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bushgayI MATRIMONI GAY RISCHIANO DI COSTARE A BUSH LA RIELEZIONE. E Schwartzy non sa più che pesci pigliare.

di Massimo Mazzucco

I gay di S. Francisco hanno fatto la coda in questi giorni, dormendo a frotte sui marciapiedi del municipio, pur di riuscire a sposarsi in fretta nell’unica contea degli Stati Uniti che ha deciso di permetterlo, nonostante una legge della California lo vieti esplicitamente. Infatti le forze cristiano-conservatrici sono già partite al galoppo, scagliando anatemi da tutte le parti e sollecitando interventi di ogni tipo, per far rientrare quello che secondo loro equivale in tutto e per tutto ad un peccato mortale.

Ma come si è arrivati a questa situazione esplosiva? Lo ha raccontato il sindaco stesso di S. Francisco - Gavin Newsom, neoeletto, democratico di appena 36 anni - che era stato invitato da Hillary Clinton (oggi senatrice democratica) a Washington ad ascoltare, un mese fa, il discorso di Bush sullo Stato dell’Unione (equivale al messaggio natalizio del ns. presidente): “Il presidente Bush ha detto delle cose non giuste rispetto ai diritti dei gay – ha raccontato Newsom – e allora io, tornando a casa in aereo...
(Questo è l'articolo con cui il sito ha aperto, l'8 marzo 2004). di Massimo Mazzucco Il 7 Marzo non è il giorno della donna. Il 9 Marzo nemmeno. Nè lo sono il 12 Aprile, il 3 di Settembre o il 30 di Dicembre. L' 8 Marzo sì, l'8 Marzo è il giorno della donna. E questo già è un grosso problema. Il fatto che serva una giornata particolare per festeggiare - o commemorare - qualunque cosa, indica chiaramente che quella cosa è così particolare da meritarselo. Nel nostro calendario infatti non c'è il "giorno del dentista", nè il "giorno del metalmeccanico", e neppure "il giorno del tifoso", poichè dentisti, metalmeccanici e tifosi - come mille altre cose di quel genere - fanno parte della nostra vita quotidiana. Ma una donna evidentemente no. Una donna-in-quanto-tale è un caso anomalo, imprevisto, e certamente imprevedibile, specialmente da quando si è messa in testa, all'inizio del secolo scorso, di "diventare" come gli uomini. A quel tempo la cosa più naturale ci parve quella di inventare per loro...
QUANDO I GIORNALISTI DICONO LE BUGIE di Massimo Mazzucco 5.2.04 - “Perché le democrazie dicono bugie”, è il titolo di un articolo – pieno zeppo di bugie – di Sergio Romano, apparso ieri sul Corriere della Sera (allegato). E’ curioso osservare come il revisionismo storico, di cui Romano si è mostrato più volte ottimo alfiere, riesca a cavalcare con la più spavalda naturalezza delle menzogne che anche un ragazzino di terza media potrebbe contestare senza troppe difficoltà. L’impresa odierna di Romano trae spunto dalla triste necessità di parlare, in qualche modo, delle commissioni d’inchiesta che sia Bush che Blair sono stati costetti ad accettare, ciascuno in casa propria, riguardo alle fantomatiche “armi di distruzioni di massa” di Saddam Hussein. Romano vorrebbe convincerci che per loro è stato necessario mentire come in fondo, nella storia, lo è stato per tantissini altri capi di stato, alla ricerca di una scusa valida per giustificare, di fronte al proprio popolo, l’invasione di una nazione nemica. Scopriamo così da Romano, per esempio, ...
