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Questa storia della manina comincia a diventare interessante, perchè ciascuna delle ipotesi possibili comporta un retroscena di per sè devastante.

IPOTESI "MANINA": La prima ipotesi è che veramente qualcuno della Lega abbia interpolato il testo incriminato per fare un favore all'elettorato di destra, decisamente più interessato di quello dei 5 Stelle ad un qualunque "aiutino" sul fronte dell'evasione. Che la "pace fiscale" piaccia più a destra che a sinistra non è un mistero per nessuno.

IPOTESI "MANO MORTA": La seconda ipotesi è che Di Maio abbia fatto una sceneggiata, per far digerire al popolo 5 Stelle una misura che egli in effetti aveva concordato con Salvini, ma che non aveva il coraggio di difendere pubblicamente.

Oggi ho ricevuto questa mail, che pubblico insieme alla mia risposta.

"Caro Massimo, avendo visionato il tuo documentario sulle cure proibite del cancro la mia necessità è quella di poter accedere alla documentazione che attesta la veridicità delle cure in oggetto. Per esempio il metodo Gerson del quale le informazioni dicono essere state pubblicate solo in Europa. In realtà se possibile, vorrei tutto, tutto ciò che hai di possibile documentazione che possa attestare che oggettivamente hanno funzionato/funzionano. Altrimenti vorrei mi indirizzassi circa il dove reperire le informazioni. Ho fame di informarmi e informare e, sapendo che puoi capirmi perfettamente, ti condivido che in ciò si racchiude un mondo. Grazie e ti chiedo di perdonare la mia incisività, è dovuta solo al fatto che non ho più tempo da perdere."

Nei giorni scorsi Claudio Messora ha denunciato il grave problema dell'inquinamento dovuto ai roghi dei depositi illegali di rifiuti tossici.

Quello dell'inquinamento del territorio italiano è un problema di fondamentale importanza, sul quale è necessario al più presto accendere i riflettori del mainstream.

La fotografa Silvia Tenenti ha viaggiato attraverso l'Italia, raccogliendo le testimonianze di alcune delle persone che vivono nelle zone più inquinate del paese (fra cui la zona di Taranto, di Casale Monferrato, e quella del vicentino), le cui patologie sono collegate al forte inquinamento ambientale.

 Le Terre dei Fuochi - di Silvia Tenenti - CHIEDI ALLE VITTIME

Chiedi a loro e ti risponderanno che siamo tutti coinvolti. Non solo gli avvelenatori noti e quelli che smaltiscono i rifiuti tossici. Anche chi tace, chi si volta per non vedere, chi teme di perdere il lavoro, chi non è sicuro, chi si vergogna della propria malattia è complice. E lo ammette. Siamo abituati a vedere sui giornali e alla televisione le immagini dei siti compromessi dall'inquinamento. In questo lavoro i soggetti sono le persone colpite dai danni delle attività inquinanti che in alcuni casi perdurano da decenni.

Vi sono due casi recenti - quello di Riace e quello di Lodi - che suggeriscono come la Lega possa facilmente compiere dei passi falsi nella sua strategia anti-immigrazione. E questo, a lungo termine, potrebbe daneggiare il governo intero (nel senso di una sostanziale perdita di consensi sull'argomento immigrazione).

Nel caso di Riace, l'errore sta nell'aver voluto puntare i riflettori su un sindaco che ha molti più argomenti a suo favore che non argomenti contro: per quanto lo si possa accusare, tecnicamente, di non aver seguito certe procedure di legge, il suo merito di aver creato un ottimo esempio di integrazione è innegabile. E ora che le questioni legali passano in secondo piano, quello che resta nella percezione della gente è che un sacco di immigrati che stavano bene e che si erano integrati serenamente con la popolazione locale ora dovranno andarsene da Riace (oppure dovranno rinunciare ai sussidi, che equivale in qualche modo ad obbligarli ad andarsene).

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Curiosamente la rivelazione del carabiniere Tedesco, che ha denunciato i propri colleghi per aver pestato a morte Stefano Cucchi, non ha destato nessuna sorpresa dal punto di vista del contenuto delle sue dichiarazioni: lo avevamo capito tutti che Stefano Cucchi non era morto per un attacco di influenza.

La vera sorpresa ci deriva dal fatto che sia improvvisamente crollato il muro dell'omertà, che proteggeva le reali circostanze della sua morte.

Quello che infatti faceva più male del caso Cucchi - oltre ovviamente alla morte crudele del ragazzo - era proprio la sensazione di impotenza che tutti proviamo di fronte ad una verità palese, che viene negata per puro interesse corporativo.

di Felice Di Giandomenico (Adonis)

Viviamo nell’era del “pensiero unico” e del “politicamente corretto”: un’era in cui si è imposta un’omologazione e un’adesione incondizionata “della massa” a stili di vita e modi di percepire la realtà confezionati ad hoc da un sistema-potere le cui parole d’ordine sono: buonismo, consumo, economia, mercato e benessere a tutti i costi. Ma spesso, i costi di questo presunto benessere tanto ostentato risultano piuttosto alti.

