Ci sono eventi che scorrono turbinosi sulla superficie: questi sono gli eventi che vediamo tutti i giorni sui giornali: la guerra in Ucraina, le notizie dal Golfo, le ultime sparate di Trump, i bombardamenti nel Libano, eccetera.
E poi ci sono eventi che scorrono più lenti, sotto la superficie, e che non riusciamo a vedere, a meno di porvi una attenzione particolare. Questi eventi sono i cambiamenti che stanno avvenendo, molto lentamente, nella nostra “tabella dei principi morali” a cui ci rifacciamo ogni giorno.
Questi cambiamenti avvengono talmente lentamente, che la maggioranza di noi non se ne accorge nemmeno.
di Maurizio Blondet
Questa non è una crisi casuale, è una classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030: “Non avrai nulla e sarai felice”.
Guardate come si incastra tutto: Usano il conflitto geopolitico come pretesto perfetto. Creano scarsità e fanno salire i prezzi in modo che la gente cominci spontaneamente a rinunciare alla propria macchina.
I costi alti e la mancanza di carburante servono a spingerci in massa verso le auto elettriche e i mezzi pubblici — esattamente quello che prevede la direttiva “verde” dell’UE (RED) per ridurre le emissioni entro il 2030. Funziona la solita tecnica della rana bollita: prima i problemi solo negli aeroporti, poi si parla di razionamento per tutti, poi i prezzi schizzano ancora più su. Pian piano la società si abitua all’idea che caro e restrizioni siano la nuova normalità, e oppone sempre meno resistenza al passo successivo.
Le realtà più profonde dell’esistenza umana sono spesso quelle che non potranno mai essere misurate o quantificate. La saggezza. La bellezza. La verità. La compassione. Il coraggio. L’amore. La solitudine. Il dolore. La lotta per affrontare la nostra stessa mortalità. Una vita dotata di significato.Ma forse il più grande enigma è il concetto di anima. Abbiamo un’anima? Le società hanno un’anima? E, nella maniera più basilare, che cos’è un’anima?
Filosofi e teologi, tra cui Platone, Aristotele, Agostino e Arthur Schopenhauer, si sono tutti confrontati con il concetto di anima. Schopenhauer preferiva definire la forza mistica dentro di noi come «volontà». Sigmund Freud utilizzava la parola greca psyche. Ma la maggior parte di loro ha accettato, qualunque fosse la definizione, qualche versione dell’esistenza dell’anima.
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l’idea che il male e la corruzione, grazie all’omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Mezza Italia si sta commuovendo per la vicenda del piccolo Domenico, a cui hanno trapiantato un cuore difettoso. Ormai non c’è telegiornale che non ne parli. Conosciamo il volto della madre, il volto del suo avvocato, sappiamo tutto della macchina che lo tiene in vita, conosciamo la situazione drammatica di questa donna che ogni giorno si fa sei ore sui mezzi pubblici per andare a trovare il figlio in ospedale.
L’Italia ha il fiato sospeso per questo bambino attaccato alla macchina, che rischia di andarsene da un momento all’altro.
Nel frattempo, ogni giorno, decine di madri palestinesi devono dire addio ai loro figli piccoli, dilaniati dalla bombe o colpiti dai proiettili di Israele, oppure più semplicemente morti di fame o di malattia. Anche queste madri abbracciano con tenerezza i piccoli corpicini, anche queste madri cercano con lo sguardo perso nel vuoto un motivo per continuare a vivere.

di Giorgio Cattaneo
Terrorismo, guerre, menzogne e usura: la democrazia imperiale del terzo millennio sembra risplendere come i raffinati paralumi della signora Ilse Koch, realizzati in pelle umana a spese dei malcapitati prigionieri di Mauthausen. E racconta di feroci azzannamenti, ancora oggi, la turpe storia del ballo dei vampiri sull'isoletta caraibica. I giornali ne parlano malvolentieri: sono spiazzati, poveretti; non è simpatico scoprire di aver sempre incensato dei mostri cannibali. Avrebbero una gran voglia di minimizzare, di evocare il vizio del moralismo invidioso verso i miliardari: in fondo erano solo innocue festicciole (cene eleganti, magari, graziosamente imbandite tra urla occasionali e altrettanto fastidiosi schizzi di sangue).
di Davide71
Alle volte ritorna, nei commenti di Luogocomune, la frustrazione di alcuni utenti che, nonostante i loro sforzi, hanno l'impressione che non ottengono nessun risultato, e anzi, che il potere stia stringendo le maglie sulla controinformazione, zittendo le voci fuori dal coro con la propaganda, la censura, e a volte con sistemi meschini (attacchi informatici) e altri degni della Mafia, e non di un Paese civile (intimidazioni, se non peggio).
