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di Lorenzo Piazza

Il 26 aprile è l'anniversario del disastro di Chernobyl.

Che senso ha parlarne a distanza di 33 anni dall'accaduto?

Come tutti gli eventi epocali che colpiscono l'immaginario collettivo e che creano una cesura tra un prima e un dopo, gli effetti possono essere letti in molte chiavi.

Dal punto di vista politico ed economico è innegabile che abbia contribuito fortemente a portare al collasso dell'Unione Sovietica e alla fine della guerra fredda, iniziata paradossalmente con un altro evento atomico, ossia le bombe lanciate sul Giappone.

Le spese mastodontiche necessarie per liquidare il disastro, 18 miliardi di rubli (ossia dollari dato il cambio 1:1) secondo Michail Gorbachev, hanno scavato una voragine nelle già fragili finanze dell'URSS.

Contemporaneamente le immagini strazianti dell'edificio del reattore esploso e le critiche feroci nei confronti della tecnica e della sicurezza sovietiche hanno gettato un alone fortemente negativo sull'intero sistema sociopolitico: Chernobyl è diventato il simbolo più concreto del fallimento del sistema comunista, tematica che è stata cavalcata con facilità dalla propaganda occidentale per demonizzare il nemico.

E allo stesso tempo la catastrofe ha dato linfa ad una certa intolleranza all'uso civile dell'energia nucleare e questo, mi si consenta sottolinearlo, è un bene. Basta fermarsi un momento a riflettere per capire che si tratta di una tecnologia spaventosamente nociva, come possono testimoniare le vittime delle innumerevoli catastrofi ambientali e sanitarie verificatisi in circa 65 anni.

Ogni paese ha le sue brutture legate all'atomo. Cito a braccio: le 2 bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki; i successivi test (oltre 2000) impossibili da citare tutti, di cui ricordiamo gli americani Crossroads e Castle Bravo che hanno devastato atolli incontaminati, quelli in Nevada che hanno lasciato crateri ancora visibili e contaminato grandi aree, quelli francesi in Algeria e a Mururoa, quelli britannici a Kiribati, quelli russi a Semipalatinsk; e ancora l'incidente del 1957 a Majak; quello del 1979 Three Mile Island; i due complessi industriali nucleari di Sellafield e La Hague: l'incidente del 1987 a Goiania; i danni alla salute provocati dalla centrale del Garigliano nei pochi anni d'esercizio; i sottomarini abbandonati a Murmansk; l'attacco aereo del 1981 alla centrale Osiraq; l'impianto di Dimona e il (mai ammesso ufficialmente) programma nucleare israeliano; i danni alla salute provocati in Germania da centrali che funzionano a regime, come i casi di leucemia nella zona di Elbmarsch; il disastro del 2011 a Fukushima; il problema insoluto dei depositi delle scorie nucleari.

Sarebbe interessante affrontare tutte queste storie, che sono accomunate dall'estrema importanza data alla scienza, alla tecnica e al profitto e dal miserrimo interesse riservato alla vita e alla salute umana, ma dobbiamo concentrarci sull'argomento della trattazione e rispondere alla domanda che ci siamo posti all'inizio. Ha senso parlare di Chernobyl perché è ancora un mistero, anche se viene presentato come una certezza. E' infatti un argomento estremamente presente nei media: di libri, film, siti internet se ne trovano a bizzeffe, che però nella stragrande maggioranza dei casi danno informazioni a senso unico, senza una vera volontà di cercare la verità. E' dunque soprattutto una storia di bugie, come scritto chiaramente dalla politica e scrittrice Alla Yaroshinskaya: "ogni volta che leggo questi documenti segreti, mi viene da pensare che l'isotopo più importante e terrificante, soffiato fuori dalla gola del reattore, manchi nella tavola periodica degli elementi: la Bugia-86. La truffa è globale tanto quanto la catastrofe stessa".

Nei media si intravede molta schizofrenia nella presentazione dell'argomento: da una parte ci ammoniscono che la situazione è ancora gravissima, al punto di dover investire somme faraoniche per costruire un nuovo sarcofago; dall'altra ci informano che sono ricomparsi lupi e orsi e la natura si è ripresa il suo spazio; da una parte l'ex Presidente dell'IAEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica) preme appunto per la costruzione di un secondo sarcofago che protegga l'Europa da una nova catastrofe nucleare; dall'altra lo stesso Hans Blix, quand'era ancora Presidente della benemerita IAEA dichiarò che l'industria dell'energia nucleare poteva tollerare un disastro come Chernobyl ogni anno; da una parte ci vengono mostrati danni gravissimi per la salute; dall'altra la IAEA (ancora...) in un comunicato stampa dichiara che "povertà e malattie legate allo stile di vita che ora dilagano nell'ex Unione Sovietica nonché i problemi psichici, costituiscono per le comunità locali una minaccia ben maggiore della radiazione".

Come può lo sprovveduto fruitore di tali media farsi un'idea precisa e fondata su un qualunque argomento? Ebbene non può. Sommerso da un'onda di dati e opinioni egli avrà l'illusione di essere stato informato, ma difetterà certamente della visione d'insieme necessaria a comprendere un fenomeno. La percezione della realtà sarà effettivamente dipendente da come verrà presentata.

In tal senso, basandomi su anni di studio, ho notato il cambiamento nel tono e nelle argomentazioni dedicati dai media alla tragedia di Chernobyl. Se fino ad una dozzina di anni fa dominava incontrastata la versione ufficiale, negli ultimi anni hanno iniziato a circolare, soprattutto nel web, ma non solo, una serie di teorie complottiste, di cui mi occuperò in un altro articolo, in quanto necessitano il giusto approfondimento e il giusto spirito critico.

Per ora mi limiterò a dimostrare che la tesi ufficiale non è coerente con la natura del disastro, né dal punto di vista tecnico, né da quello riguardante la quantità dei radionuclidi fuoriusciti dal reattore, da cui inevitabilmente conseguono gli effetti per la salute.

Il destino comune a tutti coloro che affrontano lo studio di grandi accadimenti storici è rappresentato dall'oggettiva impossibilità di scoprire la verità nella sua interezza. Ma ciò non impedisce, almeno, di identificare le bugie.

E ora due comunicazioni di servizio: primo, per una precisa scelta metodologica, ho optato per una traduzione in italiano di tutte le citazioni, al fine di permettere la comprensione anche a coloro che non padroneggiano lingue straniere; secondo, ho cercato di inserire più note possibili per documentare quanto scritto e se non sempre ho specificato il minuto esatto in cui in un video o un audio compare una certa affermazione, è stato solo per ovvie ragoini di tempo. Non nutro comunque il minimo dubbio che il lettore più attento riesca a trovare facilmente gli stralci citati. Ma prima di entrare nella zona, vorrei dedicare questo lavoro alle tante, tantissime vittime del disastro: ai pompieri e ai liquidatori che hanno perso la vita nello svolgere i loro compiti; ai residenti della zona di reclusione che, completamente ignari, sono stati strappati della loro case, perdendo i loro averi, smarrendo le loro radici, e ricevendo in dote, patologie di ogni genere; al resto degli abitanti dell'emisfero boreale, che hanno ricevuto tutti la loro porzione di radionuclidi; e infine ai bambini mai nati, sia a causa delle gravidanze interrotte, sia a causa della "radiofobia", la paura indotta nei potenziali genitori che i nascituri sarebbero venuti al mondo con gravi malformazioni.

