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[lib]nra-500.jpg[/img] Columbine, 1999. Charlton Heston, presidente della NRA nel 2001

NRA. UNA SIGLA DA RICORDARE, NELL’ANNIVERSARIO DI COLUMBINE.

di Fabio de Nardis

20.4.04 - National Rifle Association. Letteralmente, associazione nazionale delle carabine. Nata a New York nel 1871 per garantire il diritto dei cittadini americani a possedere armi da fuoco (ed usarle all’occorrenza), e’ semplicemente la lobby più potente d’America, ed è letteralmente in grado di fare o disfare un presidente. Per avere un’idea del peso che può avere l’NRA, basti pensare a questo: nel momento caldo del dopo-11 settembre, quando il ministro di giustizia Ashcroft riusciva a far passare una legge repressiva dopo l’altra, l’unica legge che stranamente non trovava posto nel famigerato Patriot Act era proprio quella che imponeva dei controlli più rigidi sull’acquisto di armi da fuoco alle fiere nazionali di settore. Ovvero, mentre si poteva tranquillamente arrestare un marocchino solo per aver pronunciato la parola “tagliacarte”, chiunque poteva andare ad una fiera e portarsi a casa dieci carabine a canne mozze, senza nemmeno che l’FBI controllasse prima la sua fedina penale. La grande “paura” per i terrorismo finiva improvvisamente, laddove iniziava il portafoglio dei produttori di fucili.

E proprio sabato scorso, l’”altro” presidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, è intervenuto alla convention annuale della NRA per mettere in guardia i delegati sulle intenzioni del candidato democratico, John F. Kerry, di rimettere in discussione....

“’AFFANCULO GLI EBREI”? TUTTA ACQUA PASSATA!

Durante la campagna elettorale di Bush padre, nel 1988, avvenne un fatto che fece scalpore in tutti gll Stati Uniti, ma soprattutto all’interno delle varie comunità ebraiche. In attesa di iniziare uno dei mille discorsi dal palco, Bush senior venne avvicinato da Alexander Haig (suo futuro ministro degli esteri), che gli disse qualcosa sottovoce. I due iniziarono una breve discussione, ma proprio in quel momento il tecnico audio decideva di fare la famosa “prova microfono”, e finiva così per rilanciare al mondo il seguente scambio privato:

Haig – .... ma in questo modo ci alieneremmo completamente il voto ebraico.

Bush – (Lett.) Affanculo gli ebrei! Tanto quelli per noi non votano comunque.

Oggi evidentemente le cose devono essere un pò cambiate. Ecco l’analisi di Fabio de Nardis:

Sono molti negli Usa a pensare che il recente cambiamento di rotta di Bush sulla questione israeliana sia interpretabile come una mossa per conquistare il consenso della comunità ebraica americana, in occasione delle prossime presidenziali. Sebbene gli ebrei americani rappresentino solo il 2% della popolazione, ed il 4% dell’elettorato, essi sono una componente elettoralmente attiva. Le statistiche mostrano infatti ...

GUARDATE COME MUORE UN UOMO


Pare che prima di essere giustiziato, Fabrizio Quattrocchi abbia cercato di levarsi il cappuccio, affermando: “guardate come muore un italiano”. Non sappiamo se sia vero, ma la voce è stata sufficiente a scatenare un coro di lodi e manifestazioni di orgoglio patriottico in ogni cantone d’Italia. Il ministro degli esteri ha affermato che si tratta di un gesto eroico e tutta la classe politica gli si è accodata, da destra a sinistra, facendo leva sull’infantilismo di un popolo che si ricorda di essere una nazione solo di fronte a un cadavere. Ma l’Italia non ha bisogno di nuovi eroi; ne abbiamo, e abbiamo avuti, già da vendere.

L’Italia ha bisogno di pace, di distensione internazionale, e soprattutto di un governo serio, che sappia...

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PER L’EUROPA UN’OCCASIONE IRRIPETIBILE

di Fabio de Nardis

17.4.04 - L’avvicinamento degli Stati Uniti alle posizioni di Israele ha creato scompiglio tra i leader arabi. Nel recente incontro con Sharon, Bush ha assicurato il pieno sostegno americano al piano del leader del Likud. Ha affemato che le posizioni di Sharon sono ragionevoli e che non è pensabile che i profughi palestinesi ritornino nelle proprie case su territorio israeliano. Una simile presa di posizione ha scatenato un putiferio a cui come al solito ha cercato di mettere una pezza con un giro di telefonate il povero Colin Powell che ormai si è aggiudicato il titolo di “balia dell’anno”.

