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di Giacomo Cavalli (jck74)

Nutrivo molte aspettative sull’ultimo film di Nolan, soprattutto in virtù della stima che nutro nei suoi confronti. I suoi lavori mi avevano abituato a racconti complessi e sfaccettati, che speravo di ravvisare anche in questa sua ultima opera. Così non è stato (secondo il mio modestissimo parere) e vi spiego perché.

Al primo anno del corso di storia contemporanea, rimasi colpito dall’affermazione di un professore: “A Dunkerque Hitler scelse di non infierire sull’esercito inglese, in quanto convinto della necessità di addivenire ad un accordo con l’Inghilterra. Considerava i britannici come dei cugini con i quali si poteva venire a patti, e voleva lasciare aperta la porta ad una riappacificazione con loro”. Tenete a memoria questa considerazione.

Premessa

Prima di procedere alla disamina del film, è d’obbligo precisare alcuni punti:

1) La Germania, uscita umiliata e mutilata dal Primo conflitto mondiale, aveva dovuto subire il pesante diktat della Pace di Versailles, una pace dichiaratamente punitiva che aveva posto le basi dell’ascesa del nazionalsocialismo. Pertanto, la possibilità di presentare l’alleanza franco-britannica come l’esclusivo rappresentante delle “forze del bene” decade d’ufficio.

Questa sera alle 19 confronto live con Salvo Mandarà sulla "teoria dei manichini".

La discussione dovrebbe essere visibile in streaming nel riquadro qui sopra.

Decisamente, Kim Jong Un non scherza.

Quelle che fino a qualche mese fa sembravano delle semplici sbruffonate da bar, si stanno rivelando minacce reali e concrete. Prima Kim Jong Un ha dimostrato di possedere razzi in grado di raggiungere gli Stati Uniti, e poi (ieri) ha fatto vedere al mondo di possedere testate all'idrogeno, che possono essere trasportate da quei razzi.

Da oggi quindi, teoricamente, Kim Jong Un potrebbe lanciare sugli Stati Uniti una o più bombe decine di volte più potenti e devastanti di quella che colpì Nagasaki nel 1945. E gli Stati Uniti hanno già ammesso che il loro sistema di difesa ha soltanto un 60% di probabilità di intercettare ed abbattere un tale missile lanciato dalla Corea del Nord.

A sua volta, Donald Trump aveva fatto la voce grossa, qualche mese fa, quando diceva che qualunque atto ostile contro gli Stati Uniti sarebbe stato seguito da un "fuoco e furia mai visto fino ad oggi" contro la Corea del Nord.

di Fabio Angiolini (Fabiomln)

Dovevo avere circa cinque o sei anni.

Come tutti i bambini di quell’età, gli unici pensieri che affollavano la mia mente riguardavano il divertimento, l’esplorazione e il gioco.

In effetti i bambini sono pura felicità e, ancora non condizionati dagli adulti e dalle loro ‘conoscenze’, vivono la vita con la spensieratezza della loro età. Poi diventano grandi, la magia sparisce e, secondo me, si comincia a morire.

Anch’io presto avrei dovuto fare i conti con questo passaggio.

Un giorno affacciandomi dalla finestra di casa mia verso il cortile del condominio, il ricordo invero è piuttosto labile, vidi un drappo color viola. Non ricordo nel dettaglio come si svolse la conversazione, ma rivolgendomi a mia madre le domandai cosa fosse quel telo appeso. Non ricordo quale parole usò esattamente ma capii che il drappo era in relazione alla morte di qualcuno. Non avevo mai sentito parlare di morte e mi domando ancor oggi quali parole potesse avere usato mia madre per spiegarmi che la morte aveva relazione con la cessazione della vita.

Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.

A prima vista potrebbe sembrare una semplice "intuizione artistica", ovvero un piccolo lampo di genio, da parte di un artista che cerca di prevedere come sarà il mondo in cui vivremo domani.

Ma nella serie di nuove monete "immaginate" dall'artista francese Jade Dalloul c'è sicuramente qualcosa di più di una semplice intuizione. Si tratta infatti di una nuova moneta sulla quale non compaiono più i volti dei personaggi storici delle varie nazioni che emettono quella moneta, ma compaiono i volti di noti personaggi internazionali come Steve Jobs, Mark Zuckenberg, Larry Page o Bill Gates. Sono rispettivamente il fondatore della Apple, di Facebook, di Google e di Microsoft, ovvero i nuovi potenti del terzo millennio.

di Marcello Pamio

Fu il grande scrittore Eric Arthur Blair (1903-1950) alias George Orwell a inventarsi il termine di Psicopolizia o Polizia del Pensiero nel suo memorabile romanzo 1984.