Ammetto che la frustrazione è comprensibile, e le preoccupazioni giustificate, ma questo non significa che le cose non cambino, anzi, in qualche modo stanno cambiando già in questo momento.
Per prima cosa la gente sta cambiando, e questa è già una vittoria di per sé.
Ricordo infatti che, per la maggior parte, la prima persona di cui siamo responsabili intellettualmente siamo noi stessi. Siamo noi che dobbiamo informarci, ragionare, e formarci idee il più possibile esatte di quello che ci sta succedendo intorno, e questo lo facciamo innanzi tutto per noi stessi.
di Carogiù
Fin da ragazzino, mi ha affascinato l’idea che la materia fosse composta di piccole unità fondamentali a loro volta sempre più piccole e mi sono chiesto spesso se il mondo che percepisco sia davvero fatto di piccoli mattoni.
A volte mi sorprendevo a fare viaggi immaginari dall’infinitamente piccolo a all’infinitamente grande a velocità pazzesche fino a farmi venire a volte dei capogiri!
Da adulto, in un modo del tutto inaspettato, la mia vita s’incrocia indirettamente con quella del Professor Roberto Ettore Bertagnolio. La figlia è stata la tata di nostro figlio per un paio di anni e quando lei mi raccontò degli studi condotti dal padre, i suoi contatti e scambi epistolari con una “certa” Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, ne rimasi estremamente affascinato.
di Paolo Desogus
Circola con sempre più insistenza l'idea secondo cui nazismo e fascismo sono in realtà espressione della storia del socialismo. La segretaria di AFD ha persino affermato che il Nazionalsocialismo, considerati il nome e le politiche stataliste, era comunista. Solo per per via di storici tendenziosi e di sinistra queste due ideologia sarebbero state inquadrata a destra, tra i conservatori.
Immagino che questa interpretazione faccia quantomeno sorridere. Sembra infatti così scema, così fuori di testa da non poter essere veramente presa sul serio. Si direbbe del resto il frutto avariato di una propaganda che si fa gioco dell'ignoranza diffusa e che si appoggia sul discredito che nel corso degli anni ha accumulato tutto ciò appartiene alla storia della sinistra.
Riflettendoci però un attimo. A me pare che in questo delirio ci sia un elemento tutt'altro che stupido o semplicemente demagogico. Quando l'AFD, Musk, i MAGA e presto gli esponenti della destra italiana e francese dicono che fascismo e nazismo sono espressioni della sinistra stanno in realtà compiendo una ristrutturazione ideologica accompagnata da un messaggio alle élite internazionali sul futuro della nuova ultradestra oggi al potere negli USA e ispiratrice di altre destre come quella meloniana.
C’è una vicenda che in questi giorni mi ha incuriosito, perchè di difficile interpretazione. Il caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei rapinatori che fuggivano dopo averlo derubato (il terzo è rimasto gravemente ferito).
Da un punto di vista tecnico, il caso è molto semplice: i rapinatori stavano scappando, erano già fuori dal suo negozio (non presentavano quindi più un rischio per lui in quel momento), ma lui li ha comunque inseguiti, pistola alla mano, per ammazzarli. Questa, ovviamente, non è legittima difesa: persino negli Stati Uniti, dove le regole sono molto più favorevoli a chi si difende, questo caso non verrebbe mai classificato come legittima difesa.
Quindi, tecnicamente, si tratta di un doppio assassinio intenzionale. Abbiamo visto tutti le immagini brutali nelle quali Roggero spara addirittura ad un rapinatore già a terra, dandogli il colpo di grazia.
Eppure ...
Ho trovato questo canale interessante. Pubblico uno dei loro video più significativi:
Questo è il testo del video (ho fatto alcune correzioni, perchè sembra prodotto in automatico): La democrazia ti è stata venduta come la vittoria della libertà, ma in pratica si è trasformata in un teatro accuratamente messo in scena. I candidati cambiano, i discorsi si rinnovano, le bandiere si scambiano, ma i veri detentori del potere non compaiono mai sul palco. Il popolo crede di decidere il proprio destino, quando in realtà sta solo applaudendo l'opera scritta dietro le quinte. Nietzsche avvertì "Non ci sono fatti, solo interpretazioni”, e l'interpretazione che ti hanno venduto sulla democrazia è la più redditizia di tutte per chi è al controllo. Preparati a smontare lo spettacolo perché la verità su questo sistema non si trova nei libri di storia o nei discorsi da campagna elettorale, si trova dietro le quinte dove non sei mai stato invitato a entrare.
Leggi tutto: La rinuncia dei valori