, hanno iniziato a colpire anche in Italia, togliendo la linfa vitale della monetizzazione Adsense, con motivazioni che avrebbero del ridicolo o del tragicomico, se non rappresentassero qualcosa di ben più grave...

[Nota: dopo aver pubblicato questa lettera, Miedico si è presentato oggi (27/1) all'Ordine dei Medici. La notizia, per ora non confermata, e che non sia stato sospeso].

di Dario Miedico

Egregio dr. Roberto Carlo Rossi, Presidente dell'Ordine dei Medici di Milano e, per suo tramite, egregi Colleghi aderenti:

ho riscontrato con stupore la lettera di convocazione presso la sede dell'Ordine per il giorno 27 gennaio p.v. e devo dire che, occupandomi specificatamente in qualità di medico legale di vaccinazioni da quasi quarant'anni, di centinaia di casi di reazioni avverse a vaccinazione, anche gravi e persino mortali, di innumerevoli domande di risarcimento in base alla Legge 210 del 1992 anche in decine e decine di procedimenti legali, dopo aver tenuto centinaia di conferenze in giro per l'Italia e non solo (ho tenuto un discorso su questo tema anche al Parlamento Europeo nel 2003) aver rilasciato interviste scritte, radiofoniche e televisive, aver sostenuto dibattiti televisivi e partecipato ad approfondimenti davanti alle Istituzioni sia a livello regionale che in Commissione al Senato della Repubblica, in fase iniziale avevo maturato la convinzione che prima o poi sarebbe arrivata, ma dopo un certo punto avevo mutato opinione arrivando a pensare che, in un paese che ha nella sua legislazione il principio del Consenso Informato, della Libertà Terapeutica e del rispetto della Libertà Individuale, le mie tesi a favore della Libertà di Vaccinazione, di Informazione e di democratico confronto tra posizioni scientifiche diverse avessero avuto ragione del mio precedente scetticismo.

Evidentemente mi sbagliavo, ma mi sorge il sospetto che dietro alle accuse scorrette ed infondate che mi vengono mosse, dopo tutto questo tempo nel quale ho potuto professare liberamente le mie convinzioni, non vi sia un particolare accanimento nei miei confronti, ma in realtà vi sia il motivo che l'Italia, divenuta nel 2015 Capofila delle vaccinazioni su incarico dell'OMS, abbia la necessità di dimostrare che non lascia nulla di intentato per scoraggiare le voci, più o meno autorevoli, che muovendo critiche alle modalità, alle tempistiche ed alle imposizioni più o meno ricattatorie con le quali si affrontano le campagne vaccinali attualmente, hanno fatto si che i livelli di copertura in diverse regioni siano scesi al di sotto delle medie precedenti.

Ha già cancellato il TPP, ha già dato ordine di costruire il muro con il Messico, ha già bloccato tutte le assunzioni a livello federale. Ma la vera chiave di volta dei primi 100 giorni di Donald Trump sarà la decisione sullo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Durante la campagna elettorale infatti Trump aveva promesso, se eletto, di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme, ed ora gli israeliani premono perchè tenga fede alla parola data.

Questa mossa però rischia di avere un impatto enorme - e non certo positivo - sugli equilibri complessivi in Medio Oriente.

Lo spostamento dell'ambasciata a Gerusalemme, infatti, significherebbe un riconoscimento da parte americana della città come capitale dello stato di Israele, e questo sarebbe contrario alle risoluzioni dell'ONU, che ha invece stabilito fin dall'inizio (1947) che Gerusalemme dovesse restare una "città internazionale".

Ricordate le due persone morte vicino a Teramo, la scorsa settimana, perchè durante la bufera di neve si erano avventurate fuori casa "per andare a prendere delle pizze?" Questa è la vera storia, raccontata a David Gramiccioli dal figlio e fratello delle due vittime, Ivan Marinelli, sopravvissuto alla tragedia.

[Avviso: la ricerca dell'università di Cambridge si basa sul presupposto che il cambiamento climatico sia un problema causato dall'uomo, e che coloro che negano questo problema sostengano una falsità. Ovvero: secondo loro, chi sostiene il cambiamento climatico "ha ragione", chi lo nega "ha torto". Non è possibile comprendere l'articolo se non si tiene presente il punto di partenza dei ricercatori].

Secondo gli scienziati dell'università di Cambridge, è possibile combattere la falsa informazione con lo stesso metodo che si usa per combattere certe malattie: inoculare il paziente con un apposito "vaccino" (di tipo psicologico, ovviamente).

Dal loro sito leggiamo: "In medicina, vaccinare contro un certo virus significa esporre l'organismo ad una versione debilitata del medesimo, in modo da aumentarne la tolleranza. Gli esperti in psicologia sociale ritengono che una logica simile possa essere utilizzata per "inoculare" il pubblico contro la disinformazione, compreso l'effetto dannoso dei siti di fake news che diffondono falsità sul cambiamento climatico".