QUI il documento completo da scaricare

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redazione
#1 redazione 2019-04-25 20:03
Vorrei ringraziare Lorenzo per il lavoro MONUMENTALE che ha svolto. La cosa era nata un paio di mesi fa come un "articolino da pubblicare per la data dell'anniversario", ma poi, come poterte vedere, il morbo della ricerca e dell'approfondimento lo ha colto in pieno, e non lo ha più lasciato fino a ieri sera.
LoneWolf58
#2 LoneWolf58 2019-04-25 20:06
Appena scaricato... me lo leggerò con calma ma intanto un bel grazie all'autore del lavoro.
peonia
#3 peonia 2019-04-25 20:30
Grazie, molto interessante! Rendici noti anche del seguito, che a me appassiona molto...
sa
#4 sa 2019-04-25 20:35
"...Ma prima di entrare nella zona, vorrei dedicare questo lavoro alle tante, tantissime vittime del disastro..."

Prendo lo spunto per segnalare a chi fosse interessato un paio di cose.
- Pawel Schemet sopravvissuto all'avvelenamento da radiazioni! (aveva preso parte alle operazioni per bonificare l'area del disastro) www.youtube.com/watch?v=OSWCh4uz_Z4
- Conseguentemente il nome di Bruno Groening, la cui storia è quantomeno interessante www.bruno-groening.org/it
Zina
#5 Zina 2019-04-26 00:07
Grazie per aver ricordato questa tragedia immane. Il mio ricordo commosso va ad una persona speciale che un paio di mesi fa ci ha lasciati a causa di questo disastro. Non ci sono parole per descrivere il dolore che questo evento ha provato e continua a provocare
Primus eccetera
#6 Primus eccetera 2019-04-26 05:46
Mah

una storia completamente nuova

però un dubbio su tutti
l'area del Pryp'jat (circa centomila kmq, un terzo della superficie dell'italia) è una palude, così grande da separare le zone di operazioni militari durante la seconda guerra mondiale tra i due gruppi di armate nazisti Centro (von Bock) e Sud (von Rundstedt)
non sono un geologo ma non ho mai saputo che le zone paludose siano sismiche, non mi torna il terremoto adombrato come causa nella ricostruzione dei fatti
webrasta
#7 webrasta 2019-04-26 08:30
Un encomio a Lorenzo Piazza per la professionalità che ha profuso in questo studio.

A mio modo di vedere, il punto più importante è l'esplosione nucleare: c'era un quantitativo di plutonio 72 volte maggiore della bomba atomica sganciata su Nagasaki ma l'esplosione è stata ridicolmente debole? Secondo la favola ufficiale, l'esplosione avviene al raggiungimento della cd massa critica, dopo di che non ce n'è più per nessuno.. Non vi sembra che qualcosa non torni?
Forse il motivo di tanta segretezza non è da cercare nel tentativo di impedire che la gente sappia che un reattore nucleare possa esplodere (con questi effetti, chi se ne frega) e nemmeno nella portata della contaminazione (anche su questa parecchi dubbi...) ma piuttosto sul difendere ad ogni costo la favola della "bomba atomica".
I crateri attribuiti ad esplosioni nucleari si possono creare con parecchie tonnellate di tritolo. Ed è ciò che è stato fatto. Chi la pensa diversamente, è pregato di portare riscontri video-fotografici convincenti perchè quelli diffusi sino ad oggi sono decisamente ridicoli. Un esempio per tutti, Hiroshima: oltre al "fungo" atomico che sembra poco più di quello di una stufa sovralimentata :) e le anomalie delle nuvole nelle riprese, bisogna tenere presente che la città era costituita al 99% da capanne di legno e carta. Dopo l'esplosione, i pochi edifici in cemento sono rimasti in piedi, ponte incluso. L'analisi del materiale fotografico e le testimonianze di alcuni sopravvissuti portano a concludere che si trattò "soltanto" di un enorme ordigno incendiario, forse corredato di uranio impoverito.
onemanband
#8 onemanband 2019-04-26 09:20
Complimenti Lorenzo, da quello che ho letto mi sembra uno dei lavori piu' completi esistenti a riguardo.
ahmbar
#9 ahmbar 2019-04-26 10:57
webrasta
Citazione:
A mio modo di vedere, il punto più importante è l'esplosione nucleare: c'era un quantitativo di plutonio 72 volte maggiore della bomba atomica sganciata su Nagasaki ma l'esplosione è stata ridicolmente debole? Secondo la favola ufficiale, l'esplosione avviene al raggiungimento della cd massa critica, dopo di che non ce n'è più per nessuno.. Non vi sembra che qualcosa non torni?

Forse il motivo di tanta segretezza non è da cercare nel tentativo di impedire che la gente sappia che un reattore nucleare possa esplodere (con questi effetti, chi se ne frega) e nemmeno nella portata della contaminazione (anche su questa parecchi dubbi...) ma piuttosto sul difendere ad ogni costo la favola della "bomba atomica".
Non sono in grado di giudicare se il comportamento fisico del reattore sia coerente o meno con quanto sappiamo delle bombe atomiche, ma ricordo quando la vecchia URSS fece un esperimento sotterraneo (si decise di fare gli esperimenti solo sottoterra perche' ci si era resi conto del grado di inquinamento globale che gli esperimenti "alla luce del sole" provocavano) con la bomba piu' grande mai testata, 50 megatoni, se la memoria non mi gioca strani scherzi:
la terra intera risuono' come una campana per diversi secondi, spaventando a morte tutti gli scienziati del mondo

Non mi risulta che il tritolo o qualunque quantita' di esplosivo abbiano mai raggiunto nemmeno una frazione di una simile potenza


Tornando alla ricerca, sembra che le prove di una esplosione siano decisamente piu' supportate dalle evidenze fisiche rispetto alla fusione del materiale che invece ci hanno raccontato, la temperatura misurata di 24° dell'area (quando avrebbe dovuto essere di 1000° :-o ) non lascia dubbio alcuno

Sottostimare la pericolosita' dell'energia nucleare e' sempre stata una priorita' da parte dell'industria e dell'apparato militare, e nascondere che ogni centrale e' una potenziale bomba atomica sotto casa rientra in questa politica, da qui l'attrbuzione ad un "errore umano" di quello che e' invece l'ennesimo rischio potenziale (oltre a quelli certi) che diverse centrali comportano


Citazione:
Un encomio a Lorenzo Piazza per la professionalità che ha profuso in questo studio.
Anche io mi unisco ai ringraziamenti, una visione dell'incidente che mi era totalmente sconosciuta
nib
#10 nib 2019-04-26 11:09
Finalmente mi è stata fatta chiarezza, vi ringrazio.
Dunque, ci siamo beccati tutta la radioattività, quasi in tutto il mondo, ci hanno detto un mare di stronzate e ci hanno pure speculato sopra fregandosi miliardi a palate.... O che bel castello marcondiro dirondello
f_z
#11 f_z 2019-04-26 15:58
Per ora sono arrivato solo a meta', ma ringrazio Lorenzo Piazza per le informazioni che ha condiviso.