Volendo dare una definizione semplice ma chiara di pensiero unico, è possibile considerarlo come una sorta di conformismo globale, dove la massa si allinea, spesso in maniera acritica, a modi di percepire i fatti della vita condizionati e/o imposti in modo più o meno occulto, dal sistema-potere.

Con il termine politicamente corretto (politically correct), invece, ci si riferisce in particolare al modo con cui si esprimono determinate idee o opinioni facendo bene attenzione a non sforare in presunte volgarità o cadere in atipici atteggiamenti attraverso i quali si rischia di essere tacciati di razzismo, fascismo, stalinismo, rossobrunismo, omofobia, ecc.

Per alcuni, il pensiero unico è una forma “pervasiva e capillare” di un totalitarismo democratico incombente, incalzante, che sta avanzando a gran velocità servendosi soprattutto della tecnica della persuasione coercitiva o lavaggio del cervello che dir si voglia. Spesso, quando si parla dei condizionamenti e delle suggestioni prodotte da tale totalitarismo democratico, ci si riferisce alla metafora della “rana bollita”, efficacemente proposta dal grande linguista e teorico della comunicazione Noam Chomsky nel suo libro “Media e potere”.

Il secolo 19º è il secolo che vide la nascita delle vaccinazioni di massa, e con essa vide anche un feroce dibattito che prese forma, già allora, fra vaccinisti e anti-vaccinisti. Del gruppo dei secondi faceva parte lo scrittore William White, che nel 1885 - dopo l'introduzione dell'obbligo vaccinale in Inghilterra - scrisse il libro "The story of a Great Delusion" (La storia di una grande illusione). Quelli che seguono sono alcuni estratti dalla prefazione del libro.

[Nota storica: prima della vaccinazione vera e propria, inventata dal medico inglese Edward Jenner, si praticava la variolizzazione, che consisteva nel contagiare direttamente le persone con una forma leggera di vaiolo tramite una escoriazione cutanea "arm to arm" (da un braccio all'altro), dalla persona già contagiata alla persona sana. Questa pratica sarebbe poi stata sostituita dall'inoculazione diretta del virus del vaiolo preso dalla mucca (da cui il termine "vaccino")].

La storia di una grande illusione - di William White

[Il libro inizia con una citazione di Thomas Carlyle] "Quando il mondo intero afferma, e continua a ripetere qualcosa all'infinito, si verifica un fenomeno singolare che i tedeschi chiamano "sciamare", ovvero il raggruppamento degli uomini in sciami [oggi diremmo "gregge", NdT], generando vere e proprie meraviglie quando si ritrovano in questa situazione miracolosa. È singolare, nel caso degli sciami umani, la assoluta unanimità e convinzione para-religiosa con cui le più stupide assurdità possano essere percepite come assiomi di Euclide, e non come articoli di fede. Assiomi ai quali non soltanto devi credere - a meno che tu sia profondamente malato - ma che devi anche spingere ad essere messi in pratica (se solo sei una persona dotata di onore e moralità), e che devi veder realizzati senza esitazione, se vuoi che la tua anima si salvi." - Thomas Carlyle

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Un documentario estremamente interessante, che racconta di un esperimento eccezionale, condotto da Luc Montagnier per dimostrare le teorie sulla memoria dell'acqua di Jaques Benveniste. Ma racconta anche dell'ennesimo esempio di oscurantismo scientifico, perpetrato nel nome del dogma imperante. L'introduzione è di Roberto Germano.

Fonte Pandora TV

di Marco Cedolin

C'é molto fermento in questi ultimi mesi nelle grandi multinazionali farmaceutiche, quella ristretta casta di semidei impegnati nel vendere a tranci la nostra salute un tanto al chilo al mercato della speranza e della disperazione.
 
Dall'inizio del 2018 non si riesce a tenere conto delle acquisizioni e delle fusioni intervenute all'interno di Big Pharma, tanto è alto il loro numero. Nel mese di gennaio la francese Sanofi ha acquistato per 11,5 miliardi di dollari l'azienda statunitense Bioverativ, specializzata nell'emofilia e la Celgene ha acquisito Juno Therapeutics, specializzata nelle cure per il cancro, sborsando la cifra di 9 miliardi di dollari, mentre a lungo si è ventilata l'ipotesi di una colossale fusione fra Pfizer e Bristol Myers, finora non ancora andata in porto.

Ma ciò che più ha fatto scalpore è stata l'acquisizione intervenuta lo scorso giugno della tristemente nota Monsanto, da parte del colosso tedesco Bayer per la strabiliante cifra di 63 miliardi di dollari.

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