Il Presidente libanese Emile Lahoud dichiara ...

E’ IN ARRIVO WATERGATE 2?

di Massimo Mazzucco

17.4.04 - Bob Woodward è uno dei due giornalisti passati alla storia per aver provocato, nel 1971, il caso Watergate (“Tutti gli uomini del presidente”), ovvero la caduta di Richard Nixon nel corso del suo secondo mandato. Fu un suo articolo sul Washigton Post, che svelava un fallito tentativo da parte dei repubblicani di piazzare dei microfoni nella sede della campagna elettorale democratica, a scatenare il putiferio.

Ma da oggi Woodward, che non ha mai smesso di scrivere per il Post, rischia piuttosto di passare alla storia come il "serial killer" dei presidenti repubblicani: è in uscita, a giorni, il suo ultimo libro, “Piano d’attacco”, sul quale cominciano già a circolare pesanti indiscrezioni. La chiave del libro è quella di mostrare, in ultima analisi, come la presidenza Bush avesse dato inizio ai preparativi per la guerra in Iraq addirittura nel Novembre del 2001, ovvero due mesi dopo gli attentati di New York, mentre era in pieno corso la campagna in Afghanistan. In qui giorni Bush - secondo le informazioni di primissima mano raccolte da Woodward - avrebbe ordinato in gran segreto a Rumsfeld ....

Dalla Palestina a Rio de Janeiro, un’ideale – e non soltanto – parete di cemento marca sempre più visibilmente la separazione fra i privilegiati e le moltitudini affamate del pianeta.

di Massimo Mazzucco

Ieri Sharon ha riportato una storica vittoria a Washington, ottenendo da George Bush sia il riconoscimento del diritto ad occupare parte dei territori in Cisgiordania, sia una sua vistosa retromarcia sul “no” al muro che il presidente aveva espresso, con teatrale fermezza, non più di due mesi fa. E’ la prima volta nella storia che un presidente americano riconosce ad Israele un qualunque diritto sui territori occupati.

Ovviamente - ha dichiarato Bush alla stampa allibita - sia il diritto a tenersi i territori, sia il via libera per completare il muro, sono solo temporanei. Il giorno in cui ci si sedesse finalmente al tavolo della pace – ha poi spiegato - tutto ciò andrebbe ridiscusso. (Certo, come no? Già Sharon non ha mai avuto nessuna fretta di sedersi nemmeno al tavolino del bar, figuriamoci ora che gli toccherebbe pure ridiscutere quello che è già riuscito ad acchiappare sottobanco, e magari anche buttare giù un pezzettino del suo amatissimo simbolo di fratellanza universale).

E già che il resto del mondo fa finta di non vedere quello che accade in Palestina, ne ha approfittato il governo brasiliano per lanciare un’idea di muro molto simile a quella di Sharon: solo che loro dentro ci vogliono rinchiudere...

MORIRA’ IN PRIGIONE L’UOMO CHE AIUTAVA A MORIRE

Jack Kevorkian oggi se lo ricordano in pochi. Una decina di anni fa salì alla ribalta delle cronache, come controverso promotore di una nuova tecnica, da lui messa a punto, detta dei “suicidi assistiti”. Al malato terminale, che voleva porre fine alla propria vita, lui procurava un marchingegno che il malato stesso poteva azionare, quando volesse, per immettere nel proprio corpo una dose chimica letale. Era insomma l’equivalente di lasciare una pistola carica sul comodino, a chi fosse in grado di tirare il grilletto.

Questo aveva ovviamente scatenato polemiche infinite, da parte soprattutto della destra cristiano-fondamentalista americana, che non accettava in nessun modo che qualcuno potesse fare della propria vita ciò che meglio crede. E su Kevorkian l’avevano avuta vinta.

Dopo aver procurato più di 130 suicidi assistiti, il dottore infatti aveva commesso un grosso errore, quando si era illuso, nel 1998, di poter propagandare a livello nazionale la propria idea: in un documentario girato dalla CBS, si era fatto riprendere mentre...