PER LA DONNA IRACHENA, E’ ARRIVATO IL MEDIOEVO A STELLE E STRISCE. di Massimo Mazzucco 22.1.04 - La sorpresa è stata forte, per milioni di donne irachene, quando pochi giorni fa il governo provvisorio, quello telecomandato dal proconsole Bremer, ha emanato una legge che cambia completamente il quadro dei loro diritti civili. Fino a ieri, sotto il ”perfido” Saddam, la donna irachena godeva – a parole e di fatto – di piena parità di diritti con l’uomo, per tutto quello che riguarda matrimonio, divorzio, affidamento dei figli, eredità, eccetera. Tali regole erano state da tempo scorporate dalla legge del Corano, e avevano dato vita a interi capitoli di modernissimo codice civile, senza che nessuno avesse mai avuto da ridire. Ma il governo provvisorio, che evidentemente non ha niente di meglio da fare in questi giorni, ha pensato bene di cancellare quei capitoli tutti d’un colpo, ...
SPUNTA A PRAGA UN SECONDO VIDEO CHE RITRAE L'IMPATTO NELLA PRIMA TORRE. Era rimasto per due anni in un cassetto. di Massimo Mazzucco Mentre mezzo mondo ha visto in diretta il secondo aereo colpire la torre Sud - tutte le TV stavano inquadrando la prima che già bruciava - finora del primo impatto si era visto soltanto lo spezzone traballante di un video amatoriale, girato da un privato che è riuscito a voltarsi all'ultimo momento ed a cogliere il primo velivolo mentre scompariva nella torre Nord (il cosiddetto "video del pompiere"). Ora, a due anni esatti di distanza, salta fuori un turista cecoslovacco, che si è ritrovato su una cassetta girata quel giorno addirittura tutti e due gli impatti degli aerei, ambedue ripresi in maniera fortuita e rocambolesca. Il turista, Pavel Hlavi, stava viaggiando in macchina verso il New Jersey con un amico, ed avevano deciso di passare dalla punta Sud della città proprio per poter riprendere le famose torri. Qualche secondo prima di infilarsi nel tunnel che porta da Brooklyn alla punta sud di Manhattan...
[lib align=left]bushsch2r.jpg[/img] di Massimo Mazzucco Voi conoscete qualcuno - o pensate anche che possa solo esistere qualcuno al mondo - che ha visto in TV lo schianto del primo aereo (nella torre Nord), prima ancora che il secondo aereo si schiantasse nella torre Sud? "Prima", ho detto, cioè nell'arco di quei quindici minuti scarsi che separano appunto i due schianti. Tutti, certo, abbiamo visto quello spezzone di video amatoriale, in cui l'operatore, che stava intervistando un pompiere, si gira all'ultimo momento e inquadra per un pelo l'aereo che si infila nella prima torre. Ma quel filmato è cominciato ad andare in onda solo il giorno seguente, dopo che l'amatore l'ebbe recapitato e venduto ad una delle tante stazioni TV. Ma vedere in TV quel primo aereo che si schianta nella prima torre in diretta, prima ancora che il secondo colpisca la seconda, resta un'impresa a prima vista impossibile per chiunque, giusto? Io invece conosco uno che ci è riuscito: si chiama George W. Bush, e di mestiere fa il presidente degli Stati Uniti d'America...
CASO POLLARD: spuntano i cadaveri degli agenti CIA giustiziati a Mosca dal KGB di Massimo Mazzucco Seconda Parte(vai alla Prima Parte) Come i federali si fossero accorti dello spionaggio di Pollard non è dato saperlo, ma è comunque sorprendente che lui stesso sia andato avanti oltre un anno e mezzo, senza mai tradirsi prima. In fondo, era autodidatta, e spia si era improvvisato più per necessità che per passione. D'altro canto, va anche considerato che, una volta fatto il primo passo, avrà avuto consigli e istruzioni niente di meno che da agenti del Mossad in persona. E forse è proprio qui la spiegazione per l'imprevedibile svolta che ha preso la storia dopo il suo arresto. Visto che danni gravi non ne aveva fatto, ed il problema maggiore restava l'inevitabile battibecco fra ambasciata d'Israele e CIA ("Perchè non ce l'avevate detto del deposito chimico?" "Perchè voi dopo bombardavate anche quello, come il reattore nucleare!"), tutti si aspettavano una gran lavata di capo, un anno o due di prigione (giusto per non dimenticare subito), e poi magari un rientro in sordina nei servizi, senza più nemmeno le chiavi dei gabinetti in dotazione. Quando infatti venne il momento della verità...
