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Appello del Dott. Dario Miedico, il dottore radiato di recente dall'Ordine dei Medici per le sue posizioni critiche sulla sicurezza dei vaccini.

Comincio ad avere la sensazione che per le elezioni del 4 di marzo non ci sarà nessuna campagna elettorale.

Bene o male nel 2013 la campagna elettorale ci fu: si usciva dal governo "tecnico" di Monti, e c'era una certa voglia da parte dei partiti di riprendersi ciascuno il proprio territorio elettorale. Bene o male sentivi parlare di programmi, con la destra e la sinistra che almeno fingevano di contrapporsi su alcuni temi precisi. E poi ci fu il ciclone di Beppe Grillo, che con lo "tsunami tour" infiammò le piazze d'Italia, e portò improvvisamente al 25% un movimento che prima solo pochi conoscevano.

Questa volta invece sembra tutto già deciso. Il centro-destra discute soltanto al suo interno, per la leadership della coalizione. Il centro-sinistra discute soltanto al suo interno, per la mancata leadership della non-coalizione. Centro-destra e centro-sinistra poi attaccano i 5 stelle, consapevoli che siano loro la prima forza d'Italia.

Ma nessuno fa più politica. Nemmeno per finta.

di Navyone

Sono stato qualche giorno in vacanza all’estero e al rientro in Italia ecco la prima sorpresa del nuovo anno: a partire da ieri, 2 gennaio 2018, i supermercati hanno incominciato ad applicare la normativa voluta dal Governo e riguardante la tassazione dei sacchetti utilizzati per la pesatura ed il trasporto dei generi non sottoposti ad imbustamento all’origine (in genere frutta e verdura da banco).

Questa decisione è stata presa, come accade ultimamente, in modo unilaterale e senza consultazione di organi che tutelano il consumatore, come invece mi sarei aspettato.

La manovra porta solo vantaggi al governo ed ai punti vendita, mentre come al solito, penalizza il consumatore.

Ma vediamo come.

di Marcello Pamio

Mentre il gregge disorientato mangia panettoni sintetici bevendo spumanti tossici aromatizzati seduti comodamente sul divano davanti ad un plasma da 50 pollici comprato proprio per le finte partite di calcio, il Regime va avanti con il ruolino di marcia.

Le pecore festeggiano felici con in testa il cappellino rosso e bianco (colore non a caso della famosa coca legalizzata) e il Sistema estrae dal cilindro oltre alle trombette anche la vaselina…

Nel periodo natalizio in cui le potenti energie del solstizio invernale (il giorno più corto dell’anno) illuminate dalla flebile luce, suggeriscono non a caso l’introiezione, la chiusura per ritrovare se stessi, cosa sta facendo il governo illegittimo di turno?

di Giulietto Chiesa

Per tutti quelli che non sanno più per chi votare (o non vogliono più votare per la nausea), e sono all’incirca la metà del corpo elettorale, nasce una nuova prospettiva. È la società civile che si organizza. Non è un nuovo partito. È un programma politico forte, concreto, realistico, per salvare l’Italia dal degrado in cui si trova. Un programma di donne e uomini competenti, onesti, coraggiosi. Sono orgoglioso di esserne uno dei promotori (con molti altri). È una proposta che si rivolge a tutti coloro che vogliono risorgere, moralmente, in solidarietà. Non è l’ennesimo tentativo di unire la sinistra, o di ripartire da nostalgie del passato.

Lo abbiamo chiamato “Mossa del Cavallo” per far capire che bisogna scavalcare questi partiti inetti e/o corrotti, o entrambe le cose. Noi siamo con coloro che hanno votato “no” al referendum del 4 dicembre 2016. Vogliamo attuare la Costituzione. È un programma rivoluzionario che sta tutto dentro la Legge Fondamentale del nostro Stato, quella che il 60% dei cittadini vuole sia mantenuta, difesa, e soprattutto, attuata.

Movimento 5 Stelle. Ovvero, l'arte di spararsi nei coglioni.

La cancellazione da parte di Di Maio del confronto con Renzi, prevista per martedi sera su LA7, è stato un suicidio politico della miglior specie. Difficilmente si può immaginare un uomo politico che riesca a farsi così tanto danno in un colpo solo.

Con una mossa da grande scacchista Di Maio era riuscito ad ingabbiare Renzi in un confronto diretto, senza se e senza ma. Talmente astuta e azzardata era stata la mossa di sfidarlo pubblicamente, che il buon Renzi non ha avuto altra scelta che accettare. E ora tutta l'Italia si pregustava già uno showdown all'americana, uno di quei confronti diretti che di solito lasciano vivo sul campo un solo concorrente. Uno vince, e l'altro viene portato via in barella fra i fischi del pubblico accalorato.

