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Questa sera alle 19 confronto live con Salvo Mandarà sulla "teoria dei manichini".

La discussione dovrebbe essere visibile in streaming nel riquadro qui sopra.

 di Francesco Santoianni

È l’ultima frontiera dell’intossicazione mediatica: promuovere o, addirittura, commissionare video che “smascherano” complotti utilizzando “prove” così palesemente false o inconsistenti da neutralizzare ogni pur serio tentativo di mettere in dubbio la Verità ufficiale.

Una strategia già segnalata, anni fa, dall’ottimo Massimo Mazzucco e che ha cominciato a marciare a pieno regime con la diffusione di un falso-falso video attribuito allo staff del senatore McCain e soprattutto con i falsi-falsi video della strage al Bataclan (da noi analizzati qui).  Video che, come quelli prodotti per altre stragi che hanno insanguinato l’Europa, pretendono di dimostrare come queste siano null’altro che sceneggiate  realizzate con l’utilizzo degli ormai famigerati “Crisis Actors” e cioè comparse, – spesso mutilate di braccia o gambe – solitamente utilizzate per rendere più “verosimili”  esercitazioni militari o di Protezione civile.

Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sè il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all'attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del "perchè?"

I telegiornali si concentrano esclusivamente sul che cosa, evitando accuratamente di porsi domande scomode. E così la gente smette di ragionare. Assimila e accumula informazioni assolutamente inutili sulla probabile parentela fra due dei sospettati, sulla strana vicenda dell'Imam di Ripoll, o sui possibili collegamenti fra la villetta esplosa il giorno prima e la strage delle Ramblas.

Si finge di cercare meticolosamente ogni possibile collegamento ai livelli pù bassi della piramide, mentre si evita accuratamente di guardare ai livelli più alti.

Un altro islamico. Un altro furgone. Un'altra lunga lista di morti e feriti inutili.

Inutili perchè non ci sono rivendicazioni. E anche quando ci sono, queste rivendicazioni sono talmente vacue e ridicole che è come se non esistessero.

Ho sentito voci, in TV, che suggerivano un legame fra la scelta di Barcellona e il fatto che la Catalunya voglia diventare indipendente. Ma non avrebbe senso, per due motivi. Primo, i catalani non sono gente che si lascia impressionare facilmente, e non basta certo un attentato del genere per fargli cambiare idea. E, secondo, non si spiegherebbero allora gli attentati fin troppo simili a quest'ultimo del ponte di Londra, del mercatino di Amburgo, oppure lo stesso attentato di Nizza della scorsa estate.

Tutti attentati compiuti con autoveicoli utilizzati per falciare la gente, il cui unico legame fra loro sembra essere proprio la assoluta mancanza di senso per ciascuno di loro.

Gli utenti possono commentare.

Un camion travolge la folla. Almeno tre morti e otto feriti.

(Gli utenti possono commentare).

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Ma che bello iniziare il 2017 con la notizia di un nuovo attentato. Nemmeno il tempo di digerire il cenone di ieri sera, e siamo qui di nuovo a fare i conti con decine di morti e mandanti misteriosi. O meglio, i "soliti" mandanti misteriosi. Perchè di quello si tratta. E' come se qualcuno ci volesse ricordare che l'anno scorso è finito, ma che le nostre paure dovranno continuare anche in quello nuovo.

Ovviamente l'instabilità in medio oriente continua ad esistere, e quindi è anche logico che la Turchia, che è al centro di questa instabilità, debba subirne le conseguenze.

Ucciso in Italia Anis Amri. Era lui il killer di Berlino?

Se i padrini mondiali del terrorismo avevano fatto un esperimento - come molti hanno suggerito - "per vedere che cosa succede ad ammazzare un prete in chiesa", hanno avuto la loro risposta, e non è stata per loro positiva: il trucco non ha funzionato, e il sistema ha fatto cortocircuito.

Prima di veder scatenare una guerra di religione a tutto campo, infatti, i leader religiosi delle due comunità hanno fatto un passo storico, portando ad un risultato fino a ieri impensabile: musulmani che vengono a pregare insieme ai cristiani nelle chiese cattoliche, in Francia come in Italia.

Il via alla reazione lo aveva dato il Papa qualche giorno fa, quando ha respinto chiaramente il concetto di "guerra di religioni". Da quelle dichiarazioni ad estendere l'invito ai musulmani di venire in chiesa il passo è stato breve. E per fortuna questi hanno accettato, perchè ormai eravamo arrivati ad un punto in cui l'intero Islam stava per essere criminalizzato a livello globale.

Sono giorni confusi, anche perchè insieme alla moltitudine di attentati e mini-attentati che si stanno susseguendo, i media continuano ad indirizzare la nostra attenzione verso gli assassini, e mai verso i possibili mandanti. E così ci perdiamo tutti a discutere se un attentatore fosse stato "radicalizzato" di recente oppure no, dove avesse passato le ultime settimane, che cosa abbia detto di preciso durante l'attentato, eccetera. Non dovremmo invece dimenticare che gli assassini si possono programmare con grande facilità, rendendoli dei semplici strumenti al servizio di giochi molto più grandi e complicati di loro. E se quello che vedrete è stato possibile 50 anni fa, provate solo ad immaginare quello che è possibile fare oggi, con le nuove tecniche di condizionamento mentale.

 

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