Non e' da oggi che sono convinto che la tecnologia nucleare e' totalmente fuori controllo e dovrebbe essere eliminata fisicamente da tutto il mondo, e la sua conoscenza distrutta per sempre con qualsiasi mezzo.

Soltanto l'arroganza e l'avidita' di certi mostri con sembianze umane poteva partorire una tecnologia tanto folle, distruttiva e impossibile da controllare.
webrasta
#12 webrasta 2019-04-26 16:08
#9 ahmbar
Ti riferisci a questa?

Citazione:
Bomba H "Tzar": potenza 50 Mt. Sganciata il 30 ottobre 1961 alle ore 11:32 (fuso di Mosca) nella baia di Mitjušicha, Novaja Zemlja a 4.000 metri dal suolo.
I terremoti non sono significativi: una bomba anche di modesta potenza piazzata strategicamente è in grado di innescare un sisma. Le "vibrazioni strane" possono essere dovute ad altri fattori (vedi 11 novembre 2018 it.businessinsider.com/.../).
Non voglio andare OT perciò la faccio breve: ti assicuro che ho studiato molto del materiale "eretico" disponibile (in Inglese, perchè nella nostra lingua non c'è nulla), ad es. Death Object: Exploding the Nuclear Weapons Hoax di Akio Nakatani. Non c'è alcuna evidenza convincente della possibilità di esplosione da fissione nucleare. Se esistono altre armi paragonabili io ovviamente non lo so, ma di certo la narrativa-propaganda sulle bombe atomiche dal '45 ad oggi è una bufala.
ItalHik
#13 ItalHik 2019-04-26 16:33
#7 webrasta

Citazione:
I crateri attribuiti ad esplosioni nucleari si possono creare con parecchie tonnellate di tritolo. Ed è ciò che è stato fatto. Chi la pensa diversamente, è pregato di portare riscontri video-fotografici convincenti perchè quelli diffusi sino ad oggi sono decisamente ridicoli.
Tutto dipende da come, un esperto come te, valuta quel "parecchie tonnellate"... :perculante:



Ti basta come cratere (da "Sedan Nuclear Test - Wikipedia")?... :roll:

.
peonia
#14 peonia 2019-04-26 16:44
errato thread...
webrasta
#15 webrasta 2019-04-26 17:35
#13 ItalHik

Beh, se lo dice Wikipedia allora mi arrendo e chiedo umilmente scusa per la mia arroganza.
Nella voce da te segnalata scopro altre cose interessantissime: il fallout dell'esplosione è stato il più grande della storia (13 milioni di cittadini americani raggiunti) ma appena 7 mesi dopo si poteva tranquillamente passeggiare sul fondo del cratere e fare fotografie. Vista la natura del terreno (sabbia) mi sarei aspettato anche una citazione ai residui vetrificati - che avrebbero dovuto essere sparsi ovunque - ma invece Wiki non ne fa menzione. Vedi, anche qui mi sbagliavo..
Quante cose interessanti e affidabili su Wikipedia! Adesso capisco che ho sprecato inutilmente ore ed ore di lettura sui testi sbagliati. Grazie per la dritta!!
Crotti
#16 Crotti 2019-04-26 18:01
Bel lavoro, complimenti!Io su Chernobyl avevo visto questo documentario che propone una versione diversa dei fatti, un incidente provocato apposta per coprire "l'epic fail" del DUGA www.youtube.com/watch?v=zfr77k1sI60
Qualcuno l'aveva già visto?
ItalHik
#17 ItalHik 2019-04-26 18:07
#15 webrasta

Citazione:
Quante cose interessanti e affidabili su Wikipedia! Adesso capisco che ho sprecato inutilmente ore ed ore di lettura sui testi sbagliati.
Dipende... Se i tuoi "testi sbagliati" raccontassero che il cratere fu scavato da simpaticoni dotati di secchiello e paletta potrebbe anch'essere stata un'esperienza divertente...

Rendici edotti, a noi wiki-dipendenti, magari decidiamo di cambiare pusher!... :-D

www.youtube.com/watch?v=ssLZ4bUTDYM

.
webrasta
#18 webrasta 2019-04-26 18:18
#17 ItalHik

Citazione:
Rendici edotti
Ma nemmeno per idea. Mi sembri già ampiamente soddisfatto delle tue conoscenze e per nulla intenzionato a verificarle attraverso la ricerca e l'approfondimento di pareri diversi. Lo studio di Lorenzo Piazza non sarebbe mai nato con il tuo approccio: Wikipedia diceva già tutto quello che c'era da sapere in merito. Comunque, nella apparentemente improbabile ipotesi che qualcosa "scatti" in te, ho riportato altrove un paio di link a cui fare riferimento per mettere alla prova la versione ufficiale (Wiki!) sulle armi atomiche.
starburst3
#19 starburst3 2019-04-26 18:19
Citazione:
Ogni paese ha le sue brutture legate all'atomo. Cito a braccio: le 2 bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki; i successivi test (oltre 2000) impossibili da citare tutti, di cui ricordiamo gli americani Crossroads e Castle Bravo che hanno devastato atolli incontaminati, quelli in Nevada che hanno lasciato crateri ancora visibili e contaminato grandi aree, quelli francesi in Algeria e a Mururoa, quelli britannici a Kiribati, quelli russi a Semipalatinsk; e ancora l'incidente del 1957 a Majak; quello del 1979 Three Mile Island; i due complessi industriali nucleari di Sellafield e La Hague: l'incidente del 1987 a Goiania; i danni alla salute provocati dalla centrale del Garigliano nei pochi anni d'esercizio; i sottomarini abbandonati a Murmansk; l'attacco aereo del 1981 alla centrale Osiraq; l'impianto di Dimona e il (mai ammesso ufficialmente) programma nucleare israeliano; i danni alla salute provocati in Germania da centrali che funzionano a regime, come i casi di leucemia nella zona di Elbmarsch; il disastro del 2011 a Fukushima; il problema insoluto dei depositi delle scorie nucleari.
Questo passaggio dell'articolo mi sembra basilare, al di la' dell'incidente di Chernobyl,l'ennesimo della storia del nucleare a fissione, rimane la pericolosita' ed il costo altissimo in vite e danni ambientali,anche a lungo e lunghissimo periodo.
Noto una disattenzione verso questo tipo di energia a dir poco sospetta nelle rivendicazioni che il circo mediatico ha messo in piedi con la storia di greta, si addossano i mali del mondo alle energie ricavate da combustibili fossili ,ma non si notano attacchi diretti o indiretti al nucleare, nucleare che in molti paesi tra i quali il nostro,e' stato inserito nell'elenco delle energie rinnovabili!!!
Per quanto riguarda l'incidente di Chernobyl,doloso o meno ( nel dolo comprendo anche l'incuria e la vetusta' dell'impianto ),rimane il fatto che fu uno degli accelleranti che provocarono il crollo dell'unione sovietica...sara' stata la vetusta' del sistema? :roll:

