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Re: Troppe tragedie, mai per caso
Lezik85 4/7/2009 13:22
Re: Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
ELFLACO 4/7/2009 13:11
Re: Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
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Re: Troppe tragedie, mai per caso
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Re: Il petrolio che nessuno vuole
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Re: Il petrolio che nessuno vuole
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Lezik85 4/7/2009 3:26
Re: Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
Lezik85 4/7/2009 3:14
Re: Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
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Re: Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
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Iraq : Il petrolio che nessuno vuole
Inviato da Redazione il 4/7/2009 0:10:00 (543 letture)

Il paradosso dei paradossi si è verificato ieri a Baghdad: il governo iracheno ha messo all’asta alcuni fra i più grandi pozzi petroliferi del paese, e nessuno li ha voluti comprare.

Convenuti da ogni parte del mondo, i rappresentanti delle diverse compagnie petrolifere si sono ritrovati in un hotel di Baghdad, pronti a catturare quelli che sembrano essere gli ultimi giacimenti disponibili di grandi dimensioni, ma nell’urna delle offerte alla fine è caduta una sola busta: una joint-venture BP-CMPC (la compagnia petrolifera nazionale cinese) ha acquistato i pozzi di Rumalia, che contengono una stima di circa 44 miliardi di barili. Ma l’offerta della Exxon per i pozzi di West Qurna è andata a vuoto, e la stessa fine hanno fatto tutte le altre le offerte estere per i pozzi di Zubair e Missan.

A sentire i rappresentanti delle compagnie petrolifere, sembra che il governo iracheno sia disposto a pagare percentuali troppo basse agli investitori stranieri. Ma forse sono gli stranieri che sono abituati a portarsi a casa il petrolio altrui per poco o nulla, e ora si ritrovano a fare i conti con un paese che ha finalmente preso coscienza del suo enorme potenziale economico.

Bisogna dire che si prova una profonda amarezza, nel vedere la Exxon degli invasori costretta a partecipare ad un’asta qualunque, …

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politica italiana : Troppe tragedie, mai per caso
Inviato da Redazione il 2/7/2009 5:50:00 (2112 letture)

di Marco Cedolin

Sono ancora vive ed aperte le ferite determinate dal terremoto dell’Aquila, le cui conseguenze devastanti sono state indotte in larga misura dalla mancata applicazione di qualunque precauzione antisismica nella costruzione delle abitazioni, piuttosto che non dalla violenza del sisma, e già una nuova tragedia si abbatte sul paese con il suo carico di morte e distruzione.

Nella stazione ferroviaria di Viareggio, intorno alla mezzanotte, un convoglio merci composto da 14 vagoni che trasportano serbatoi di gas liquido, deraglia improvvisamente, un serbatoio esplode (forse due) creando l’inferno e le conseguenze sono quelle di un bombardamento aereo al fosforo bianco. Palazzine crollate, stabili e auto in fiamme, decine di cadaveri carbonizzati ed altre decine di persone ustionate in maniera grave, sotto a un cielo fattosi di fuoco.

A poche ore dalla tragedia le informazioni ancora frammentarie (tutti i principali quotidiani online hanno mancato di fare informazione sull’accaduto per l’intero corso della notte, ...

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media : L’ANSA abbocca al tranello per teleutenti
Inviato da Redazione il 2/7/2009 0:40:00 (1306 letture)

Il Dailymail di Londra ha dato la “notizia” che Lillian Schwartz, la nota artista mediatica americana, ha scoperto che la Sindone sarebbe opera di Leonardo.

Naturalmente, la Schwartz non ha scoperto un bel niente, visto che la teoria è stata formulata già da tempo dal cattedratico sudafricano Nicholas Allen, ma è comprensibile che il quotidianio inglese l’abbia spacciata come “scoop” fresco di giornata, poichè l’intento dell’articolo era chiaramente quello di pubblicizzare una trasmissione dedicata alla Sindone, messa in onda la sera stessa da Channel 5.

