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E' evidente che se la fanno sotto. I cosiddetti "poteri forti", con tutte le coorti di giornalisti al loro servizio,  hanno lanciato un poderoso spin mediatico a livello internazionale, per  imporre una lettura quantomeno distorta dei risultati delle elezioni olandesi.

I titoli "Fermati i populisti!" si sprecano sulle testate di mezzo mondo. L'Ansa scrive: "L'Europa tira un sospiro di sollievo. La diga antipopulismo tiene, in Olanda." Le fa eco La Stampa, che definisce addirittura "Rutte salvatore dell'Europa": La CNN titola: "La destra estrema inciampa. Duro colpo ai populisti europei con la vittoria di Rutte alle elezioni".

Ancora l'ANSA, con toni trionfali, scrive: "Jean Claude Juncker telefona subito al premier. E' stato "un voto per l'Europa, un voto contro gli estremisti" gli dice il presidente della Commissione europea. E Rutte replica parlando ai suoi elettori di "una serata importante per tutta l'Europa: l'Olanda dopo la Brexit e le elezioni americane ha detto no al populismo"."

Poi vai a vedere i risultati, e scopri che il VVD del "vincitore" Rutte ha perso 10 seggi rispetto alle elezioni del 2012, mentre il PVV dello "sconfitto" Wilders ne ha guadagnati 4, rispetto al 2012.

Era il febbraio del 2015, due anni fa. Tutti ricordiamo quei video "terrificanti" nei quali gli uomini dell'ISIS distruggevano con rabbia dozzine di statue preziose nel museo di Mosul.

I cronisti nei telegiornali ci descrivevano "con raccapriccio" quelle immagini, che andavano a rinforzare l'idea di quanto malvagi e disumani fossero gli uomini del califfato.

Ma oggi che i "cattivi dell'ISIS" non servono più, di colpo ci si accorge che quelle statue erano quasi tutte false.

In realtà, chi ha un occhio attento si era già accorto due anni fa che si trattasse di miserevoli repliche in gesso: bastava guardare la polvere bianca che schizzava da tutte le parti, sotto le martellate rabbiose dell'ISIS, per capire che quelle non fossero affatto statue di pietra o di marmo. Ma allora serviva un'immagine dell'ISIS " terrificante", per cui nessun cronista "si accorse" che si trattava di semplici repliche fatte di gesso.

Oggi invece, fingendo grande stupore, la CNN annuncia quanto segue:

Molti si aspettavano che il presidente Trump avrebbe rivelato al mondo la verità sull'11 settembre. Molti si aspettavano che il presidente Trump avrebbe ristabilito un equilibrio geopolitico mondiale, togliendo alla Russia l'odiosa caratterizzazione di "stato canaglia". Molti si aspettavano (e tuttora sperano) che il presidente Trump riveli al mondo la verità sulla correlazione tra vaccini e autismo.

Mentre probabilmente nessuna di queste speranze si avvererà fino in fondo, c'è il rischio che il Donald Trump porti a termine, senza nemmeno volerlo, la completa demolizione della credibilità dei media mainstream.

Trump infatti è talmente impegnato a portare avanti la battaglia per proteggere le bugie che lui stesso si inventa quotidianamente, che senza volerlo sta minando alle fondamenta il ruolo ultracentennale che ha avuto fino ad oggi la stampa di regime: quello di stabilire che cosa fosse "la verità".

Ecco alcuni esempi di come opera Trump.

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Segmento molto interessante de "La gabbia" di mercoledì sera, con un ottimo intervento di Giulietto Chiesa.


Giulietto Chiesa:"Il problema non sono gli immigrati ma i padroni del mondo".
 

di Russia Today

Wikileaks ha pubblicato quella che sostiene essere la più grossa raccolta di documenti confidenziali sulla C.I.A., che rivelano le estese capacità di quest'agenzia di mettere sotto controllo gli smartphones e le più diffuse app di social media, come WhatsApp.

Un totale di 8761 documenti sono stati pubblicati all'interno di "Year Zero", una prima parte di documenti sequestrati che Wikileaks ha definito "Vault 7".

Wikileaks ha dichiarato che "Year Zero" rivela i dettagli di un programma segreto globale di hackeraggio della C.I.A., che comprende "operazioni armate" contro prodotti come l'iPhone della Apple, Android di Google, Windows di Microsoft e persino i televisori della Samsung [smart-TV]. Tutti questi sistemi possono essere convertiti e utilizzati come microfoni-spia.

Secondo i documenti appena pubblicati, il reparto di telefonia mobile della C.I.A. ha sviluppato svariati strumenti e sistemi che permettono di hackerare i più comuni smartphones, mandando istruzioni perché questi ritrasmettano sia informazioni sulla località in cui si trovano, sia comunicazioni audio e testo.

