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| terrorismo : Chi ci protegge dal terrorismo |
| Inviato da Redazione il 5/1/2010 0:20:00 (4686 letture) |
(Si consiglia di vedere il filmato prima di leggere l’articolo)
Secondo la gloriosa Wikipedia, il SITE Intelligence Group è una organizzazione che si occupa di monitorare le attività del terrorismo islamico nel mondo. Inizialmente nato come SITE Institute (Search for International Terrorist Entities), era una organizzazione “non a fini di lucro” che si è disciolta, ricomponendosi nel SITE Intel Group, che svolge la stessa attività, ma “a fini di lucro”. [1] Già che tocca immolarsi per fare la guardia al mondo, tanto vale farsi pagare. Fondatrice e direttrice del SITE è Rita Katz, una ebrea nata in Iraq che vive negli Stati Uniti. Dopo che suo padre fu pubblicamente giustiziato in Iraq, la madre fuggì con i figli in Israele. Rita – che parla l’arabo come l’ebraico - entrò nell’esercito (IDF), si laureò in Studi Mediorientali a Tel Aviv, e poi si trasferì in America. Qui riuscì ad infiltrare “diversi gruppi terroristici negli Stati Uniti, sulle cui attività raccolse preziose informazioni”. Nel 2004 ha ricevuto dall’FBI di Mueller ... |
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| terrorismo : Obama porta la pace nel mondo |
| Inviato da Redazione il 4/1/2010 19:20:00 (3036 letture) |
di Marco Cedolin
“Immaginate un mondo senza attentati terroristici”
Entrando in perfetta sintonia con lo spirito del celebre film Minority Report, il premio Nobel per la pace Barack Obama ha annunciato al mondo che porterà la guerra nello Yemen, al fine di scovare i responsabili di Al Quaeda che hanno “armato” le mutande del nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab, intenzionato a far saltare l’aereo diretto a Detroit sul quale viaggiava. Attentato che, se portato a compimento, avrebbe provocato una strage, di fronte alla quale l’America deve reagire con forza, colpendo i responsabili e costringendoli a rispondere dei loro crimini.
Rispetto alla strategia del terrorismo olografico dell’ex presidente Bush è impossibile non percepire un notevole affinamento nella tecnica di utilizzazione dello spauracchio terrorista al fine di giustificare le guerre di occupazione statunitensi e renderle condivisibili agli occhi dell’opinione pubblica occidentale.
Se infatti l’amministrazione Bush fu “costretta” ad orchestrare una tragedia come l’11 settembre, costata la vita a migliaia di persone, per garantirsi il viatico all’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, ... |
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| terrorismo : Al-Quaeda 2+2 |
| Inviato da Redazione il 29/12/2009 8:40:00 (4366 letture) |
Notizie apparentemente insensate si accumulano in questi ultimi giorni dell’anno.
Secondo le agenzie di stampa, Al-Queda avrebbe rivendicato il rapimento dei coniugi Cicala, i due italiani sequestrati in Mauritania una decina di giorni fa. Motivazione ufficiale: rappresaglia per la partecipazione italiana alle guerre di Afhghanistan e Iraq.
Contemporaneamente, Al-Queda avrebbe anche rivendicato il fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit di qualche giorno fa, quando un passeggero ha cercato di dare fuoco ad un ordigno esplosivo legato alla sua gamba, finendo per riportare delle ustioni di terzo grado. Al giudice americano che lo ha interrogato, dopo l’atterraggio senza danni dell’aereo, l’uomo avrebbe detto che “ci sono molti di noi pronti a colpire in tutto il mondo”.
Nessun giornalista si domanda perchè mai la ferocissima Al-Queda rapisca dei cittadini italiani per lamentare una occupazione militare di cui noi siamo responsabili in misura irrilevante, e che lo faccia addirittura in un paese che si trova a 20.000 km. di distanza dal beneamato Afghanistan.
Nessun giornalista si domanda perchè mai la ferocissima Al-Queda mandi a fare gli attentati un imbecille che non è nemmeno capace a dare fuoco ad una miccia, ... |
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| terrorismo : Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran” |
| Inviato da Redazione il 26/10/2009 6:10:00 (4463 letture) |
In questa intervista rilasciata a Russia Today il 20 ottobre scorso, Webster Tarpley conferma le accuse lanciate da Ahmadinejad, e spiega i retroscena che collegherebbero la CIA al gruppo Jundallah che ha rivendicato gli attentati della scorsa settimana in Iran.
