Se io non sono migliore del politico che ho votato, e il politico non è migliore di me, perchè io devo lavorare per pochi euro al mese mentre lui non fa niente e ne guadagna cinquanta volte di più?
Inviato da Dustyil 6/9/2010 2:30:00 (3025 letture)
Come molti sanno il vaiolo (una grave malattia infettiva) ha mietuto un elevatissimo numero di vittime nel passato, ed è stata dichiarata eradicata dalla faccia dalla terra dall'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) nel Maggio del 1980. L'ultimo caso registrato di persona infetta da tale piaga è stato il 26 Ottobre 1977 su una persona di nome Ali Maow Maalin, un cuoco Somalo. La vaccinazione è stata sospesa a partire dagli anni '70 e '80 in tutti i paesi, in Italia nel 1977, con abrogazione definitiva nel 1981. [15]
Nonostante il vaiolo sia ormai una malattia completamente debellata, studiare il modo in cui questo è avvenuto può essere certamente d'aiuto per mettere in prospettiva molti discorsi relativi alle vaccinazioni ed alla loro utilità.
Purtroppo, un diffuso luogo comune vuole infatti che il debellamento di tale malattia sia avvenuto grazie all'uso del vaccino, ma in realtà non si riesce a trovare un solo studio scientifico a supporto di questa ipotesi. Questo scritto intende anzi dimostrare quanto sia falsa ed infondata questa diffusa credenza, analizzando tutti i dati che è possibile reperire in merito. [1]
L'idea per il vaccino del vaiolo si deve ad Edward Jenner, secondo le cui osservazioni chi si era ammalato di vaiolo bovino maturava una immunità per il vaiolo umano. Il suo esperimento, effettuato nel 1796, consistette nel prelevare del materiale purulento dalle vescicole di una mucca che aveva contratto il vaiolo bovino, ed iniettarlo nelle persone che dovevano essere vaccinate. Il nome "vaccino" deriva proprio dal fatto che si usarono le mucche per sviluppare il materiale usato per la vaccinazione.
La prima persona a ricevere questo trattamento fu James Phipps, ...
Inviato da Decalagonil 10/8/2010 4:00:00 (5468 letture)
di Decalagon
Quelli che molti considerano veri e propri atti criminali, da parte della medicina ufficiale, purtroppo non si limitano alla somministrazione di vaccini o farmaci velenosi, o comunque inutili. Vi sono cose che all'inizio possono sembrarci appartenere alla banale quotidianità, finché magari avviene che qualcosa giunge alle nostre orecchie, e fa scattare quella molla che ci porta a voler approfondire un determinato argomento. Mi è capitato di recente, quando mi sono imbattuto nel sito della Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente, e ho scoperto un mondo pieno di domande e di contraddizioni, di omicidi legalizzati e di sofferenze celate. Mi sto riferendo alla pratica di espianto di organi.
È risaputo infatti che questa procedura viene attuata dai medici dopo la diagnosi di "morte cerebrale", presunto stato fisico in cui il cervello dovrebbe smettere di funzionare in maniera irreversibile, mentre nel contempo gli altri organi rimangono attivi. La persona quindi è clinicamente viva, ma viene legalmente considerata morta: un ossimoro decisamente ingombrante, che merita qualche approfondimento in più. Questa è la posizione della Lega Antipredazione sulla morte cerebrale.
J'ACCUSE CONTRO LA MORTE CEREBRALE A CUORE BATTENTE
La volontà di salvare gli organi ad ogni costo elimina la volontà di salvare il paziente ad ogni costo. Documento presentato al Parlamento e al Movimento Critico Internazionale Comunicato Stampa anno XXII n.8 19 settembre 2006
La così detta “morte cerebrale” costituisce il cardine centrale su cui è basata l'espianto-trapiantologia. Senza di essa la chirurgia sostitutiva centrata sull'espianto di organi da soggetti vivi che hanno perso la coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I pazienti sotto ventilazione definiti arbitrariamente “cadaveri” ...