L'unione Europea ha approvato la creazione di un quartier generale militare per le operazioni al di fuori dell'Europa. Lo ha annunciato oggi il ministro della difesa tedesco, Ursula von der Leyen, definendolo "un passo dovuto ormai da molto tempo".

"Oggi abbiamo compiuto un passo molto importante verso la sicurezza e la difesa dell'Unione, perchè stiamo diventando molto concreti" ha detto la von der Leyen.

Le ha fatto eco la nostra Mogherini, che ha commentato: "il nuovo centro operativo ci permetterà un approccio più efficace alle attuali missioni di addestramento militare".

Non è chiaro se questo nuovo quartier generale si porrà come un semplice duplicato del sistema NATO, oppure come vero e proprio concorrente della stessa. Infatti, la von der Leyen ha anche dichiarato: “Abbiamo assistito ad una enorme spinta verso la modernizzazione da parte della NATO, negli ultimi 3 anni, dovuta al comportamento [aggressivo] del Cremlino. Questo è stato giusto e importante, ma io credo che dovremmo investire almeno la stessa energia nella modernizzazione della sicurezza e della difesa dell'unione Europea".

Già autore della interessante conferenza "La struttura nascosta del mondo", Luca Chiesi ha tenuto lo scorso novembre a Treviso la conferenza "Medicina fra scientismo ed eresia". Poichè l'audio non è dei migliori, proponiamo anche il testo completo della conferenza.

Con l'aumento della pressione da parte delle cosiddette "autorità sanitarie" nel far seguire alle persone una specifica terapia, ignorando, banalizzando, ridicolizzando o ignorando le alternative, è senz'altro aumentato il bisogno di scoprire queste numerose alternative esistenti. E di valutarle attentamente.

Ma come avviene anche in altri campi, chi non segue il "Pensiero Unico" viene bollato ed etichettato nei peggiori dei modi anche da medici un po' ...burloni, che invece di fare i medici hanno deciso di diventare giudici, promotori di leggi, opinionisti televisivi, magari dando pubblicamente e arrogantemente dei somari a chiunque la pensi diversamente da loro, solo perché hanno una fede cieca nella loro scienza medica, che vedono al di sopra di tutto.

Il credente dice: "Dio esiste". L'ateo gli risponde: "Dimostralo!" Il credente replica: "No, sei tu che devi dimostrare che non esiste".

A chi sta l'onere della prova?

Questo è un problema che si pone molto di frequente, nelle discussioni di ogni livello, e sembra non esserci una regola universale per stabilire di volta in volta chi sia a dover dimostrare che cosa. O meglio, la regola esiste, ma è passibile di interpretazione: secondo la definizione più classica, infatti, "sta a chi vuole dimostrare l'esistenza di un fatto di fornire le prove per l'esistenza di quel fatto".

Benissimo. Quindi, se io voglio sostenere, ad esempio, che Peter Sellers ha avuto una storia d'amore con Sophia Loren, devo trovare fotografie, lettere e testimonianze di vario tipo che confermino quello che sostengo. Se le prove saranno sufficienti, la mia tesi sarà stata dimostrata, se invece non lo saranno, la mia tesi resterà una semplice illazione.

Fin qui, sembra tutto facile. Ma come ci si comporta quando vi sono due verità contrapposte che si combattono a vicenda? Come ci si comporta quando due persone vogliono affermare l'esistenza di due fatti fra loro contrari?

Marie Collins, una donna irlandese violentata da un prete pedofilo a 13 anni, dal 2014 faceva parte della Commissione Pontificia per la Protezione dei Minori, voluta da Bergoglio per combattere il problema della pedofilia nel clero. Si è dimessa ieri, per i motivi che ha spiegato lei stessa in questa lettera, pubblicata dal National Catholic Reporter. A quanto pare l'ombra di Joseph Ratzinger, che pubblicò il Crimen Sollicitationis quando era a capo della Congregazione per la Fede, non si è ancora dissolta.

Di Marie Collins

La Commissione Pontificia per la Protezione dei Minori ha avuto diverse difficoltà da superare nei suoi tre anni di esistenza.

Ovviamente intendo rispettare la confidenzialità dei miei ex-colleghi della commissione sul lavoro che stanno facendo, ma alcuni dei problemi sono già stati resi pubblici dai membri stessi della commissione che hanno testimoniato il 23 febbraio, di fronte alla commissione australiana sugli abusi sessuali dei bambini.

Questi problemi includono: mancanza di finanziamenti, strutture inadeguate di supporto, lentezza di avanzamento, e resistenza culturale. Il problema più vistoso è stato la riluttanza da parte di alcuni membri della curia vaticana ad implementare le raccomandazioni della commissione, nonostante queste fossero state approvate dal Papa.

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