Un pò meno spiegabile è la superficialità con cui l’ANSA ha ripreso la notizia, dandola per scoop vero e proprio. Invece di abboccare come un teleutente qualunque, …

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medicina : Tullio Simoncini - L'ipotesi fungina
Inviato da Redazione il 1/7/2009 7:30:00 (1981 letture)

Questo è il capitolo conclusivo del film “Cancro – le cure proibite”, dedicato a Tullio Simoncini. E’ diviso in tre parti a causa dei limiti di lunghezza di Youtube. In serata dovrebbe essere disponibile su Arcoiris il segmento integrale, che dura circa 25 minuti.

Per una migliore lettura del materiale presentato, ricordiamo che all’inizio del film compare il seguente avviso: “Questo film non intende promuovere la validità di una qualunque cura rispetto ad altre, nè vuole suggerire l'abbandono di eventuali terapie in corso a favore di altre. E' un lavoro di carattere puramente storico/informativo, non scientifico, e non intende in ogni caso essere esaustivo”.

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news internazionali : Smettiamo di comprarlo
Inviato da Redazione il 30/6/2009 10:40:00 (2449 letture)

Questo articolo è stato pubbicato l’altro ieri su campoantimperialista.it.

Il Manifesto alla guerra di Persia

A tutto c’è un limite.

Pontificano da quarant’anni su quel che dovrebbero fare i comunisti e la sinistra, con l’unico risultato di aver contribuito all’attuale campo di rovine. A volte criticano il bipolarismo, ma sempre l’accettano ritagliandosi un angolino in cui sopravvivere.

Negano il ruolo delle resistenze popolari all’imperialismo. Si esaltano per Obama, enfatizzando i sui discorsi ed occultando le sue guerre.

Ce ne sarebbe abbastanza. Ma ora, con la loro partecipazione alla campagna di demonizzazione dell’Iran, hanno davvero passato il segno.

Il Manifesto è completamente schierato con la propaganda occidentale. Nei suoi articoli non c’è il minimo spazio per l’altra parte – i due terzi dell’Iran – né c’è posto per il minimo dubbio.

Nei suoi articoli non c’è traccia delle mire occidentali, né di quelle sioniste, e neppure degli interessi rappresentati dal clan mafioso che fa capo a Rafsanjani. C’è solo il comodo chiaroscuro di manifestazioni di “giovani e donne” contrapposte ad un cupo regime clericale.

Avevano iniziato nel 2005, in perfetta sintonia con il resto del circo mediatico, chiamando “antisemitismo” l’antisionismo di Ahmadinejad. Ma ora si assumono una responsabilità ancora più grande, avallando una campagna che prepara la guerra.

Per il Manifesto Ahmadinejad è un dittatore, mentre le elezioni sono state certamente falsate da brogli colossali orditi dal regime degli Ayatollah. Che a quel regime siano più interni Rafsanjani e Moussavi, piuttosto che Ahmadinejad, al Manifesto non interessa proprio. Magicamente, controllando un apparato che non controlla, ...

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storia & cultura : Che Guevara: inchiesta su un mito
Inviato da Redazione il 29/6/2009 9:10:00 (2123 letture)

E’ disponibile su Arcoiris TV un documentario di circa 3 ore sulla vita e sulla morte di Ernesto Guevara de la Serna, l’intellettuale rivoluzionario argentino passato alla storia come Che Guevara.

E’ un documentario eccezionale, nel senso più letterale del termine, per più di un motivo. Si tratta prima di tutto di un inedito, uscito miracolosamente dagli scaffali di una sala di montaggio in forma chiaramente incompleta. La pellicola dai colori sbiaditi mostra ovunque il “macinamento” implacabile della moviola, mentre le giunte brutali, i salti di quadro, e il fuori-sincrono quasi costante confermano che si tratti di una copia-lavoro che non ha mai raggiunto la fase di finalizzazione.