Inviato da music-bandil 31/7/2010 5:00:00 (4995 letture)
di Federico Povoleri
Nell'ambito del dibattito sui vaccini, desidero riportare alcune considerazioni del Dr. Filippo Ongaro, dottore e ricercatore conosciuto e stimato a livello internazionale, che ha pubblicato importantissime ricerche sul sistema immunitario.
Il Dottor Ongaro ha vissuto per molti anni all'estero, dove ha lavorato come medico degli astronauti presso l'agenzia spaziale europea (ESA). Si è occupato per anni dell'invecchiamento accelerato negli astronauti, sviluppando metodi di intervento per rallentarlo adottati sia dall' ESA che dalla NASA, dove ha lavorato a lungo presso il Johnson Space Center di Houston.
E' stato anche “Flight Surgeon” (medico d'equipaggio) presso il Gagarin Cosmonaut Training Center in Russia, dove tra il 2001 e il 2002 ha seguito con tale incarico il Colonnello Roberto Vittori, il primo italiano a volare con la navicella russa Soyuz.
Negli Stati Uniti ha perfezionato i suoi studi in Medicina Funzionale, Medicina Rigenerativa e Anti-Invecchiamento, ottenendo il diploma dell'American Board of Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM)
Il Dr. Ongaro è oggi Direttore Scientifico dell'Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging (ISMERIAN). ...
Inviato da Freemanil 30/7/2010 16:50:00 (3619 letture)
Questa vicenda personale rappresenta uno splendido esempio di come possiamo cambiare il corso delle cose nel momento in cui decidiamo di assumerci la responsabilità per la nostra salute. Non in modo avventato e casuale, naturalmente, ma in modo razionale e informato, coma hanno fatto i due protagonisti della vicenda.
Prendere il toro per le corna di Freeman
Evitando di ribattere ai talebani delle vaccinazioni-che-hanno-salvato-il-mondo, vorrei limitarmi a riportare la mia esperienza personale con le vaccinazioni.
Antefatto. Mia moglie in occasione della somministrazione di una vaccinazione infantile ebbe una bruttissima reazione: rash cutanei, febbre altissima, vomito, convulsioni. Il tutto durò qualche giorno, e la madre terrorizzata decise di evitarle tutte le vaccinazioni future, anche se il suo medico diceva (già allora!, li indottrinano proprio bene...) che non era certa la correlazione. Ma il suo buon senso di madre prevalse, e così niente più vaccinazioni.
Purtroppo, servì a poco: di lì a qualche anno avrebbe sviluppato il diabete di Tipo 1, a seguito di una reazione autoimmune. Qualsiasi tentativo di collegare l'insorgenza improvvisa della malattia alla reazione avuta in seguito al vaccino si è scontrata contro il muro di gomma del "non è dimostrabile", ma lei in cuor suo ha questo fortissimo sospetto, anche perché nella storia della sua famiglia non esistono casi di diabete (quindi tanti saluti per il fattore ereditario).
Oggi ho due figli, il primo nato ormai quasi 5 anni fa. Si è preso 3 dosi di esavalente, ...
Inviato da Dustyil 25/7/2010 7:30:00 (7485 letture)
(Il documentario è all'interno. L'articolo resterà in testa per qualche giorno, per dare modo a tutti di vedere il film completo e commentarlo).
Vaccine Nation è un documentario che racconta l'incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia.
Il figlio di Alan muore improvvisamente poco dopo che gli viene somministrata la vaccinazione al quarto mese di vita.
Ma ciò che rende particolare questa vicenda (purtroppo fin troppo comune nonostante se ne parli poco) è che, a seguito dei referti medici e dell'autopsia, non è stata presa in esame la possibilità della vaccinazione come causa della morte ma il padre viene prima accusato e poi dichiarato colpevole di aver ucciso il suo bambino percuotendolo volontariamente e ripetutamente al capo nella modalità che la medicina tradizionale definisce "sindrome del bambino scosso".