In un confronto diretto, Di Maio avrebbe finalmente potuto accusare Renzi di tutte le bugie che ci ha raccontato negli ultimi 3 anni. Avrebbe potuto rinfacciargli il fatto di aver aiutato le banche ma non i suoi risparmiatori. Avrebbe potuto sbattergli in faccia il fallimento della sua politica sul lavoro, con il 92% dei "nuovi contratti" che sono in realtà delle garanzie di precarietà. Avrebbe potuto metterlo alle strette, accusandolo di regalare bonus elettorali a destra e a manca, pagandoli con un incremento vergognoso del debito nazionale. Sarebbe stato come sparare nel mucchio: c'era solo da scegliere l'argomento preferito, e premere il grilletto.

Gli utenti possono commentare i risultati delle elezioni siciliane.

C'è qualcosa di triste nella cosiddetta "incoronazione" di Di Maio a candidato premier dei 5 Stelle.

E' forse la stessa parola "incoronazione" ad essere triste, perchè riduce quello che era un immenso movimento trasversale, fatto di migliaia di attivisti sparsi per tutta Italia ad un volto unico, che per sua stessa definizione non potrà mai rappresentarli tutti e quanti.

Di Maio ha un volto rassicurante e fragile insieme. Un volto contorniato da quel suo perenne sorrisetto ambiguo, che non sai mai se vuole davvero prenderti per il culo, o se è solo il sintomo di una forte insicurezza, il sintomo di un profondo desiderio di piacere.

Siamo lontani anni luce dalle espressioni rabbiose e inequivocabili di un Di Battista, dagli sguardi penetranti e diretti di un Fico, dalle espressioni acute e pungenti di una Taverna, di una Lezzi o di una Lombardi. Come siamo lontani anni luce dall'espressione tagliente e sarcastica dello stesso Beppe Grillo.

E' come se al momento di scegliere la sintesi, il Movimento 5 Stelle avesse rinunciato alla propria natura guerresca, e avesse scelto l'unica faccia capace di mimetizzarsi in qualche modo all'interno della rivoltante galleria di personaggi constituita dall'attuale classe politica.

La situazione dei migranti nel mediterraneo diventa ogni giorno più paradossale.

Tre anni fa i barconi carichi di migranti arrivavano fino alle nostre coste, e i pescatori locali uscivano in mare per andarli a prendere e portarli a  riva. Poi le navi hanno iniziato a salvarli in mezzo al mare. I barconi lanciavano un messaggio di S.O.S. dal mare aperto, e le navi delle ONG gli andavano incontro per recuperarli. Ultimamente le navi hanno iniziato a spingersi sempre più avanti, fino ad arrivare a prelevarli quando ancora si trovano nelle acque libiche. Mancava solo di stabilire un regolare collegamento di traghetti fra la costa libica e quella italiana, e il paradosso era completato.

Ma a questo punto qualcuno lancia l'allarme, insospettito da questa eccessiva premurosità nell'andarsi a cercare il naufrago a tutti i costi. Il procuratore di Catania Zuccaro accusa le ONG di essere finanziate direttamente dai trafficanti.

Ragazzi, sarà anche un pò sopra le righe, ma averne di gente cosi!

[Grazie a Dusty per la segnalazione]

In questo articolo Maurizio Blondet offre una analisi impietosa, ma purtroppo realistica, del panorama politico italiano. Ma allora è vero che ogni popolo ha i governanti che si merita? E se la situazione è davvero questa, come si può pensare ad una via d'uscita?

di Maurizio Blondet

Con la disfatta del 5 Stelle, si aggiunge un’altra maceria ai mozziconi, ruderi e rifiuti solidi di cui è ingombra la politica italiana. Ci avrete fatto caso:  il parlamento è intasato di questi mozziconi, di questi avanzi mal consumati. Sono scorie di progetti politici falliti, vestigia in rovina di proposte generali di governo dismesse e rifiutate, relitti  di  proposte di vasto respiro, che suscitarono un tempo grandi speranze nel pubblico, naufragate: quasi sempre per stupidità e imperizia o disonestà dei suoi leader, talora per i siluri di franchi tiratori e fuoco amico invidioso.

Quello di Grillo e dei grillini era un progetto politico: mattoide, fanatico, dogmatico e confuso, ma aveva attratto il 30 per cento degli elettori – perché lo volevano attuato. Ora si aggiunge alle scorie e agli scarti e alle macerie degli altri. Sono così tanti che è impossibile elencarli, senza dimenticarne qualcuno:  Berlusconi rincretinito e animalista, quel che resta del Popolo delle Libertà che lui ha tradito; Alfano, Casini sopravvivono come maceria affaristico-democristiana; da qualche parte dev’esserci un mozzicone di Mariotto Segni, che vinse i referendum (il totocalcio) e poi perse la schedina. [...]

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