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di Music-Band

Dovevo aspettarmelo, era da troppo tempo che i media spingevano la macchina della propaganda a velocità folle, eppure per qualche insana ragione che è più incoscienza che positivismo, uno spera sempre che il peggio non accada mai e così ho fatto quello che di solito fanno tutti: ho ingannato me stesso; invece di prepararmi in anticipo alle nefandezze che stavano prendendo forma, ho ignorato le nubi che si addensavano all'orizzonte limitandomi a una sterile indignazione per l'arroganza e le balle quotidiane propinate in blocco dai manipolatori di opinioni, come se a qualcuno fregasse qualcosa del mio disappunto.

E così, quando venne annunciato il decreto Lorenzin che non faceva altro che inserire un nuovo allucinante tassello nella deriva autoritaria imboccata parecchio tempo fa da questo disgraziato paese, la notizia mi travolse quasi come un fulmine a ciel sereno. A volte mi domando se il “Lieto fine” inculcatoci da un secolo di Hollywood come un imprinting materno, non mi abbia reso meno realista.

Nel dichiarare che la guerra in Afghanistan "continuerà finché avremo raggiunto la vittoria finale", il presidente Trump ha affermato insieme una grande verità e una grande bugia.

La grande verità è che i presidenti americani in politica estera non contano praticamente nulla. Già Obama era entrato alla Casa Bianca dichiarando di voler mettere fine all'invasione dell'Afghanistan, ma dopo pochi mesi si era trovato a fare marcia indietro, mandando invece altri 30.000 soldati proprio in quel territorio.

Anche Donald Trump aveva, fra le sue promesse elettorali, quella di "mettere fine all' invasione inutile e costosissima dell'Afghanistan", ma dopo pochi mesi ha invece dovuto dichiarare, appunto, che la guerra continua fino a nuovo ordine.

Evidentemente c'è qualcosa che il neo presidenti non sanno, e che vengono ad apprendere soltanto dopo essere entrati nell'ufficio ovale.

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(Per i fatti di Barcellona utilizzate l'articolo precedente - Grazie)

Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sè il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all'attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del "perchè?"

I telegiornali si concentrano esclusivamente sul che cosa, evitando accuratamente di porsi domande scomode. E così la gente smette di ragionare. Assimila e accumula informazioni assolutamente inutili sulla probabile parentela fra due dei sospettati, sulla strana vicenda dell'Imam di Ripoll, o sui possibili collegamenti fra la villetta esplosa il giorno prima e la strage delle Ramblas.

Si finge di cercare meticolosamente ogni possibile collegamento ai livelli pù bassi della piramide, mentre si evita accuratamente di guardare ai livelli più alti.

Un altro islamico. Un altro furgone. Un'altra lunga lista di morti e feriti inutili.

Inutili perchè non ci sono rivendicazioni. E anche quando ci sono, queste rivendicazioni sono talmente vacue e ridicole che è come se non esistessero.

Ho sentito voci, in TV, che suggerivano un legame fra la scelta di Barcellona e il fatto che la Catalunya voglia diventare indipendente. Ma non avrebbe senso, per due motivi. Primo, i catalani non sono gente che si lascia impressionare facilmente, e non basta certo un attentato del genere per fargli cambiare idea. E, secondo, non si spiegherebbero allora gli attentati fin troppo simili a quest'ultimo del ponte di Londra, del mercatino di Amburgo, oppure lo stesso attentato di Nizza della scorsa estate.

Tutti attentati compiuti con autoveicoli utilizzati per falciare la gente, il cui unico legame fra loro sembra essere proprio la assoluta mancanza di senso per ciascuno di loro.

di Marcello Pamio

Ennesimo caso di cronaca nera che riguarda un neonato. Questa volta tocca a Monza dove una bimba di 4 mesi dentro la sua culla ha smesso di respirare. Inutile sottolineare che quando un neonato muore non esistono parole per descrivere il dolore per l’intero pianeta.

Le parole però non devono più rimanere nascoste quando si tratta di denunciare al mondo una pratica che solo delle poveri menti ignoranti o in totale malafede non vogliono o non possono vedere. Mi riferisco alle vaccinazioni pediatriche. Avete letto bene. Mentre la medicina allopatica, quella non democratica che si arroga il diritto di sapere tutto e imporre al mondo scientifico e ai medici i protocolli delle lobbies, si arrampica inutilmente sugli specchi, i neonati continuano a morire come le mosche.