Alan è stato quindi condannato all'ergastolo più 10 anni di reclusione, senza possibilità di libertà condizionata.
Una volta in carcere, il genitore, ripresosi dallo shock iniziale, ed essendo additato come un criminale della peggior specie (anche tra i detenuti esiste un codice di rispetto e chi uccide un bambino è chiaramente al gradino più basso), decide di farsi forza e cominciare a studiare a fondo quello che è successo a suo figlio, In breve diventa relativamente esperto dell'argomento e scopre tutta una serie di cose che gli dimostrano una realtà molto diversa e, fino a quel momento, per lui insospettabile.
Decide quindi che è arrivato il momento di provare a riportare in tribunale il suo caso ...
Inviato da Redazioneil 22/7/2010 17:10:00 (6568 letture)
I ciarlatani del terzo millennio non si presenteranno col carrozzone in piazza, e non vi venderanno unguenti miracolosi che curano la gotta e l’orticaria, ma vi appariranno in un convegno super-tecnologico, armati di audiovisivi e di laptop, e vi venderanno bacchette magiche caricate di “energia punto zero”, che in pochi secondi vi faranno guarire da tutti i mali. L’unica cosa che avranno in comune, con i ciarlatani del passato, sono i metodi di dimostrazione sul campo, quelli “davanti ai vostri occhi”, poichè i trucchi a cui debbono ricorrere sono purtroppo sempre gli stessi.
Qualche settimana fa sono stato invitato – da una signora che sosteneva di avermi cercato per il mio “interessante” lavoro su Internet – alla dimostrazione pratica di un nuovo metodo di cura, che arrivava da Singapore.
“Negli ultimi 6 anni la compagnia ha già investito 1,8 milioni di dollari in Asia – mi disse al telefono - e ora sono pronti a sbarcare in America”. [Io vivo negli Stati Uniti]. “Praticamente – continuò la signora – hanno messo a punto un sistema di cura completamente nuovo, estremamente efficace, unendo la fisica quantistica con la meccanica quantistica.”
“Li me’ cojoni” – avrei voluto dire io, ma non conoscevo l’esatto equivalente in inglese.
“Di cosa si tratta, esattamente?” le chiesi.
“Guardi, si fidi di quello che le dico – mi rispose – Venga direttamente ad una dimostrazione, e le garantisco che assisterà a qualcosa che non dimenticherà più nella vita”.
“Va bene andiamo a questa dimostrazione – pensai – Se sono in business da 6 anni, e se addirittura pensano di sfondare in America, qualche cosa di solido devono averlo di sicuro”.
E così, in un tardo pomeriggio di luglio ci siamo incamminati verso Irvine, ...
Inviato da Redazioneil 30/6/2010 8:00:00 (6095 letture)
Nella crescente serie di testimonianze a favore della terapia Simoncini, quella di Rod Peterson ha la particolarità di essere stata confermata in anticipo dal suo medico curante – un collega svizzero di Simoncini – durante il corso di un’intervista completamente diversa, circa 9 mesi fa.
Dopo una testimonianza del genere, resta solo una domanda da porsi: per un Rod Peterson che trova la forza di ribellarsi ad una condanna a morte precoce, …
Inviato da Redazioneil 28/6/2010 8:10:00 (3644 letture)
Intervista di Christina Blosdale a Massimo Mazzucco sull’argomento cancro. KPFK è la stazione di Los Angeles che appartiene a “Pacifica Radio”, la storica catena radio indipendente americana che non ha sponsor di alcun tipo, trasmette senza pubblicità, e viene finanziata esclusivamente dagli ascoltatori. Nel caso specifico, si trattava proprio di un “fund raising”, cioè di una trasmissione in cui la stazione radio promuove ed offre in omaggio alcuni DVD (fra cui “Cancro le cure proibite") – a chi faccia una certa offerta per finanziarli. (M.M.)