(Vai alla II e III parte)

Ma in un certo senso, questo aspetto “crudo” e irrisolto del materiale filmico, girato nel 1973, rappresenta la perfetta metafora del suo contenuto, una “revoluciòn” latinoamericana che non ha mai visto la luce del giorno.

Girato da Roberto Savio, ex-regista della Rai, il documentario è l’unico lavoro conosciuto che raccolga le testimonianze dirette di tutti coloro che furono in qualche modo coinvolti nella cattura ed uccisione di Guevara, avvenuta nel 1967. Naturalmente, l’importanza di queste testimonianze non si limita alla dettagliata ricostruzione dell’evento specifico, ma sta nella lettura complessiva che risulta proprio da questo insieme di testimonianze.

Ci si rende conto infatti che nella “piccola” storia di 50 guerriglieri sperduti sulle Ande boliviane …

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news internazionali : Ora et labora, meglio se gratis
Inviato da Redazione il 27/6/2009 8:40:00 (2652 letture)

di Marco Cedolin

La crisi economica continua a manifestarsi come una fucina di opportunità per tutti coloro che intendono usarla a mo di grimaldello, utile a scardinare quel che resta dei diritti dei lavoratori, contribuendo ad inasprire oltre ogni immaginazione le condizioni di quel Far West privo di regole meglio conosciuto come mondo del lavoro.

In Gran Bretagna Willie Walsh, amministratore delegato della British Airways, compagnia di trasporto aereo pesantemente in crisi, ha domandato ai suoi 30.000 dipendenti la disponibilità a lavorare gratis per un mese, iniziando col dare l’esempio attraverso la rinuncia al proprio stipendio di luglio che avrebbe dovuto ammontare a 61.000 sterline.

La risposta dei lavoratori, definita “fantastica” dallo stesso Walsh, è probabilmente andata molto al di là di quanto non sperassero i dirigenti della compagnia e sembra aprire nuovi orizzonti sulla strada del risanamento aziendale conseguito gravando sulle spalle della forza lavoro.

Ben 800 dipendenti della British Airways si sono infatti dichiarati disposti a lavorare gratis per un mese, ...

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medicina : "Mothers Act" - Un altro regalo di Big Pharma
Inviato da Redazione il 26/6/2009 10:54:25 (2216 letture)

di Luciano Gianazza - www.medicinenon.it

Che cos'è il Mothers Act

Letteralmente in questo contesto Act significa Decreto, Legge, quindi una legge a favore delle madri, nello specifico delle future e neo mamme e dovrebbe servire a far sì che le istituzioni si prendano cura di loro durante il periodo della gravidanza, del parto e dopo il parto. Questo perché alcune donne sono state soggette a disturbi di un tipo o di un altro in concomitanza con la gravidanza e il parto. Per quanto si potrebbe pensare che il Mothers Act sia un impegno della comunità nei confronti delle donne nel ruolo di madre, in realtà è stato elaborato dalla lobby di Big Pharma, con il solo scopo di trasformare la gravidanza, il parto e la nascita in una condizione medica in cui si verifica la presenza di malattie mentali da trattare con gli psicofarmaci.

La Lobby di Big Pharma

Sono diversi anni che Big Pharma cerca di far approvare dal Congresso Americano il Mothers Act, ma non è mai passato perché uno dei due schieramenti si opponeva all'altro che era finanziato dalla lobby al fine di farlo approvare.

Di solito le lobbies appoggiano finanziariamente uno o l'altro degli ormai soli due gruppi di partiti politicamente opposti per fare approvare provvedimenti favorevoli agli interessi che esse rappresentano o per far cadere quei provvedimenti che invece non sono affatto favorevoli.

