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La situazione dei migranti nel mediterraneo diventa ogni giorno più paradossale.

Tre anni fa i barconi carichi di migranti arrivavano fino alle nostre coste, e i pescatori locali uscivano in mare per andarli a prendere e portarli a  riva. Poi le navi hanno iniziato a salvarli in mezzo al mare. I barconi lanciavano un messaggio di S.O.S. dal mare aperto, e le navi delle ONG gli andavano incontro per recuperarli. Ultimamente le navi hanno iniziato a spingersi sempre più avanti, fino ad arrivare a prelevarli quando ancora si trovano nelle acque libiche. Mancava solo di stabilire un regolare collegamento di traghetti fra la costa libica e quella italiana, e il paradosso era completato.

Ma a questo punto qualcuno lancia l'allarme, insospettito da questa eccessiva premurosità nell'andarsi a cercare il naufrago a tutti i costi. Il procuratore di Catania Zuccaro accusa le ONG di essere finanziate direttamente dai trafficanti.

Ragazzi, sarà anche un pò sopra le righe, ma averne di gente cosi!

[Grazie a Dusty per la segnalazione]

In questo articolo Maurizio Blondet offre una analisi impietosa, ma purtroppo realistica, del panorama politico italiano. Ma allora è vero che ogni popolo ha i governanti che si merita? E se la situazione è davvero questa, come si può pensare ad una via d'uscita?

di Maurizio Blondet

Con la disfatta del 5 Stelle, si aggiunge un’altra maceria ai mozziconi, ruderi e rifiuti solidi di cui è ingombra la politica italiana. Ci avrete fatto caso:  il parlamento è intasato di questi mozziconi, di questi avanzi mal consumati. Sono scorie di progetti politici falliti, vestigia in rovina di proposte generali di governo dismesse e rifiutate, relitti  di  proposte di vasto respiro, che suscitarono un tempo grandi speranze nel pubblico, naufragate: quasi sempre per stupidità e imperizia o disonestà dei suoi leader, talora per i siluri di franchi tiratori e fuoco amico invidioso.

Quello di Grillo e dei grillini era un progetto politico: mattoide, fanatico, dogmatico e confuso, ma aveva attratto il 30 per cento degli elettori – perché lo volevano attuato. Ora si aggiunge alle scorie e agli scarti e alle macerie degli altri. Sono così tanti che è impossibile elencarli, senza dimenticarne qualcuno:  Berlusconi rincretinito e animalista, quel che resta del Popolo delle Libertà che lui ha tradito; Alfano, Casini sopravvivono come maceria affaristico-democristiana; da qualche parte dev’esserci un mozzicone di Mariotto Segni, che vinse i referendum (il totocalcio) e poi perse la schedina. [...]

Ho letto diverse analisi sul miserrimo risultato elettorale dei 5 Stelle alle ultime amministrative. Queste analisi vanno da "il movimento 5 Stelle è finito" fino a "le elezioni locali non hanno nulla a che vedere con il movimento nazionale".

Le prime analisi parlano di un "effetto Raggi", secondo il quale gli scarsi successi finora mostrati dalla giunta comunale romana avrebbero avuto un effetto devastante nella altre città d'Italia. Le seconde analisi invece ci spiegano che le realtà locali sono tutte diverse l'una dall'altra, e che la sconfitta trasversale dei 5 Stelle si può spiegare solo analizzando singolarmente i vari casi.

A me però rimane una domanda, a cui nessuna di queste analisi sembra in grado di rispondere: il movimento 5 Stelle è nato dal basso, nelle strade e nelle piazze dei nostri mille comuni. [...]

 È stato abbastanza sorprendente vedere come di colpo si sia trovato un accordo fra tutti e quattro i maggiori partiti sulla legge elettorale. Dopo mesi di tira e molla infinito, che sembravano preannunciare un percorso ad ostacoli fatto di continui veti incrociati, di colpo è bastato introdurre la parolina magica, "sistema tedesco", perché andassero tutti d'accordo.

Quello che non si riesce a capire e a chi convenga davvero un sistema del genere. Mentre i due maggiori partiti, PD e Cinque Stelle, sostengono apertamente di poter raggiungere il 40% (e quindi di poter governare da soli), la realtà ci dice che ci troveremo quasi sicuramente all'indomani delle elezioni con un paese ingovernabile. Con soli quattro partiti che probabilmente supereranno la soglia del 5%, infatti, le uniche due alleanze possibili sarebbero quella fra PD e Forza Italia, oppure quella fra i Cinque Stelle e la Lega.

Se vanno avanti così i 5 stelle non vinceranno mai le elezioni (con margini sufficienti per andare al governo, intendo) perchè non hanno più il coraggio delle proprie idee. Prendiamo ad esempio la posizione ambigua, e sostanzialmente contraddittoria, che hanno assunto di recente riguardo al problema dei vaccini.

Ospite della Gruber un paio di settimane fa, Alessandro Di Battista si è sentito fare una domanda-trabocchetto da una giornalista di Sky-TV: "Lei vaccinerà suo figlio [che sta per nascere, ndr]?" "Certamente" ha risposto Di Battista senza esitazioni, e dimenticandosi di aggiungere una qualunque obiezione rispetto all'obbligatorietà dei vaccini. In altre parole, Di Battista ha voluto far passare il messaggio che "per i 5 stelle i vaccini, così come sono somministrati oggi, non rappresentano un problema".

Peggio di lui ha fatto Luigi Di Maio, che pochi giorni dopo ad Harvard ha dichiarato: "I vaccini in Italia sono obbligatori per legge. Noi non abbiamo nessuna intenzione di eliminare questa obbligatorietà. Per noi sono fondamentali, e vogliamo promuovere il più possibile la cultura dell'informazione".