Radio KPFK Los Angeles 23-06-10 (Ascolta l’intervista).
TRADUZIONE:
JUDY DENCH - Come se la cosa fosse voluta, le scelte nella sanità sono limitate, le informazioni scarseggiano, delle vite vengono distrutte, e la verità è maledetta. La macchina della paura è ben oliata dai dollari petrolchimici, e da un monopolio quasi globale nella sanità. Lavora a tutte le ore per evitare che la verità sui prodotti naturali arrivi fino al pubblico.
C.B. – Abbiamo appena sentito un breve spezzone dal nuovo film-documentario “Cancro – le cure proibite”, un film di due ore che presenta molte della terapie alternative per il cancro che sono state tenute nascoste a voi, il pubblico, …
Inviato da Redazioneil 21/6/2010 7:40:00 (5240 letture)
Se si vuole toccare con mano la solidità della corazza protettiva che avvolge l’attuale mondo dell’oncologia, basta pensare all’esempio di Lester Grinspoon.
Negli anni ’70 il Dott. Lester Grinspoon, psichiatra al Centro di Malattie Mentali di Boston, provocò un vero e proprio terremoto pubblicando il libro intitolato “Marijuana reconsidered” (“Ripensare la marijuana”), che capovolgeva tutti i canoni fino ad allora ritenuti validi dall’ambiente accademico sulla pianta della cannabis.
Dopo aver fatto un approfondita ricerca sul materiale scientifico disponibile, Grispoon si era accorto che non solo non esisteva la minima prova a favore della presunta “dannosità” della marijuana, ma si rese anche conto che molte delle sue qualità terapeutiche venivano tenute intenzionalmente nascoste al pubblico – e ai medici stessi - per i motivi che soltanto in seguito sarebbero diventati più chiari per tutti.
La sua ricercà lo portò a pubblicare un secondo libro, intitolato “Marijuana, the forbidden plant” (“Marijuana, la pianta proibita”), nel quale Grinspoon elencava minuziosamente tutti gli utilizzi terapeutici della cannabis, introducendo anche la “maggiore apertura mentale”, di cui gode chi ne fa uso in ambito artistico, fra le caratteristiche positive della pianta.
Da allora Grinspoon ha combattuto una onorevolissima battaglia a favore dell’utilizzo della marijuana per uso medico, ...
Inviato da Redazioneil 15/6/2010 20:40:00 (6984 letture)
NOTA: Segnaliamo i commenti di questo articolo, che contengono una serie di link davvero utili e interessanti. Grazie a tutti quelli che li hanno postati. (La Redazione)
Intervista ad Alberto Mondini, autore di "Kankropoli" e "Il tradimento della medicina".
M.M. - Se lei dovesse presentarsi a chi non la conosce, come si definirebbe?
A.M. - Sostanzialmente, sono uno scrittore. Ho iniziato, molti anni fa, come naturopata, nel senso che mi interessavo di cure e rimedi naturali.
M.M. - Lei è medico?
A.M. - No. Non sono nemmeno laureato. Ho la maturità scientifica.
M.M. - Quindi la naturopatia non ricade fra le specializzazioni mediche?
A.M. - No, ufficialmente no. La posizione del naturopata infatti è molto controversa, nel senso che vive costantemente con questa spada di Damocle sulla testa: oggi può essere lasciato in pace, domani può essere denunciato con una scusa qualunque, dal primo imbecille che sostenga di essere stato truffato da lui.
M.M. - Ma il naturopata può scrivere ricette mediche?
A.M. - No, assolutamente no. Il naturopata può al massimo dare “consigli sullo stile di vita“, basandosi su certe conoscenze che ha acquisito personalmente. Quindi, se proprio vogliamo cercare un’etichetta, diciamo che io potrei essere considerato un “divulgatore scientifico”.
M.M. - Come Piero Angela, praticamente!
A.M. - (Ride) Più o meno. In realtà, nel momento in cui ho iniziato a interessarmi seriamente della questione medica …