Dipinsi l'anima su tela anonima
ItalHik
#20 ItalHik 2019-04-26 18:29
#18 webrasta

Citazione:
Ma nemmeno per idea. Mi sembri già ampiamente soddisfatto delle tue conoscenze e per nulla intenzionato a verificarle attraverso la ricerca e l'approfondimento di pareri diversi.
Vabbè, tirati pure dietro le tue "parecchie tonnellate" di TNT, se pensi che bastino per crateri del genere (con o senza trinititi), e quando sei pronto per accendere la miccia chiamami che verifico il risultato godendomi lo spettacolo (a debita distanza)... :-D
.
Davide71
#21 Davide71 2019-04-27 00:32
Ciao a tutti:

io poi non sono neanche convinto che l'energia nucleare sia efficiente. Se uno mette in conto il costo di estrazione e di arricchimento dell'uranio impoverito siamo sicuri che il bilancio energetico sia in attivo?
In ogni caso, che i Russi nascondano di aver fatto respirare il loro reattore nucleare a mezzo mondo ci sta!
Un po' come quando in Italia nascondano che il cemento armato crei molti piú problemi di quello che ti raccontano, soprattutto sui ponti, e soprattutto se ad armarlo é la mafia...o finalmente qualcuno ha spiegato com'é crollato il Ponte Morandi?
gbhnjk
#22 gbhnjk 2019-04-27 09:37
Penso che tra qualche migliaio di anni, se l'uomo non si sarà è estinto con le proprie mani, l'energia che gli servirà sarà prodotta da quella centrale termonucleare funzionante 24 ore su 24 e zero costi di manutenzione, il Sole.
maryam
#23 maryam 2019-04-27 14:50
Ottimo.
Un video che mostrava il vuoto non c'è più, giusto questo qui www.youtube.com/watch?v=msSAJgK7Fc4 C' è altra verità da aggiungere.

Mai si parla di DUGA 3 nelle vicinanze della centrale. E' un altro frammento di verità da non trascurare. Invece si fa.
Un documentarista/artista ucraino ne ha parlato e ha una sua tesi.
Beardon (exmilitare USA) ha un altra tesi , riportata anche da Rosalie Bertell.
QUI DATI e documentario
IL DISASTRO DI CHERNOBYL – LE VERITA’ NASCOSTE
nogeoingegneria.com/.../...
Il complotto di Chernobyl
nogeoingegneria.com/.../...

Penso che possano servire a Lorenzo nel suo approfondimento.1957 Majak; 1979 Three Mile Island e molto altro trovi nel sito. (bottone nucleare)
Cheto
#24 Cheto 2019-04-27 18:33
[debunking mode: on]
«Chernobyl è una colossale mistificazione mediatica».
www.nextquotidiano.it/.../
www.youtube.com/watch?v=zn3HBVpKjJc
Affermato nel 2015 da Franco Battaglia, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, non da un liceale.
«In questi venticinque anni ci sono stati zero morti.» Questa frase detta/non detta da Battaglia, che ha fatto incazzare Beppe Grillo, è costata a Grillo 1 anno con la condizionale per diffamazione.

Vuoi mettere i 60 morti sì e no "provati" (edit: gli altri sono solo "presunti", per la scienza) per l'incidente in Ucraina contro le migliaia di morti a Bhopal, in India per un incidente in una industria chimica, o i molti morti per l'enegia "pulita" idroelettrica a causa dei crolli delle dighe, o vuoi mettere con i 110 mila morti di morbillo (nel 2017, fonte OMS)????

«Dovremmo smettere di scappare dalle radiazioni» Wade Allison professore emerito di fisica e membro del Keble College all'Università di Oxford. fusione.altervista.org/dovremmo_smettere_di_scappare%20dalle_radiazioni.htm

... «La paura irrazionale delle radiazioni nucleari», dott. Giuseppe Filipponi, fisico nucleare, docente, direttore della rivista Fusione Scienza e Tecnologia fusione.altervista.org/Vievere_con_le_radiazioni_articolo.htm. Filipponi ritiene che le radiazioni non facciano poi così male come si crede, anzi, fanno quasi bene...

[debunking mode: off] :-o :-o :-o

Dio ci protegga dalla scienza e dagli scienziati.
Lorenzo Piazza
#25 Lorenzo Piazza 2019-04-27 21:45
Vorrei ringraziare Massimo Mazzucco e tutti i lettori per le belle parole spese per commentare l'articolo.

A Primus eccetera che si chiede se sia possibile un terremoto in un area paludosa, posso solo rispondere con quanto scritto da Karpan nello studio "Analysis of the Version “Earthquake is the Cause of the Chernobyl Accident”" (pp. 4-5 del pdf) che elenca in modo sintetico una serie di eventi sismici verificatisi in quella zona nell'arco dei secoli.

A webrasta: ammetto di non essermi mai soffermato su una presunta finzione delle bombe atomiche. Ma siccome sono abituato a non dare nulla per scontato, mi riservo di approfondire la faccenda.

A Crotti e a maryam: conosco il film "Il complotto di Chernobyl" e il sistema d'antenna Duga. Sto infatti raccogliendo materiale per scrivere un articolo dedicato apposta alle varie teorie del complotto. Per ora posso anticipare che, a mio modesto modo di vedere, quel film/documentario sia solo un pessimo tentativo propagandistico di screditare la Russia di Putin in favore dell'Ucraina e dell'Occidente, usando come pretesto la vicenda di Chernobyl, senza tuttavia fornire prove per quanto viene raccontato.

A Cheto: il mito secondo cui le radiazioni non facciano poi così male e che a Chernobyl non sia morto nessuno è uno dei più insensati e insensibili che si possano veicolare. Ovviamente ringraziano IAEA, OMS UNSCEAR e tutte le società che hanno a che fare con l'industria del nucleare. Chi la pensa così dovrebbe semplicemente andare a vivere a pochi km da una centrale.

