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E' rivoltante vedere quello che sta succedendo in questi giorni nel PD. Un partito che ha preso il potere tre anni fa nel nome del "ce lo chiede l'Italia", e che ora ha rivelato l'aspetto più bieco di questa classe politica ormai obsoleta: l'egoismo individuale. E' rivoltante vedere questi personaggi della cosiddetta "sinistra PD" che galleggiano vergognosamente fra il calcolo personale e la paura di restare con il culo per terra.

Ad oggi, non ce n'è uno che abbia avuto il coraggio di dire chiaramente "me ne vado perchè non mi riconosco più in questo partito". Tutti che fingono, tutti che accennano, tutti che navigano a vista, tutti che parlano "nel nome e per il bene del nostro paese", mentre fanno la conta su quante probabilità abbiano di conservare la propria poltrona uscendo piuttosto che restando. Persino Bersani, questa sera da Floris, è riuscito a non dire chiaramente che esce dal PD.

Ma il più disgustoso di tutti è stato Emiliano, che prima si fa fotografare con il terzetto dei secessionisti (insieme a Rossi e Speranza), ma poi all'ultimo momento lascia che gli altri due escano e gli richiude la porta alle spalle, restando dentro. Viene in mente la famosa barzelletta "vai avanti tu, che a me viene da ridere".

Vigliacchi, ambigui, viscidi. Esseri umani rivoltanti, senza ideali, senza carattere, senza nessuna dirittura morale.

Gli studenti americani si sono ribellati, la scorsa settimana, ed hanno impedito ad un portavoce di Donald Trump di venire a tenere un discorso all'Università di Berkeley. Incuranti dei getti d'acqua e dello spray urticante della polizia, questi studenti hanno lottato fino all'ultimo per affermare il proprio diritto di non vedere il loro campus calpestato da un personaggio con cui non volevano avere nulla a che fare.

I cittadini catalani stanno portando avanti da mesi una dura lotta per riuscire a fare il referendum sulla secessione, e stanno obbligando il premier Mariano Rajoy a ricorrere a tutte le più sofisticate armi burocratiche pur di impedirglielo. Avanti di questo passo, riusciranno sicuramente a meritarsi il diritto di votare liberamente sul futuro della propria regione.

In Romania da quasi una settimana il popolo è sceso in piazza contro le riforme del governo, che voleva abolire il reato di abuso di ufficio e altri reati minori. Compatti e uniti, i cittadini romeni sono riusciti ad ottenere il ritiro del nuovo regolamento da parte del proprio governo, e ora, non contenti, chiedono anche la testa del proprio primo ministro.

La notizia è sorprendente per tutti: Romeo stipula una polizza sulla vita a favore di Virginia Raggi (quando era consigliere comunale), e poi Raggi, da sindaco, promuove Romeo a capo della segreteria. Ora si aprirà la solita querelle: lei sapeva o non sapeva? Se sapeva, perchè ha accettato la polizza? Se non lo sapeva, veniva ricattata?

Ragazzi, io non ci capisco più niente. Ormai questa faccenda di Roma assomiglia sempre di più a una brutta telenovela messicana. Chi di voi ha una luce da offrire, ci aiuti perfavore a schiarirci le idee.

M.M.

Dopo che la Consulta ha decapitato l'Italicum, togliendo il ballottaggio, quello che ci rimane è una miserrima legge proporzionale, che non permetterà a nessuno di governare. Mettendo inoltre il premio di maggioranza al 40%, si illudono i vari partiti di poterci arrivare da soli, mentre sanno tutti benissimo che questo non sarà possibile.

In questo momento infatti stanno tutti coltivando l'illusione del 40%. Renzi dice "Ci siamo già riusciti una volta, perchè non riprovarci?" Berlusconi-Salvini-Meloni sotterranno le asce di guerra e dicono "Noi siamo gli unici che possono arrivare al 40%". Grillo a sua volta è convinto che il 40% sia a portata di mano dei 5 Stelle.

Peccato che per accontentare tutti dovrebbe votare il 120% degli italiani, senza che un solo voto andasse disperso.

In realtà stanno cadendo tutti - più o meno consapevolmente - nel trappolone tesogli dalla Consulta, il cui vero scopo era duplice ed evidente: a) togliere ai 5 stelle la possibilità di andare al governo da soli (vincendo il ballottaggio), e b) gettare l'Italia nel caos, obbligando le forze politiche ad inciuci di tali dimensioni da rendere effettivamente innocua qualunque alleanza trasversale.

E così lo status quo continuerà a regnare sovrano.

A questo punto un bravo stratega si porrebbe la domanda: casco anch'io nel trappolone, e mi agito inutilmente nella melma, oppure spariglio le carte e mi gioco una partita completamente diversa? [...]

In questo video, pubblicato nel giorno stesso delle votazioni online, Claudio Messora aveva chiaramente messo in guardia il Movimento 5 Stelle da ciò a cui sarebbero andati incontro nel cercare una alleanza con l'ALDE. Peccato che nessuno gli abbia dato retta.