GIUSTIZIATO E FELICE DI MORIRE. La ragione sta tutta nei suoi occhi. di Massimo Mazzucco Paul Hill, il più noto dei cosiddetti "abortion clinic killers", è stato messo a morte tre giorni fa nello stato della Florida, con iniezione letale. Nel 1994 aveva ucciso a sangue freddo, con due colpi di fucile, un dottore di una di queste cliniche e la sua guardia del corpo. La tragedia, già grande in sè, diventa enorme - e sintomatica - se si considera il passato di quest'uomo. Guardatelo bene negli occhi: se indovinate che mestiere faceva Paul Hill, prima di diventare omicida, avrete certo capito qualcosa di importante dell'America di oggi ...
DA SEPOLTO VIVO A EROE NAZIONALE? Il curioso caso di Jonathan Pollard di Massimo Mazzucco (Prima Parte) Rubi una mela. Anzi, facciamo un cesto intero, per esser giusti. Ma sempre mele sono. E nemmeno poi per rivenderle, ma per portarle alla nonna che ha molto bisogno di vitamine. Un giorno ti scoprono, tu riconosci la tua colpa, ed accetti di raccontare per filo e per segno che cosa e perchè lo hai fatto, in cambio di una sentenza relativamente mite: in fondo, non è morto nessuno. Collabori a fondo, ma invece dei due o tre anni che ti aspettavi, ti vedi appioppare un bell' ergastolo, e senza nemmeno la possibilità di uno sconto della pena. Protesti, scalci, ti dimeni, ma finisci solo per farti pure sette anni in isolamento: solo a guardare un muro, 23 ore su 24, al terzo piano... sottoterra. Esaurisci tutte le vie legali a tua disposizione, e persino Clinton, dopo averlo promesso, ti nega la grazia. Sono ormai 18 anni che ti abitui alla tua futura tomba, e quasi non ti ricordi nemmeno più chi sei. Ma un bel mattino di qualche giorno fa ti svegliano, e ti dicono che un giudice ti vuole vedere, a Washington, fra qualche settimana. Pare che là qualcuno ci abbia ripensato. O è solo un'altro crudelissimo giro di liscio? 1987. Jonathan Pollard, ebreo americano, è un brillante analista dei servizi segreti ...
QUANDO LA VITA DI UN UOMO È TUTTA NELLE MANI DI UN ALTRO di Massimo Mazzucco Ci sono 3.700 persone in America che si svegliano ogni mattina, e spuntano un giorno in meno fra quelli che mancano per vedere in faccia l'uomo che ti ucciderà, legalmente, e con grande sollievo di molte persone del vicinato. Sono i condannati che vivono nel braccio della morte delle varie prigioni americane. Ma in molti casi, il vero uomo che ti avrà tolto la vita non sarà quello che, prima di farti l'iniezione letale, farà disinfettare ipocritamente il tuo braccio dall'infermiera di servizio. Sarà un comune giudice come tanti, che tanti anni fa, alla conclusione di uno sbrigativo processo come tanti, ha accolto senza tanti problemi la richiesta del PM di condannarti a morte. Senza nemmeno una giuria che valutasse il caso, nè mai emettesse uno straccio di verdetto contro di te. Uomo contro uomo, la lotteria della vita molto spesso si è giocata così. ...
1960: OPERAZIONE "QUESTO FA SUL SERIO". Castro diventa il problema CIA n.1 di Massimo Mazzucco Aggiornato 1 Sett. (4 documenti/sez.completa) Dopo un pò di tempo, gli USA capiscono finalmente che Castro non è un fringuello di passaggio, e cominciano a pensare seriamente di destabilizzarlo in tutti i modi. La CIA partorisce così centinaia di idee, ognuna con un particolare "nome in codice" - alcune praticabili, altre semplicemente ridicole, ma tutte comunque fetenti - che mostrano già il germe di quella mentalità di inganno e tradimento che oggi si dà ormai per scontata in tutte le operazioni in cui la CIA sia in qualche modo coinvolta.

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