Ringrazio anche tutti coloro che abbiano dal materiale da suggerire o da condividere. La conoscenza non è mai abbastanza!
maryam
#26 maryam 2019-04-27 22:02
#25 Lorenzo Piazza

Bene, sorprendente lo scarso interesse, anche per le conseguenze di Fukushima, per le cosenguenze di più di 2000 test atomici...
e se ci pensi, oggi propongono (Gates) il nucleare come energia pulita per 'debellare ' il CO2, 'veleno' numero uno, il Belzebu dei nostri tempi.
Follia.
Buon lavoro Lorenzo.
Sul terremoto ho segnalato dati. Poi c'è la tesi di Beardon.
Salva81
#27 Salva81 2019-04-28 00:03
Approfondimento estremamente interessante, ma in conclusione mi sfugge il cui prodest:

Ai tempi ci poteva stare per salvare la faccia col mondo occidentale mentire e omettere, ma perche' la menzogna va avanti?

-Soldi a palate per i lavori decennali?Per salvarsi la faccia han continuato con la menzogna anche dopo la caduta dell'urss e infine approfittato per lucrarci sopra?
-Nascondere all'opinione pubblica che le centrali possono "esplodere'' e mantenerci quindi in uno stato di relativa serenita' ?
-Nascondere che non siamo in grado di controllare le reazioni e almeno in uno specifico caso non si e' ancora capito cosa successe e non ce lo possiamo permettere per quanto sopra?

Grazie per il tempo che hai dedicato.
S.
Cheto
#28 Cheto 2019-04-28 08:44
@Salva81 Cui prodest:

Riprendo un mio vecchio post di 6 anni fa, qui su Luogocomune, a proposito dell'incidente nucleare a Fessenheim

cito il post:
Secondo questo articolo, "Lo scopo segreto della radioattività", l'aumento della radiottività nella terra è voluto.
(nota: l'articolo non è più disponibile, perché il sito crom.be ha chiuso, si è trattato di una perdita di fonte d'informazioni inestimabile. il titolare del sito ha deciso a un certo momento di cambiare vita e ha creato un gruppo musicale e una comunità denominata "les Brigandes")

citazione:
In uno strato interno della Terra si sono concentrate delle potenze, chiamate Asuri, un nome di origine sanscrita che significa «anti-dèi». [...]
Queste potenze possono emergere nel mondo umano soltanto attraverso certe frequenze vibratorie: la radioattività e i sistemi elettromagnetici della tecnologia informatica.
In futuro, l’unione dell’energia nucleare e della rete Internet produrrà un campo magnetico che imprigionerà l’umanità.

fine citazione

Questo (e, naturalmente, il discorso dell'arma nucleare) potrebbe spiegare perché alcune autorità insistano a credere nell'utilità ed economicità delle centrali nucleari, mentre anche un asino, con un po' di studio, vedrebbe che questa energia è costosissima sul lungo periodo ed è legata a pericoli eccessivi.
fine citazione del post del 2012

Qualcosa sul tema lo si può trovare qui: sonoconte.over-blog.it/article-la-grande-opera-degli-alchimisti-122144832.html
Edit: qui ho trovato una ripresa completa dell'articolo: angeliinastronave.blogspot.com/2012/09/lo-scopo-segreto-della-radioattivita.html
maryam
#29 maryam 2019-04-28 17:19
#28 Cheto


Penso che si trovi cose interessanti nei scritti di Rudolf Steiner - gli Asura nell'antroposofia steineriana.
mirmalag
#30 mirmalag 2019-04-28 17:41
Bel lavoro, Lorenzo. Me lo sono letto stanotte tutto di fila.
Devo ammettere che della faccenda non avevo approfondito proprio nulla e quello che hai scritto chiarisce molte cose.
Mi rimane una domanda: dopo un simile incidente come è possibile che i locali dove stava il personale non siamo rimasti distrutti?
I testimoni, che sono rimasti vivi per tanti anni, parlano della esplosione come un fatto straordinario, ma non catastrofico, come se avvenisse in un luogo lontano.
Pure gli altri reattori, se non mi sbaglio, sono rimasti in servizio per un bel pò di tempo.
Forse confondo qualche cosa?
Mi puoi chiarire?

Grazie,
Mirco
Cheto
#31 Cheto 2019-04-28 18:10
#29 maryam
Citazione:
Penso che si trovino cose interessanti negli scritti di Rudolf Steiner - gli Asura nell'antroposofia steineriana.
Sì, Steiner ne parla come di spiriti malvagi, che portano al più forte egoismo e materialismo, a cambiamenti nella sfera sessuale e seducono all'uso della magia nera. Insomma, niente di buono.
Sarebbe interessante studiare i cambiamenti intervenuti nel comportamento e nella psiche delle persone a Kiev (ma forse i circa 100 km di distanza sono già una distanza di sicurezza) e nelle altre città nelle vicinanze di Chernobyl a seguito di questa costante presenza radioattiva, che quindi attira in zona e ravviva gli Asura.

Aggiungerei un aspetto che Steiner non ha potuto citare, a mia conoscenza, ma che invece è spiegato nell'articolo angeliinastronave.blogspot.com/2012/09/lo-scopo-segreto-della-radioattivita.html, vale a dire: Internet. Per non parlare del 5G e varie onde elettromagnetiche, di cui nulla si sapeva ancora in epoca steineriana, e di cui poco o nulla si parlava nel 2012, quando l'articolo sulla radiottività è stato pubblicato. Aggiungiamo poi il massacro animico creato dalle vaccinazioni, il fatto anche che una parte dei medici antroposofici si sono venduti al Moloch delle vaccinazioni disinformazione.it/2019/04/19/connessioni-karmiche-tra-federazione-dei-medici-antroposofi-e-fondazione-di-bill-gates/... ebbene, ragazzi... qui non ci resta che congiungere le mani e... pregare!
lysmata
#32 lysmata 2019-04-28 22:21
Torno a commentare di rado, ma vedo che ogni volta i post sono inquinati da commenti fatti secondo me per riportare qualsiasi conversazione all'immagine degli utenti di LC come gente con l'elmetto di carta stagnola. Antidei ,vibrazioni che imprigionano l'umanitá, spiriti malvagi... ma per favore... attenzione a quel che permettete che si pubblichi.

Poi entro nello specifico nel lavoro di Lorenzo che peró secondo me cade in un errore di fondo imperdonabile, quello di accettare la possibilitá che ci sia stata un'esplosione nucleare al plutonio sulla base di ben pochi dati oggettivi. Della centrale (e di tutto quello nel raggio di vari km) non rimarrebbe traccia o quasi.
Accettata questa possibilitá tutto il resto si perde un pó in favolette, imho.

Un saluto!
Primus eccetera
#33 Primus eccetera 2019-04-29 15:24
#32 lysmata
Citazione:
...cade in un errore di fondo imperdonabile, quello di accettare la possibilitá che ci sia stata un'esplosione nucleare al plutonio
E' tutta una questione di definizioni.

