di Marco Confetti [utente Marco 77]
Gli articoli ed i video disponibili sulla questione dell'intonazione a 432 Hz sono innumerevoli. Ciò nonostante, è davvero difficile farsi un'idea precisa in merito. Ogni analisi al riguardo sembra più essere rivolta ad attaccare le posizioni altrui piuttosto che a fornire dati oggettivi a dimostrazione di quanto si afferma.
In rete possiamo trovare molte app per la "conversione" della musica da 440 Hz a 432 Hz nonché una gran quantità di musicisti, di semplici appassionati o di quelli che si definiscono "operatori olistici", pronti a giurare che questo cambio di intonazione sia la chiave per il benessere universale e che possa inoltre spezzare il controllo mentale posto in essere dai potenti nei confronti delle masse.
Dall'altra parte della barricata troviamo invece schiere di debunker pronti a minimizzare, a ridicolizzare e a tranquillizzare il popolo sul fatto che non esistono complotti di alcun tipo e che, in sintesi, possiamo stare sereni perché i nostri governanti ci vogliono bene.
In questo articolo proverò a dare una mia lettura dei dati a nostra disposizione, premettendo che mi approccio a questo argomento da studente e non da maestro.
di G. Luca Gallerani [utente Arciere]
Le profezie sono sempre esistite e, che fossero pochi o tanti a dar loro ascolto, sono sempre state adoperate al momento opportuno. In tempi antichissimi le si rappresentava con un'immagine: in certi momenti della storia, l'umanità è come una persona vecchissima che strascica i piedi e non più in grado di muoversi agevolmente, ma con le profezie c'è la possibilità di riprendere il passo sciolto, cioè il cammino lungo il divenire del tempo. Dunque le profezie sono come un bonus che spetti di diritto ad un'umanità che intenda continuare a sopravvivere e crescere: ma perché mai il genere umano sarebbe meritevole di un abbuono, di uno sconto, di una indennità?
Le profezie che riguardano questa nostra parte di storia (e soprattutto di futuro), sono centinaia, e arrivano da migliaia di anni fa fino al secolo scorso.
[articoli degli utenti]
di Dante Bertello
Il 27 giugno 1980 un aereo civile della compagnia Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, cade in mare vicino all’isola di Ustica. Sull’aereo vi erano 81 persone, nessuno è sopravvissuto. Inizialmente si parlò di un missile, anche se una forte campagna di disinformazione cercò di spostare la causa del disastro sul cedimento strutturale o su una bomba.
ISRAELE POSSIBILE INDIZIATO
Su chi avesse potuto lanciare quel “maledetto” missile sono state fatte molte ipotesi: gli statunitensi, i francesi, noi italiani o i libici, ma tre libri puntano il dito contro un’altra nazione, Israele.
Il primo libro si intitola “IL CONSIGLIO DELLE OMBRE”, è stato pubblicato nel 1994 da Tullio Pironti editore ed è stato scritto da Gerardo Serravalle, generale dell’esercito in pensione ed ex capo di Gladio.
Un altro articolo inviato dai lettori
di Stefano Botta (utente kazan)
Balzac, nel suo capolavoro "Le illusioni perdute", fa dire al suo personaggio mefistofelico Carlos Herrera (che poi diventerà, significativamente, capo della polizia francese): "Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata - la storia ad usum delphini - e la storia segreta, dove si trovano le vere causa degli avvenimenti, una storia vergognosa".
Questa riflessione del grande scrittore francese induce ad alcune domande. La storia vergognosa noi l'abbiamo mai studiata? Se la storia scritta dai vincitori diventa la storia ufficiale, cosa ci hanno insegnato nelle nostre scuole occidentali? Ci hanno tramandato la verità degli avvenimenti o piuttosto la storia ad usum delphini? E' possibile che la storia che tutti conosciamo sia un falso storico? E qual è il significato della storia se noi abbiamo conosciuto solo la storia ufficiale e non l'altra, più veritiera?
Breve serie di citazioni e discorsi di Robert F. Kennedy, il senatore assassinato a Los Angeles il 5 giugno 1968.
[questo articolo fa parte di quelli da me "sollecitati" ai nostri utenti]
di Ciro Pirone (utente Kurus)
Dalla CIA a Platone, dai diluvi antichi fino al 2046. Un viaggio nella possibilità che la nostra civiltà non sia la prima… e forse nemmeno l’ultima.
Immagina di scoprire che la storia dell’umanità non è una linea retta, ma un ciclo. Civiltà che sorgono, accumulano conoscenza, costruiscono monumenti, mappano il cielo… e poi vengono cancellate da eventi così devastanti da lasciare solo piccoli gruppi di sopravvissuti, costretti a ricominciare quasi da zero.
Quello che chiamiamo “inizio della civiltà” potrebbe essere soltanto l’ultimo riavvio. Sembra fantascienza. Eppure questa ipotesi emerge dall’incrocio tra documenti declassificati, testi antichi, miti del diluvio presenti in tutto il mondo, siti archeologici fuori scala e anomalie geofisiche oggi misurabili. Non è necessario credere a tutto. Ma quando i pezzi iniziano ad avvicinarsi, il quadro diventa difficile da ignorare.