Fonte Byoblu

Proprio nel momento di maggiore debolezza del PD, che stenta a riprendersi dalla fragorosa legnata subita al referendum, i Cinque Stelle si trovano a dover fronteggiare l'imbarazzante scandalo dell'arresto di Raffaele Marra.

Un caso talmente clamoroso che è persino riuscito a far passare sotto silenzio l'indagine per falso spiccata nello stesso giorno contro il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Ma perché l'arresto di un semplice capo del personale della giunta municipale dovrebbe fare più rumore di un'indagine contro il sindaco di Milano?

Perché qualcuno, prima di essere eletto a sindaco di Roma, aveva vantato pubblicamente l'onestà dei Cinque Stelle, come se fosse una qualità che si estende automaticamente anche a tutti i potenziali membri della giunta. Ecco il perché.

Perchè dobbiamo lasciare che sia un parlamento co-optato (e delegittimato da un Porcellum incostituzionale) a decidere quale sarà la futura legge elettorale del nostro paese?

Perchè non mettiamo direttamente nelle mani degli italiani una decisione così importante?

Il modo per farlo sarebbe molto semplice: ciascun partito (o coalizione di partiti) propone la sua legge elettorale, e poi gli italiani scelgono quella che preferiscono con un referendum.

In questo modo si toglie ai partiti la tentazione di progettare una legge su misura per sè stessi, e si offre direttamente ai cittadini la possibilità di decidere se ci saranno o meno i collegi uninominali, se le liste devono essere bloccate oppure se scegliere direttamente i nostri rappresentati, se e quanto premio di maggioranza dovrà essere attribuito ai vincitori, ecc.

Questa mattina ero al bar (non è un espediente narrativo, è la verità) e ho sentito il seguente discorso: "Avete visto che buffoni che sono i 5 stelle? Fino a ieri dicevano che l'Italicum fa schifo, e oggi vogliono votare con quello, perchè così vincono le elezioni".

Nella crudezza della sua esposizione, quest'uomo aveva ragione.

Durante la campagna referendaria i 5 Stelle avevano fatto una scelta nobile, che diceva: "A noi l'Italicum converrebbe, perchè ci porterebbe in tutta probabilità a governare l'Italia, ma siamo contrari perchè non è democratico: è un metodo che rischia di consegnare il paese nelle mani di chiunque vincesse al primo turno anche solo col 25% dei voti".

"E nel votare le leggi noi non guardiamo al nostro intereresse - aggiungevano i 5 Stelle - ma al futuro del nostro paese". Discorso nobilissimo, appunto, che li metteva al di sopra delle parti, e li faceva apprezzare da molti proprio per quello.

Ora invece spunta una strana voglia di Italicum, [...]

di Wendellgee

Con questa mia testimonianza vorrei spiegare come io ritenga il nostro il sistema elettorale sostanzialmente sano e al riparo da eventuali brogli perpetrati durante il processo di raccolta e accumulo dei singoli dati elettorali. Come si può vedere infatti, è possibile per qualunque cittadino (scrutatore) verificare che i risultati dello spoglio a cui ha assistito personalmente vengano poi riportati correttamente nei tabulati del computo nazionale dei voti.

Domenica 4 dicembre ho fatto il rappresentante di lista (M5s) alla scuola Lincoln di Cinisello Balsamo (MI), al seggio numero 40. Ho assistito personalmente alle operazioni di voto non rilevando alcuna anomalia. Gli elettori entravano, gli scrutatori annotavano i loro dati, gli davano la scheda, e la mettevano nell’urna dopo che la persona aveva votato in cabina. Sono stato presente nella struttura per quasi tutta la durata del voto e non ho notato nulla di strano.

Per la cronaca vanno citati i seguenti episodi:

E fanno tre. Dopo la Brexit e l'elezione di Trump, anche il referendum italiano si può tranquillamente interpretare come un calcio in faccia al pensiero mainstream, per quanto fortemente sostenuto e veicolato dai media di regime.

Non ha funzionato il terrorismo mediatico contro la Brexit ("crollerà l'economia britannica", avevano detto), non ha funzionato il terrorismo mediatico contro Trump ("finiremo nelle mani di un incapace", avevano detto), e non ha funzionato il terrorismo mediatico a favore del sì ("se vince il no sarà un salto nel buio", ci hanno detto).

Cosa accadrà ora in Italia nessuno lo sa con certezza, ma nel frattempo l'unico che può fare il suo bel salto nel buio sarà proprio Matteo Renzi.

Per chi si occupa di cose quotidiane, inizia ora la fase del dopo-Renzi, con tutte le combinazioni che vanno dal governo tecnico al rimpasto di primavera fino alle elezioni anticipate.

Per chi vuole invece guardare le cose con un respiro più ampio, la seguente considerazione è d'obbligo: per tre volte in un anno i media mainstream hanno tentato di condizionare il voto degli elettori su tre eventi di grande importanza internazionale, e per tre volte gli stessi elettori - grazie alla rete e all'utilizzo dei social - si sono rifiutati di farsi infinocchiare.

Oggi l'Italia vota sulla riforma costituzionale. Vedremo se sono di più quelli che votano sì o quelli che l'hanno capita.

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