Se per esplosione nucleare intendiamo il concetto scientificamente accettato di fissione a catena di tipo esplosivo di una massa critica (o resa critica tramite una implosione ottenuta chimicamente con esplosivi convenzionali, che è poi il meccanismo di funzionamento delle bombe nucleari al plutonio, Nagasaki per intenderci), hai completamente ragione. Il meccanismo non è stato quello. Tra l'altro le temperature coinvolte in una fissione a catena incontrollata vanno nell'ordine del milione di °C, non dei 6000 citati.

Se viceversa l'Autore adombra un concetto differente, ossia:
data la sparizione pressoché completa del nocciolo ivi inclusi i circa 400 kg di Pu che conteneva (altro dato dubbio, la produzione di Pu ha tassi estremamente bassi, non certo lo 0,24% citato a p. 24), che sono ragionevolmente andati dispersi in atmosfera insieme al resto del nocciolo, noi dobbiamo abbiamo il dovere di considerare di tipo nucleare l'esplosione del reattore 4, allora, m'inchino.
Effettivamente le conseguenze sono state simili (non dal punto di vista dei prodotti di fissione, né delle energie coinvolte, comunque).

Non vi è stata una fissione a catena esplosiva nel disastro di Chernobyl. E' stata un'esplosione di tipo chimico, innescata dalla liberazione incontrollata di grandi energie dovuta all'errore umano/al terremoto/alla pericolosità intrinseca di un reattore nucleare/a fate voi, che ha volatilizzato praticamente tutto il contenuto del reattore 4.

Consiglio la lettura di questo mattone:
www.lafeltrinelli.it/.../9788817007191

per comprendere bene concetti come massa critica/fissione a catena/produzione del Pu-239/energie coinvolte in una fissione a catena di tipo esplosivo/ meccanismi di funzionamento di una bomba nucleare.
lysmata
#34 lysmata 2019-05-01 19:04
Citazione:
Se per esplosione nucleare intendiamo il concetto scientificamente accettato di fissione a catena di tipo esplosivo di una massa critica (o resa critica tramite una implosione ottenuta chimicamente con esplosivi convenzionali, che è poi il meccanismo di funzionamento delle bombe nucleari al plutonio, Nagasaki per intenderci), hai completamente ragione. Il meccanismo non è stato quello. Tra l'altro le temperature coinvolte in una fissione a catena incontrollata vanno nell'ordine del milione di °C, non dei 6000 citati.

Se viceversa l'Autore adombra un concetto differente, ossia: 
data la sparizione pressoché completa del nocciolo ivi inclusi i circa 400 kg di Pu che conteneva (altro dato dubbio, la produzione di Pu ha tassi estremamente bassi, non certo lo 0,24% citato a p. 24), che sono ragionevolmente andati dispersi in atmosfera insieme al resto del nocciolo, noi dobbiamo abbiamo il dovere di considerare di tipo nucleare l'esplosione del reattore 4, allora, m'inchino. 
Effettivamente le conseguenze sono state simili (non dal punto di vista dei prodotti di fissione, né delle energie coinvolte, comunque).

Non vi è stata una fissione a catena esplosiva nel disastro di Chernobyl. E' stata un'esplosione di tipo chimico, innescata dalla liberazione incontrollata di grandi energie dovuta all'errore umano/al terremoto/alla pericolosità intrinseca di un reattore nucleare/a fate voi, che ha volatilizzato praticamente tutto il contenuto del reattore 4.
Ma insomma... mica ti ho capito sai?? Link al libro a parte, o é un'esplosione nucleare e allora ci si spiega(ma anche no) la sparizione dei kili di plutonio( e non lo é, questo credo che é evidente. Né crateri, né decine di km quadrati rasi al suolo, né onde d'urto né migliaia di morti sul momento) o non é un'esplosione nucleare e allora vale quanto ho detto. Se parti da premesse false arrivi, di norma, a conclusioni false.
C'é un bias cognitivo (ancoraggio) grande come un castello dietro la metá del lavoro.
Dopotutto... da cosa si é dedotto che tutto il materiale fissile é sparito?? Una testimonianza e nient'altro? Una foto del piede d'elefante che sembrerebbe piccolo?? Piccolo rispetto a che??

Occhio che nessuno critica tout court il lavoro di Lorenzo. Anzi, spero piuttosto che questa mia osservaziine possa servire ad affinare la mira.
;-)
51ago
#35 51ago 2019-05-05 14:09
Salve a tutti
Mi complimento con il grande lavoro di ricerca qui compiuto.
Citazione:
...cade in un errore di fondo imperdonabile, quello di accettare la possibilitá che ci sia stata un'esplosione nucleare al plutonio sulla base di ben pochi dati oggettivi. Della centrale (e di tutto quello nel raggio di vari km) non rimarrebbe traccia o quasi.
Vorrei fare osservare che il giudizio secondo cui a Chernobyl è avvenuta una fissione a catena di tipo esplosivo e non (o non solo) una esplosione chimica da parte di idrogeno e grafite è stata espressa non tanto dall'autore della ricerca, ma dai numerosi autori ivi citati sia sovietici (Novoselsky, Gavrilin, Nemirovsky, Abagian) sia occidentali (Jack Harris, sir John Hill, R. Hesketh, D.Arnott, J. Gittus, R. Green, D. Lochbaum ecc.) tutti competenti in materia o in materie connesse. In particolare il dr. John Gittus non era un semplice ingegnere nucleare, ma è stato direttore della UKAEA e quindi doveva prestare particolare attenzione alle proprie dichiarazioni.
Quanto poi al fatto che l'esplosione abbia provocato danni equiparabili alla esplosione di "soli" 150-200 tonn. di TNT mentre le bombe atomiche e termonucleari sviluppino potenze equivalenti ad alcue migliaia di tonn. di TNT nel caso delle bombe tattiche "di teatro" e ad alcuni milioni di tonn nel caso delle bombe di impiego stategico, ciò consegue dalla progettazione particolare delle bombe che mira alla ottimizzazione dell'effetto esplosivo, mentre nei reattori questo risultato viene per quanto possibile evitato. La progettazione delle bombe cerca di dare tempo alla reazione a catena di raggiungere la maggior parte dei nuclidi fissili prima che la struttura supercritica si disgreghi e questo obiettivo viene raggiunto ad esempio con il cosiddetto contenimento inerziale realizzato con il meccanismo della implosione cui è stato sopra accennato da altro commentatore. In un reattore nucleare, in assenza di simili accorgimenti, la resa energetica di una esplosione nucleare risulta molto più bassa, ma questo non toglie che sia semprere dovuta ad una reazione a catena di nuclidi fissili andata fuori controllo.
Quanto poi alla potenza degli ordigni bellici nucleari, vorrei citare una arma progettata non da uno scrittore di fantascienza ma da autentici tecnologi militari e realizzata industrialmente in 2100 esemplari negli anni cinquanta del secolo scorso per venire schierata sul confine orientale della Germania Federale nell'ambito della NATO ove rimase attiva fino alla fine degli anni sessanta, il dispositivo nucleare Davy Crockett [wiki]https://en.wikipedia.org/wiki/Davy_Crockett_(nuclear_device)[/wiki]
Era costituito da un cannoncino senza rinculo con gittata di due chilometri nel modello M28 e quattro chilometri nel modello M29 che sparava un proiettile di potenza stimata di 0,01 - 0.02 kiloton, cioè equivalente a 10-20 tonn. di TNT, un decimo quindi della potenza presumibilmente sviluppatasi a Chernobyl. Al non indifferente potere dirompente associava una efficacia letale radioattiva. E' facilmente immaginabile l'entusiasmo degli artiglieri che avevano in dotazione tale armamento. L'allora bavarese ministro della difesa della Germania Federale Franz Josef Strauss fu talmente entusiasta di tale dispositivo (sicuramente più degli artiglieri) che propose di sostituire con esso gran parte dell'artiglieria convenzionale della Bundeswehr ritenendolo più efficace e meno costoso (ulteriore prova della tradizionale parsimoniosa frugalità teutonica) Per fortuna anche i militari gli dissero di no.
Lorenzo Piazza
#36 Lorenzo Piazza 2019-05-05 16:26
Rispondo agli ultimi dubbi sollevati.

