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Partendo dalla recente denuncia di Roger Waters contro gli "Elmetti Bianchi", Red Ronnie compie un interessante excursus sul modo in cui il potere ha gestito la forza devastante degli artisti del rock negli ultimi 50 anni, e in particolar modo come è stata operata la lenta sostituzione fra artisti politicamente impegnati e semplici cantanti di facciata, che non rappresentano più alcun pericolo per lo status quo.

Fonte Byoblu

Si chiama Known Traveller Digital Identity, che significa "Identità Digitale del Viaggiatore Conosciuto".

In queste quattro parole c'è già la quintessenza del problema: se in futuro vorrai viaggiare senza intoppi, dovrai essere già conosciuto, e questo potrà solo avvenire tramite la tua "identità digitale". Ovvero, dicci tutto di te e potrai andare dove vuoi. (In alternativa, tieniti stretti i tuoi dati personali, ma se poi incontri ritardi e problemi alle frontiere non venirti a lamentare).

E' questa la sintesi del progetto Known Traveller Digital Identity presentato all'ultimo World Economic Forum di Davos. E c'è già chi sospetta che il recente "scandalo" sulla fuga dei dati personali di Facebook sia stato pompato artificialmente, proprio per convincere il pubblico mondiale prima a riappropriarsi, per poi "cedere intenzionalmente", tutte le informazioni personali che ovviamente Big Data già possiede su di noi. In altre parole, legare l'asino esattamente dove vuole essere legato.

QUI il pdf del documento citato

Fonte Pandora TV

di Massimiliano Paoli

"Nell'agire come ha agito l'imputato non ha avuto fini personali [...]. Secondo l'impostazione dell'accusa [...] il reato ascritto all'ex uomo del Sisde, non era un caso di infedeltà individuale, ma si inseriva purtroppo in un sistema di connivenza tra Stato legale e Stato illegale [...]. Nella convinzione che una pacifica convivenza dei due apparati, quello legale e quello illegale, fosse indispensabile per raggiungere l'equilibrio [...] del «niente più arresti, niente più stragi»"(1).

La domanda sorge spontanea e apparentemente provocatoria: com’è possibile che un personaggio come Bruno Contrada abbia prima ricevuto dallo Stato il lusso di poter terminare la sua condanna agli arresti domiciliari e successivamente sia stato “salvato” sul piano giudiziario dalla giustizia europea?

Una domanda che ha una duplice risposta e una lunga, triste, e poco edificante storia "alle spalle". La storia è quella della lotta alla mafia, un argomento, nella sua semplicità, così intricato e complesso da non poter certo venire descritto adeguatamente in poche righe.

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L'altra sera a Bordernights ho criticato i 5 Stelle per la loro svolta atlantista, e più in generale per un atteggiamento fin troppo rassicurante verso i poteri forti. A quel punto Paolo Franceschetti e Fabio Frabetti - praticamente in coro - mi hanno detto: "Massimo, noi però te l'avevamo detto".

A questo punto è nata la discussione: che la svolta istituzionale dei 5 Stelle ci sia stata, nessuno lo mette in dubbio. La domanda è se questo fosse stato previsto sin dall'inizio (tesi di Franceschetti/Frabetti), oppure se i 5 stelle abbiano semplicemente dovuto cambiare rotta man mano che si avvicinavamo alle stanze del potere (mia tesi).

Di Paolo Franceschetti

1. Premessa. La guerra alla medicina naturale. 2. La medicina prima di Cristo. 3. La medicina da Cristo al Medioevo. 4. La medicina nel Medioevo e nei secoli successivi. 5. La medicina dall’800 ai giorni nostri. 6. La situazione attuale. 7. Conclusioni.

1. Premessa. La guerra alla medicina naturale
In questi tempi c’è una guerra dichiarata tra la medicina naturale e quella ufficiale, che evidenzia le falle di quest’ultima mettendone in risalto i limiti palesi (basti pensare che nonostante le spese immense per la ricerca sui tumori, questa malattia sta aumentando vertiginosamente) e la medicina tradizionale allopatica, che schiera dalla sua parte i vari soloni a colpi di radiazione dei medici eretici. Recenti sono i casi di Gabriella Mereu, di Tullio Simoncini, di Ryke Geerd Hamer, di Paolo Rege-Gianas. Pochi giorni fa è stata radiata dall’ordine la dottoressa Gabriella Lesmo, rea di aver preso posizione contro i vaccini (settore che ha iniziato a studiare con particolare attenzione per via del fatto di avere un figlio reso autistico proprio a seguito della somministrazione di vaccini). Pochi mesi prima era stato radiato per lo stesso motivo un altro medico, Dario Miedico. E sempre recentemente è stato radiato dall’ordine Paolo Rossaro, per aver prescritto una cura alternativa alla chemioterapia in un caso di tumore.