E il primo pezzo non viene da una piramide. Viene dagli archivi della CIA.
Scritto da Francesco Ierardi, “L’alieno dietro la leggenda” è un libro che esplora l’affascinante connessione tra miti e leggende di diverse civiltà ed epoche, sostenendo l’idea che molte di queste storie possano essere interpretate come resoconti di incontri con forme di vita extraterrestre.
Quello che segue è il capitolo del libro intitolato IKTOME, IL MESSAGGERO. Si riporta la leggenda di Iktome, così come fu raccontata dai Sioux a Richard Erdoes, uno storico americano esperto di storia dei pellerossa. La leggenda descrive e anticipa l’arrivo dell’uomo bianco nelle praterie americane.
In corsivo la leggenda originale raccontata dai Sioux, in grassetto i commenti dell’autore del libro.
L'Occidente capitalista e colonialista per secoli ha rapito i bambini dei cosiddetti "selvaggi".
di Sonia Savioli
Non è una novità. La civiltà basata sul dominio, il profitto, lo sfruttamento di umani e natura, cioè la società in cui viviamo, non tollera altre civiltà, e chi sceglie di far crescere i propri bambini nell’affetto, nella libertà, nella natura, nella salute è, di fatto, un nemico della civiltà del dominio. E’ un nemico del sistema.
Il sistema progreditissimo dell’ignoranza e del conformismo servile veicolati da quella che chiamano “istruzione”; del bullismo fomentato da diseguaglianza, frustrazione, mancanza di affetto e attenzione nelle famiglie; delle malattie e dei miliardi procurati da vaccini e farmaci. Il sistema della competizione sociale a tutto spiano e del denaro come unico obiettivo e scopo della vita.
Non è una novità. Il sistema si difende dai buoni esempi, perché i buoni esempi sono contagiosi ed esiziali per un sistema cattivo. Non porta via i bambini dei boss mafiosi, perché i boss mafiosi fanno allegramente parte del sistema mafio-capitalista in cui viviamo. Strappa i bambini a chi vuole farli crescere in maniera alternativa al sistema. Costoro sono un pericolo, e tanto più sono un pericolo nel tempo attuale in cui disagio, scoraggiamento, repulsione verso la società in cui viviamo sono i sentimenti di molti, che cercano nuovi modelli di vita e guardano con attenzione e speranza a chi quei nuovi modelli li sta sperimentando e vivendo.
Non è una novità. La civiltà capitalista, colonialista, contronatura, per secoli ha rapito i bambini dei cosiddetti “selvaggi”.
Franco Fracassi presenta la sua collana in 12 volumi intitolata “Nei secoli brevi”. Uno sguardo a volo d’uccello sugli ultimi 120 anni della storia mondiale.
di Alessio Mannino
Giù le mani da Pier Paolo Pasolini. Come tutti gli anniversari di personaggi che hanno lasciato un segno, questo cinquantennale della morte è stata l’occasione per ammazzarlo di nuovo, a furia di retorica ipocrita e strumentalizzazione di parte. A sinistra, limitandosi al compitino del ritratto agiografico, con le solite formulette dell’intellettuale “irregolare”, “scandaloso” e via veltroneggiando.
Pasolini, prima di tutto un artista
A destra, dopo che la Meloni ci aveva già provato nel 2021 definendolo artefice di un “manifesto politico, conservatore” e di un pensiero “profondo e diffuso che innerva la destra italiana” (Io sono Giorgia), tal Federico Mollicone presidente della Commissione Cultura è tornato alla carica, arrivando a etichettarlo come “fascista”. Del resto, si sa: i morti non possono più difendersi.
di Pierluigi Palazzi
Nato a Brescia nel '29 e morto nel 2020, è stato il contrastatissimo, contestato promotore del cosiddetto neoparmenidismo, definizione che in verità gli stava pure stretta, e cioè dell’eternità dell’ente. In linea ma anche in discontinuità col filosofo di Elea, Severino richiamava alla logica implacabile dell’eternità dell’essere già espressa appunto da Parmenide duemila anni fa: secondo l’eleate, dacché l’essere non può MAI trasformarsi nel proprio contrario, e non può finire o provenire dal nulla pena la coincidenza, assurda logicamente, tra essere e nulla, Parmenide concludeva che dunque l’essere fosse eterno. Assistendo però noi allo ‘’spettacolo’’ o al panorama del divenire altro/nulla degli enti, ne consegue necessariamente, aggiungeva sempre Parmenide, che il tutto fosse legato alla ''doxa'', cioè l’opinione ovvero l’illusione dacché il mondo dell’essere non può essere in nessun caso coinvolto/scalfito nel divenire. Ergo il divenir altro appunto a cui assistiamo, secondo Parmenide non può essere altro che doxa, errore...
Ed è qui che subentra, con una dose di scandalo che gli costò l’espulsione dalla Cattolica di Milano per incompatibilità del suo pensiero con la fede cristiana (motivo per cui fondò la facoltà di filosofia a Venezia), il pensiero di Severino che, ricollegandosi alla logica parmenidea dell’essere eterno, confuta però quello che parrebbe impossibile da smentire: cioè la certezza che assistiamo davvero al divenire delle cose.
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