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LETTERA AI RAPITORI DEGLI OSTAGGI Questa lettera è stata spedita al Corriere della Sera e a Repubblica. Nessuno dei due ha ritenuto di pubblicarla. *** di Massimo Mazzucco 26.4.04 - Mi rivolgo ai rapitori degli ostaggi italiani come il cittadino qualunque che sono, nella speranza proprio di rappresentare il pensiero, se non di tutti, almeno di buona parte dei miei connazionali. Perchè tutti i difetti si potranno riconoscere a noi italliani, ma non certo la mancanza ultima di buon senso. Già il ricatto in sè, specialmente se imperniato sulla vita stessa degli individui, è una delle azioni più deplorevoli che si possano immaginare, ma voi avete voluto mettere in scacco un intero popolo, il nostro, ponendogli un’alternativa chiaramente inaccettabile, oltre che impraticabile. Mentre voi stessi vi trovate in una situazione poco agevole, poichè, come immagino, sarete convinti che dall’esito di questo braccio di ferro possa dipendere buona parte del futuro della vostra nazione. Ovvero, avete creato una situazione nella quale, se “sbagliamo” noi (nei vostri termini), ci rimettiamo quello che voi riterrete sia il nostro prezzo da pagare, ma se “sbagliate” voi, nel senso che non otterrete nulla di utile alla vostra causa, ci rimette tutta quella fetta di futuro nazionale che appunto contavate di poter determinare. E visto che la partita, al punto in cui siamo, ben difficilmente porterà vantaggi ad alcuno....
SCACCO AL RE Alla faccia dei “beduini”. La mossa recente dei sequestratori degli italiani ha tutto il sapore di un geniale ribaltamento scacchistico. Mentre hanno lasciato crogiolare chi voleva farlo nell’illusione di un “tutto risolto”, alla tarallucci e vino, hanno scavato una fossa da cui ormai, del nostro governo, emerge a malapena la testa per respirare: o manifestate contro voi stessi, dice l’ultimatum, o uccideremo i vostri compatrioti. Un paio di commenti sono d’obbligo: 1) Non per nulla esiste un proverbio, ...
FERNANDA ALENE: una testimone scomoda.

Leader storica del femminismo (quello "costruttivo", che ci ha portato divorzio, aborto, leggi contro la violenza ecc.), Fernanda Alene era già un'italiana ai tempi in cui Mussolini usciva di prigione, e fa sentire la sua voce ogni volta che la storia ci venga presentata in maniera troppo confusa, accomodante, o troppo di parte. Purtroppo per molti infatti, e nonostante l'incalzare della gioventù, la sua memoria rimane pura e cristallina.