Un fanta-romanzo che di fanta ha gran poco. L’unico modo che Orwell aveva per denunciare al mondo il pericolo dei totalitarismi - in un momento storico molto delicato - era quello di romanzarlo.

Ma romanzi a parte egli conosceva molto bene il Sistema dittatoriale che si stava delineando nel mondo, e non a caso in 1984 la descrizione e la rappresentazione sono esemplari. Un Sistema governato dal Grande Fratello ha a sua disposizione lo strumento coercitivo più invasivo e pervasivo che l’essere umano potesse mai immaginare: il controllo totalizzante del pensiero.

Tale controllo si manifestava con l’annullamento del pensiero della gente, la cancellazione di ogni singola individualità e la totale schiavitù.

L'inizio delle scuole si avvicina, e i genitori cominciano a preoccuparsi per quello che succederà ai loro figli se non avranno eseguito tutte le vaccinazioni obbligatorie.

Anche perchè molti hanno già iniziato a ricevere la lettera della ASL con l'appuntamento per le vaccinazioni (avete notato come diventa efficiente lo stato italiano, quando si tratta di far guadagnare Big Pharma?)

Io non ho più figli piccoli, ma ho un nipotino di 7 anni, e vi posso dire quello che suggerirò di fare a mio figlio e a sua moglie:

Presentatevi regolarmente all'appuntamento, ma prima di far inoculare vostro figlio chiedete al medico di leggervi integralmente il bugiardino del vaccino che sta per iniettargli. Quando leggerà le varie reazioni avverse, chiedetegli di firmare un documento nel quale si assume personalmente ogni responsabilità nel caso una di queste reazioni avverse si verificasse su vostro figlio.

 di Francesco Santoianni

È l’ultima frontiera dell’intossicazione mediatica: promuovere o, addirittura, commissionare video che “smascherano” complotti utilizzando “prove” così palesemente false o inconsistenti da neutralizzare ogni pur serio tentativo di mettere in dubbio la Verità ufficiale.

Una strategia già segnalata, anni fa, dall’ottimo Massimo Mazzucco e che ha cominciato a marciare a pieno regime con la diffusione di un falso-falso video attribuito allo staff del senatore McCain e soprattutto con i falsi-falsi video della strage al Bataclan (da noi analizzati qui).  Video che, come quelli prodotti per altre stragi che hanno insanguinato l’Europa, pretendono di dimostrare come queste siano null’altro che sceneggiate  realizzate con l’utilizzo degli ormai famigerati “Crisis Actors” e cioè comparse, – spesso mutilate di braccia o gambe – solitamente utilizzate per rendere più “verosimili”  esercitazioni militari o di Protezione civile.

di Music-Band

Dovevo aspettarmelo, era da troppo tempo che i media spingevano la macchina della propaganda a velocità folle, eppure per qualche insana ragione che è più incoscienza che positivismo, uno spera sempre che il peggio non accada mai e così ho fatto quello che di solito fanno tutti: ho ingannato me stesso; invece di prepararmi in anticipo alle nefandezze che stavano prendendo forma, ho ignorato le nubi che si addensavano all'orizzonte limitandomi a una sterile indignazione per l'arroganza e le balle quotidiane propinate in blocco dai manipolatori di opinioni, come se a qualcuno fregasse qualcosa del mio disappunto.

E così, quando venne annunciato il decreto Lorenzin che non faceva altro che inserire un nuovo allucinante tassello nella deriva autoritaria imboccata parecchio tempo fa da questo disgraziato paese, la notizia mi travolse quasi come un fulmine a ciel sereno. A volte mi domando se il “Lieto fine” inculcatoci da un secolo di Hollywood come un imprinting materno, non mi abbia reso meno realista.

Nel dichiarare che la guerra in Afghanistan "continuerà finché avremo raggiunto la vittoria finale", il presidente Trump ha affermato insieme una grande verità e una grande bugia.

La grande verità è che i presidenti americani in politica estera non contano praticamente nulla. Già Obama era entrato alla Casa Bianca dichiarando di voler mettere fine all'invasione dell'Afghanistan, ma dopo pochi mesi si era trovato a fare marcia indietro, mandando invece altri 30.000 soldati proprio in quel territorio.

Anche Donald Trump aveva, fra le sue promesse elettorali, quella di "mettere fine all' invasione inutile e costosissima dell'Afghanistan", ma dopo pochi mesi ha invece dovuto dichiarare, appunto, che la guerra continua fino a nuovo ordine.

Evidentemente c'è qualcosa che il neo presidenti non sanno, e che vengono ad apprendere soltanto dopo essere entrati nell'ufficio ovale.

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