A #27 Salva8: le domande che ti poni sono correttissime e sono proprio quelle che emergono dal testo. Non capisco pertanto cosa ti sfugga del cui prodest. La domanda “a chi giova” dovrebbe scaturire da un altro punto di partenza, e cioè che la tragedia di Chernobyl sia stava voluta/cercata/provocata. Cosa che presupporrebbe un complotto (a pp. 5 e 41 ho usato il termine complotto, ma solo per indicare che la cosa va approfondita).

A #30 mirmalag, #34 lysmata e #33 Primus eccetera: quando mi sono accostato per la prima volta all'argomento, mi sono posto le stesse domande e, sulla questione dell’esplosione è necessario fare un po’ di chiarezza. Nel nostro immaginario, un’esplosione nucleare è un evento di portata immensa, che genera temperature e pressioni altissime, provoca il celeberrimo fungo atomico e mostra effetti di grande devastazione.
Senza entrare nei dettagli sulle varie tipologie di ordigni nucleari e che si possono facilmente reperire da varie fonti, mi limito a dire che una bomba come Little Boy (quella lanciata su Hiroshima) aveva una serie di accorgimenti volti a renderla la più catastrofica possibile:

• era costituita da uranio arricchito oltre il 90 % (e non al 2%) come a Chernobyl;
• la parte interna della bomba che conteneva le parti di uranio da far collidere era circondata da uno strato di riflettori di neutroni per evitare che essi scappassero, aumentando così il numero delle fissioni;
• l’esterno dell'ordigno era costituito da un involucro di metallo molto duro (ad esempio uranio 238) che serviva a tenere insieme la massa critica il tempo necessario per ottenere un’esplosione perfetta.

Il nocciolo di un reattore come quello di Chernobyl non aveva alcuna delle sopraccitate caratteristiche e non era composto solo da materia fissile, ma da una mistura di grafite, zirconio, uranio, plutonio, carburo di boro, acciaio e che quindi non poteva avere le caratteristiche di compattezza e purezza di una bomba. Richiamo inoltre quanto ho scritto a p. 26 in cui si dice che proprio grazie al fatto che il containment del reattore fosse carente e che quindi il nocciolo non era tenuto sotto pressione, non si è avuta un’esplosione peggiore che avrebbe magari interessato anche il reattore n. 3.
Come ho scritto a pag. 22, un’esplosione nucleare raggiunge temperature e pressioni di gran lunga superiori rispetto a quella di Chernobyl che è stata infatti definita debole. Pflugbeil utilizza l’espressione verpuffende Kernexplosion che, anche per coloro che non conosco il tedesco ma che sono avvezzi alle onomatopee dei fumetti, indica che il nocciolo non ha fatto BOOOM, ma ha fatto PUFF.
Se confrontiamo poi i dati sulla potenza delle due esplosioni (Hiroshima e Chernobyl), la differenza è consistente: 13-18 kilotoni (ossia 13000-18000 t di TNT) contro 200 t di TNT (cfr. Malko a p. 27). Perciò non ci si deve aspettare una devastazione equivalente a quella di Hiroshima.

Pflugbeil, Checherov e gli altri scienziati che ho citato, dicono inoltre che l’esplosione è stata di natura nucleare perché nessuna esplosione di vapore o idrogeno può avvenire a quelle temperature elevate e sono visibili le tracce lasciate dalle radiazioni sui muri e sui pilastri d’acciaio. Si tratta di ombreggiature lasciate dallo Xeno-133 e Xeno-133m sui materiali costituenti l’edificio, che si possono analizzare dal punto di vista della chimica nucleare e della fisica nucleare, che sono poi i tipi di analisi chiave, e che consentono di ricostruire in quale punto è avvenuta l’esplosione.


Per quanto riguarda l’affermazione di #32 lysmata che io crederei a “un'esplosione nucleare al plutonio”, non capisco da cosa lo deduca. Io ho semplicemente scritto che nel reattore che, ripeto, aveva la doppia funzione civile e militare, era contenuta una grande quantità di plutonio che, in seguito all’incidente, si è vaporizzata e dispersa con tutto il resto ed è finita nell'ambiente. Il paragone con la bomba Fat Man di Nagasaki serviva solo ad indicare quale quantità di plutonio “navighi” in un reattore e non voleva assolutamente indicare l’equazione "più kg di plutonio=esplosione più grande".


A #34 lysmata: riguardo alla frase "C'é un bias cognitivo (ancoraggio) grande come un castello dietro la metá del lavoro. Dopotutto... da cosa si é dedotto che tutto il materiale fissile é sparito?? Una testimonianza e nient'altro? Una foto del piede d'elefante che sembrerebbe piccolo?? Piccolo rispetto a che??" il lettore scrupoloso capisce perfettamente che non ho raccontato di un tipo che ha fatto un video con lo smartphone all'interno del sarcofago, ma di uno scienziato che, non da solo, ma con una schiera di colleghi, ha passato anni all'interno dell'edificio e ha effettuato ogni tipo possibile di analisi per giungere alle conclusioni che ho esposto e che non sono scaturite da percezioni superficiali. Conclusioni che ha condiviso con molti altri scienziati che hanno collaborato alla stesura dei 102 testi scientifici pubblicati sull'argomento. Ben diverso è il discorso di tutti i soloni che hanno ripreso la versione ufficiale dell'incidente a pochi giorni dal disastro, senza avere lo straccio di una prova per quello che scrivevano e che serviva solo a ridurre le dimensioni dell'evento.
Per quanto riguarda il piede, come scritto a p. 34, nella narrativa il piede viene descritto come una concentrazione enorme di materiale fuso che riassumerebbe il restante 95% dell'inventario del reattore con annessi e connessi e che sarebbe inavvicinabile per chi intendesse studiarlo: il piede sarebbe dunque piccolo rispetto alla quantità di combustibile nucleare che la versione ufficiale ci dice si trovi ancora all'interno dell'edificio.