Fra le altre cose, l’intervista suggerisce quanto sarebbe diverso il mondo se in TV si potesse parlare liberamente. |
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| terrorismo : La vera storia del volo di Lockerbie |
| Inviato da Redazione il 2/10/2009 10:50:00 (4782 letture) |
Quello che segue è un tentativo di ricostruzione, necessariamente schematico, della storia “dietro le quinte” fra Libia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che è ruotata per tutti questi anni intorno all’attentato di Lockerbie.
Il suo presunto responsabile, Abdul al-Megrahi, è stato recentemente liberato dalla Gran Bretagna “per motivi compassionevoli” – così dice la motivazione ufficiale - e rimpatriato in Libia. In realtà, come vedremo, è ormai chiaro che al-Megrahi sia stato soltanto il capro espiatorio della vicenda, e che non abbia avuto nulla a che fare con l’attentato, mentre il suo rilascio sarebbe stato la conseguenza di una urgente esigenza da parte degli inglesi, piuttosto che un gesto umanitario.
La storia si può far iniziare dall’attentato del 1984 ad una discoteca di Berlino, nel quale morirono due cittadini turchi ed un soldato americano. Le autorità tedesche individuarono nel “terrorismo libico” i responsabili, e Ronald Reagan pensò che una adeguata risposta fosse quella di bombardare Tripoli.
Il vero scopo, naturalmente, era togliere di mezzo il colonnello, che già da anni sedeva borioso su milioni di barili di petrolio ...
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| terrorismo : Il terrorismo mondiale supera se stesso |
| Inviato da Redazione il 17/7/2009 11:40:00 (4161 letture) |
Ci risiamo. Attentati dal sapore “internazionale”, grande confusione sui particolari, e totale mancanza di rivendicazione. Le caratteristiche, ormai canoniche, del nuovo terrorismo mondiale si ripresentano puntuali anche a Jakarta, e possiamo quindi già affermare che anche questo caso verrà archiviato come il classico “duplice attentato sanguinario, portato a termine da fazioni terroristiche probabilmente legate ad Al-Queda, che hanno causato la morte di X civili (per ora siamo a otto), e danni per x milioni di dollari”.
Con un differenza, volendo, rispetto ai casi precedenti, che suggerisce un ulteriore affinamento delle armi psicologiche - le vere armi con cui si combatte, da sempre, la battaglia del cosiddetto "terrorismo". Il sangue e le bombe sono solo un fastidioso corollario.
Ma parliamo prima dei tre componenti canonici: internazionalità, confusione dei particolari e assenza di rivendicazione.
Internazionalità: già come a Bombay, e prima ancora in Egitto (*), sono stati scelti come obiettivo degli alberghi internazionali. Si può quindi dedurre che l’intento sia quello di coinvolgere emotivamente, a livello planetario, il maggior numero di persone. Se la bomba scoppia in un quartiere povero di una qualunque città asiatica “saiamechecazzomenefrega”, pensa il cittadino medio occidentale, ”saranno sicuramente delle menate fra di loro”, e così l’episodio non lo memorizza nemmeno. Se invece c’è andato di mezzo, ad esempio, il Ritz di Jakarta, a) “cazzo allora vuole dire che ce l’hanno con noi occidentali, b) “non sarà mica che la prossima volta tocca all’Hilton della mia città?" ...
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| terrorismo : La guerra delle contraddizioni |
| Inviato da Redazione il 12/2/2009 4:20:00 (2951 letture) |
Curiosa “matrioska” di contraddizioni, quella che ha preso corpo nell’incidente diplomatico fra Inghilterra e Olanda, nato dal rifiuto dei britannici di far entrare nel proprio paese il parlamentare olandese Geert Wilder.
Wilder era salito agli onori della cronaca nel 2007 (*), quando aveva paragonato il Corano al “Mein Kampf” di Hitler, chiedendone la messa al bando in tutto il Be-Ne-Lux, e scatenando il classico putiferio mediatico internazionale.
In seguito Wilder ha prodotto un film, intitolato Fitna, che apre con immagni del Corano sovrapposte a quelle degli attentati dell’11 settembre e degli attentati di Londra, e dipinge l’intero Islam come un mondo di assassini assetati di sangue.
Chiaramente provocatorio, e biecamente opportunista, tutto ciò è servito più che altro a Wilder per farsi conoscere e per guadagnarsi un posto al sole nel panorama politico olandese.
Bossi ci ha fatto una carriera, speculando sulla xenofobia di bassa lega (pun unintended).
Nel frattempo però il polverone creato da Wilder non si è affatto dissolto, e le autorità inglesi sono arrivate a mettere un bando permanente ad un suo ingresso nel paese, come “persona la cui presenza potrebbe mettere a repentaglio la pubblica sicurezza”.