Ma scusa un attimo, caro Di Maio, che cosa ce ne facciamo noi dell'"informazione", se poi tanto i vaccini restano obbligatori?

La "flotta buonista" boicotta le indagini sugli scafisti. Ma prende milioni dallo Stato

di Chiara Giannini e Giuseppe Marino

Tre procure siciliane indagano sulle operazioni di soccorso delle Ong nel Mediterrneo e sul loro rapporto con gli scafisti.

Primo dubbio che i pm di Palermo, Catania e Trapani vogliono chiarire: chi finanzia le costose operazioni in mare? In parte, è la paradossale risposta, i soldi ce li mette lo Stato italiano. L'informazione è contenuta nel bilancio 2016 di Medici senza frontiere, una delle organizzazioni più attive nei salvataggi in mare, col pregio di garantire un minimo di trasparenza. Le Ong non dicono chi sono i loro grandi finanziatori, ma Msf dichiara di aver ricevuto 9,7 milioni di euro di fondi del 5 per mille Irpef. Di questa considerevole somma, nel 2016 dichiara di aver investito 1,5 milioni di euro per «ricerca e soccorso» nel Mediterraneo. Esattamente il tipo di attività attualmente sottoposta a un fuoco di critiche, tra l'altro, dall'agenzia europea Frontex, perché vanifica l'azione di contrasto agli scafisti da parte delle navi militari dell'operazione Sophia, andando incontro ai gommoni dei migranti a ridosso della costa libica, cioè prima che possano essere intercettati dalle navi militari.

C'è una vecchietta che va dal medico. "Mi dica signora - le chiede il medico - quale è il suo problema?"

"Guardi - risponde la vecchietta - In generale sto benissimo. Ho solo un piccolo problema all'intestino: faccio moltissime puzzette, praticamente in continuazione. Per fortuna - aggiunge la vecchietta con un sorriso furbo - sono tutte molto silenziose, e non fanno nessun odore. Pensi, da quando sono qui ne avrò fatte almeno una ventina, e lei non si è accorto di niente".

Il medico la visita accuratamente, e poi le prescrive una medicina. "Prenda questa - le dice il medico - e torni fra una quindicina di giorni".

In logica formale esiste una fallacia che si chiama "Post hoc ergo propter hoc", e accade quando si attribuisce erroneamente un evento Y ad una precedente causa X, capovolgendone spesso l'ordine causale.

Se io dico ad esempio "ogni volta che il gallo canta esce il sole, per cui è il gallo che fa uscire il sole", non solo ho stabilito una errata sequenza causa-effetto, ma ho anche capovolto la causalità, attribuendo al gallo che canta la responsabilità di far sorgere il sole, mentre è l'esatto contario. (Il gallo vede albeggiare, e quindi canta).

E' proprio questo l'errore che è stato commesso nella presentazione del rapporto di Reporters Sans Frontieres sulla libertà di stampa in Italia. Mentre ci dicono che "l’Italia ha guadagnato 25 posizioni, passando dal 77esimo del 2016 al 52esimo posto" nel mondo, ci avvisano anche che "Il livello di violenze contro i reporter è molto preoccupante, e alcuni politici - come il leader del M5s - non esitano a pubblicare l’identità di coloro che gli danno fastidio".

La vicenda Alitalia mette in luce due contraddizioni clamorose del sistema-pensiero neoliberista.

La prima contraddizione è la completa trasformazione del ruolo dei sindacati, che sono passati da effettivi difensori del lavoratore a semplici passacarte dei diktat delle aziende. In un mercato dove il ricatto da parte dell'azienda è diventato ormai la norma, i sindacati si sono lentamente trasformati in uno strumento di manipolazione mentale del lavoratore, costringendolo ad accettare compromessi sempre più umilianti "perchè altrimenti andiamo tutti a casa".

Ma il secondo aspetto del neoliberismo è sicuramente il più deleterio, ed è quello che supporta la mentalità per cui i guadagni sono sempre del privato, mentre le perdite diventano pubbliche.

Quando il buon Prodi lanciò Alitalia verso la privatizzazione, lo si faceva "per essere più competitivi" e "per adeguarsi alle regole del libero mercato". Allora spirava il vento fresco del neo-liberismo, e nessun impiegato della compagnia di bandiera protestò, allettato dall'idea che "il privato è sempre competitivo, per sua definizione". Sembrava quasi che mettersi nelle mani dei privati fosse un toccasana, "perchè loro sanno bene quello che fanno".

E' ufficialmente iniziata l'opera di demonizzazione mediatica di quelli che saranno in tutta probabilità i vincitori delle prossime elezioni politiche in Italia, ovvero il Movimento 5 Stelle.

E quale modo migliore di demonizzarli, se non quello di farli apparire come "pericolosi amici di Putin"?

Ci ritroviamo così un articolo su La Stampa di oggi, intitolato: "Il governo Usa avverte l’Italia: “Fate attenzione. Ci sono legami Russia-M5S

Dall'articolo leggiamo: "Sono fonti governative americane a ricostruire per «La Stampa» quanto sta avvenendo, spiegando in particolare che sono preoccupate per l’influenza che la Russia sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l’Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti."

Ma che gentili, queste "fonti governative americane", che "ricostruiscono per «La Stampa» quanto sta avvenendo". Davvero i nostri amici americani si preoccupano per il nostro futuro. Ma poi, quale sarebbe mai la "strategia di interferenza adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti" di cui parla La Stampa?

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