Ringrazio #35 51ago per le sue osservazioni.
Primus eccetera
#37 Primus eccetera 2019-05-05 19:22
Citazione:
Nel nostro immaginario, un’esplosione nucleare è un evento di portata immensa
Hmm, no. L'immaginario va bene per l'immaginazione. I dati scientifici sono un'altra cosa.
Una detonazione nucleare intesa in senso proprio è un fenomeno estremamente ben studiato e conosciuto - addirittura previsto prima della prima realizzazione pratica, Trinity - riprodotto (purtroppo) in un paio di migliaia abbondanti di esperimenti.

E' definito come una reazione a catena incontrollata di una massa critica (o resa critica tramite implosione) di materiale fissile.

A Chernobyl non esisteva massa critica, né esisteva materiale fissile in concentrazioni atte al fenomeno in questione (l'U238 è un metallo fertile, non fissile, l'U235 e il Pu239, che sono fissili, devono avere concentrazione superiore al 90% per poter costituire una massa critica. (la cosiddetta concentrazione weapon-grade, tipicamente intorno a 93% per il Pu - L'U235 essendo stato abbandonato praticamente subito dopo Hiroshima come esplosivo nucleare).
Nel nocciolo del reattore 4 la concentrazione di questi 2 elementi era estremamente più bassa (0,025% per il Pu, intorno al 3% per l'U235, percentuali sul totale del materiale fertile presente, cioè l'U238. Ivi trascurando ovviamente tutto il resto, cioè grafite, tubature del refrigerante e refrigerante stesso, perché tenendone conto le % scendono ulteriormente, e di molto, sulla massa totale del nocciolo).

Mi secca citarmi, ma come ho già scritto più sopra, è una questione di definizioni.
Se vogliamo a tutti i costi definire nucleare l'esplosione di Chernobyl, lo facciamo in base agli effetti di contaminazione e di dispersione di materiale radioattivo.
Ma il meccanismo esplosivo coinvolto non è stato di tipo nucleare.
mirmalag
#38 mirmalag 2019-05-06 00:25
Grazie Lorenzo, ora capisco molto meglio che quello che non mi tornava sta con la dimensione e le caratteristiche non solo dell’incidente, anche del fenomeno fisico implicato nel funzionamento di una centrale a fissione. Come al solito la percezione è il tratto più importante nella comprensione di un evento e il tuo lavoro mi ha cambiato la prospettiva e dato chiarezza.

Mirco
51ago
#39 51ago 2019-05-06 02:03
Citazione:
A Chernobyl non esisteva massa critica, né esisteva materiale fissile in concentrazioni atte al fenomeno in questione (l'U238 è un metallo fertile, non fissile, l'U235 e il Pu239, che sono fissili, devono avere concentrazione superiore al 90% per poter costituire una massa critica. (la cosiddetta concentrazione weapon-grade, tipicamente intorno a 93% per il Pu - L'U235 essendo stato abbandonato praticamente subito dopo Hiroshima come esplosivo nucleare).
In un reattore nucleare si ha la formazione di massa critica anche con combustibile arricchito solamente al 2-3% in isotopo fissile U235 grazie alla presenza del moderatore che nel caso particolare dei reattori RBMK è costituito dalla grafite e in misura minore dall'acqua di raffreddamento. Compito del moderatore è quello di rallentare i neutroni dalla energia di 2 MeV (milioni di elettron-volt) di cui sono dotati al momento della emissione, alla energia termica di 0,025 eV (elettron-volt) provocando una degradazione energetica di circa 80 milioni di volte. L'utilità di questa operazione, oltre a estrarre energia dal sistema, è quella di aumentare di circa 440 volte la probabilità che un nuovo nuclide fissile catturi un neutrone incidente e dia luogo ad una nuova fissione con emissione di nuovi neutroni. In gergo tecnico si dice che la sezione d'urto di fissione per l'U235 passa da 1,3 barns nel caso di neutroni con energia 2 MeV a 577 barns per neutroni termici ( di energia 0,025 eV).
Un reattore nucleare acceso e funzionante è sempre in condizioni di criticità ed è possibile mantenerlo in condizioni di stabilità cioè con una popolazione neutronica costante , manovrando le barre di controllo, solamente grazie ad una particolare dettaglio della fisica nucleare: lo 0,65% dei neutroni generati nei processi di fissione di U235 vengono emessi con notevole ritardo (fino all'ordine di grandezza di decine di secondi) dai prodotti di fisione e non direttamente dal nuclide fissile. Questi ultimi vengono chiamati neutroni ritardati. La presenza dei neutroni ritardati rallenta la evoluzione dinamica della popolazione neutronica e la rende controllabile. Quando un sistema contenente materiale fissile sia esso un reattore o una bomba raggiunge la condizione di criticità considerando solo i neutroni pronti (cioè non ritardati) viene detto pronto-critico ed esplode in quanto i suoi tempi di reazione sono dell'ordine di grandezza del millisecondo. Alcuni informazioni si possono ricavare
it.wikipedia.org/wiki/Fissione_nucleare
L'unico reattore che dovrebbe funzionare perennemente in condizioni sub-critiche è stato proposto e progettato da Carlo Rubbia, noto come Rubbiatron, ma che io sappia, non è mai stato costruito. Esso richiede la continua iniezione di protoni da parte di un acceleratore di particelle, ad esempio un ciclotrone e quindi presenta per ora costi di esercizio assai elevati
it.wikipedia.org/wiki/Rubbiatron
Nel rapporto della IAEA noto come INSAG-7 citato nella ricerca, già a pag.3 si afferma che il reattore RBMK nella documentazione di progetto stabiliva in tutte le condizioni operative un coefficiente di reattività dei vuoti negativo, mentre in studi compiuti dopo l'incidente tale coefficiente era negativo con combustibile fresco, ma diventava fortemente positivo con sostituzione del combustibile secondo routine stazionaria. In particolare con grado di vuoto del 100%, cioè con l'acqua di raffreddamento totalmente vaporizzata, la reattività diventava pari a -2b con carica di combustibile fresco, ma diventava pari a +4b in condizioni stazionarie di sostituzione del combustibile,ove con b si indica la frazione di neutroni ritardati. In altri termini si afferma che nelle condizioni stazionarie di funzionamento il rattore diventava pronto-critico, e quindi esplosivo, prima di aver vaporizzato metà dell'acqua di raffreddamento. Come tutto questo sia potuto accadere solleva forti dubbi, interrogativi e perplessità negli studiosi

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