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IL RWANDA RICORDA I MASSACRI. ABOLENDO UFFICIALMENTE LE ETNIE.

di Massimo Mazzucco

Dieci anni fa, nel giro di poche settimane, venivano trucidati 800.000 fra Tutsi e Hutu “moderati” – da parte degli Hutu più estremisti - sotto gli occhi di un mondo che stava annoiato a guardare. Il Rwanda infatti non ha mai avuto un’importanza strategica, e non ha nè petrolio nè altre particolari ricchezze da offrire, in cambio della “protezione” di una qualche potenza mondiale. Così profondamente è stato lacerato il tessuto sociale del tempo, che oggi il Rwanda è il paese al mondo con la più alta percentuale di minorenni come capo-famiglia: un nucleo famigliare su cinque ha alla propria guida un dieci-dodicenne al massimo.

La vergogna di questa tragedia è poi macchiata all’inverosimile dal fatto che ai massacri abbiano contribuito, in maniera sostanziale, preti e suore della chiesa cattolica. Se questi non riescono a farsi conoscere per albergare pedofili in quantità industriali, ...

“LADY ARROGANCE” SUPERA LA PROVA DEL FUOCO. ALMENO IN APPARENZA.

di Massimo Mazzucco

Non è bruciata viva, ma che la sua testimonianza sia davvero stata utile al futuro dell’amministrazione resta tutto da vedere.

Dopo settimane di accese discussioni, che hanno coinvolto l’intera nazione, Condolezza Rice aveva dovuto cedere ed accettare di apparire sotto i riflettori – e soprattutto sotto giuramento - davanti alla commissione indipendente sull’11 Settembre (la commissione ufficiale ha già concluso i lavori l’anno scorso; questa è stata voluta di forza dai parenti delle vittime, insoddisfatti dai risultati soporiferi della precedente).

Tesa e concentrata come Gloria Swanson all’ultimo ciack di Sunset Boulevard, ha respinto punto per punto ogni accusa, implicita ed esplicita, che arrivasse da destra come da sinistra (la commissione è composta da 5 democratici e 5 repubblicani, ma questi ultimi non sono certo fra i più teneri con l’amministrazione Bush riguardo al pre-11 Settembre). L’accusa, contenuta nel libro di Richard Clarke da poco uscito, è di aver ignorato decine di avvisaglie che indicavano l’imminenza dell’attacco a torri e Pentagono. (Per coloro che sono convinti che invece l”abbiano – come minimo - lasciato succedere”, ovviamente non ci sono altre risposte da dare). A sentire invece Condolezza, che compare nella versione “innocenza perduta”, Bush “aveva ben chiara la necessità di combattere il terrorismo, ma...

E’ L’INIZIO DELLA FINE?

Chissà che cosa passa per la testa dei generali dell’armata più potente del mondo, ora che ben dieci città irachene (non è che ce ne siano molte di più) sono totalmente o parzialmente tornate sotto il controllo delle milizie locali. Di sicuro la scelta di applicare il pugno di ferro, senza poi avere sottomano i mezzi per contenere la prevedibile risposta, non parla molto a favore della lungimiranza del comando USA. Ieri hanno addirittura bombardato una loro moschea, con la puerile scusa che era diventata un centro operativo anti-americano.

Ma sotto c’è probabilmente molto di più.

Oggi sono infatti trapelate da Washington indicazioni su un poderoso braccio di ferro che sarebbe in corso fra Pentagono e Casa Bianca, nelle persone del vice-presidente Cheney (nei momenti delicati Bush lo mandano regolarmente a casa sua, in Texas, a “riflettere” lontano dalle leve di comando) e di Donald Rumsfeld, ministro della Difesa e capo del Pentagono. La questione è ...

SADR “FUORILEGGE” COME NEI WESTERN: E’ BREMER LO SCERIFFO.

di Massimo Mazzucco

Il comando USA in Iraq, sotto il proconsole “civile” Bremer (fino all’altro ieri un normalissimo pezzo grosso del Pentagono) ha fatto oggi l’unica cosa che il buon senso consigliava di non fare, in un momento delicatissimo per l’intero esito della faccenda irachena: ha dichiarato Sadr “fuorilegge”, ed ha emesso contro di lui un mandato di cattura, proprio come nei “wanted” dei film western. Solo che qui il pistolero non è proprio dei più solitari.

Sadr è infatti asserragliato da due giorni nella sua moschea, e circondato da centinaia di fedelissimi, che sono più che pronti a morire per quello che anche uno molto meno fanatico di loro considererebbe giusto: il diritto alla parola.

La stupidaggine infatti di avergli chiuso di prepotenza il giornale locale, solo perchè ...

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