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[lib]26mch500.jpg[/img] STA TORNANDO LA DEMOCRAZIA? di Fabio de Nardis 26.4.04 - L’America progressista finalmente si ribella al conservatorismo di Bush e delle gerarchie cattoliche, che con l’ultimo editto vaticano mostrano chiaramente di voler condizionare le presidenziali di Novembre. Ieri, a Washington, centinaia di migliaia di persone hanno marciato sulla National Mall per dire “No” al rigurgito contro-riformista del governo repubblicano, e per rivendicare il diritto sacrosanto della donna a decidere sul futuro della propria gravidanza. Loro la chiamano “reproductive freedom” (libertà di riproduzione), e il “partito” a favore dell’aborto è il “pro-choice”(per la scelta), mentre gli antiabortisti sono i “pro-life”. Ha detta di molti si è trattato della più grande manifestazione femminista nella storia dei movimenti in America, superiore nella portata anche alla grande mobilitazione del 1992. Le stesse forze dell’ordine, che negli USA non giocano al ribasso come in Italia, dichiarano che il numero dei partecipanti è stato tra i 500.000 e gli 800.000. Hanno sfilato ordinatamente, tutti uniti e compatti per rivendicare il diritto fondamentale all’autodeterminazione. E dopo anni di apatia, si sono rivisti i giovani ...
LETTERA APERTA A GAD LERNER (Facendo finta di essere un giornale importante), pubblichiamo la “lettera aperta” di una nostra collaboratrice a Gad Lerner, in occasione della sua ultima puntata della trasmissione televisiva “L’Infedele”: Egregio Signor Lerner, da tempo rispetto la sua serietà professionale e la sua coerenza di pensiero, ma l’altra sera, seguendo la puntata de l’ Infedele "Gli italiani e il mestiere delle armi", ho purtroppo dovuto sospendere questo giudizio, in attesa almeno di un suo chiarimento. Il suo collage di frasi e personaggi storici infatti, costruito sia sfruttando la presenza di Ermanno Olmi (che ingenuamente ha concesso le splendide immagini del proprio film), sia saccheggiando a piene mani la miglior tradizione eroico- risorgimentale, strideva in maniera grottesca ...
C’ERA UNA VOLTA LA SCHIAVITU’... di Massimo Mazzucco Oggi non è più come una volta, quando i bianchi sbarcavano con le loro navi in un qualche punto della costa centafricana, accalappiavano un centinaio di abitanti del luogo, e li sbattevano sottocoperta per trasportarli in America e venderli come schiavi. No, oggi a diventare schiavo ti convincono. Con educazione. Un rapporto appena uscito dell’UNICEF sull’ “human trading” – letteralmente, “traffico di umani” - presenta dei dati da far rizzare i capelli: su 51 nazioni africane ben 45 praticano ancora regolarmente lo “schiavismo legalizzato”. E fra i vari paesi committenti – udite udite - l’Italia spicca fra i primi in assoluto. Il meccanismo è collaudato, riguarda soprattutto bambini e ragazze giovani, e pare che nessuno abbia troppo interesse a metter in guardia i cittadini delle varie nazioni “fornitrici”. Questa è la storia di una normalissima ragazza nigeriana, che un giorno torna a casa e trova, seduto in salotto con mamma e papà....
LA CHIESA AMERICANA:
EVANGELISMO, FONDAMENTALISMO, CAPITALISMO.

Raccolta Articoli

AMERICA: SEMPRE PIÙ LONTANA, MAI COSÌ VICINA

Noi italiani abbiamo avuto da sempre un rapporto di amore-odio con gli Stati Uniti. Anzi, di entusiasmo-disprezzo, per essere più precisi. Da una parte, dice la battuta, l’America è il paese dove una pizza ti arriva addirittura prima di un ambulanza, dall’altra è il paese dove la pizza ti arriva appunto prima dell’ambulanza. Dipende da dove la guardi.

Certo non è facile farsi un’opinione bilanciata sugli Stati Uniti, la cui realtà è estremamente complessa, e la cui storia è decisamente diversa da quella di tutte le altre nazioni: questo è infatti l’unico paese al mondo che è stato creato dall’oggi al domani, esattamente come una società sportiva, una fabbrica di confetture, o un sito internet: ieri non c’era, oggi c’è. Sono arrivati dei pellegrini in nave, hanno piantato i loro bei “paletti”, (continua...)
LA CROCIATA INFINITA

16.3.04 - Bush non è un burattino della destra evangelista americana. La guerra in Iraq non ha motivazioni a sfondo religioso. Il rispetto per l’Islam è assoluto. Il carattere laico dell’operazione “Iraqui Freedom” è fuori discussione.

Peccato che dei cinque civili ammazzati oggi in Iraq – ufficialmente ingegneri civili, dediti al progetto di purificazione delle acque attorno a Mosul - quattro fossero invece dei missionari della chiesa battista della Virginia del Sud, in abiti civili. Trovano così conferma le voci che erano circolate l’anno scorso, (continua...)


LA MULTINAZIONALE DELL'INCENSO, E LA STRANA MORTE DEL PRETE PEDOFILO
(Estate 2003)

Una accurata lettura della versione ufficiale, riportata dal New York Times (acclusa), suggerisce, fra le altre cose, che i pedofili abbiano un apparato respiratorio completamente diverso dal nostro.

 (Leggi articolo)
GIUSTIZIATO E FELICE DI MORIRE. La ragione sta tutta nei suoi occhi.

Paul Hill, il più noto dei cosiddetti "abortion clinic killers", è stato messo a morte tre giorni fa nello stato della Florida, con iniezione letale. Nel 1994 aveva ucciso a sangue freddo, con due colpi di fucile, un dottore di una di queste cliniche e la sua guardia del corpo. 

La tragedia, già grande in sè, diventa enorme - e sintomatica - se si considera il passato di quest'uomo. Guardatelo bene negli occhi: se indovinate che mestiere faceva Paul Hill, prima di diventare omicida, avrete certo capito qualcosa di importante dell'America di oggi ... (leggi articolo)

OPERAZIONE "ARROGANZA INFINITA"
Il problema a questo punto è patologico.

