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Sono tre giorni che discutiamo di tiranti, di campate e di video mancanti, ma nel frattempo è passato completamente in secondo piano l'aspetto politico della vicenda del ponte.

Subito dopo la tragedia, infatti, è accaduto un fatto inaspettato: il governo compatto (Salvini, Conte e Di Maio) ha dichiarato di voler revocare al più presto la concessione privata delle autostrade, "senza aspettare i tempi della giustizia". Il ragionamento del governo era semplice: non importa se sia stato uno strallo piuttosto che una campata a cedere per primo, questo lo scopriremo in seguito. Ma il ponte era comuqnue sotto la vostra responsabilità, voi non ne avete garantito la sicurezza, per cui intanto vi togliamo la gestione.


[Testo del video]: Quando ci furono gli attentati dell'11 settembre, ci raccontarono che un Boeing 757 della American Airlines era andato a colpire il Pentagono. Poi pero', stranamente, non ci hanno mai mostrato un solo video, dalle dozzine e dozzine di telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che ci mostrasse questo Boeing che andava ad impattare sul Pentagono.

Inchiesta di Report sulla gestione autostrade da parte di Benetton (2004). Da questa inchiesta emergono chiaramente due cose: 1) i margini vergognosi di profitto, determinati da un curioso accordo fra ANAS e Autostrade, e 2) come alla fine siano gli italiani, pagando il pedaggio, a finanziare il debito dell'acquisto di Autostrade da parte di Benetton.

Con l'informazione non si scherza. Ora che c'era la possibilità di avere un professionista veramente indipendente alla presidenza della RAI, il PD e Berlusconi si sono immediatamente alleati per bocciare la sua nomina.

Eppure Foa non è certo definibile come uomo di sinistra. A Berlusconi dovrebbe far piacere che a presiedere la RAI ci vada uno che si è formato sulle pagine del Giornale di Montanelli.

Ma Foa non è controllabile politicamente, e questo deve aver fatto molta paura sia a Berlusconi che ovviamente a quelli del PD.

Forse, invece di valutare se in futuro potremo avere l'elezione diretta del presidente della repubblica, conviene valutare se non sia il caso di eleggere direttamente i vertici della RAI. In fondo la RAI è la televisione "pubblica" per definizione. Perchè non dovrebbe essere il pubblico a decidere chi la dirige?

Massimo Mazzucco

Da quando c'è Salvini al governo i giornalisti hanno scoperto che "l'Italia è razzista".

Avrete notato tutti la travolgente sequela di episodi razzisti riportati negli ultimi giorni dai giornali. C'è quello che spara piombini ai piccioni e colpisce "per sbaglio" un nero che lavorava su un'impalcatura. C'è il nero che si presenta alla ASL ma viene cacciato con la feroce battuta "vattene, questo non è il veterinario". C'è il senegalese che viene picchiato dal branco solo perchè è nero di pelle.

Per finire con l'apoteosi di ieri sera, dove la notizia di un uovo tirato in faccia alla campionessa nera di atletica ha fatto il giro dei telegiornali, delle testate online e infine dei talk show.

Sia chiaro, questo sono tutti episodi di razzismo, senza se e senza ma.

Il problema è che adesso che c'è Salvini al governo, tutti i media affiliati alla sinistra buonista ci raccontano che c'è l' "allarme razzismo". Come se prima in Italia il razzismo non fosse mai esistito.

In America c'è un modo di dire: "Non prendere ostaggi, se non sei disposto ad ucciderli".

Lo stesso pricipio si potebbe applicare a Giuseppe Conte, il nostro primo ministro che ha minacciato sfracelli a Bruxelles, ma poi si è accontentato di un pugno di mosche.

A cosa serve minacciare di far saltare il tavolo delle trattative, se poi ti accontenti di un documento che stabilisce la "volontarietà" nell'accoglienza da parte dei singoli stati europei?

Solo un cretino può pensare che una qualunque delle nazioni europee si svegli un bel mattino dicendo che "le è venuta voglia" di accogliere qualche decina di migliaia di migranti. Già non li accolgono quando si impegnano a farlo, figuriamoci su base volontaria.

Matteo Salvini ha di fronte a sè la grande occasione per dimostrare che non è un fascistone manganellatore - come molti lo dipingono - ma che è invece uomo di grande integrità morale, che mette la legge e il diritto al di sopra ogni altra cosa.

Il caso è quello di Riccardo Casamassima, il carabiniere che ha denunciato i suoi colleghi per aver pestato a morte Stefano Cucchi, nel 2009.

