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Vediamo prima la versione ufficiale dei fatti. Secondo questa versione l'Arabia Saudita, insieme all'Egitto, al Bahrein, agli Emirati Arabi e allo Yemen, hanno improvvisamente deciso di interrompere ogni relazione diplomatica con il piccolo Stato del Qatar. Frontiere chiuse, voli interni cancellati, spazio aereo negato, e al massimo due settimane di tempo per i cittadini catarioti che vivono in Arabia Saudita per rientrare casa loro. Gli emirati arabi addirittura hanno dato ai cittadini del Qatar soltanto quarantott'ore per fare le valigie ed abbandonare il paese.

Il motivo di tutto questo sarebbe, ufficialmente, il fatto che il Qatar "offre supporto a svariati gruppi terroristici come la Fratellanza Musulmana, l'ISIS e Al-Qaeda".

Ohibò - vien da dire - stai a vedere che di colpo gli arabi si sono resi conto che il terrorismo porta instabilità nella regione, ed hanno deciso di isolare e metterlo sotto accusa il loro principale finanziatore, il Qatar appunto.

Ma le cose non sono così semplici come vorrebbero raccontarcele.

Con questo post mi rivolgo a tutti coloro che si lamentano sistematicamente, ogni volta che pubblichiamo una posizione "tiepidamente contraria" alle vaccinazioni, invece di pubblicare posizioni categoricamente contrarie alle stesse (mi riferisco ai commenti all'intervista odierna di Montagnier, o alla recente intervista di Gramiccioli):

Guardate che qui nessuno è scemo. Li conosciamo tutti i dati che ci dicono che molte malattie si erano già estinte quando hanno iniziato le vaccinazioni di massa. Sappiamo leggere.

Ma qui il problema è diverso: in questo momento la discussione sul mainstream ( e non su luogocomune), è se sia saggio imporre l'obbligo vaccinale oppure no. E' per questo che noi diffondiamo queste informazioni, perchè vengano raccolte e possano essere usate da chi partecipa al dibattito mainstream, in pubblico e sui social (più della metà delle nostre letture, in questi casi, arriva da Facebook).

Mettersi a discutere adesso sull'utilità effettiva dei vaccini, quando non è ancora nemmeno stato stabilito con chiarezza che possono essere dannosi, sarebbe come andare da Bruno Vespa a discutere di termite contro direct energy o mininukes, quando la gente non ha nemmeno ancora capito che le Torri Gemelle sono state demolite intenzionalmente.

I vari Lorenzin, Burioni e accoliti vari delle farmaceutiche ci ripetono fino alla nausea che "i vaccini sono sicuri", e che chi lo nega ha un atteggiamento "antiscientifico". Ma allora, che cosa facciamo di fronte ad un premio Nobel per la medicina, che dice che "le vaccinazioni di massa sono disastrose", e che il vero atteggiamento antiscientifico è quello di cercare di nascondere i problemi sotto il tappeto, invece di affrontarli apertamente?

Testo dell'intervista:

Ciò che è dannoso è l'atteggiamento dei poteri pubblici, delle istituzioni, o dei loro rappresentanti, che preferiscono negare i problemi piuttosto che affrontarli. Ci sono degli esempi evidenti, il nostro ne è solo uno, ma ce ne sono altri. [...]

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Ecco il documento riservato dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino citato dal Codacons durante la conferenza stampa di questa mattina e consegnato a tutti i giornalisti presenti in sala.

Nel testo sono riportati i dati riguardo le segnalazioni di sospetta reazione avversa al vaccino esavalente "Infanrix Hexa", di titolarità della GlaxoSmithKline, registrate all'interno della Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) negli anni 2014, 2015 e 2016.

Nel 2014 si sono verificate 1.857 reazioni avverse al vaccino esavalente, di cui 168 gravi (9%). Nel 2015 invece il numero è stato di 992, di cui 144 gravi (14,3%). Nel 2016 sono state segnalate 702 reazioni avverse, di cui 142 gravi (20,2%).

Donald Trump ha deciso di uscire dal Trattato di Parigi sul clima e secondo Antonino Zichichi, uno dei più grandi scienziati italiani, non ha tutti i torti perché non bisogna confondere il grave problema dell'inquinamento con i cambiamenti climatici. "Le attività che producono inquinamento debbono essere combattute con rigore; non legandole alle variazioni climatiche, in quanto il legame è lungi dal potere essere stabilito", scrive sul Giornale: "Chi inquina deve essere punito non perché produce cambiamenti climatici ma perché commette un delitto contro la buona salute di tutti gli abitanti della Terra".

Miti da sfatare - Infatti, spiega il fisico, è "difficile attribuire alle attività umane effetti tali da produrre variazioni climatiche. E infatti su Marte la Nasa registra variazioni climatiche senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull'evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro".