Accade così che un deputato inglese ottenga di far proiettare in parlamento il film di Wilder, ma non possa invitare il suo autore ad assistere alla proiezione, a causa del bando.
Wilder non ha esitato ad approfittarsene e ha urlato allo scandalo, lamentando il suo mancato diritto a difendere la propria opinione …
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| terrorismo : Mario Merlino, chiave di volta di Piazza Fontana |
| Inviato da Redazione il 12/12/2008 8:30:00 (6156 letture) |
Di SMU
Se gli americani hanno l’undici settembre, noi abbiamo il 12 dicembre, ovvero la ricorrenza della strage di Piazza Fontana, esordio del cosiddetto periodo degli anni di piombo.
Esiste in proposito un interessante volumetto intitolato “La Strage di stato, controinchiesta”, che è possibile consultare anche on-line.
La contro-inchiesta è quella svolta da un gruppo di persone indipendenti, all’indomani delle bombe del 12 dicembre 1969, e mostra come in soli cinque mesi dei cittadini qualunque siano riusciti a ricostruire le fila di una trama che oggi, a distanza di quasi quarant’anni, il Potere dichiara ancora essere “oscura”.
Eppure i fatti, i precedenti e i presupposti sono sempre stati sotto gli occhi di chi li volesse vedere (esattamente come nel caso dell’11 settembre).
Il libro è scritto con linguaggio semplice e comprensibile, e l’invito per tutti è a leggerlo per intero. In ogni caso, è interessante portare l’attenzione su uno dei personaggi più citati dal libro, Mario Merlino, che risulta essere probabilmente il personaggio-chiave di tutta la faccenda.
Se si consuilta la sua biografia su Wikipedia, si noterà che è vagamente accennato il suo passato di militante di estrema destra, e si parla di una sua successiva conversione all’anarchia, e dell’adesione al gruppo anarchico 22 marzo, di cui faceva parte anche Valpreda.
Leggendo invece la sua biografia su Anarchopedia, che compare anche nel libro stesso, ...
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| terrorismo : Ex capo dell’ISI: Mumbai e 11/9 sono entrambi casi di terrorismo di Stato |
| Inviato da Redazione il 10/12/2008 10:55:33 (3359 letture) |
di Paul Joseph Watson Il generale Hamid Gul, ex capo dei servizi pakistani ISI, ha riferito ieri alla CNN che sia gli attacchi di Mumbai sia l’undici settembre sono state entrambe operazioni pilotate all’interno del sistema ("inside jobs"), con grande dispiacere dell’ospite e luminare del CFR Fareed Zakaria, il quale ha detto agli spettatori che le opinioni di Gul sono «assolutamente errate e completamente screditate». «Quando si esamina l’intero spettro delle possibilità su chi può averlo commesso, allora ci si accorge che quello del Samjhauta Express* era un caso simile, per il quale furono accusati i servizi pakistani ISI. Ma si è scoperto che erano gli stessi militanti hindu ad aver ucciso 68 passeggeri di quel treno, e che era un lavoro pilotato dall’interno». ha detto Gul. «Ora il colonnello Srikant Purohit, ... |
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| terrorismo : Cronaca di un massacro annunciato |
| Inviato da Redazione il 29/11/2008 2:30:00 (4979 letture) |
Basta risalire di un paio di settimane, nelle notizie che riguardano il Pakistan, per trovare l’annuncio degli attentati di Mumbai fra le righe di questo articolo della Reuters, nel quale il capo della CIA Hayden diceva: "Il fatto che Al-Quaeda operi dalle zone tribali protette del Pakistan rimane il maggiore e più chiaro pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti”, e poi aggiungeva che “gli Stati Uniti si sentono frustrati dall’incapacità dei pakistani di eliminare i militanti”.
A conferma del prevedibile “gioco di sponda”, il Daily Times di Islamabad ieri titolava: “L’India guarda male il Pakistan”. [“India gives Pakistan a dirty look”].
La Press Trust of India [equivalente della nostra ANSA] nel riportare il titolo commentava: “Nel mettere in guardia dal gioco delle colpe sugli attacchi terroristici di Mumbai, i media pakistani hanno detto venerdì che Islamabad non va ritenuta responsabile del massacro nel centro finanziario indiano, e che il processo di pace [fra i due paesi] non deve essere lasciato deragliare. Il quotidiano pakistano ha aggiunto che India e Pakistan fronteggiano la stessa minaccia terroristica, e dovrebbero mettere a punto una strategia di coperazione”.
Contro chi, il Daily News non lo ha specificato. E i giornalisti indiani hanno saggiamente evitato di domandarselo.
“Le investigazioni in corso – concludeva l’articolo - hanno rivelato che alcuni attacchi terroristici, ...
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