In realtà, la lotta tra medicina naturale e medicina tradizionale ufficiale esiste da secoli, e può individuarsi il punto di origine nel Medioevo, ad opera dapprima della Chiesa cattolica, e successivamente ad opera della scienza ufficiale, che ha preso il testimone dell’oscurantismo cattolico.

Vediamo come e perché nasce questa battaglia, e perché essa è identica ai giorni nostri, come nel Medioevo, e in tutti i secoli intermedi.

Di Jim Jatras, un avvocato di Washington DC, analista politico e specialista degli affari dei media e del governo.

La piena entità dei danni alla pace e alla sicurezza internazionali causati dagli attacchi alla Siria guidati dagli Stati Uniti impiegheranno del tempo per essere chiariti. Ma il suo impatto sul concetto stesso di legalità negli affari internazionali è già evidente.

In poche parole, la nazione più potente del mondo e i suoi principali satelliti, il Regno Unito e la Francia, hanno gettato lo Stato di Diritto nel cestino. L'unica "legge" ora è la legge della giungla. Non si può tornare indietro.

Ironia della sorte, l'attacco stesso è stato rivendicato dai suoi autori come l'applicazione della legalità, non della sua cancellazione. Ad esempio, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha definito il presunto uso di armi chimiche da parte delle forze siriane "una chiara violazione delle norme e degli accordi internazionali" che "richiede una risposta collettiva ed efficace da parte della comunità internazionale" (1).

Lasciando da parte per un momento la domanda su cosa sia realmente accaduto nella città siriana di Douma, Stoltenberg sa molto bene quale sia il meccanismo per una risposta collettiva da parte della comunità internazionale. È nell’accordo costituente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite "stabilire l'esistenza di qualsiasi minaccia alla pace, alla violazione della pace o all'aggressione" e adottare azioni congiunte militari o non militari per "ristabilire la pace internazionale e la sicurezza” ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite (2). Tale azione è soggetta al veto da parte dei membri permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia.

Mi ha molto colpito la notizia dell'avvocato americano che si è dato fuoco per protestare contro il degrado ambientale del pianeta.

Mi ha colpito non tanto per il sacrificio umano, quanto piuttosto per l'inutilità intrinseca del gesto.

David Buckel era un attivista, e come avvocato in passato aveva difeso la causa dei diritti dei gay e transessuali. Come ambientalista viveva il suo messaggio in prima persona: riduceva al minimo il consumo personale dell'acqua, e andava al lavoro a piedi per non consumare combustibili fossili.

Ma il suo gesto rimane assolutamente inspiegabile, di fronte alla prevedibile irrilevanza che avrebbe avuto nel mondo. Innanzitutto lo ha compiuto da solo, all'alba in un parco deserto di New York: solo uno jogger ha visto le fiamme da lontano, ed ha avvisato la polizia. Dopodichè i media si sono degnati appena di dare la notizia, più che altro per un (probabile) senso di dovere verso chi ha compiuto un gesto così estremo.

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(Per gli sviluppi sulla questione siriana utilizzate l'articolo precedente).

Viene una certa nausea, a vedere le stesse dinamiche che si ripetono all'infinito. Gli americani inventano false flags, i media gli fanno da cassa di risonanza, e poi gli americani attaccano il bersaglio che avevano scelto già molto prima della false flag.

Poi dopo un po' salta fuori che la false flag era - appunto - falsa, ma ormai il fatto è avvenuto, la gente dimentica, e si può ricominciare daccapo.

Non se ne può più. Se esiste un inferno, i primi che dovrebbero andarci sono i giornalisti che avallano con la loro finta ignoranza questa sequenza infinita di bugie vomitevoli.

Massimo Mazzucco

Le audizioni di Mark Zuckerberg di fronte al congresso americano hanno rimarcato, in modo pubblico e inequivocabile, quanto profondo sia oggi il Digital Divide, ovvero quella linea di separazione che divide in modo irreversibile coloro che utilizzano Internet da coloro che non lo fanno.

Il confronto fra Zuckerberg e i poteri istituzionali è stato soprattutto un confronto generazionale, nel quale i senatori si dimostravano decisamente come dei pesci fuor d'acqua, nel cercare di porre domande imbarazzanti al giovane imprenditore della rete.

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