Ecco come spiegano la Sids (acronimo di Sudden infant death syndrome), cioè Sindrome della morte improvvisa infantile, dette anche «morti bianche» o «morti in culla».

La situazione dei migranti nel mediterraneo diventa ogni giorno più paradossale.

Tre anni fa i barconi carichi di migranti arrivavano fino alle nostre coste, e i pescatori locali uscivano in mare per andarli a prendere e portarli a  riva. Poi le navi hanno iniziato a salvarli in mezzo al mare. I barconi lanciavano un messaggio di S.O.S. dal mare aperto, e le navi delle ONG gli andavano incontro per recuperarli. Ultimamente le navi hanno iniziato a spingersi sempre più avanti, fino ad arrivare a prelevarli quando ancora si trovano nelle acque libiche. Mancava solo di stabilire un regolare collegamento di traghetti fra la costa libica e quella italiana, e il paradosso era completato.

Ma a questo punto qualcuno lancia l'allarme, insospettito da questa eccessiva premurosità nell'andarsi a cercare il naufrago a tutti i costi. Il procuratore di Catania Zuccaro accusa le ONG di essere finanziate direttamente dai trafficanti.

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E' vero che quando qualcuno si presenta parlando "in nome della scienza" nasce immediato il sospetto di una fallacia ad autoritatem, o meglio di una forzatura da parte di chi voglia imporre a tutti i costi una certa linea di pensiero, facendosi scudo appunto con "la scienza". (La recente esperienza dei vaccini è stata esemplare in questo senso).

Ed è questo sicuramente anche il caso dello scoop del New York Times, che ha anticipatamente reso pubblico un rapporto governativo sui cambiamenti climatici, la cui data ufficiale di pubblicazione era prevista per il 2018. Anzi, la giustificazione del NYT per questa pubblicazione anticipata è stata proprio "per evitare che gli uomini di Trump modifichino, taglino o sopprimano del tutto le informazioni scientifiche contenuto nel rapporto".

Il quale - se fosse necessario dirlo - stabilisce "oltre ogni ragionevole dubbio la componente umana nel fenomeno del riscaldamento globale".

Ragazzi, ho bisogno di un consiglio da parte di tutti voi: il montaggio del film sulla luna è finito, e sto iniziando a farlo vedere ad alcuni amici. Un paio di loro mi hanno suggerito di non usare più la classica voce narrante (quella di tutti i miei documentari), ma di usare invece la mia. I motivi per cui lo hanno suggerito non ve li dico, per non condizionare il vostro giudizio.

Vi chiedo semplicemente di giudicare cosa sia meglio, secondo voi, invitandovi a "votare" non tanto per simpatia, ma tenendo ben presente il fine ultimo, ovvero il maggior successo possibile del film. Ho montato due clip, ciascuna nelle due versioni: prima il narratore professionista, poi la mia voce. Vi prego di elencare dettagliatamente i pro e i contro di ciascuna opzione, in modo da poter fare la scelta giusta per il film.

Grazie a tutti

M.M.

I cosiddetti "difensori della democrazia" venezuelani - così vengono definiti dai media occidentali gli oppositori di Maduro - ricordano molto da vicino i famosi "ribelli moderati" finanziati dalla CIA per abbattere Assad in Siria. Quelli che si mangiavano il cuore degli avversari appena uccisi in battaglia, tanto per capirci.

Nel video, Orlando Figuera viene prima linciato e poi bruciato vivo dagli avversari di Maduro [IMMAGINI FORTI, ANCHE ALL'INTERNO].

di Attilio Folliero

Aveva finito la giornata di lavoro, tornava a casa, era di pelle oscura, un afro-venezuelano. Orlando Figuera  cercava  una stazione del metro. Dimentico di trovarsi nella zona chic di Altamira e Chacao, quella dei più benestanti e reazionari di Caracas. Lì vivono soprattutto i discendenti dei migranti Europei. Arrivarono con valigie di cartone e pantaloni rattoppati,  ora vedono come un pericolo tutto il resto dei venezuelani, vale a dire il 95% della popolazione.

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