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Con le notizie del terremoto in Abruzzo, è passata in secondo piano la notizia di una parziale invasione del territorio siriano da parte dei carri armati turchi.

La situazione è talmente complicata che bisogna leggere fonti diverse per riuscire a farsi almeno un quadro generale di ciò che sta succedendo. Questa è la sintesi di quello che sono riuscito a capire:

Ufficialmente, i turchi sono penetrati nel territorio siriano nell'ambito di un'operazione chiamata "Scudo dell'Eufrate" (linee verdi, sulla cartina). Lo scopo dichiarato era quello di cacciare da Jarablus gli uomini dell'ISIS, ma nel frattempo i turchi ne hanno approfittato per bombardare le forze del partito curdo miliziano YPG, che avanzavano verso la città di Manbij.

I curdi avanzavano a loro volta per liberare la città di Manbij dagli uomini dell'ISIS, ma i Turchi non vogliono che i curdi si rafforzino troppo in quella zona (vicina al loro confine), e quindi li hanno bombardati.

Contemporaneamente Joe Biden, in visita ad Ankara, minacciava i curdi di togliergli tutti gli aiuti economici e militari, se non si fossero ritirati al più presto a est dell'Eufrate. Joe Biden ha poi fornito rassicurazioni a Erdogan che i curdi si sarebbero ritirati. Altre fonti però dicono che i curdi non hanno nessuna intenzione di tornare indietro, perché il loro interesse è proprio quello di formare un'enclave su base etnica a sud del confine con la Turchia.

Chi segue luogocomune fin dai primi anni, ricorderà con quanto scetticismo abbiamo sempre guardato al Tribunale dell'Aja durante il noto "processo" al leader serbo Milosevic. Ora la notizia - maestosamente ignorata dai media mainstream - e che "non esistevano prove sufficienti per ritenerlo colpevole". Peccato che nel frattempo Milosevic sia morto - in circostanze decisamente sospette - nello stesso carcere dove il Tribunale dell'Aja lo ha tenuto ingiustamente rinchiuso per 5 anni.


Fonte Pandora TV

di Maurizio Blondet

Nel villaggio palestinese di Al-Hadidya, a 38 gradi centigradi, manca l’acqua. I militari israeliani l’hanno   deviata alla ‘colonia’ giudaica di Ro’i,  meno di un chilometro da lì: la piscina è piena, gli innaffiatori girano sui prati all’inglese. Abu Saker, il patriarca del villaggio assetato, parla a dei volontari ebrei pacifisti, in arabo sparso di parole beduine e termini rari e antichi: “I coloni e lo stato israeliano hanno commesso molti crimini, ma il peggiore, la mostruosità morale, è privarci di acqua. Hanno  sporcato i nostri pozzi, li hanno riempiti di pietre e di sporcizia, hanno disseccato le sorgenti naturali. Avevo io stesso tra 60 e 90 pozzi, me li hanno distrutti. Una volta vivevano qui un centinaio di famiglie, ora ne restano 14. Dobbiamo portare l’acqua in cisterne  da molto lontano, e spesso siamo ritardati  per ore dai posti di blocco. Paghiamo l’acqua tre volte più cara degli israeliani”…

“Perché demoliscono le nostre case? Si servono di noi per schifosi esperimenti come se fossimo dei ratti. Viviamo qui nella zona C dove i pastori sono responsabili della natura (l’ecosistema), della  vita di altre specie viventi. Ma loro arrestano i pastori e fanno pagar loro multe esorbitanti; all’inizio erano 5 dinari per capo, poi 11, solo per far pascolare le greggi. Una  multa può arrivare a 100 dinari. A volte gli elicotteri inseguono greggi e pastori, e  i soldati sparano sulle bestie. Perché? Nel 2014 mi hanno avvelenato 44 pecore”.

Uno straordinario documento che non vedrete mai sulle tv italiane. Attraverso un vasto lavoro di ricerca RT ha documentato la barbarie e l'impunità che si nasconde dietro l'uso dei droni. Pilotati da migliaia di chilometri di distanza, sono artefici dell'uccisione di migliaia di innocenti, soprattutto in Afghanistan e Pakistan. E' di pochi giorni fa il rapporto ONU secondo cui all'Afganistan, nel 2016, spetta il triste primato del maggior numero di civili e di bambini uccisi.

(Ricordate di attivare i sottotitoli in italiano)
Fonte Pandora TV

Gli americani bombardano Sirte, e l'Italia si preara a dare il suo appoggio logistico. Putin invece è contrario a questo intervento militare, che definisce illegale. Questo articolo, pubblicato da RT, offre una possibile spiegazione per quello che sta veramente succedendo in Libia.

RAID AMERICANI IN LIBIA: A CHI GIOVANO?

Il mese scorso sono esplose delle proteste in Libia, per le operazioni militari condotte dai francesi nel paese senza l'autorizzazione delle autorità locali. Lo scorso lunedì, i libici hanno annunciato con grande fanfara e orgoglio che gli americani hanno iniziato a bombardare Sirte.

La città costiera libica - dove Gheddafi era nato - era diventata una roccaforte dell'ISIS dopo che il leader libico era stato rovesciato con la forza nel 2011.

Oggi la Libia è in una situazione estremamente caotica. La sua leadership corrotta, messa al comando del paese dopo la brutale aggressione della Nato che ha trasformato una nazione stabile in uno dei luoghi più irrequieti dell'Africa, accoglie con favore i bombardamenti sulla città distrutta.