Il pezzo che segue è un estratto dal libro "Vaccination The Silent Killer" di Ida Honorof  e E. McBean, pubblicato nel 1977. In questo passaggio gli autori sostengono che la grande epidemia influenzale del 1918, denominata "Spagnola", fu in realtà causata da una massiccia campagna di vaccinazione effettuata negli Stati Uniti durante la Prima Guerra Mondiale. Una tesi forse estrema, che però potrebbe aiutare a capire le origini, mai chiarite fino in fondo, di una epidemia che causò il triplo dei morti della stessa Guerra Mondiale. Di fatto, come dice Wikipedia, sappiamo che "il virus fu portato in Europa dalle truppe del Corpo di spedizione statunitense che, a partire dall'aprile 1917, erano confluite in Francia per la Grande Guerra."

***

(Estratto dal libro, pag. 28) Sono molto poche le persone che si rendono conto del fatto che la peggiore epidemia che abbia mai colpito l’America, la cosiddetta Influenza Spagnola del 1918 sia stata causata dalla massiccia campagna di vaccinazione portata avanti in tutta la federazione [statunitense].

 È stato abbastanza sorprendente vedere come di colpo si sia trovato un accordo fra tutti e quattro i maggiori partiti sulla legge elettorale. Dopo mesi di tira e molla infinito, che sembravano preannunciare un percorso ad ostacoli fatto di continui veti incrociati, di colpo è bastato introdurre la parolina magica, "sistema tedesco", perché andassero tutti d'accordo.

Quello che non si riesce a capire e a chi convenga davvero un sistema del genere. Mentre i due maggiori partiti, PD e Cinque Stelle, sostengono apertamente di poter raggiungere il 40% (e quindi di poter governare da soli), la realtà ci dice che ci troveremo quasi sicuramente all'indomani delle elezioni con un paese ingovernabile. Con soli quattro partiti che probabilmente supereranno la soglia del 5%, infatti, le uniche due alleanze possibili sarebbero quella fra PD e Forza Italia, oppure quella fra i Cinque Stelle e la Lega.

Non avrei mai pensato che un giorno avrei pubblicato un articolo di Attivissimo, ma questo merita decisamente la homepage. Immagino che vi divertirete un mondo a leggerlo... e a commentarlo.

Bad Pharma: il libro che documenta il grande inganno delle case farmaceutiche

di Paolo Attivissimo

Le case farmaceutiche truccano i risultati dei test dei propri farmaci, usando metodi paradossalmente legali per farli sembrare ben più efficaci e necessari di quel che sono in realtà. No, non avete sbagliato blog. Non siete finiti per errore su Luogocomune o qualche altra bettola di complottisti.

L'accusa non è un delirio campato per aria, ma è il documentatissimo risultato dell'indagine di uno dei più popolari debunker britannici, Ben Goldacre, che dopo aver messo in luce con Bad Science gli inganni usati dai ciarlatani e dai giornalisti cialtroni per sdoganare le pseudoscienze si è ora dedicato, con gli stessi strumenti inesorabili, a chiarire come funziona la ricerca farmaceutica moderna. Risultato: funziona male, inganna i medici e danneggia i pazienti.

Goldacre ha scritto un libro, Bad Pharma, che invito tutti a leggere (spero ne esca presto una buona traduzione in italiano), specialmente i complottisti, per capire come si fa a fare e presentare la vera ricerca e come si distingue una tesi di complotto farlocca da un'accusa seria. La differenza sta in una singola parola: fatti.

Il recente G7 di Taormina ha rivelato l'ormai assoluta inutilità della politica, anche a livello mondiale.

70 anni fa i leader delle nazioni più potenti si incontravano a Yalta, tiravano tre righe su una mappa, e in quattro e quattr'otto si dividevano il mondo intero. Oggi i leader della nazioni più potenti si incontrano e non riescono nemmeno a mettersi d'accordo su chi debba sedersi accanto a chi.

Fa quasi pena il nostro Gentiloni, il padrone di casa, che si arrampica sugli specchi per dirci che anche se nulla di sostanziale è stato deciso, "almeno ci siamo conosciuti e confrontati da vicino. Ora sappiamo bene quali siano le posizioni di ciascuno di noi sui temi più importanti".

Ma, caro Gentiloni, se volevi sapere che cosa pensa Trump sul clima, o sul protezionismo, bastava che mi facessi una telefonata e te lo spiegavo io. Non c'era bisogno di mettere in piedi questa grandiosa sceneggiata, costata agli italiani centinaia di milioni di euro, solamente "per sapere cosa pensano gli altri leader". Gli incontri multilaterali si fanno per trovare degli accordi precisi, non per stringersi la mano, mangiare una frittura di pesce (pagata con i nostri soldi), e firmare un foglietto ridicolo su cui c'è scritto "siamo tutti contro il terrorismo".

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