24.9.03 - All'indomani dell'ennesima occasione sprecata da Bush alle Nazioni Unite, un tentativo di comprendere un tipo di comportamento - quello dell'intera amministrazione repubblicana - che per molti di noi risulta semplicemente inspiegabile.

(leggi articolo)



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 IN SUD-AMERICA NON VOGLIONO LA DEMOCRAZIA
 
di Fabio de Nardis

24.4.04 - In uno studio recentemente pubblicato dal Programma Sviluppo delle Nazioni Unite, emerge che la maggior parte dei sudamericani accetterebbe un ritorno all’autoritarismo, se questo comportasse un miglioramento delle condizioni economiche e sociali. Dal rapporto si rileva anche che la classe dirigente non riesce a dare corpo a politiche pubbliche di ampio respiro, a causa della continua intromissione degli Stati Uniti e dei troppi vincoli all’attività di governo posti dalle istituzioni internazionali (leggi FMI). La ricerca copre un arco temporale di tre anni, e si basa su una rilevazione condotta in 18 paesi: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Domenicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela. Sono tutti paesi di recente democratizzazione, di cui solo tre possono contare su una tradizione democratica di oltre venticinque anni.

Su 18.643 intervistati, il 58% si dichiara convinto che al Presidente debba essere lasciata la possibilità di agire fuori dalla legalità; il 56% crede che...
LETTERA AL DIRETTORE DI "LA STAMPA" - non pubblicata - in occasione del rientro in Italia dei Savoia, presentato in maniera decisamente accomodante da Pierangelo Sapegno ("OGGI") il 18.6.03 di Fernanda Alene Egregio Direttore: In quella lontana Torino del 1930 di cui ci parla Sapegno, io già giravo aggrappata alle gonne di mia madre, mentre aspettavo con ansia il mio secondo compleanno. In quella città sono poi cresciuta, e vi ho trascorso anche la maggior parte della mia vita. E di ciò che sostiene Sapegno, speciamente riguardo al carattere dei torinesi, non posso che sottoscrivere ogni singola parola.

I RAGAZZI DELLA MONTAGNA

di Fernanda Alene

E’ giusto ricordare il 25 Aprile. E’ giusto ricordare quelli che sono morti.

Ma non credo che fosse questa l’Italia che avrebbero voluto, quei partigiani. Quelli che chiamavamo “i ragazzi della montagna”. Scendevano la notte, verso le cascine. In quel terribile ultimo inverno, con la temperatura perennemente sotto zero. Non aprivano la porta con un calcio. Come facevano i tedeschi. Chiedevano se c’era un pò di latte caldo, o qualche uovo. Chiedevano se potevano rimanere qualche ora nella stalla, al coperto, per scaldarsi. Lì qualcuno si addormentava sulla paglia, qualcun altro cantava sottovoce “Ma che importa se ci chiaman banditi...” Poi verso l’alba una voce forte chiamava “Sveglia, compagni, è ora di tornare sù!”

Li chiamavano ribelli, ma per noi ...

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UN CALCIO AI MILIARDI PER MORIRE FRA LE CAPRE di Massimo Mazzucco 23.4.04 - Se a chiunque di noi chiedessero di scegliere, arrivati a 27 anni, se diventare centravanti della “regina” del campionato, oppure andare a fare il soldato in Afghanistan, sull’aereo che parte per Kabul ci starebbe di sicuro tre volte il carico dell’Arca di Noè. Ma “loro”, evidentemente, sono diversi. Loro – giusto o sbagliato – a certe cose ci credono. E così è stato per Pat Tillman, la "perla" degli Arizona Cardinals: in un luminoso giorno di qualche anno fa si ritrovava, oltre che sposato da pochi giorni, con un contratto sul tavolo da 9 miliardi di dollari, per cinque anni, per passare ai campioni in carica del St. Louis Rams. Un film. Ma il giorno era il 20 Settembre del 2001, e le rovine fumanti di Manhattan non avevano ancora smesso di restituire gli ultimi sopravissuti dalle macerie delle torri abbattute. E Tillman, ferito al cuore per un gesto che lui sentiva come un’offesa a tutta la sua nazione...

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