Mentre non è facile intuire quale sia il vero intento dell'operazione, visto che i combattenti dell'ISIS si sono ormai dispersi, questo raid avviene certamente in un momento molto curioso.

Gli utenti possono commentare.

di Gennaro Carotenuto

Leggi il rapporto Chilcot (si consiglia almeno la copertura del Guardian), dal nome del presidente della commissione d’inchiesta britannica sulla guerra in Iraq, e il sapore è doppiamente amaro. Amaro innanzitutto perché l’instabilità del mondo attuale, una regione intera nel caos geopolitico, centinaia di migliaia di morti, milioni di rifugiati, la spada di Damocle del terrorismo islamista, dipende in larga misura da quella guerra criminale, le conseguenze della quale sono pagate ancora oggi innanzitutto dagli iracheni, ai quali non è mai stata “esportata la democrazia” promessa, ma solo lutti e distruzioni.

Tony Blair, il criminale di guerra, continua a blaterare parole senza senso, affermandosi convinto che il mondo sia comunque più sicuro che ai tempi di Saddam Hussein (sic) e dicendosi “in buona fede”. Buona fede? La realtà documentale del rapporto Chilcot è che lui stesso prese parte attiva nel fabbricare rapporti falsi, manipolare prove, truccare fotografie e orchestrare una colossale campagna internazionale che avallasse quella guerra. Giova ricordare che prima di rendersi colpevole di quei crimini di guerra, nel proprio curriculum Blair aveva l’avere con metodi analoghi scalato e completamente disarticolato il partito laburista, il suo partito, rendendolo funzionale al modello economico vigente che quella guerra volle, e totalmente innocuo nel difendere gli interessi dei propri elettori. Giova ricordare che non tutti scelsero come Blair di seguire Bush “sarò con te qualunque cosa accada”; Germania e Francia si sottrassero dignitosamente a quella guerra criminale.

Per anni la stampa ha raccontato che lo scudo missilistico che veniva costruito ai confini della Russia avesse una funzione difensiva nei confronti dell'Iran. Oggi è evidente che questa fosse una gigantesca panzana. Lo scorso 21 giugno Vladimir Putin ne ha chiesto conto ad un gruppo di giornalisti occidentali.

Pensate se un giorno ci fosse una guerra fra USA e Russia: quante persone tornerebbero indietro a vedere questo video, dicendo "Putin ci aveva avvisato"?

Fonte Pandora TV

Come è stato suggerito da molti, è improbabile che non ci sia una correlazione fra la recente politica estera turca e il clamoroso attentato all'aeroporto di Istanbul.

Il problema è che questa correlazione può essere letta in modi molto diversi fra di loro.

Il primo, detto in soldoni, è che Erdogan sia stato semplicemente "punito" dagli americani per aver chinato la testa di fronte a Putin. Dopo aver ripetutamente sostenuto che l'abbattimento del jet russo era sato un atto di legittima difesa, dovuto ad una chiara provocazione da parte dei russi, tre giorni fa Erdogan ha offerto a Putin le scuse ufficiali da parte della Turchia. E Putin naturalmente le ha accettate. In altre parole, Erdogan si sarebbe rifiutato di continuare a svolgere il ruolo di "cagnaccio" contro la Russia per conto degli americani, perchè gli stava costando troppo in termini economici. Da quando c'è stata la frattura con Putin, infatti, il turismo russo in Turchia è crollato del 92%, e la stessa percentuale complessiva del traffico turistico verso la Turchia (dal resto del mondo) è crollata del 35% nell'arco di un solo anno [1].

Ma c'è un altro elemento che fa probabilmente parte dell'equazione, anche se in questi giorni è passato sotto traccia: il ritrovato accordo con Netanyahu, che ha preceduto di poche ore quello con Putin, dopo sei anni di prolungato confronto a muso duro fra Turchia e Israele.

Quando le cose complicate diventano improvvisamente semplici:

Daniele Ganser è uno storico/ricercatore svizzero che appartiene al 9/11 Truth Movement. Denuncia da tempo gli attentati false flag nel mondo. Fra i suoi lavori, segnaliamo il libro "Gli eserciti segreti della NATO - Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale".

Fonte Pandora TV

Consigliamo vivamente di guardare questo documentario fino in fondo. La parola magica è JSOC. (Ricordarsi di attivare i sottotitoli ITA- grazie a El Flaco/SRT per i sottotitoli).

Daoud è molto contento della promozione appena ricevuta. Agente di polizia in un villaggio vicino Gardez, nella provincia di Paktia, Afghanistan sud-orientale, Mohammed Daoud Sharabuddin invita allora amici e parenti a casa sua per festeggiare.

di Piero Cammerinesi

Daoud – la cui etnia è Tagika, a differenza di quella Pashtun cui appartiene la maggioranza dei Talebani - ha una vera passione per gli americani, ha partecipato a molti loro corsi di addestramento e la sua casa è piena di fotografie che lo ritraggono insieme a militari USA. Un membro della sua famiglia è un procuratore del governo locale appoggiato dagli USA e un altro addirittura un dirigente della vicina Università.

È il 12 Febbraio 2010 e una ventina di persone tra amici e famigliari di Daoud stanno facendo festa, con balli e canti, quando, verso le 3.30 di mattina, si sentono dei rumori all’esterno e Daoud, insieme a Sediqullah, il figlio quindicenne, escono fuori armati temendo un attacco da parte dei Talebani.

Da quel momento una festa di famiglia si trasforma in una mattanza.

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