Dopo aver avuto il coraggio di fare il suo dovere fino in fondo, Casamassima è stato trasferito e demansionato ad un livello molto più basso, decisamente umiliante. Lo racconta lui stesso, in un video pubblicato su Facebook:

Se le cose continuano così, alle prossime elezioni Salvini prenderà il 35% dei voti, e i Cinque Stelle soltanto il 18. I rapporti di forza fra i due partiti saranno invertiti.

Sta infatti succedendo che moltissime persone "progressiste" si sentano sempre più attratte - e sempre meno spaventate - dall'unica figura politica che in questo momento si sta imponendo con forza sul palcoscenico politico italiano: Matteo Salvini.

Abituati ad una serie di personaggi molli, ambigui e inconcludenti, vedere uno che per la prima volta parla con chiarezza - e soprattutto che mette in atto quello che dice di voler fare - sembra essere stata per gli italiani una ventata di freschezza.

Era come se ci fossimo abituati a pensare che è impossibile mettere in atto una qualunque scelta precisa, ed ora invece arriva un personaggio che ci dimostra che questo non solo è possibile, ma che è anche relativamente facile da fare. Dici di voler fare una cosa, ti fai dare legalmente i poteri per farla, e la metti in atto. Punto.

Dopo il mio articolo intitolato "Votare non serve?" ho ricevuto due articoli di risposta, da parte di due utenti del sito, Tianos e Musicband. Li pubblico insieme, in modo da unificare i commenti del thread.

I passi per una rivoluzione impossibile - di Tianos

Da parte mia sono completamente confuso, per questo ho meditato a lungo sul concetto di governo e politica, sul metodo o meno per organizzare una società e con questo articolo cercherò di tenere quel punto centrale che questo dubbio mi costringe.

Da quando l'essere umano si è aggregato, ha cercato comunque una divisione dei compiti, è un processo naturale per ottenere il massimo profitto dal minimo sforzo, ma questo in ogni caso vuol dire delegare ad altri compiti che potremmo compiere noi, forse persino meglio.

È un problema di fondo della superbia umana, un difetto adolescenziale che ogni essere umano porterà con se fino alla vecchiaia e che solo pochi uomini riescono a contenere.

Accade sovente, durante le discussioni di politica, che arrivi un utente il quale sostiene che "votare non serve a niente". La tesi di fondo è che "per qualunque partito si voti, finchè non cambia il sistema il risultato sarà sempre una fregatura per i cittadini".

Il problema è che quando gli si chiede cosa significhi esattamente "cambiare sistema", le risposte faticano ad arrivare, oppure sono generiche e comunque poco chiare. Oltretutto, queste persone hanno un atteggiamento spesso scostante, di superiorità, che li porta a trattare gli altri come se fossero dei poveri ingenui che non hanno capito niente.

Ho pensato quindi di offrire a questi utenti lo spazio di un articolo apposito, in homepage, per dare loro la possibilità di spiegare con chiarezza non solo cosa intendano esattamente per "non cambia niente" (ricordiamo che fra "niente" e "tutto" esistono mille sfumature di grigio), ma soprattutto quale possa essere la strategia comune da adottare, passo per passo, per riuscire a ribaltare le regole del gioco.

Se non è attraverso il sistema elettorale (e presumendo che si escluda a priori una rivoluzione armata), domando a queste persone quali siano esattamente i passaggi da adottare per arrivare ad una "liberazione" dal sistema vigente che ci opprime e ci tiene in schiavitù.

Va bene, tira e molla alla fine ce l'hanno fatta. Ma chi ha vinto veramente questa partita?

L'ha vinta Mattarella, che è riuscito a negare a Savona il ministero dell'economia? L'ha vinta Di Maio, che altrimenti avrebbe visto sfumare per sempre la possibilità di andare al governo? L'ha vinta Salvini, che si prende il tanto agognato ministero degli interni - e un controllo di fatto di quello che accade - ad un prezzo decisamente accettabile?

Nei prossimi giorni si cercherà di tirare le somme di questa estenuante partita, ma nel frattempo una cosa la possiamo affermare con certezza: quelli che hanno perso sono Renzi e Berlusconi, proprio i due che speravano di fottere tutti gli altri con una legge elettorale che prevedeva l'inciucio del secolo. E anche vedere la Meloni che cerca all'ultimo momento di abbandorare la scialuppa del cdx che affonda non è male.

Almeno per stasera abbiamo qualcosa per cui festeggiare. Non è granchè, ma è meglio di nulla. Da domani vedremo...

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