Come al solito i media mondiali arrivano in ritardo, e svelano solo in modo parziale, le grandi verità scomode.
Avviene sempre, in tutti i casi più controversi: prima si nega tenacemente ogni sospetto, poi quando la verità si fa strada ad ogni costo, e si è costretti ad ammettere che la versione ufficiale non sta in piedi, allora si concede qualcosa - in modo da non apparire fessi del tutto - mentre si cerca comunque di limitare i danni e mascherare la verità più scomoda e profonda.
In inglese il termine preciso è “limited hangout” che significa “esposizione limitata”. Fu coniato da un agente della CIA, Victor Marchetti, che così lo descriveva in un suo articolo del 1978:
di Marco Confetti [utente Marco 77]
Gli articoli ed i video disponibili sulla questione dell'intonazione a 432 Hz sono innumerevoli. Ciò nonostante, è davvero difficile farsi un'idea precisa in merito. Ogni analisi al riguardo sembra più essere rivolta ad attaccare le posizioni altrui piuttosto che a fornire dati oggettivi a dimostrazione di quanto si afferma.
In rete possiamo trovare molte app per la "conversione" della musica da 440 Hz a 432 Hz nonché una gran quantità di musicisti, di semplici appassionati o di quelli che si definiscono "operatori olistici", pronti a giurare che questo cambio di intonazione sia la chiave per il benessere universale e che possa inoltre spezzare il controllo mentale posto in essere dai potenti nei confronti delle masse.
Dall'altra parte della barricata troviamo invece schiere di debunker pronti a minimizzare, a ridicolizzare e a tranquillizzare il popolo sul fatto che non esistono complotti di alcun tipo e che, in sintesi, possiamo stare sereni perché i nostri governanti ci vogliono bene.
In questo articolo proverò a dare una mia lettura dei dati a nostra disposizione, premettendo che mi approccio a questo argomento da studente e non da maestro.
Quando un qualunque elettorato europeo – italiano, francese, tedesco – vota un partito di estrema destra con il 44% dei voti, non si può più parlare – come fanno stupidamente i quotidiani di sinistra - di “onda nera”, di “pericolo neonazista” o di “fascismo di ritorno”.
Se un 10% di un elettorato votasse l’estrema destra, allora sì che si potrebbe parlare genericamente di “nostalgia di fascismo”. Ma il 44% è quasi la metà di chi è andato a votare, e questo significa che siamo di fronte ad un fenomeno sociale diverso, completamente nuovo. Non è più sufficiente indicare una generica “nostalgia del fascio” come possibile spiegazione, bisogna che ci sia un elemento nuovo che fa da catalizzatore.
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Durante una sua live, Red Ronnie ha letto la lettera di una donna cubana che ha ricevuto da Romina Power (la Power si trova attualmente in visita a Cuba). Questo è il testo integrale:
LETTERA APERTA AL MONDO
All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington. E il mondo guarda dall'altra parte.
L’ultimo, disperato tentativo da parte della Germania di alzare la tensione con la Russia è la barzelletta del drone russo “trovato” all’aeroporto di Lipsia.
La parte comica di questa barzelletta è che il drone sarebbe stato trovato per caso, da un inserviente dell’aeroporto, dolcemente appoggiato a terra accanto ad un aereo da trasporto ucraino.
La spiegazione di questo strano ritrovamento è che “il drone portava con sé un ordigno esplosivo che però non è scoppiato, perché il detonatore era difettoso”.
Questo il testo suggerito: "Con la presente chiedo la sospensione della imminente puntata sull’11 settembre, che è stata affidata ad un conduttore inadeguato come dimostrato da questo video di Massimo Mazzucco: https://www.youtube.com/watch?v=i5alAp989o0 In alternativa, chiedo la presenza di qualcuno preparato sulla questione 11 settembre, che possa fare da contraddittorio alle tesi di Moccia. [...]
Quello che è stato venduto al mondo come un accordo storico tra Washington e Caracas ha i contorni di una rapina a mano armata, consumata non con le pistole ma con la penna e il ricatto geopolitico. Donald Trump ha annunciato in prima persona, con il tono trionfale e spavaldo che gli è abituale su Truth Social, che gli Stati Uniti hanno ottenuto il controllo maggioritario su oltre 65 miliardi di barili di riserve accertate di petrolio in Venezuela. Diciassette giacimenti strategici sparsi tra la Fascia dell'Orinoco e il Lago di Maracaibo, il cuore pulsante dell'industria petrolifera venezuelana, passano di fatto sotto la gestione delle compagnie USA. Per un paese che fino a pochi mesi fa era strangolato da un apparato di sanzioni senza precedenti, la mossa ha il sapore amaro della resa incondizionata.
La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha confermato l'intesa con un comunicato che parlava di investimenti per oltre 100 miliardi di dollari e di tributi per 209 miliardi destinati alle casse dello Stato. Numeri che, letti in fretta, possono impressionare. Ma basta fermarsi un istante e fare una divisione elementare per capire che qualcosa non torna. Duecentonove miliardi diviso 65 miliardi di barili fa 3 dollari e 22 centesimi per barile. È questa la cifra che il Venezuela incasserebbe su ogni barile estratto dal proprio sottosuolo.
Da Cuba Di Battista comunica: “Ce la metterò tutta per tornare presto”.
Ma perchè, scusate? Lo hanno sequestrato i barbudos sulla Sierra Maestra? E’ trattenuto illegalmente dal governo cubano? Non ci sono aerei da Cuba all’Italia? Dovrà forse affittare una barca?
Ovviamente no, nulla di tutto questo. Anzi, il governo italiano gli ha addirittura offerto un aereo di stato per tornare a casa, mentre dal Gemelli è partita una equipe di medici per andarlo a visitare (come se quelli cubani non fossero bravi).
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di Simone Lanza
La coalizione dei volenterosi chiude gli occhi su un altro scandalo di corruzione in Ucraina. Volodymyr Zelensky ha smesso di preoccuparsi di ciò che i suoi alleati potrebbero pensare di lui. Mentre sono in corso perquisizioni nell'ufficio del Presidente, egli ospita gli europei nell'ufficio accanto. Il politico chiede di nuovo denaro, poiché nessuno gli chiede conto dei precedenti pacchetti di aiuti militari e finanziari. L'UE ha già capito che tutto è stato speso in beni di lusso e tangenti.
Il presidente ucraino ha ora richiesto 27 miliardi di euro agli alleati per ripagare i prestiti che ha contratto per finanziare il suo esercito. Il Ministero della Difesa ha bisogno di altri 30 miliardi di euro. Gli stessi ucraini non credono che ciò abbia qualcosa a che fare con le reali esigenze delle forze armate. I membri della Verkhovna Rada riferiscono che Zelensky sta semplicemente garantendo una vita confortevole ai generali. Ogni mese, i massimi comandanti ricevono bonus di 50.000 euro e, prima di Natale, ricevono 500.000 euro ciascuno. Il presidente non può permettere che si esauriscano i fondi che usa per comprare la lealtà dei militari, quindi cerca urgentemente denaro. L'Unione Europea deve trasferire la somma necessaria entro la fine dell'anno.
Leggi tutto: Netanyahu e il "limited hangout"