Per dimostrare la loro tesi, gli scienziati hanno sottoposo un gruppo di 2000 persone al test seguente: inizialmente li hanno esposti contemporaneamente ad una notizia "falsa" (che non esiste consenso scientifico sul cambiamento climatico) e ad una "vera" (che il 97% degli scienziati concorda invece sul cambiamento climatico), ed hanno scoperto che in larga maggioranza la notizia falsa cancellava quella vera.

Interessante intervista di Claudio Messora a Pierluigi Fagan sulla complessità del mondo nei prossimi 30 anni. (In particolare, nei primi 20 minuti parla dei nuovi equilibri geopolitici mondiali, intorno al min. 21 parla dell'Italia, al min. 25 dell'Europa e dell'impossibilità di unificare 27 stati, al min. 35 dell'Africa e del peso che avrà il suo sviluppo sul futuro dell'Europa, dal min. 40 del problema della sovrappopolazione).

Verso un mondo multipolare: il gioco dei giochi nell’era Trump” è il libro in cui Pierluigi Fagan, studioso della complessità, prende in analisi i mutamenti geopolitici, militari, energetici, ambientali, demografici, culturali, religiosi, economici e finanziari della nostra era e il mutato grado di interdipendenza tra i paesi. Un mondo che è passato in poco più di un secolo dall’ospitare un miliardo e mezzo di persone ad ospitarne sette miliardi. Tra venti o trent’anni saremo 10 miliardi. Veniamo da un sistema bipolare (Usa – Russia, nell’epoca della guerra fredda), cui è seguito un periodo monopolare, dominato esclusivamente dagli Stati Uniti d’America.

Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.

Oggi a mezzogiorno, ora di Washington, un magnate dell'edilizia che non ha mai ricevuto un incarico governativo si insedierà alla Casa Bianca. Un uomo grezzo e volgare, tanto imprevedibile quanto ignorante, andrà a sedersi alla stessa scrivania che è stata di Roosevelt, di Eisenhower e di John Kennedy.

E da quella scrivania cercherà di guidare un mondo che sta rapidamente cambiando sotto i nostri occhi.

Nell'arco di soli 12 mesi infatti sono cambiati molti dei parametri internazionali che sembravano, fino ad un anno fa, assolutamente irremovibili. Primo fra tutti, l'instabilità dell'unione europea, intesa come istituzione. Non solo la Brexit, ma un diffuso malessere fra molti dei suoi Stati più importanti ci fanno capire che il grande "sogno europeo" è ormai miseramente fallito. Sarà questione di mesi oppure di anni, questo non lo sappiamo, ma in ogni caso il destino dell'Europa ormai sembra segnato.

E lo ha capito lo stesso Trump, che mostra un palese disinteresse per questa nostra entità sovranazionale. Ma, insieme all'Europa, è lo stesso concetto di NATO a traballare in maniera fino a ieri impensabile: è sempre Trump ad aver definito l'alleanza atlantica "un'organizzazione obsoleta", e nel momento stesso in cui qualcuno pronuncia queste parole ci si rende conto che siamo di fronte ad un residuato del secolo scorso, assolutamente incapace di rappresentare quelli che sono i nuovi equilibri "liquidi" del mondo moderno. [...]

di Diego Fusaro

Il noto non è conosciuto
. Così diceva Hegel. E non è conosciuto perché lo diamo per scontato o rinunciamo a ragionarvi serenamente, complice la distrazione di massa che regna a ogni latitudine. Lo sappiamo da anni. Anche da prima che ce lo ricordasse Thomas Piketty nel suo studio sul capitalismo nel ventunesimo secolo.

Il mondo post-1989 non è il mondo della libertà, come ripetono i suoi ditirambici cantori: a meno che per libertà non si intenda quella del capitale e dei suoi agenti. Per il 99% della popolazione mondiale il post-1989 è e resta un incubo: un incubo di disuguaglianza e miseria.

Ce l’ha ancora recentemente ricordato Forbes, la Bibbia dei sacerdoti del monoteismo del mercato deregolamentato. Otto super-miliardari – meticolosamente censiti da Forbes – detengono la stessa ricchezza che è riuscita ad accumulare la metà della popolazione più povera del pianeta: 3,6 miliardi di persone. L’1% ha accumulato nel 2016 l’equivalente di quanto sta nelle tasche del restante 99%.

Gregor Gysi è l'attuale presidente del partito tedesco Die Linke (La Sinistra), nato dalla trasformazione dell'ex partito socialista tedesco (PDS). Nel 1998 Gysi fece questo discorso al parlamento tedesco, mettendo in guardia contro l'introduzione dell'Euro. Viene quasi un dolore allo stomaco nel sentire queste lucide profezie, espresse quasi 20 anni fa.

Quello che segue è il transcript dei sottotitoli. [In ogni caso, io suggerisco di guardare il video: è più efficace - M.M.]

Si è parlato molto d’integrazione europea e, senza dubbio, l’unificazione dell’Europa è un grande obiettivo politico. Ricordo i giorni in cui venne giú il muro, all’inizio della discussione della riunificazione della Germania e alla domanda angosciante che ci si pose: ‘Cosa succederà adesso? Diventerà una Europa tedesca o una Germania europea?

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