Questo fa sì che un gruppo politico spinga le approvazioni di decreti o leggi nell'interesse dei loro finanziatori contrastati dagli oppositori che ovviamente portano avanti altri interessi. Questa situazione conduce spesso a un impasse e a logoranti lotte fino all'ultimo voto che possono durare intere legislature.

Il problema è che ora questa proposta ha maggiori probabilità di diventare legge perché Big Pharma ha cambiato strategia: Ha finanziato alla pari entrambi gli schieramenti politici ...

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chiesa e religione : Anche i preti al servizio della politica
Inviato da Redazione il 25/6/2009 9:50:00 (3205 letture)

Il 31 maggio il prete di Genova Paolo Farinella ha indirizzato al suo cardinale, Angelo Bagnasco, una lettera aperta che ha iniziato a circolare in rete, e che ieri è stata ripresa da Repubblica.

Nella lettera, sostanzialmente, Farinella accusa i vescovi italiani – della cui organizzazione Bagnasco è il presidente - di “reggere il sacco” a Berlusconi, per le sue continue malefatte, invece di denunciarne pubblicamente il comportamento “immorale”.

Alla lettera ha fatto eco un articolo di Famiglia Cristiana, dai toni e dai contenuti molto simili, anch’esso puntualmente ripreso da Repubblica.

Ne esce una immagine complessiva di una Chiesa “buona”, di una Chiesa sana e attenta ai valori morali, che si contrappone ai “venduti” delle alte gerarchie, che tacciono per interesse politico, economico, o personale.

Più volte Farinella sottolinea, nella lettera a Bagnasco, “io prete, lei vescovo”, quasi a voler rimarcare la sua apparteneza ad una “base” cristiana con la quale le gerarchie vescovili avrebbero perso il contatto.

Ma i tempi di Martin Lutero sono molto lontani, e quelli della Teologia della Liberazione lo sono ancora di più. Qualunque prete voglia ammantarsi oggi di purezza morale, senza rischiare di essere sospettato di opportunismo politico, deve prima rispondere ad un paio di quesiti non da poco.

All’inizio della sua lettera, Farinella scrive: Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe:

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news internazionali : Israele ultima chance per Obama
Inviato da Redazione il 24/6/2009 12:30:00 (2524 letture)

Fra le persone più deluse per la sua nuova presidenza sicuramente c’è lo stesso Barack Obama, che deve aver imparato molto in fretta, nei mesi scorsi, la differenza fra i buoni propositi e la loro applicazione nel mondo reale.

Per quanto abbia segnato alcuni punti a suo favore, lo ha fatto in zone di territorio relativamente facili da conquistare: il ritorno della ricerca sulle staminali, la liberalizzazione del FOIA, l’apertura al mondo islamico, la legge per la parità del salario femminile, oppure la fermezza con cui conduce la campagna per la riforma medica, sono tutte battaglie che gli fanno onore, ma che scompaiono di fronte alla facilità con cui ha dovuto cedere su due dei tre argomenti più importanti: guerra ed economia.

Per prima cosa, Obama deve aver toccato con mano quanto sia difficile convincere i generali a schiodare le proprie truppe da qualunque angolo del mondo, una volta scesi sul campo di battaglia. Questa è gente per cui la diplomazia è “roba da donnine”, mentre retrocedere di un solo metro significa ingiuria e disonore per il resto dei loro giorni. Aggiungici gli imponenti interessi economici di chi in Asia Centrale ha puntato tutto quello che gli restava (leggi UNOCAL & Co.), e ti ritrovi a dover farfugliare spiegazioni ridicole sul perchè parli di “rispetto fra le nazioni” mentre raddoppi i tuoi contingenti in Afghanistan.

Non a caso Obama ha commentato che “è molto più facile iniziare una guerra che finirla”.

Sul fronte della finanza poi Obama ci ha fatto proprio la figura del merlo: partito per salvare “Main Street” da “Wall Street”, ovvero “la gente” dalle “banche”, …

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