Il "mezzo" per incontrare i defunti.

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11/04/2019 14:40 #28005 da Volano49
E questa una discussione avviata in un'altro forum, allego qui il mio pensiero, anche per puntualizzare un errore di partenza dell'autore. L'articolo verte sulla possibilità di incontri con altre dimensioni, con chi ci ha lasciato, tramite un mezzo ideato da un medico americano.
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.......Andrebbe specificato che lo "Psicomanteum" ideato da Moody non ha niente a che vedere con le altre sperimentazioni qui descritte. Se intervengo è per fare chiarezza, non per polemica spicciola. Negli esperimenti con lo Psicomanteum, nessuno si specchia, mai! Andiamo con ordine: A)- l'esperimento va effettuato in una stanzetta quadrata con il rivestimento alle pareti di stoffa nera. B)- Ad un metro da terra viene appeso ad una parete uno specchio quadrato di un mt per lato. C)- Collocazione di una poltrona comoda ma molto bassa e posizionata in modo che chi vi si siede non sia in grado di vedersi (specchiarsi) nello specchio.

In seguito chi ha deciso di sperimentare, rimane assolutamente da solo cercando di focalizzare i propri pensieri e ricordi sulla persona defunta che vorrebbe rivedere. Esperienze con lo Psicomanteum furono condotte (con grande e ovvia soddisfazione del Dr. Moody) nell'Istituto di Psicologia Traspersonale di Palo Alto in California, ma anche a San Francisco e in altre città degli Stati Uniti, dove i medici adottarono questo strumento. Che si sappia, non vi furono corrispondenza di figure abnormi o di visi trasfigurati all'obrobrio.
In ogni caso niente a che vedere con la tecnica ri-messa in uso da Cagliostro, parlo della fiamma della candela, usata pure dal sottoscritto.

Va altresì ricordato che "l'inventore" R. Moody non ha mai detto che il suo mezzo sia in grado di apportare sicure informazioni o, ancor più di dimostrare l'esistenza di una vita dopo la morte, certo è che i suoi esperimenti con lo Psicomanteum hanno portato una migliore comprensione di quei lontani miti che ci conducono dalle Sibille ad Orfeo... Non solo, ma ci inducono a riflettere sul tabù della morte, e magari ad acquisire un nuovo intendimento sulla dipartita dei propri cari, con una nuova "terapia del lutto".

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